Oddio, Microsoft mi si è mangiata il kernel!

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La comunità Open Source è di nuovo in allarme:

“Dopo Sun, fagocitata da Oracle, Novell è il secondo nome storico dell’informatica a concludere la propria avventura come azienda indipendente.”

Da “Novell venduta per due miliardi, i brevetti finiscono a Microsoft

“Si può così supporre ora che, in mano a Microsoft, tali brevetti possano presto essere utilizzati in funzione anti-Pinguino: in particolare, magari, Microsoft potrebbe trovare la strada per ottenere accordi di licenza reciproci con altre aziende che vendono prodotti basati su Linux. Già dal 2006, d’altronde, Microsoft (che sostiene di possedere proprietà intellettuale nel kernel Linux) aveva raggiunto un accordo quinquennale (che scade, dunque, proprio il prossimo anno) con Novell, in cui si impegnava a non far valere i suoi brevetti per quanto riguarda la distribuzione Linux SUSE di Novell e con cui si impegnavano all’interoperabilità. La preoccupazione degli osservatori e dei sostenitori dell’open source è che la strategia di Microsoft sia quella di abbracciare per soffocare.”

Da “Novell venduta, vale più di 2 miliardi

C’è da preoccuparsi?

Non c’è solo Linux

Sul laptop che sto usando per scrivere questo articolo sono installati i seguenti sistemi operativi:

  1. Linux Mint 9 Isadora (una derivata di Ubuntu Lucid Lynx. Non ho ancora installato la Rel. 10, uscita qualche tempo fa).
  2. Windows XP (lo usa mia moglie per un corso d’inglese online).
  3. Backtrack Linux (una distro per il penetration testing)
  4. DesktopBSD (una versione di FreeBSD adattata per il desktop)
  5. Haiku (una versione Open Source di BeOS, in alpha testing, installata come Virtual Machine)
  6. InfernoOS (un S.O. Sicuro usato in alcune applicazioni di rete, installato come Virtual Machine).

Qui sul tavolo ci sono i CD con le ISO dei seguenti Sistemi Operativi:

  1. FreeBSD
  2. OpenBSD
  3. ReactOS (una versione Open Source di Windows NT)
  4. Syllable

E poi, quasi me lo dimenticavo, c’è Minix 3, installato su un’altra Virtual Machine. Nessuno di questi cinque ha niente a che fare con Windows o con Linux. Nessuno di loro dipende da brevetti che possano essere acquistati da chicchessia.

Se date un’occhiata a Wikipedia, potete vedere con i vostri occhi che i sistemi operativi ed i kernel per sistema operativo di tipo Open Source attualmente disponibili sono decine:

http://en.wikipedia.org/wiki/Comparison_of_open_source_operating_systems

http://en.wikipedia.org/wiki/Comparison_of_kernels

Molti di questi sistemi operativi sono già adesso pienamente utilizzabili sia su macchine da tavolo (Desktop) che sui server. Tra questi spicca soprattutto BSD, nelle sue varie incarnazioni. A fianco di questi, esistono decine di sistemi operativi adatti alle applicazioni “mobile” (Smartphone, Table, etc.). Tra quelli già adesso pienamente utilizzabili spicca Symbian (che deriva da EPOC e non ha nulla a che fare con Linux o con Windows). Tra quelli che possono essere adattati alla bisogna in breve tempo (da sei mesi a due anni) spicca Minix 3.

Quindi, anche ammesso che riesca a mettere a tacere Linux, cosa CAZZO s’illude di fare Microsoft?

Linux ha perso? Di sicuro il modello Linux ha vinto

Microsoft ha già perso questo treno. Lo ha perso dieci anni fa, quando non ha avuto il coraggio (e la possibilità legale) di aprire il suo Windows 95 al modello di sviluppo Open Source.

Da allora, lentamente ma inesorabilmente, il suo pubblico ha cominciato a capire che la piattaforma su cui gira il loro software NON può appartenere ad un’azienda esterna. Sarebbe come se le strade appartenessero a Telecom Italia invece che allo Stato Italiano. Nessuno sarebbe disposto a rischiare di dover restare chiuso in casa a vita se qualcosa (un problema economico, un problema legale) gli impedisse di accedere a questa risorsa commerciale e fondamentale.

Le piattaforme usate da tutti devono appartenere a tutti (ed a nessuno in particolare). Nessuno deve essere nella posizione legale di tagliar fuori questo o quell’utente. Questo per evitare quello che è successo solo l’anno scorso quando Virtual Iron è stata comprata e chiusa da Oracle (http://www.theregister.co.uk/2009/06/19/oracle_kills_virtual_iron/).

Le aziende e gli utenti l’hanno capita bene questa lezione ed ormai nessuno è più disposto a legarsi mani e piedi ad un’azienda fornitrice che, a suo insindacabile giudizio, può ricattarti quando, come e quanto vuole.

Questa è la ragione per cui al giorno d’oggi praticamente ogni “device” esistente gira su piattaforme Open Source (e su Linux in particolare).

Dal punto in cui mi trovo, mi basta guardarmi attorno per vedere i seguenti device:

  1. Uno smartphone Android (Linux)
  2. Uno smartphone Bada (Linux)
  3. Un modem/router SmartCom (basato su Linux)
  4. Un videorecorder LG (basato su Linux)
  5. Un televisore Sony (il software di controllo è basato su una versione stripped-down di Linux)
  6. Una “cornicetta” Kodak (Basata sull’ennesima versione stripped-down di Linux montata su una ROM)

Nessuno di questi oggetti utilizza un sistema operativo proprietario. Anzi: persino gran parte del software applicativo che ospitano è di tipo Open Source (le librerie per leggere i file immagine, ad esempio).

Microsoft ha perso. Resisterà ancora a lungo sui Desktop e sui dispositivi mobili grazie alla pigrizia ed all’ignoranza dei suoi utenti ma ha già perso la sua battaglia sia nel settore server che presso le aziende che producono hardware e software (OEM). Tutta questa gente ha già scelto altre strade per le proprie scelte strategiche. È un mercato miliardario che le è sfuggito di mano.

Soprattutto, Microsoft ha perso la sua battaglia per conquistare la gente come me: sviluppatori software ed amministratori di sistema, consulenti e tecnici di assistenza. Questa gente molto spesso la odia (per delle ragioni serissime) e non le fa certo la pubblicità che le servirebbe per sopravvivere.

Quando a darti contro sono proprio gli “Opinion Maker” del settore, come i tecnici, sono cazzi amari. Gli utenti e, peggio ancora, i dirigenti delle aziende dipendono dal giudizio di questi esperti per molte delle loro scelte in questo ambito. Se i tecnici sconsigliano Microsoft (e lo fanno, eccome se lo fanno…), sono guai serissimi per Microsoft dal punto di vista commerciale.

Microsoft è destinata a chiudere. Ci metterà del tempo ma chiuderà. E Linux sarà lì a guardare.

Alessandro Bottoni

L’immagine di copertina è la GUI di Haiku: http://www.haiku-os.org/

Comments
3 Responses to “Oddio, Microsoft mi si è mangiata il kernel!”
  1. lordmax scrive:

    Io non la vedo così semplice.

    Al momento sto usando un linux e sto cercando di lavorare nell’editoria.
    Mi serve un OCR… ce ne sono solo 2 validi e sono solo per windows.
    Mi serve un programma di desktop publishing e ce ne sono solo tre validi e Scribus non è fra loro.
    Chiunque incontro che sia conosciuto nell’editoria (e per questo non è un tecnico informatico) ha mac, sempre mac e solo mac. Non serve a nulla spiegargli che sta pagando il doppio per avere la metà la loro risposta è sempre “sì ma mac e meglio” anche se non sanno il perché.
    Con windows è lo stesso. Per quanto gli spieghi che openoffice è equivalente e/o meglio di office ti chiedono sempre perché il loro documento word (non docx o doc o rtf ma word) non si legge o perde la formattazione.

    Sarà ancora ben dura farlo capire agli utonti che si stanno sparando da soli nei gioielli. ^__^

  2. Lodewig scrive:

    Magari OpenOffice fosse equivalete a M$Office. A casa e nello studio della mia ragazza ( che è in proprio ) uso solo OpenOffice, Nella ditta in cui lavoro , solo M$Office Ma purtroppo non c’è paragone come stabilità e funzioni con M$office,,,, OpenOffice è ancora molto indietro.
    Speriamo che ora Libreoffice si evolva o che Oracle evolva OpeOffice….per ora non è cosi.
    Comunque Openoffice non vuole dire Linux , OpenOffice c’è anche per Windows,

    • MS Word è sicuramente molto più ricco di funzioni di OpenOffice Writer. E’ giusto che sia così, visto che non è un prodotto gratuito.

      Ma ti (vi) servono davvero quelle funzionalità in più? Vi servono al punto di dover pagare per averle?

      Vi servono al punto di LEGARVI mani e piedi a Microsoft per averle?

      Davvero giustificano la dipendenza da un formato di file come .DOC?
      Davvero giustificano l’impossibilità di passarsi il programma insieme al documento che l’ha creato?

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