Immoralità virtuale, pena reale

“Un uomo di 47 anni dovrà scontare due anni e due mesi di reclusione per pornografia virtuale. La condanna, la prima di questo genere in Italia, è stata decisa dal tribunale di Milano in base a una legge introdotta nel 2006. Nel suo pc l’uomo aveva materiale pedopornografico, ma di carattere virtuale, ossia immagini e video con scene disegnate come cartoni animati ed elaborate al computer, che riproducevano rapporti sessuali con bambini fino al punto di sembrare vere.”

Da “Immagini pedopornografiche ma virtuali: primo caso di condanna” apparso oggi su il Corriere della Sera Online.

Qualcuno di voi mi sa spiegare dove sarebbe il “crimine” in questo caso? Quale sarebbe l’offesa ad altre persone e/o all’intera società che questo “criminale” ha commesso e che la nostra società si sente in obbligo di “lavare” con la galera?

Chi ha subito dei danni a causa dei comportamenti di quest’uomo? La carta e l’inchiostro?

Che tipo di reato è stato commesso, nei fatti? Masturbazione non autorizzata?

Perché uno Stato LAICO come la Repubblica Italiana si sente in obbligo di intervenire con la galera?

Vi do un piccolo consiglio: prima di rispondere, ripetete cento volte la frase “Silvio/Ruby, Silvio/Ruby”. Vi impedirà di dire delle cazzate.

Alessandro Bottoni

L’immagine di copertina è un demo di Second Life preso da Wikimedia Commons:

wikimedia.org/wiki/File:Second_life_demo.jpg

ed è soggetta a licenza GFDL

MILANO -Un uomo di 47 anni dovrà scontare due anni e due mesi di reclusione per pornografia virtuale. La condanna, la prima di questo genere in Italia, è stata decisa dal tribunale di Milano in base a una legge introdotta nel 2006. Nel suo pc l’uomo aveva materiale pedopornografico, ma di carattere virtuale, ossia immagini e video con scene disegnate come cartoni animati ed elaborate al computer, che riproducevano rapporti sessuali con bambini fino al punto di sembrare vere.
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Comments
2 Responses to “Immoralità virtuale, pena reale”
  1. lordmax ha detto:

    Saremo anche uno stato laico ma le persone che lo popolano sono per lo più dei baciapile moralisti e bacchettoni… con gli altri ovviamente.

  2. Mattia ha detto:

    In questo paese il reato è essere pedofili (una condizione), non fare uno di materiale pedopornografico.
    Siamo il paese in cui si fa diventare reato uno stato (la clandestinità), non stupiamoci.

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