Riguardo Nichi Vendola e Microsoft

Ieri pomeriggio, attraverso la mailing list del Partito Pirata (http://www.partito-pirata.it/), ci è arrivata la notizia di questa intesa tra la Regione Puglia e Microsoft:

“Protocollo d’intesa Regione Puglia e Microsoft Italia. Vendola domani a Roma

A Roma domani mercoledì 24 novembre alle ore 15.00 presso la sede della regione Puglia in Via Barberni 36, il presidente della regione Puglia Nichi Vendola e l’amministratore delegato di Microsoft Italia Pietro Scott Jovane sigleranno un Protocollo d’intesa che dà inizio a un importante rapporto di collaborazione. Il fine è quello di promuovere l’innovazione e l’eccellenza nell’ideazione, sviluppo e utilizzo delle tecnologie e delle soluzioni informatiche, valorizzando il ruolo della Regione nelle relazioni dirette con i più grandi gruppi internazionali del settore.”

[Vedi:

http://www.regione.puglia.it/index.php?page=pressregione&opz=display&id=9308 ]

Ovviamente, molti di noi hanno fatto un balzo sulla sedia e nel giro di due ore sono apparsi in rete diversi comunicati di protesta firmati da tutte o quasi le principali associazioni “open” d’Italia (tra cui il Partito Pirata ed ASSOLI).

In serata è arrivato questo chiarimento:

“In questa logica, la Puglia sceglie per la Pubblica Amministrazione l’Open Source, ma non chiude la porta ai grandi competitori internazionali che rispettano la scelta di neutralità tecnologica della Puglia e che collaborano per fare della Puglia e del Sud un polo di eccellenza di questo secolo. Sarà difficile? No, avendo le idee chiare.

La giunta regionale, la settimana prossima, approverà un disegno di legge sull’open source quale sistema di riferimento per l’e-government regionale.”

[Vedi: http://www.sinistraeliberta.eu/articoli/riguardo-l%E2%80%99intesa-con-microsoft ]

In questo momento siamo in attesa di sapere qual’è, nei dettagli, il contenuto di questo accordo e di capire quali saranno le sue ricadute. Nell’attesa, provo a spiegare (per l’ennesima volta) qual’è il problema e qual’è la nostra posizione.

Ad ognuno il suo spazio

Il software commerciale (che di solito è anche “Closed Source”) deve avere la possibilità di esistere e di misurarsi sul mercato con altri modelli di sviluppo.

In primo luogo, questo è necessario per rispettare il sacrosanto diritto degli imprenditori di proporre le loro soluzioni al mercato e l’altrettanto sacrosanto diritto degli utenti di scegliere la soluzione che ritengono più adatta alle loro esigenze.

In secondo luogo, è necessario perché il modello di sviluppo “Open Source” non può soddisfare tutte le esigenze e riempire tutte le nicchie. Tanto per fare un esempio, è veramente difficile pensare ad una versione aperta di certi programmi amministrativi. Scriverli è una tale rottura di balle che nemmeno un santo lo farebbe mai gratis. Inoltre, non ci si può illudere che tra i loro utenti ci sia qualcuno in grado di farlo.

Quindi da parte nostra (Partito Pirata e me stesso, personalmente) non c’è nessuna intenzione di fare una assurda guerra al software Closed Source (od al Software as a Service) per ragioni di principio.

C’è spazio per tutti. Ci deve essere spazio per tutti.

Ma l’open source è destinato a prevalere

Questo non toglie che il modello di sviluppo Open Source, secondo noi, sia comunque destinato a prevalere in almeno il 70 – 90% delle applicazioni sul lungo periodo.

Le ragioni della superiorità “tecnica” del FLOSS (“Free or Libre Open Source Software”) sono sostanzialmente le seguenti.

  1. Il progetto è guidato da molte menti e quindi si hanno più idee e più neuroni per identificare per tempo le idee sbagliate ed eliminarle.
  2. Tra queste menti ci sono gli utenti stessi e gli stessi programmatori. Il progetto va nella direzione più consona agli utenti e più gestibile per i programmatori.
  3. Le molte menti non lavorano per soldi. Non c’è una “hidden agenda” da seguire che possa avere effetti negativi sugli utenti.
  4. I programmatori non hanno “deadlines” da rispettare. Lavorano con calma, al meglio delle loro possibilità.
  5. I programmatori lavorano gratis e quindi fanno solo ciò che è realmente necessario e che ritengono giusto fare. Non ci sono “feature” inutili e discutibili nel FLOSS. Il FLOSS resta sempre semplice e facile da usare.
  6. Utenti e programmatori hanno la possibilità di esaminare il codice. Non è possibile nascondere al suo interno nulla di pernicioso. Anche gli errori di programmazione possono essere identificati e corretti in breve tempo, da chiunque. Per questo il FLOSS è solitamente molto più robusto del software commerciale.
  7. Utenti e programmatori hanno modo di imparare dal codice e dall’applicazione funzionante. Per questo il FLOSS evolve così in fretta.
  8. Normalmente, il FLOSS è creato dai suoi stessi utenti. Al suo interno ci sono le competenze tecniche che guidano il settore (si pensi al software di statistica scritto da statistici universitari) e viene studiato per servire al meglio quel tipo di utenza. In altri termini è contemporaneamente figlio e padre di quella comunità e riempe nel modo più naturale la sua nicchia.
  9. In genere, il FLOSS è anche gratuito. Francamente, è difficile competere con qualcosa che non costa nulla.

Anzi: l’Open Source deve prevalere

I realtà, noi pensiamo che il Software Open Source debba prevalere in gran parte dei settori applicativi anche per delle ragioni molto più serie, di carattere “strategico” o “politico” (cioè legato alla gestione del potere ed alla libertà degli individui):

  1. Nessuno può imporre che la sua evoluzione vada in una direzione non condivisa dagli altri utenti. Questo significa che la prossima versione di un programma FLOSS sarà sempre quella che gli utenti chiedono. Lo sarà sul ramo principale di sviluppo (trunk) o su un fork laterale, ma sarà sempre così. Non ci possono essere “upgrade forzati” ed assurdi, ingiustificati sconvolgimenti dell’interfaccia imposti dall’alto nel mondo FLOSS.
  2. Nessuno può “alzare il prezzo” di un programma FLOSS o porre condizioni inaccettabili per il suo utilizzo. Meno che mai, un programma FLOSS può essere “terminato” in quanto non più redditizio. Non si può restare a piedi con un programma FLOSS. Il FLOSS è un investimento sicuro.
  3. Nessuno può inserire nel codice sistemi che vincolino la libertà dell’utente, come i sistemi DRM. Il FLOSS garantisce la libertà ed il rispetto degli utenti.
  4. Nessuno può inserire nel codice programmi spia o “malware” di altro tipo. Il FLOSS garantisce la sicurezza e la privacy degli utenti.
  5. Il FLOSS può essere distribuito insieme ai suoi documenti. Non può succedere di ricevere un file e non avere il programma con cui aprirlo. Il FLOSS garantisce la interoperabilità e la comunicazione tra gli utenti.

Il FLOSS, quindi, rappresenta una garanzia per l’utente, per il cittadino in genere (anche non utente diretto del FLOSS), per l’intera società e per i suoi enti (Governo, Pubblica Amministrazione, Esercito, etc.).

Per questa ragione, il suo utilizzo ed il suo sviluppo vanno sostenuti e promossi con convinzione da parte della Pubblica Amministrazione e da parte della nostra classe politica.

No, Microsoft proprio no

Alcune aziende, come Microsoft, Oracle ed alcune altre, nel corso degli anni hanno tenuto dei comportamenti così aggressivi e così discutibili nei confronti dei loro concorrenti, dei loro stessi clienti e dell’intera società che le ospita da non poter più essere accettate come “partner” dalla comunità internazionale degli utenti e degli sviluppatori. Basti ricordare che Microsoft è già stata condannata più volte, sia un USA che in Europa, per abuso di posizione dominante. Oracle, da parte sua, ha tenuto comportamenti persino peggiori dopo l’acquisizione di Virtual Iron e di Sun. Comportamenti legittimi sul piano legale, questo è certo, ma non per questo meno discutibili.

Queste aziende, a causa della loro aggressività e della loro tendenza ad usare metodi discutibili, rappresentano un serio pericolo per la libera concorrenza, per i diritti degli utenti, per quelli dei cittadini e per l’intera società umana.

Per questa ragione, molti di noi (me incluso) pensano che aziende di questo genere debbano essere tenute fuori dal mondo della Pubblica Amministrazione, della Scuola e dell’Università. Questo per impedire loro di condizionare, tecnicamente e/o in altri modi, gli enti con cui entrano in contatto. Ad esempio, è necessario impedire che un formato proprietario, come il .DOCX di Word, diventi lo standard de facto dei documenti della nostra Pubblica Amministrazione, della Scuola e dell’Università.

Non importa cosa queste aziende siano in grado di offrire in cambio, sul piano economico o su qualunque altro piano. Tenerle fuori dal nostro mondo è una questione di indipendenza, di libertà e di sicurezza.

Alessandro Bottoni

L’immagine di copertina è un vecchio fotomontaggio che gira da anni su Internet e di cui nessuno conosce l’origine. Se qualcuno riesce a dirmi chi è l’autore e qual’è la licenza assegnata a questa immagine, mi fa un piacere.

Comments
One Response to “Riguardo Nichi Vendola e Microsoft”
  1. Francesco scrive:

    condivido in toto il tuo intervento. la replica del gov Vendola ha solo peggiorato (imho) la sua posizione tenendo conto quelle che erano le posizioni della sua politica in ambito di tematiche vicine all’open source (contenute nel manifesto sinistra ecologia e libertà)

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