Donne

Canova-eros&psique3

Oggi, dalle 13:30, al Palasharp di Milano avrà luogo la seconda delle molte manifestazioni organizzate per esigere da Silvio Berlusconi che se ne vada.

In questa occasione, anche moltissimi uomini hanno voluto far sapere alle loro donne ed al mondo intero che non hanno nulla a che spartire con un simile satrapo. Un’azione ammirevole ma anche assai pericolosa perché parlare di donne, alle donne, è sempre molto difficile e pericoloso. Già perché il rapporto che un (pover’) uomo ha con questi esseri è tutt’altro che razionale.

Per tutta la nostra infanzia, sono semplicemente l’altra parte della comunità. Misteriosi esseri intenti in altrettanto misteriose pratiche che implicano l’uso di bambole, vestitini e microscopiche tazzine da tè. Nulla che possa suscitare l’interesse di aspiranti piloti, pompieri e calciatori.

È solo tra i 12 ed 15 anni che la situazione cambia in modo drammatico. D’improvviso, ci si accorge di quanto siano eleganti i tratti del loro viso, di quanto sia vellutata la loro pelle e di quanto sia seducente il loro profumo. Per un breve periodo nella nostra vita si resta incantati ad osservarle. Affascinanti e misteriose statue viventi, degne dell’opera di Canova o di Prassitele.

Questo è forse il momento di massima incomprensione tra uomini e donne. Già, perché la nostra sorpresa di fronte a questo fenomeno della natura è tale da farci dimenticare che dietro quell’aspetto alieno ci sono pur sempre le stesse ragazzine che frequentavano la nostra classe fin dalle elementari. Quando iniziano a parlare ed a muoversi, rivolte a noi, la nostra sorpresa non è inferiore a quella che potremmo provare se d’improvviso una statua di Canova decidesse di muoversi e di rivolgerci la parola. Com’è possibile che un essere palesemente non terrestre come quello possa rivolgersi a noi parlando nella nostra stessa lingua?!

Di solito ci vogliono un paio d’anni per riprendersi dallo shock e riprendere l’abitudine a trattare con questi esseri misteriosi in un modo almeno apparentemente normale. Esseri misteriosi che nel frattempo, però, si inventano un nuovo modo di sorprenderci e di sopraffarci. Già, perché nessuno di noi si noi a quell’età può seriamente pensare di potersi avvicinare a questi esseri alieni a meno di mezzo metro di distanza senza correre seri rischi per la propria integrità fisica. A quell’età il mondo è ancora pieno di commesse, dottoresse, zie e altri animali che ci trattano con materna superiorità. Nessuno di noi si azzarderebbe mai ad avvicinarsi ad uno di questi esseri superiori in modo men che formale. Ed invece, d’improvviso, contro ogni logica ed ogni aspettativa, uno di questi esseri soprannaturali decide di venirci vicino. Molto vicino. E di lasciarsi toccare.

A quel punto, la nostra già limitatissima dotazione di neuroni è completamente spacciata. Il loro profumo ci travolge, ci intossica come una droga, e non si riesce più a pensare ad altro se non all’eleganza delle loro forme ed al calore della loro pelle. Non c’è più spazio per soldatini, gru dei pompieri e palloni originali UEFA.

Riprendersi da questo shock è molto più complicato. Ci vogliono molti anni per riuscire a pacare questa fame insaziabile (nel mio caso una trentina). Nel frattempo è quasi inevitabile ritrovarsi con almeno un paio di figli, una monovolume stracarica di curiosi ammennicoli di plastica ed un mutuo da pagare.

È solo al termine di questo lungo e faticoso cammino che le cose, finalmente, ritornano gestibili. E lentamente ci si accorge di un altro aspetto di queste misteriose creature che riesce ancora una volta a sorprenderci. Qualcosa che agli osservatori esterni forse è sempre stato perfettamente chiaro ma che per noi, intossicati da quel profumo, è rimasto nascosto per anni.

Ci si accorge che questi piccoli extraterrestri, nel bel mezzo all’impressionante casino delle loro complicatissime esistenze, riescono ancora a trovare il tempo per ricamare un bavaglino per l’amica che ha appena avuto un figlio o per cuocere l’agnello per la famiglia a Pasqua. Riescono ancora a trovare chissà dove un sorriso per tutti e ad illuminare la nostra esistenza ancora in un altro modo.

E d’improvviso ci si rende conto che, se anche questi piccoli, eleganti extraterrestri non sono caduti su questo disperato pianeta per salvare l’Umanità intera, di sicuro almeno uno di loro si è preso l’incarico di salvare noi.

Alessandro Bottoni

L’immagine di copertina è “Amore e Psiche” di Antonio Canova e proviene da Wikimedia, sotto licenza Creative Commons:

http://it.wikipedia.org/wiki/Canova

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