Mio Dio! Ho 500 SIM telefoniche!

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Può succedere che ci si scopra improvvisamente “intestatari” di centinaia di utenze telefoniche:

“Una ragazza di Catania si scopre intestataria di centinaia di SIM: emerge una truffa che coinvolte il “mercato nero” delle schede di telefonia mobile.”

Da “Migliaia di SIM intestate a clienti ignari” apparsa oggi su ZeusNews.

Ma come funziona questa “truffa” e perché viene messa in atto? Quali rischi corre l’ignaro ed innocente cittadino? Come può difendersi?

Come funziona la “truffa”

Semplicissimo: quando andate a comprare una nuova SIM in un negozio, il commesso è tenuto per legge a registrare i vostri dati (nome, cognome, indirizzo, luogo e data di nascita, codice fiscale o partita IVA, etc.). In seguito, il padrone del negozio (od il commesso) può riutilizzare abusivamente i vostri dati per registrare a vostro nome altre schede SIM di cui voi ignorate l’esistenza.

Perché viene attuata la “truffa”

Queste nuove schede SIM a voi intestate vengono poi rivendute (a caro prezzo) a persone che, per ragioni facilmente intuibili, NON vogliono usare un telefono cellulare intestato a loro stesse. Il caso più classico sono mafiosi, ‘ndranghetisti, camorristi e, peggio ancora, affaristi milanesi che devono organizzare traffici illegali.

Tenete presente che durante un indagine è abbastanza normale trovare un “boss” mafioso con sei o sette telefoni cellulari, tutti intestati a prestanome od a persone del tutto ignare della cosa. Questo spiega anche perché nel corso di un’indagine di Polizia sia abbastanza normale dover intercettare alcune centinaia di telefoni per “tracciare” qualche dozzina di persone.

Ma… devo pagare io il traffico delle 500 SIM?!!

No. Non esiste nessun modo di consumare traffico telefonico a credito. Il criminale che sta usando una scheda SIM intestata a voi deve comunque comprare e pagare di tasca propria il traffico telefonico prima di poterlo usare (e, naturalmente, senza che voi ne veniate informati).

E se viene commesso un crimine?

Questo può essere un guaio. Se, per esempio, qualcuno usa il telefono a voi intestato per organizzare un traffico di droga o per fare minacce anonime a qualcuno, può essere difficile dimostrare che voi non c’entrate.

Se, viceversa, il telefono in questione viene usato per chiamare da una zona dove voi solitamente non andate (magari a Ragusa, mentre voi vivete ad Aosta) oppure se viene usato per chiamare negli stessi momenti in cui voi usate il vostro cellulare per chiamare i vostri amici, allora può essere facile dimostrare che non c’entrate niente ma, in ogni caso, sarà necessaria una perizia tecnica che lo dimostri (qualche migliaio di euro, a vostro carico).

Insomma, ci si ritrova esposti ad un bel rischio.

Come difendersi

Non esiste nessun modo realistico per difendersi da questo genere di truffa. Si, avete capito bene: non esiste nessuna difesa possibile nei confronti di questo genere di abuso.

La legge italiana vi obbliga a presentare i vostri documenti quando chiedete una nuova SIM e quindi,da quel momento in poi, il proprietario del negozio e/o il commesso possono riutilizzare i vostri dati per creare tutte le nuove SIM che vogliono. Non c’è niente da fare.

Come si potrebbe intervenire

Ci vorrebbe una legge che imponesse all’azienda telefonica di inviarvi per posta tradizionale, a casa (magari con una Raccomandata A/R), un avviso con cui vi informa dell’attivazione della nuova scheda a vostro nome, in modo che possiate intervenire.

Ma, lo sappiamo bene, i Nostri Amati Governanti hanno ben altro a cui pensare…

Alessandro Bottoni

L’immagine di copertina proviene da Wikimedia Commons ed è sotto licenza Creative Commons :

secure.wikimedia.org/wikipedia/commons/wiki/File:T-Mobile_SIM_card.jpg

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