Visco, la Democrazia ed il Buongoverno

Il 29 Settembre del 1973, l’allora presidente della Repubblica Italiana Giovanni Leone firmò il Decreto N° 600 che prevedeva, tra le altre cose, la pubblicazione dei dati dei redditi dei cittadini italiani presso le sedi dell’anagrafe dei Comuni. Il governo in carica in quel momento era Presieduto da Mariano Rumor. Che persone degne di rispetto fossero questi politici, e quindi da quale pulpito venisse la predica, lo potete verificare da soli leggendo le pagine di Wikipedia che li riguardano.

Questa oscura, e ormai dimenticata, leggina NON ha permesso di sapere, ad esempio, chi abbia fornito a Silvio Berlusconi i 55 miliardi di lire (circa 300 milioni di euro di oggi) che gli sono serviti nella seconda metà degli anni ’70 per dare vita alle sue televisioni e per impadronirsi, per via mediatica, della fragile democrazia italiana. Questa oscura e dimenticata leggina ha invece fatto sentire il vice ministro Vincenzo Visco nella posizione legale di poter di mettere su Internet, a disposizione di tutti (cinesi inclusi) i dati della denuncia dei redditi del 2005 di TUTTI gli italiani.


Si, anche i vostri.


Trasparenza e Democrazia

Questo triste episodio ha dimostrato, al di là di ogni ragionevole dubbio, che la semplice disponibilità pubblica di informazioni non è segno di trasparenza o di democrazia. La trasparenza e la democrazia sono salvaguardate quando vengono portate a conoscenza delle persone i dati che le riguardano in modo diretto. Quando si pubblicano su Internet i fatti personali di un intero popolo si fa della demagogia e del gossip. Nient’altro.


Avrebbe avuto una certa rilevanza riuscire finalmente a scoprire chi finanzia Berlusconi da oltre 40 anni (e quindi chi può esigere il pagamento di “dividendi” di vario tipo dal nostro Presidente del Consiglio) ma questo non è mai stato possibile e non lo sarà mai. Allora ci è stato dato il “contentino” di sapere quanto dichiara il fruttivendolo, in modo che sia possibile contestargli il prezzo troppo alto delle zucchine.


Dalle mie parti, questo si chiama “prendere per il culo la gente”.


Democrazia e Buongoverno

Negli ultimi 20 anni, molte democrazie occidentali sono state il palcoscenico di un frenetico laboratorio di nuove tecniche demagogiche. Si è iniziato con il presidentattore Ronald Reagan in USA (1981-1989), si è passati per la sorella cattiva di Mary Poppins, Margareth Thatcher (1979-1990), per il fascista di sinistra Tony Blair (1997-2007) e si è finito con l’ipnotizzatore di casa nostra (1994-13415 ed oltre). Queste sperimentazioni hanno dimostrato al di là di ogni ragionevole dubbio che la democrazia è schiava della demagogia. Detto in altri termini, non si può accedere al potere politico senza prima accedere agli studi televisivi ed alle viscere degli elettori (il cervello non è coinvolto nel processo elettorale e nel gioco democratico). Questa triste constatazione ha portato molti a disprezzare la democrazia, come ha fatto Massimo Fini, o ad astenersi dal voto.


Personalmente, credo che questo sia il frutto di un equivoco. Come cittadini di democrazie fragili e imperfette, ci sentiamo traditi dalla democrazia. Questo è del tutto comprensibile. Tuttavia, la democrazia non ne ha colpa: siamo noi che ci aspettiamo dalla democrazia qualcosa che essa non ci può dare.


La democrazia è nata per uno scopo preciso e lo assolve in modo brillante: la democrazia serve per evitare le lotte di potere condotte con le armi e per evitare le guerre civili. In questo suo ruolo di “calmante” sociale, la democrazia ha ottenuto un successo clamoroso, eclatante ed innegabile. La democrazia fa benissimo il suo mestiere.


La democrazia non è invece nata per dare ad una nazione un buon governo, qualunque cosa si intenda con il termine “buon governo”. Anzi: la democrazia non si pone nemmeno l’obiettivo di dare ad una nazione un governo qualsiasi. Infatti, non sono rari i casi di elezioni che non producono una maggioranza stabile. La democrazia non è in grado di svolgere un mestiere per il quale non è stata progettata.


La democrazia non può dare un buon governo a nessuno perché è un processo statistico (demografico) e come tale esprime la volontà di una maggioranza. La maggioranza di una popolazione distribuita in modo statisticamente normale è una media. In altri termini, è qualcosa di assolutamente, irrimediabilmente mediocre.


Si può avere un buon governo attraverso strumenti diversi dalla democrazia?

No.


Si, avete letto bene: non si può avere un buon governo con nessun mezzo (a parte la pura, sfacciata ed immeritata fortuna). O, per dirlo in altro modo, non esiste nessun metodo conosciuto che permetta di dare qualche “garanzia” sul fatto di ottenere, alla fine del processo, un governo migliore da quello che si ottiene abitualmente dalle nostre squallide tornate elettorali.


Qualunque metodo che si possa immaginare, può solo selezionare le persone più egocentriche ed aggressive (come avviene nei sistemi non democratici) o le persone più mediocri (come avviene nelle democrazie). Non esiste nessun modo per selezionare (“eleggere”) le persone “migliori” per il banale motivo che non esiste un modo di misurare la qualità delle persone. In che senso A è migliore di B? E come misuriamo questo suo “essere migliore”?


Il ruolo della Sinistra

le democrazie sono per loro natura di destra. Dato che il meccanismo elettorale seleziona la persona più visibile e più vicina alle viscere dell’elettore, le democrazie finiscono per selezionare chi agisce in modo da rendersi visibile e da allettare l’elettore stesso, cioè le persone come Berlusconi. La destra si distingue dalla sinistra proprio per questo atteggiamento strumentale nei confronti della ideologia e della politica. Detto in altro modo, la destra è interessata al potere, non ai programmi, ed agisce in modo da conquistare il potere, senza perdersi in chiacchiere sull’uso che ne verrà fatto in seguito.


In una democrazia “sana” la sinistra sta all’opposizione.


Molti di noi “sinistrati” tuttavia, non si accontentano di avere un posto in loggione da cui tirar pomodori sul governo in carica. Vorremmo avere la possibilità di dire la nostra e di far evolvere il paese. Si, perché una conseguenza di quello che abbiamo detto è che un governo di destra non può far progredire il paese. Il progresso richiede che vengano messe in discussione le posizioni di privilegio esistenti e che vengano messe in discussioni le convinzioni sbagliate delle “masse”. Non è certo qualcosa che possa fare chi è solo interessato ad ottenere il consenso dell’elettorato per perseguire i propri scopi.


Ed allora?


Allora bisogna imparare ad agire come la destra, pur mantenendo la rettitudine di chi vuole il potere per fare il bene del paese. In altri termini, è necessario che la sinistra cominci ad attrezzarsi di televisioni e di altri strumenti di comunicazione necessari alla lotta politica (gestiti in proprio, non la RAI…). E’ necessario che la sinistra comincia a parlare alle budella degli elettori come fa da sempre la destra.


E soprattutto, è necessario che, una volta arrivata al governo, la sinistra la smetta di fare la guerra ai tassisti, ai fruttivendoli ed ai rappresentanti. I lavoratori dipendenti non sono gli unici “poveri” del paese e la partita IVA non è un segno d’infamia.

Alessandro Bottoni

alessandro.bottoni@infinito.it

alessandrobottoni@interfree.it

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Comments
3 Responses to “Visco, la Democrazia ed il Buongoverno”
  1. Hikari ha detto:

    io, come spesso accade la vedo diversamente. Con grande rispetto, come al solito.

  2. chartitalia ha detto:

    Caro,
    sino a poche ore fa avevo una simpatia quasi sfrenata per il Partito dei Pirati. Dopo questo post e quello su Punto Informatico, vedo con sospetto anche questa organizzazione.
    Questo post, ed il pezzo su PI, sono un delirio totale.
    Magari ritorno domani ad argomentare più diffusamente. Ora voglio solo manifestare la mia più totale disistima in quello che hai scritto.
    Cordialità.

  3. Andy ha detto:

    Caro Alessandro , condivido totalmente il suo pensiero riferendomi anche agli articoli precedenti sulla vicenda.
    Purtroppo in Italia siamo in pochi a pensarla così, io sono stato tacciato di “snobismo” sul Blog di QN per aver soltanto detto che siffatta operazione corrispondeva ad una sorta di voyeurismo fiscale…(vedi rif.Blog Bugialli e F.Ferri)
    Il problema è che in Italia pochi conoscono i propri diritti e doveri e scambiano per conquista democratica qualla che è soltanto una becera operazione di gogna mediatica priva peraltro di qualsiasi crisma di oggettività. Si rinnova l’equazione del perchè gli italiani hanno i governi che si meritano.
    Trovo scandaloso che un servitore dello Stato ad un mese neanche dalla scadenza del suo mandato abbia dato il via ad un operazione criminosa come questa senza aver consultato il garante e guardacaso che si abbia aspettato l’esito delle elezioni per lo sputtanamento globale.
    Rilevo soltanto (e senza che ciò voglia voglia avere una precisa connotazione politica )che poco tempo prima quando uscirono i dati delle dichiarazioni di Prodi sui giornali, si scatenò l’inferno su alcuni funzionari dell’ag. dell’entrate rei di aver “soltanto” grufolato nei computer, e adesso invece per milioni di italiani violati nella privacy soltanto in pochi si sono mossi contro a parte i magistrati come è loro dovere…
    Ancora nessun teorico della cd. “trasparenza a tutti i costi”
    è riuscito a spiegarmi al di là delle considerazioni giuridiche decisive e legalmente non interpretabili come un elastico, dove siano i vantaggi pratici di tale operazione.
    Nessuno!!non esiste nessun vantaggio soltanto danni!
    I motivi di ciò li ha ben esposti Lei, ed aggiungo soltanto che la pubblicazione di quei dati non dice nulla di più di quello c’è scritto, e che spesso le cifre hanno un fondamento e ci può essere una spiegazione per molte cose; non che voglia difendere gli evasori ma questi vanno pescati con ben altri mezzi e metodi.
    Invece si è preferito innescare una specie di caccia alle streghe, o meglio dei processi di piazza dimenticando fra l’altro che in uno Stato Democratico non spetta al cittadino fare indagini fiscali tanto più con uno strumento così inidoneo come è la dichiarazione dei redditi.
    La trasparenza và rivolta verso i servitori dello Stato ed i personaggi pubblici o che svolgono funzioni pubbliche non certo verso i cittadini che invece devono essere protetti in toto dalla privacy o forse qualcuno pensa di vivere in un mondo “perfetto” dove non ci sono odi, gelosie, rancori,guerre commerciali,etc.
    Ormai il danno è fatto le società di Advisor sparse per il mondo ringraziano ed i criminali pure…!
    Lo sputtanamento di chi guadagna poco è soltanto la punta di un Iceberg.
    Cordiali saluti

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