È finita la pazienza

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In questi giorni, in tutte le città d’Italia, hanno avuto luogo le cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario. Le cronache che arrivano dai quattro angoli del paese fanno ben sperare:

“VENEZIA – Duro attacco del procuratore generale Pietro Calogero al presidente del consiglio Silvio Berlusconi nel corso del’inaugurazione dell’anno giudiziario di Venezia. «Chi ha ripetutamente accusato i pm di Milano – ha detto nel suo discorso il magistrato – di violare scientemente le regole sulla competenza e di costruire gravi ipotesi di reato su fatti ridicoli e inesistenti, di fare un uso politico della giustizia e di complottare per rovesciare il verdetto del voto popolare, chi ha preannunciato e invocato una punizione ai magistrati per le gravi violazioni asseritamente commesse, non può francamente dolersi se l’interprete obiettivo e sereno giudica i suddetti comportamenti oggettivamente lesivi della dignità di organi dello Stato». ”

“IONTA INTERROTTO – Prima dell’intervento del procuratore, aveva parlato Franco Ionta, capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, inviato dal ministro della Giustizia Angelino Alfano. L’intervento, che ha citato l’informatizzazione della giustizia e l’impegno del governo, è durato più del doppio dei 15 minuti previsti dal programma. Ionta è stato per questo interrotto dalla presidente della Corte d’Appello di Venezia Manuela Romei Pasetti. L’interruzione ha provocato gli applausi e l’ovazione dei magistrati presenti in sala.”

Da “Calogero: da Berlusconi comportamenti lesivi della dignità di organi dello Stato” apparso oggi su “Il Corriere della Sera” online.

Ed ancora:

“ROMA Questa mattina nessuno ha sfilato con la toga sottobraccio in segno di lutto, ha abbandonato l’Aula Magna per protesta o ha esibito la Costituzione per rappresentare il disagio di una intera categoria. A Roma come a Milano, a Palermo come a Torino, i magistrati, che oggi hanno partecipato all’inaugurazione dell’anno giudiziario nei singoli distretti, si sono limitati a prendere le distanze da chi ogni giorno li sottopone ad attacchi feroci.

Tutti i presidenti delle varie sezioni distrettuali dell’Anm hanno letto un documento comune: «Sono contro la giustizia gli insulti, le offese, le campagne di denigrazione di singoli giudici, le minacce di punizione, gli annunci di riforme dichiaratamente concepite come strumenti di ritorsione verso una magistratura ritenuta colpevole solo perchè si ostina ad adempiere al proprio dovere di accertare la commissione dei reati e di applicare la legge in maniera uguale nei confronti di tutti i cittadini». E sono «contro la giustizia le strumentalizzazioni delle inchieste e delle decisioni giudiziarie e l’assurda interpretazione come complotto politico della semplice applicazione delle regole». Inoltre per i magistrati sono «contro la giustizia le iniziative di legge dirette esclusivamente a risolvere singole vicende giudiziarie e che hanno snaturato il processo penale».

Tra gli interventi più duri quello di Gian Carlo Caselli, Procuratore capo a Torino: «La misura è colma. Non la misura della nostra pazienza. Ma vicina al livello di guardia della compatibilità con le regole di convivenza di un sistema istituzionale». «Definire cospiratori coloro che sono portatori di legalità non è solo offensivo, ma è profondamente ingiusto».«Come fosse ossessionato dai suoi problemi giudiziari – ha aggiunto Caselli – il Presidente Berlusconi nel corso degli anni ha moltiplicato gli interventi per indurre nei più l’immagine della giustizia come campo di battaglia di interessi contrapposti, anzichè luogo di tutela di diritti in base a regole prestabilite». «La tecnica della ripetizione che trasforma in verità anche i falsi grossolani – ha aggiunto Caselli – continua a essere applicata in modo implacabile».”

Da “Le toghe: “Basta insulti ai magistrati” Caselli: “Ora la misura è colma”” apparso oggi su “La Stampa” online.

Era ora!

Era ora che i magistrati smettessero di lamentarsi sottovoce per quello che stava succedendo. Era ora che alzassero la voce, con tutta l’autorevolezza che viene dalla loro veste istituzionale e dal loro ruolo.

Noi, cittadini italiani ONESTI siamo dalla parte dei Magistrati – lo siamo da sempre e lo saremo sempre – ma non possiamo difenderli se per primi non si difendono loro stessi.

Sabato 13 settembre saremo davanti al palazzo di giustizia per sostenerli.

Speriamo che per quella data si decidano anche a togliersi gli ultimi guanti ed a fare uso fino in fondo degli strumenti che la legge fornisce loro: Berlusconi ha palesemente corrotto dei testimoni ed ha palesemente inquinato le prove. Per questi reati è previsto l’arresto immediato (più volte messo in atto, anche dalla procura di Milano, nei confronti dei galantuomini di tangentopoli e di molti altri). Sarebbe ora di applicare questo trattamento obbligatorio anche a questo ometto rumoroso ed arrogante.

L’azione penale è obbligatoria. Non c’è bisogno di motivazioni o di scuse per attuarla.

Ed era anche ora che anche i Magistrati cominciassero a mandare pubblicamente a quel paese i fattorini del satrapo. Nè i Magistrati né noi semplici cittadini dobbiamo il benché minimo rispetto a questi cortigiani senza dignità, assunti spesso agli onori di uno scranno solo grazie alla loro supina lealtà al capo. È tempo di prendere esempio da Michele Santoro, da Giovanni Floris e da Gad Lerner. È tempo di smettere di ascoltare in silenzio il fiume di menzogne e di volgarità che proviene da questi portaborse.

È tempo di chiudere la bocca ai guastatori mediatici di Berlusconi e di ricominciare a parlare di cose serie.

Alessandro Bottoni

L’immagine di copertina come al solito proviene da Flickr (flickr.com/photos/wallyg/152445519/) ed è coperta dalla solita Creative Commons. Si tratta di una foto della Corte Suprema di New York, cioè il luogo dove nel 1930 è stato condannato ad 11 anni per frode fiscale Al Capone. Ogni allusione è puramente intenzionale.

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