Intercettazioni ambientali

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In questi giorni, a causa del solito Berlusconi (che, a quanto pare, si è fatto beccare come un cretino, a brache calate tra due meretrici, da una ragazzetta dotata di cellulare/fotocamera), si fa un gran parlare di “intercettazioni ambientali” e privacy. Vediamo un po’ come stanno le cose.

Intercettazioni ambientali

Una “intercettazione ambientale” consiste nella raccolta di fotografie, filmati o registrazioni audio che riguardano la vita privata di una persona come, ad esempio, la registrazione audio/video di una conversazione tra questa persona ed altre persone.

NON ha NIENTE a che fare con le intercettazioni telefoniche, di cui ho già parlato in altri articoli.

Gli aspetti legali

In Italia, come in tutti i paesi civili, un privato cittadino od un’azienda NON può sottoporre a sorveglianza (intercettazione) un altro privato cittadino per nessun motivo. Per essere ancora più chiari:

  1. Un dirigente d’azienda NON può mettere sotto sorveglianza un dipendente.
  2. Un marito NON può mettere sotto sorveglianza la moglie (o viceversa)
  3. Un padre (od una madre) NON può mettere sotto sorveglianza i figli maggiorenni.

Tutto questo, in nessun caso. Neanche se si tratta di una questione di vita o di morte. Vedi:

http://it.wikipedia.org/wiki/Intercettazione

Il privato cittadino che tenta di mettere sotto sorveglianza un altro privato cittadino si espone ad una lunga serie di contestazioni di reato che vanno dalla semplice violazione della privacy (un paio d’anni di galera più centinaia di migliaia di euro di danni più decine di migliaia di euro di spese processuali) fino allo spionaggio industriale o peggio (decine d’anni di galera, milioni di euro di danni).

Solo un Magistrato (il Giudice per le Indagini Preliminari o, in emergenza, il Pubblico Ministero) può emanare un decreto (accompagnato da un motivazione scritta) con cui ordinare l’intercettazione di un privato cittadino (o di un pubblico ufficiale). Nel farlo, il Magistrato si assume personalmente il rischio di finire a sua volta in tribunale, e di beccarsi anni di galera e centinaia di migliaia di euro di risarcimenti danni, in caso di errore o di abuso.

L’Italia (nazione da sempre in ostaggio della mafia, della ‘ndrangheta, della camorra e dell’affarismo alla milanese) vanta una delle legislazioni più restrittive al mondo in tema di intercettazioni. Per confronto, basti pensare che in molti altri paesi civilizzati (UE, UK, USA, etc.) in molti casi la polizia può procedere di sua iniziativa alle intercettazioni senza bisogno di alcun mandato del Giudice.

Tutto questo per dire che NO, sicuramente NO, NON vi stanno intercettando. Se avete questo dubbio, fatevi vedere da un psicoanalista.

In Italia si compiono meno di 10.000 intercettazioni ambientali all’anno (su circa 60.000.000 di abitanti) e chi le subisce sa benissimo di correre questo rischio.

Privacy, Magistratura e Stampa

Ovviamente, un delinquente NON può appellarsi alla legge sulla privacy per sottrarsi alle intercettazioni ordinate dalla Magistratura.

La Magistratura ha l’OBBLIGO di legge di effettuare tutte le intercettazioni necessarie per perseguire un reato, PENA la GALERA per il Giudice che non dovesse ottemperare a questo obbligo. Su questo punto non c’è quindi nessuna discussione da fare e nessuna opinione da esporre. Vedi:

http://it.wikipedia.org/wiki/Azione_penale

ed anche:

Costituzione della Repubblica Italiana

Articolo 112

“Il pubblico ministero ha l’obbligo di esercitare l’azione penale.”

Da http://www.senato.it/

Forse può essere un po’ meno ovvio il fatto che anche la stampa (quotidiani e periodici, ma anche radio, TV ed Internet) abbia il diritto ed il DOVERE di pubblicare queste informazioni.

La violazione della privacy si configura solo quando vengono rese pubbliche informazioni che riguardano SOLO la vita privata di una persona e che sono irrilevanti per la sua vita pubblica. Quando un fatto privato (l’andare a puttane) ha delle conseguenze pubbliche (come la evidente ricattabilità del presidente del consiglio), non è più possibile appellarsi alla privacy.

Molte persone, a partire da Berlusconi, questo banale concetto non lo vogliono capire. Lascio quindi alla Magistratura l’onere di spiegarlo agli interessati.

Riguardo alla stampa, vi ricordo solo questo:

Costituzione della Repubblica Italiana

Articolo 21

“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

Vedi anche:

http://it.wikipedia.org/wiki/Articolo_21_della_Costituzione_italiana

In buona sostanza, le leggi italiane riconoscono alla stampa il pieno diritto di pubblicare informazioni private quando queste sono rilevanti per la vita pubblica e protegge le fonti di queste informazioni.

Questo vuole anche dire che se e quando verranno fuori le famose foto di Berlusconi a brache calate, sarà del tutto inutile tentare di impedirne la pubblicazione per la semplice ragione che si tratterà delle prove di un reato (il favoreggiamento della prostituzione minorile) e di una situazione (la ricattabilità del presidente del consiglio) che hanno una piena ed evidente rilevanza pubblica.

Comunque, torniamo a noi ed agli aspetti tecnici delle intercettazioni.

Bersaglio 1: la casa e/o l’ufficio

Normalmente, si pone sotto sorveglianza la casa e/o l’ufficio di una persona. Per poterlo fare, è quasi sempre necessario poter accedere a questi locali almeno una volta, ad esempio presentando un mandato del giudice al portinaio dello stabile (in assenza del proprietario) o introducendo un infiltrato (un finto idraulico, un finto tecnico dei telefoni, etc.).

Questo però non è sempre vero. In alcuni casi è possibile mettere sotto sorveglianza la casa e/o l’ufficio di una persona senza accedervi. I due modi “classici” per ottenere questo risultato sono la coppia telecamera/microfono laser e le telecamere/microfoni su stelo.

Nel primo caso si posiziona una telecamera di fronte alla finestra della casa/ufficio del bersaglio e si riprende tutto quello che avviene, nella speranza di beccare qualche “labiale” interessante. La telecamera può essere accompagnata da un microfono laser:

http://en.wikipedia.org/wiki/Laser_microphone

http://www.bestlasermicrophones.com/

http://www.williamson-labs.com/laser-mic.htm

Nel secondo caso, si fa un buco con un trapano nel muro della casa (partendo da un locale adiacente o dall’esterno) e si fa arrivare al suo interno uno stelo metallico che regge una microscopica telecamera ed un microfono.

Nel caso di una telecamera/microfono posizionato all’interno del locale, la contromisura ovvia è di non far entrare niente e nessuno senza un’adeguata sorveglianza. Oltre a questo, è possibile cercare le telecamere ed i microfoni nascosti usando una banalissima radio ricevente.

Tutti i dispositivi elettronici, infatti, emettono onde radio. In parte lo fanno deliberatamente, per comunicare con il loro proprietario all’esterno, ed in parte lo fanno a causa della loro stessa struttura.

Spesso basta quindi un’adeguata radio ricevente per rilevare il segnale emesso da una “cimice”. Qualunque ingegnere elettronico (e molti periti) è in grado di effettuare questo tipo di verifica.

Questa è la ragione per cui, quando è possibile, le “cimici” vengono piazzate all’interno di strumenti che già per conto loro emettono onde radio (lettori di DVD, decoder, impianti Hi-Fi, telefoni da tavolo, etc.).

Far arrivare uno di questi aggeggi “taroccati” in casa del “bersaglio” può essere anche abbastanza facile. Basta un regalo od una sostituzione in garanzia…

Tenete comunque presente il fatto che nessuna telecamera e nessun microfono di questo tipo può trasmettere con potenze molto elevate per cui la stazione ricevente deve essere da qualche parte nel raggio di alcune centinaia di metri.

Nel caso che venga usata una telecamera esterna non c’è altra difesa che guardarsi attorno con il binocolo e sperare di beccare il cameraman.

Il raggio laser dei microfoni laser solitamente non è visibile ad occhio nudo (questi aggeggi usano laser ad infrarossi) ma può essere ostacolato in vari modi, ad esempio usando vetri smerigliati alle finestre o proteggendo la luce delle finestre con piante di alto fusto opportunamente piazzate all’esterno. Questa è una delle ragioni per cui i boss della mafia abitano abitualmente in ville circondate da alte mura e da giardini con piante di alto fusto.

Bersaglio 2: l’auto

Scoprire una “cimice” in auto è molto, molto più difficile. Pensate a cosa può succedere quando portate l’auto a fare il tagliando: il tecnico del concessionario (od un tecnico della polizia) può piazzare microfoni, telecamere e rilevatori GPS dovunque.

Una volta piazzate queste cimici, rilevarle è quasi impossibile. L’auto, per sua natura, è piena di ottimi nascondigli e, soprattutto, è piena di emittenti radio (il GPS, il cellulare di bordo, la centralina del motore, le candele, la radio di bordo, etc.) per cui non si può fare una bonifica semplice e veloce, magari usando una radio ricevente.

Bisogna smontare l’auto pezzo per pezzo e verificare che ogni pezzo sia esattamente ciò che deve essere.

Semplicemente impossibile…

L’unico modo di evitare questo tipo di intercettazioni consiste nel supervisionare personalmente ogni intervento che viene fatto sulla propria auto e nel mantenere l’auto sotto una costante sorveglianza (MAI lasciarla parcheggiata all’esterno senza che qualcuno la sorvegli).

Bersaglio 3: la persona

Incredibilmente, è molto, molto più facile sorvegliare la persona come tale che la sua casa o la sua auto. Le ragioni sono due.

La prima ragione è che per poter fare qualcosa di losco un individuo deve per forze di cose entrare in contatto con altre persone e deve accedere a locali che NON gli appartengono.

Basta quindi piazzare una cimice su uno dei suoi sodali (magari “convincendolo” a collaborare in qualche modo) oppure basta piazzare una cimice nei locali che questa persona frequenta. Vi ricordate i camorristi che si sono fatti beccare mentre parlavano tra loro all’interno di un centro ricreativo per anziani?

L’altra ragione è che ormai ognuno di noi porta sempre con sé un telefono cellulare. Trasformare un cellulare in un perfetto dispositivo di sorveglianza è abbastanza facile.

Se il bersaglio usa uno smartphone, per esempio, è possibile piazzare su di esso un apposito programma spia.

Se il bersaglio usa un telefono cellulare tradizionale, invece, può essere necessario rimpiazzarlo con uno identico “taroccato”.

In ogni caso, è relativamente facile utilizzare il cellulare del bersaglio a suo danno. Di conseguenza, è buona norma NON tenere con sé il cellulare (neanche se spento) quando si parla di cose riservate.

Bersaglio 4: gli ambienti pubblici

Infine, va detto che piazzare delle cimici nei locali pubblici è banale. È già successo che alcuni parlamentari si siano fatti beccare mentre organizzavano traffici illeciti al bar, di fronte ad un caffè fumante. Può sembrare incredibile ma… chi ha mai detto che delinquenti e parlamentari debbano anche essere persone intelligenti?

La disinfestazione

Come ho già spiegato, qualunque perito elettronico diplomatosi con la sufficienza è in grado di rilevare la presenza di un apparecchio elettronico (e quindi di una “cimice”) usando una banalissima radio ricevente sintonizzata su alcune frequenze particolari.

Come ho già detto, però, di solito le cimici vengono piazzate all’interno di apparecchi che per loro stessa natura devono emettere onde radio.

Questo vuol dire che è necessario uno specialista in grado di discernere tra ciò che è normale e ciò che non lo è. I tecnici di questo tipo sono abbastanza rari e costano parecchio.

Contromisure Elettroniche

Un modo più semplice di procedere consiste nel saturare l’ambiente di onde radio “parassite” che rendano inservibili qualunque dispositivo elettronico, comprese le cimici. Questi dispositivi si chiamano ECM (Electronic Counter Measure) e si trovano presso i soliti fornitori di materiali elettronici per applicazioni forensi.

Sappiate però che i produttori di “cimici” non sono nati ieri e producono da anni sistemi in grado di resistere a molte di queste contromisure.

Conclusioni

Mio nipote, che ha 14 anni, si è già dimostrato ampiamente in grado di capire questi banali concetti, e di mettere in atto le necessarie contromisure, sin da quando ne aveva 12.

Di conseguenza, il fatto che né il presidente del consiglio né il suo entourage, compresi gli ufficiali dei Carabinieri e dei Servizi Segreti addetti alla sua sicurezza, siano stati in grado di capire questi concetti, e di mettere in atto le più ovvie contromisure dovrebbe costringere a riflettere persino il più coriaceo dei “berluscones”.

In questo momento ci troviamo con un presidente del consiglio (e gran parte del governo) chiaramente sotto ricatto da parte di diverse prostitute minorenni assetate di potere. Queste “signorine” si sono dimostrate in grado di estorcere e Berlusconi praticamente qualunque cosa: milioni di euro, posti in parlamento e chissà cos’altro.

Se questo vi sembra una cosa normale….

Alessandro Bottoni

L’immagine di copertina rappresenta una macchina fotografica russa degli anni ’50 che si ritiene essere stata usata dalle spie sovietiche. L’immagine proviene da Flickr ed è soggetta a licenza Creative Commons:

flickr.com/photos/56435120@N00/3446466559/

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