Appunti sulla Sicurezza (non informatica)

Giusto qualche appunto sul tema della sicurezza, che va tanto di moda.

La “risorsa telefoni cellulari”

Non sono in molti a saperlo ma i telefoni cellulari sono delle risorse preziosissime per le forze di polizia anche senza ricorrere alle intercettazioni.

Nel caso del recente stupro alla fermata dell’autobus di Roma, ad esempio, la polizia avrebbe potuto servirsene in almeno tre modi:

  • Per sapere chi si trovava nella zona al momento del fattaccio. Basta consultare i log delle connessioni alle celle (che le compagnie telefoniche devono registrare e conservare per vari anni, insieme ai log delle chiamate). Non si tratta di una intercettazione e non è quindi necessario alcun mandato.

  • Per localizzare e tracciare (con qualche centinaio di metri di precisione) le persone presenti al momento del fattaccio (anche durante le perlustrazioni della zona successive al fattaccio).

  • Per mettere giù un elenco di sospetti da intercettare in seguito (per questo ci vuole un mandato).

Non mi risulta che siano state sfruttate le prime due possibilità.

Al giorno d’oggi, infatti, nessuno (nemmeno gli extracomunitari) gira più senza cellulare. Il cellulare (acceso) funziona praticamente da “braccialetto elettronico” e permette di rilevare la presenza di una persona all’interno di una “cella” telefonica, di seguirla e di associarla ad un numero telefonico (che in seguito può essere intercettato e/o associato ad una persona fisica). Dato che i dati vengono rilevati e conservati a lungo, si possono ricostruire gli spostamenti di una persona anche a posteriori.

Imparare a sfruttare queste tracce telefoniche nel modo corretto è importantissimo per le forze di polizia. Ad esempio, si è arrivati ad identificare le BR che hanno sparato a Marco Biagi solo grazie alle tracce telefoniche lasciate dalle schede (da cabina telefonica e quindi anonime) usate durante i pedinamenti.

Braccialetti RFID

Si era deciso di usare dei braccialetti RFID per tracciare gli spostamenti dei criminali in libertà vigilata.

Che fine hanno fatto?

Perchè non vengono usati per tracciare gli immigrati clandestini in attesa di identificazione/espulsione e per tracciare i pregiudicati pericolosi?

Banca dati biometrica

Prelevare le impronte digitali o dei campioni di DNA a dei cittadini onesti è qualcosa di profondamente sbagliato e di molto pericoloso. Tuttavia, non c’è nessuna ragione al mondo per cui non debba essere creata una banca dati di impronte digitali e di DNA dei pregiudicati.

Qualcosa del genere esiste da anni, grazie anche all’FBI ed all’Interpol, ma sarebbe bello vedere che il governo se ne ricorda, ne parla e cerca di renderla più utile, invece di perdere tempo con altri argomenti, assai discutibili.

Telecamere

Tutti chiedono più telecamere ma non ci sono i soldi per acquistarle e non c’è personale per sorvegliare gli schermi.

Sarebbe cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, riconoscere un consistente sgravio fiscale a tutti i privati che si fanno carico di installare telecamere di sorveglianza a patto che rendano disponibili in tempo reale le immagini alle stazioni di controllo della polizia e permettano alla polizia di utilizzare queste telecamere (magari orientabili) anche per i compiti specifici delle forze dell’ordine, non solo per difendere i beni privati di chi installa la telecamera. Tutto questo nei limiti già stabiliti dalla legge sulla privacy, ovviamente.

Sarebbe anche cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere “attive” le telecamere, con altoparlanti o sirene, in modo da rendere “palbabile” la presenza dello Stato attraverso di esse. Un oggetto statico e passivo può essere utile ma non ha nessun potere di dissuasione. Una sirena e/o un altoparlante potrebbero averlo. Quando si sa per certo che qualcuno ti sta guardando, che sta registrando le immagini, e che una pattuglia è in arrivo, spesso passa la voglia di delinquere.

Infine, sarebbe anche tempo di cominciare a pensare a veicoli automatici di sorveglianza dotati di telecamere. Un piccolo “robot” teleguidato potrebbe facilmente sorvegliare un parco urbano a costi sensibilmente inferiori a quelli necessari per installare decine di telecamere. Questo per non parlare di eventuali battelli a controllo remoto per sorvegliare i mari e le spiaggie del meridione…

Infine, perchè non permettere a dei volontari selezionati di accedere a determinate telecamere di sorveglianza attraverso Internet? Abbiamo bisogno di occhi. Se possiamo trovare dei volontari che non siano dei camorristi, sarebbe il caso di approffittarne.

Illuminazione

L’illuminazione è cosa buona e giusta ma… per piacere, spegnete ‘ste cavolo di luci almeno tra le due di notte e l’alba! Non c’è nessuno in giro a quell’ora (a parte guardie e ladri). Si possono usare telecamere ad intensificazione di luce per questi scopi o normali telecamere affiancate da faretti a bassa potenza. Non c’è bisogno di spendere soldi in queste cose.

I soldi nel materasso

Incredibile ma vero: i “rapinatori da ville isolate” continuano a trovare trippa per gatti. Una grande quantità di persone insiste nel tenere in casa, sotto al materasso, soldi in contanti, gioielli, titoli e altre cose di valore.

C’è bisogno di un corso specifico per spiegare a questa gente che quelle sono vere e proprie esche per i malviventi?

L’unica misura di sicurezza che queste persone riescono a prendere è una cassaforte. In questo modo ottengono il solo risultato di farsi torturare ed uccidere dai malviventi che vogliono sapere dov’è la cassaforte e qual’è la combinazione.

Sarà necessario un intervento forzoso del Ministero dell’Interno per convincere questa gente a consultare una azienda specializzata in sicurezza e sistemi d’allarme? Cosa dovremo inventare per costringere questa gente a depositare soldi, titoli e valori presso una normalissima banca?

Carte di credito/debito

Sarebbe cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, anche impedire, per legge, ai vecchietti di prelevare la pensione in contanti dagli uffici postali. Se si decidesse di depositarli obbligatoriamente su un conto corrente postale o bancario, si riuscirebbe a convincerli a non farsi trovare il 27 di ogni mese, alla stessa ora, di fronte alla stessa sede delle poste, con alcune centinaia di euro in contanti in tasca.

Se certe cose non arrivano a capirle da soli, bisogna “spiegargliele” con qualche incentivo.

Il fatto di non poter più ritirare i soldi in contanti, tutti in una volta, li convincerebbe finalmente ad usare un normalissimo bancomat, con notevole sollievo di parenti, amici e poliziotti.

Conclusioni

Speriamo solo che i Nostri Amati Governanti la piantino di litigare sul tema delle interecettazioni, della separazione delle carriere e su altre questioni astratte e comincino invece a prendere qualche decisione su questi temi.

Un po’ di sano buon senso e di spirito pratico non guasterebbe.

Alessandro Bottoni

alessandro.bottoni@infinito.it

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Comments
2 Responses to “Appunti sulla Sicurezza (non informatica)”
  1. Marco ha detto:

    “Infine, perchè non permettere a dei volontari selezionati di accedere a determinate telecamere di sorveglianza attraverso Internet?”

    Ahem… forse perchè non hai modo di sapere chi c’è davvero davanti al monitor a guardare? magari il “volontario” registrato presso la questura potrebbe essere un incensuratissimo pensionato che poi per quattro soldi gira la password a qualche non proprio ben intenzionato di sua conoscenza? Chi è che va a controllare?
    Forse perché questi “volontari” potrebbero tenersi in casa le registrazioni a tempo indeterminato?
    Forse perché questi “volontari” potrebbero non applicare alla lettera le misure di sicurezza previste dalla legge sulla privacy, magari non ne sono a conoscenza o non ne sono in grado?
    Di solito è un pochettone più facile violare il PC windows di un comune utente che non il sistema informatico della Polizia di Stato o dei Carabinieri, sai com’è… non avevi scritto un paio di post al riguardo?

    “Abbiamo bisogno di occhi. Se possiamo trovare dei volontari che non siano dei camorristi, sarebbe il caso di approffittarne.”

    Hai detto bene: SE. Ma vedi, magari tu avrai tutto il tempo e la voglia del mondo per stare davanti al monitor a guardare la gente che passa col telefono pronto a chiamare la Polizia al minimo gesto inconsulto di qualche perfetto signor nessuno, ma io ho cose più interessanti da fare nel mio tempo libero e nella mia vita in genere – ivi compreso lavorare. E allora, chi mai vorrà fare l’ausiliare della sorveglianza urbana se non un incallito impiccione che non ha bisogno di lavorare per campare? O peggio, un malintenzionato, magari il camorrista di cui sopra che si fa scudo di un irreprensibile pensionato o di un ragazzino (ignari oppure no)?

    Ale, mi stai un po’ deludendo…

  2. Massimiliano ha detto:

    Per cominciare, grazie Alessandro per gli splendidi articoli di questo blog.
    @marco:
    Quest’ articolo e’ altamente propositivo, personalmente non mi sento di giudicare un articolo, o tutto l’operato di una persona da una singola affermazione (in mezzo a molte altre condivisibili) di 3 righe anche se discutibile.

    Ciao

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