LibreOffice in LibreCommunity

ThinkFree

Quando l’orco Oracle ha acquistato la Golden Baby dell’informatica, cioè Sun, quasi tutti gli osservatori hanno previsto tempi bui per OpenOfficeOrg e per molti altri progetti Open Source di Sun, tra cui MySQL e OpenSolaris. Come ricorderete, io ero stato più ottimista. Non pensavo che Larry Allison (o chi per lui) fosse così imbecille da buttare a mare la principale risorsa di Sun, cioè l’affetto e la credibilità di cui godeva presso il pubblico. Evidentemente mi sbagliavo. Allison ha affossato OpenSolaris, ha creato abbastanza problemi a MySQL da giustificare il fork di MariaDB ed ora sta affossando OpenOffice. I tempi bui sono arrivati.

Non tutto il male, però, vien per nuocere.

Finalmente Libre

Innanzitutto, va salutata con gioia la nascita di LibreOffice e la sua liberazione dal giogo Oracle. Era ora che la più importante alternativa a MS Office godesse di vita propria. Senza supporto (soprattutto economico), questo è vero, ma anche senza vincoli simil-commerciali a cui dover sottostare.

No OOXML, thanks

Va salutata con gioia anche la conseguente decisione di NON supportare formati pseudo-liberi, come OOXML. Se c’è una cosa di cui OOO NON ha bisogno, sono proprio i compromessi sui formati. OpenOfficeOrg ha senso soprattutto come “portatore sano” di libertà e come implementazione di riferimento dei principali standard del settore. Diversamente sarebbe solo una versione “a ufo” di MS Office.

Gli altri Office

Va anche ricordato che OpenOfficeOrg NON è l’unica alternativa a MS Office. Su Linux (ma anche su MacOS e su Windows, installando Qt) è disponibile anche Koffice. Gnome Office è più immaturo ed è disponibile solo su Linux ma è un’altra validissima alternativa. E poi c’è ThinkFree Office. Insomma: anche se dovesse cadere un meteorite sulla testa di LibreOffice, continua a NON esserci NESSUNA ragione di usare MS Office. Vale la pena di ricordarlo agli utenti (in catene), là fuori.

A quando LibreAccess?

Ora che OpenOffice è finalmente libero, forse vale la pena di ricominciare a chiedersi perché non è mai stata sviluppata una alternativa MS-compatibile a MS Access. Il mondo Open Source aspetta da anni qualcosa con cui migrare le migliaia di piccole applicazioni MS Access. Kexi ha fatto un buon lavoro, così come lo hanno fatto altre applicazioni, ma ancora non c’è una vera alternativa ad Access. Perché?

Il fatto di non avere un’applicazione su cui migrare le applicazioni Access significa lasciare nelle mani di MS milioni di utenti (spesso non felicissimi) e quindi una larga parte del mercato. Davvero è così difficile scrivere qualcosa che accetti un file Access (la parte che descrive la GUI, non il database Jet) e che lo ricrei su qualcosa di analogo (Kexi? OpenOffice Base + qualche tool)?

Scribus e LibreOffice

In modo simile, forse è tempo di porsi nuovi obiettivi, ad esempio nella direzione del DTP (Desktop Publishing). Con l’avvento degli eBook in formato ePub, torna ad essere pressante la richiesta per uno strumento di impaginazione all’altezza dei vari sistemi proprietari, come Quark Xpress e Adobe InDesign. Questa potrebbe essere una interessante direzione evolutiva del progetto ex-OpenOfficeOrg. Sicuramente, sarebbe più interessante (per tutti) del solito lavoro di bug fixing, di adattamento ai tiramenti di culo delle varie piattaforme (Windows 3567 o la versione successiva…) o del solito lavoro di affinamento del codice (a che che serve andare il 10% più veloci in codice se i prossimi processori andranno comunque il 200% più veloci?).

Un Team Manager per LibreOffice

Forse, è anche tempo di ricominciare a pensare a qualche strumento di lavoro collaborativo e di gestione dei documenti. Dopo 15 anni di Internet, la “plebe” là fuori ha finalmente capito che esiste anche la possibilità di avere un repository comune dei documenti, delle policy di accesso personali e degli strumenti di editing collaborativo. ThinkFree Office offre da tempo queste funzionalità di rete. Speriamo che LibreOffice decida di colmare il gap in tempi ragionevoli.

Conclusioni

Non tutti i mali vengono per nuocere. OpenOffice aveva bisogno di una sferzata per ritrovare il suoi spirito creativo e la voglia di migliorare. Speriamo che LibreOffice rappresenti l’occasione giusta.

Alessandro Bottoni

L’immagine è uno screenshot del sito web di ThinkFree Online.

Comments
One Response to “LibreOffice in LibreCommunity”
  1. gerlos scrive:

    Articolo interessante. Non sono però d’accordo quando dici:
    “a che che serve andare il 10% più veloci in codice se i prossimi processori andranno comunque il 200% più veloci?”

    la diffusione esplosiva di smarphone e netbook degli ultimi anni ha dimostrato che non è detto che la potenza di calcolo aumenti sempre e indefinitamente. Anzi, molta gente compra intenzionalmente dispositivi con potenza di calcolo molto più limitata rispetto ai computer desktop correnti. Pensa ad esempio ai processori Intel Atom che equipaggiano molti netbook, che hanno spinto tutti ad ottimizzare i programmi (e hanno affrettato l’arrivo di Windows 7, visto che Vista non era ll’altezza del compito!).

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