A ridatece er Mortadella!

Romano_Prodi

Molti osservatori stranieri si stanno domandando già da giorni perché noi italiani non ci decidiamo a cacciare a calci nel culo Silvio Berlusconi e la sua disgustosa corte di nani, maghi e ballerine, esattamente come i Tunisini hanno appena cacciato a calci in culo il loro presidente Ben Alì e come stanno facendo proprio in questo momento gli egiziani con Mubarak o persino i tanto vituperati Albanesi con Berisha.

Dopotutto, sia Alì che Mubarak che Berisha sono persone misurate ed assolutamente “frequentabili” in confronto al sultano di casa nostra. Se quelli sono stati inseguiti dalla folla inferocita coi forconi fino alla frontiera, non si capisce perché non dovrebbe succedere lo stesso, a maggior ragione, con Berlusconi.

Noi italiani, che viviamo questa surreale situazione da quasi vent’anni (e prima abbiamo vissuto una situazione altrettanto surreale con la democrazia cristiana per circa trent’anni e prima ancora con Mussolini per altri venti) potremmo facilmente rispondere che ci abbiamo già provato, più volte ed in più modi diversi.

Non c’è niente da fare: per quanto gli si urli in faccia che ci ha disgustato, questa gente semplicemente fa finta di non sentire.

Potremmo anche rispondere che non c’è alternativa: una volta rimosso Berlusconi saremmo costretti a piazzare al suo posto uno dei suoi dipendenti senza diritto di parola, come Angelino Alfano, Gasparri, Schifani o, peggio, una delle sue Miss Qualcosa improvvisamente assunte all’onore dello scranno parlamentare grazie a virtù sempre più indecifrabili.

Oppure saremmo costretti a insediare sul seggio più alto del Governo Sua Maestà Pier Luigi Bersani, il terrore dei tassisti.

No.

Non è credibile come leader di questa rivolta. Non sarebbe legittimato a guidarla perché non ha mai ottenuto il consenso della maggioranza dell’elettorato.

Eppure, una possibilità di riscattare la nostra dignità ancora esiste: riprendiamoci il Curato di Reggio Emilia, quel Don Mortadella dall’aria rassicurante e dai modi gentili che, unico nella storia d’Italia, è riuscito a battere sul campo, per ben due volte, il feroce saladino di Arcore.

Se c’è qualcuno che  può rappresentare per noi ciò che El Baradei sta rappresentando in queste ore per gli egiziani, quello è Romano Prodi.

Andiamo quindi a riprenderci il Professor Romano Prodi all’Università di Bologna e trasciniamolo festosamente al Quirinale per l’investitura.

Per una volta, fottiamocene allegramente delle buone maniere e dei dettagli burocratici della cosa, esattamente come se ne fotte allegramente da anni il satrapo che ci governa, e riportiamo alla normalità questo paese.

Ci sarà tempo e modo, dopo, per eleggere con tutta calma un leader più agile e moderno. Ora è necessario qualcuno che possa legittimamente rivendicare quello scettro del potere che deve essere strappato di mano al grottesco califfo milanese. Solo qualcuno che è già stato democraticamente eletto (per ben due volte) da questo nostro popolo, e che non ha nessun legame con questo governo corrotto, può ambire a questo ruolo.

Alessandro Bottoni

Comments
3 Responses to “A ridatece er Mortadella!”
  1. BECA scrive:

    e pensare che qualche volta l’ho criticato :)

  2. lordmax scrive:

    ma perché non quacuno di nuovo.
    proprio prodi?
    Ma a questo punto non potremmo richiamare in vita il duce stesso, facciamo prima ed è decisamente meglio, come politico, di tutti quelli che lo hanno seguito.

    • Perché è l’unico che nel corso della sua vita politica sia stato votato (per ben due volte) dalla maggioranza degli italiani, oltretutto proprio quando si confrontava con il satrapo.

      Nessun altro può vantare questo tipo di legittimazione.

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