“Il fatto quotidiano” quattro mesi dopo…

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… è ancora piantato.

Nei giorni e nelle settimane scorse si sono visti sul loro sito diversi annunci di servizio che avvisavano gli utenti di alcuni possibili disservizi (tra cui il throttling dei commenti) e stamattina – nel bel mezzo di un frenetico martedì mattina! – il sito de “Il Fatto Quotidiano” è nuovamente irraggiungibile (non si sa se per gli annunciati interventi al server o per un semplice sovraccarico).

Che dire?

Beh, innanzitutto, salute! Posso solo essere felice di vedere che “Il Fatto Quotidiano” è diventato così popolare che il suo server non riesce a tenere il passo.

A parte questo, però, sono anche costretto a dire “ve l’avevo detto”. Tre mesi fa avevo previsto che “Il Fatto Quotidiano” avrebbe avuto ancora problemi a causa dell’eccessivo traffico sul suo server. Il fatto che gli amministratori del sito abbiano dovuto disabilitare i commenti in più occasioni dimostra in modo inequivocabile che il server non è in grado di reggere il carico.

Creare e gestire un sito da oltre 100.000 (centomila) visitatori individuali al giorno (e quindi almeno 300.000 pagine visitate al giorno, cioè qualcosa come 5 pagine al secondo durante le 16 ore di traffico diurno) è un compito molto impegnativo, sia dal punto di vista economico che tecnico. In pratica, bisogna mettere in conto almeno qualche migliaio di euro al mese di costi tra il noleggio dei server (il plurale è del tutto intenzionale) ed i costi di consulenza per i tecnici (o gli stipendi di almeno uno o due amministratori/sviluppatori esperti assunti internamente).

Forse è tempo che “Il Fatto Quotidiano” decida cosa vuol fare di questo sito e cominci a valutare seriamente la possibilità di affidarne la gestione ad altra gente, magari ad uno o due professionisti stipendiati direttamente dal giornale. Non credo che, arrivati a questo livello di successo, gli manchino i soldi per affrontare un’impresa di questo tipo (che, ovviamente, ha un sicuro ritorno economico in termini di pubblicità al proprio giornale e/o in termini di rivendita degli spazi pubblicitari).

Forse è anche il caso di cominciare a valutare una piattaforma un po’ più robusta del pur ottimo WordPress. Per esempio il solito http://www.krangcms.com/ che ho già citato in altre occasioni oppure una piattaforma Java (o Scala o Groovy o Ruby) come ne esistono molte, anche Open Source.

Pensare di poter risolvere i “problemi” del sito semplicemente migrandolo su uno o più nuovi server, infatti, è piuttosto illusorio. Il traffico raramente è (o dovrebbe essere) un “problema”. Piuttosto dovrebbe essere un’opportunità da sfruttare o, almeno, il segno che qualcosa sta andando maledettamente bene e che quindi esiste un’opportunità che va sfruttata.

Per sfruttare un’opportunità come questa ci vuol ben altro che il pur eccellente WordPress.

Per concludere, mi permette di fare l’uccello del malaugurio ancora una volta. “Il Fatto Quotidiano” è un sito molto schierato. Ha molti amici ma anche molti nemici, oltretutto nemici che sono noti per ricorrere in modo sistematico ad azioni chiaramente illegali pur di raggiungere i propri scopi. È ovvio che qualcuno di loro, prima o poi, valuterà la possibilità di attaccare direttamente i server de “Il Fatto Quotidiano” per zittirlo e/o per sputtanarlo con un defacement più o meno aggressivo e/o intelligente.

Purtroppo, proprio PHP (e quindi WordPress) è noto per non essere esattamente la piattaforma più “sicura” su cui basare un sito web dinamico…

Spero di non dover tornare l’anno prossimo su questo argomento per dover dire, ancora una volta, “l’avevo detto”…

Alessandro Bottoni

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