Telecamere

Da qualche giorno, su una delle mail list che seguo sta imperversando una discussione sulle telecamere di sorveglianza. Colgo lo spunto per parlarne qui.

C’è da avere paura della micro-criminalità?

Personalmente, credo di si. Non è questione di immigrati. La violenza verso le persone indifese, come donne, bambini ed anziani, è sempre esistita ed esisterà sempre. Nasce dalla miseria, che spinge a rubare e rapinare, e da problemi psicologici che non possono essere risolti con facilità (violenza sulle donne e sui minori a fini sessuali).

Oltre a questo, c’è un evidente (e non nuovo) problema di gestione di altri rischi: gente che guida sotto l’effetto dell’alcool e delle droghe, rapine a mano armata ai danni di portavalori, atti vandalici ai danni delle auto e dei monumenti e via dicendo.

Una sana dose di paura è necessaria. Come dice un proverbio siciliano, “la paura guarda la vigna”.

Le telecamere sono una soluzione?

Si, sono una soluzione. La “vecchia” generazione di telecamere permetteva già di registrare immagini utili alle indagini ed alla identificazione dei colpevoli. La generazione attuale di telecamere permette anche di intervenire, ad esempio avvisando i criminali che li si sta osservando ed intimando loro di interrompere l’azione criminosa. In alcune applicazioni (militari, in USA ed in altri paesi), sono già disponibili telecamere associate ad armi (sia letali che non letali) comandate a distanza. In questo caso, la presenza delle telecamere diventa anche un modo per intervenire a distanza ed interrompere l’azione criminosa con le buone o con le cattive.

Con questi presupposti, è veramente difficile sostenere che le telecamere non siano utili alla lotta contro il crimine. Di fatto, sono dei veri moltiplicatori di forza per gli operatori di polizia.

Le telecamere sono un problema?

Si, sono un problema ma non per il motivo che abitualmente si crede. Ovviamente, è vero che le riprese delle telecamere sono anche una intrusione nella sfera personale del cittadino ma questo non è il problema più serio. Può darci fastidio l’idea che qualcuno possa seguirci passo passo durante la nostra passeggiata in città ma questo è solo uno degli aspetti inquietanti della faccenda.

La trappola della biometria

L’aspetto più inquietante dell’intera faccenda è un altro. Le telecamere di questa generazione sono già in grado di registrare l’audio (anche in mezzo al rumore del traffico ed anche ad una certa distanza) e di riconoscere le persone (sia dai tratti del volto che dalla sagoma corporea che dall’andatura che dal vestiario).

In altri termini, si può delegare ad una serie di telecamere il compito di riconoscere tutte le persone che partecipano ad una manifestazione (anche se sono decine di migliaia) e di tracciarle fino a casa una per una. Si può anche registrare (e trascrivere su file in modo automatico) tutto ciò che queste persone dicono.

Se avete partecipato a qualche manifestazione contro Berlusconi o contro Veltroni, adesso sapete quale rischio correte.

Giusto per completare l’opera, sappiate che alcune telecamere ad alta definizione sono in grado di registrare l’immagine dell’iride ed effettuare il riconoscimento in base a quello, anche da una certa distanza.

Tutto questo è già inquietante ma è roba da ridere rispetto a quello che si può fare incrociando questi dati con altri, provenienti da altre fonti.

Il telefono cellulare

Se avete il vizio di tenere il cellulare sempre acceso, sappiate che l’operatore di telefonia (e quindi la Polizia) vede la vostra SIM spostarsi nelle strade con una precisione di qualche metro. Vi ricordate che avete dato la carta d’identità al commerciante quando avete comprato la SIM, vero?

L’automobile

Se poi, al termine di una passeggiata salite su una automobile, ricordatevi che l’auto ha una targa e che le telecamere la possono vedere, leggere e memorizzare in automatico, associandola ad altri dati.

Ah, se poi avete un telepass…

Il bancomat

Immagino che non vogliate fare due passi in centro senza nemmeno prendere un aperitivo. Se pagate con il bancomat…

Se pensate che tutto questo sia un problema relativo, grazie al fatto che queste informazioni sono accessibili solo alla Magistratura, vi invito a ricordare lo scandalo delle Intercettazioni Telecom, il prezziario e l’elenco di servizi che alcuni operatori disonesti fornivano a chiunque fosse in grado di pagare.

Quando avete finito di preoccuparvi per questo, ripensate anche alle porcate di cui siamo stati testimoni durante le elezioni del 2005 (secondo governo Prodi).

Non viviamo in Svizzera od in Svezia. Questa è l’Italia. Lo stesso paese che è stato governato per 20 anni da Benito Mussolini e per altri 50 dalla mafia (vedi “Processo Andreotti”).

L’authority è una soluzione?

Ma figuriamoci!

L’authority per la privacy ha ben pochi strumenti per opporsi alla situazione che si sta venendo a creare.

Se una soluzione esiste, sta nella creazione di comitati misti (polizia/cittadini) delegati alla conservazione ed al controllo delle registrazioni. Deve essere dato diritto di parole (e di voto) a chi subisce gli effetti di questo tracciamento, non a chi ne gode i vantaggi.

C’è modo di sfuggire?

No.

È illegale accecare le telecamere, in qualunque modo, anche temporaneo e parziale.

È anche illegale nascondere il volto. Gli arabi, abituati al burka, sembrano ignorarlo ma è così. Si tratta di una eredità legale degli anni di piombo.

In ogni caso, è inutile: si può facilmente riconoscere una persona dalla corporatura, dall’andatura e dalla voce.

Alessandro Bottoni

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Comments
4 Responses to “Telecamere”
  1. aleritty ha detto:

    Sui gsm (quindi senza gps integrato) io ero rimasto al raggio di 200m per la triangolazione.
    Sicuro che si arrivi alle decine di metri?
    (ovviamente il raggio non diminuisce la problematicità della cosa…)

  2. MG ha detto:

    Dipende da quanti sono i ripetitori in zona in grado di coprire il gsm in quel momento.
    Se c’è un solo ripetitore nella cui cella tu sei attivo, allora il limite di distanza dipende dalla copertura di quel ricevitore.
    Se passi ad una cella successiva su altro ripetitore, allora tu ti stai muovendo necessariamente al limite della portata di quei due ricevitori.
    Una cartina e un compasso bastano per trovarti.

    M.

  3. Adam Trema ha detto:

    CIAO.
    INERESSANTE, SUL SERIO. IO HO PUBBLICATO QUALCOSA DI SIMILE PROPRIO STAMATINA.
    MA NON PASSAE A VEDERLO!

    SLEEPLIKE.WORDPRESS.COM
    SALUTI
    (ADAM)

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