Quale parte…

Quale parte del termine “regole” non riescono a capire e/o ad accettare i nostri governanti?

Il Nostro Amato Governo, notoriamente composto da Santi e che lottano quotidianamente per il nostro bene, ha deliberato (in commissione) di presentare un Disegno di Legge Costituzionale per abolire o modificare gli articoli 41, 97 e 118 comma 4 della Costituzione della Repubblica Italiana.

Vedi:

http://www.repubblica.it/economia/2011/02/09/news/cdm_piano_crescita-12239161/

Gli articoli della Costituzione interessati a questa urgentissima “riforma” sono i seguenti.

Articolo 41

L’iniziativa economica privata è libera.

Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

Articolo 97

I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione.

Nell’ordinamento degli uffici sono determinate le sfere di competenza, le attribuzioni e le responsabilità proprie dei funzionari.

Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge.

Articolo 118

Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l’esercizio unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei princìpi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza.

I Comuni, le Province e le Città metropolitane sono titolari di funzioni amministrative proprie e di quelle conferite con legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze.

La legge statale disciplina forme di coordinamento fra Stato e Regioni nelle materie di cui alle lettere b) e h) del secondo comma dell’articolo 117, e disciplina inoltre forme di intesa e coordinamento nella materia della tutela dei beni culturali.

Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà.

Ora la mia domanda è: quale di queste regole, di preciso, impedisce ai privati cittadini od alle aziende italiane di perseguire liberamente i propri legittimi fini di sviluppo economico?

Oppure, detto in altri termini: quale di queste norme trasforma la Repubblica Italiana in un Repubblica Socialista di stampo marxista-leninista?

Oppure ancora: quale di queste banali regole di civile convivenza non riescono a capire e/o ad accettare questi farabutti senza vergogna che ci opprimono da vent’anni grazie ad una lunga serie di evidenti brogli elettorali ed a leggi elettorali truffa che essi stessi definiscono “porcate”?

Ed infine: siamo sicuri che proprio questi siano gli ostacoli che impediscono al nostro paese di avere un normale sviluppo economico? O non sarà piuttosto il peso di mafia, ‘ndrangheta, camorra, affaristi milanesi e politicanti privi di scrupoli?

Sarà davvero così urgente occuparsi ORA di questi articoli della Costituzione, che pure sono lì dal 1947 e sono rimasti in bella vista per tutti i 17 anni di “regno” di questo ometto volgare ed inconcludente?

Alessandro Bottoni

 

L’immagine proviene dal blog di Laura Castelletti: http://www.lauracastelletti.it/ .

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