Competizione eBook/WWW e Shared Reading

bookliners

In questo periodo, non si fa in tempo a citare un singolo aspetto dell’emergente mondo dell’editoria digitale (eBook) che arriva qualche novità da commentare. Oggi è il turno di Bookliners che, a sua volta, ci fornisce lo spunto per parlare di competizione ebook/web e di shared reading. Ne parla proprio oggi Punto Informatico: “Bookliners, la terza via italiana dei libri”.

La competizione tra eBook e Web

Come ho già detto in altri articoli, gli eBook si trovano compressi tra due temibili concorrenti: il libro cartaceo da una parte ed il web dall’altro. Per i libri più “statici” (solo testo ed immagini statiche, magari solo in bianco e nero) la concorrenza del libro su carta sarà sempre difficile da battere a causa della sensibile differenza nei costi (soprattutto se si considera il costo del lettore digitale). Per i libri più “dinamici” (colore, magari anche audio e video), il vero concorrente è il World Wide Web, dove l’utente/lettore può trovare molto materiale di ottima qualità e spesso gratuito. Inoltre, il web offre il vantaggio di un aggiornamento continuo e tempestivo dei contenuti. In un mondo “always on” come il nostro, il fatto di non poter avere una copia locale del testo non è più un problema da tempo.

Questa competizione ebook/web ha prodotto alcuni modelli editoriali molto interessanti, come Safari Bookstore, Neverend Media e Blio.

Safari Bookstore è, in pratica, un immenso sito web che raccoglie sotto un unico ombrello una moltitudine di sotto-siti, ognuno dei quali è un libro “fatto e finito” (di solito un testo tecnico), disponibile in formato HTML (consultabile online) e PDF (scaricabile e stampabile). Safari è un sito commerciale, accessibile solo dopo aver pagato un abbonamento. L’abbonamento dà diritto ad accedere ad uno o più scaffali della libreria (tutto Java e/o tutto Python, per esempio) per un certo periodo di tempo (uno, tre o dodici mesi, mi sembra). Lo stesso abbonamento garantisce anche il diritto a scaricare e stampare una parte delle pagine di ogni libro in formato PDF (ma mai tutto il libro).

Neverend Media è un’azienda che produce e distribuisce il software di creazione e quello di lettura necessari per trattare un particolare tipo di eBook modulare ed aggiornabile. Questo particolare formato vanta delle caratteristiche di aggiornamento tempestivo molto simili a quelle di un normale sito web, sommate alla facilità di lettura e di stampa tipica degli eBook. In questo momento non è chiaro il modello di business che questa azienda vorrebbe adottare ma è facile immaginare che sia qualcosa come acquisto+aggiornamenti. In pratica, il cliente acquisterebbe l’eBook e potrebbe poi decidere di abbonarsi anche agli aggiornamenti successivi. Un’idea molto valida in ambito tecnico e scolastico.

Blio è un’azienda che produce e distribuisce il software di creazione e quello di lettura necessari a supportare un particolare formato di file che permette di avere eBook davvero multimediali (testo, grafica, immagini, filmati, audio, lettura audio automatica del testo, applicazioni software interattive, etc.). Anche in questo caso, è evidente l’intenzione di competere con il web e con i CD multimediali di buona memoria. Il campo di applicazione più ovvio è la didattica (scuola, università, formazione professionale, etc.).

Reading Communities

Alcuni osservatori ritengono che se qualcosa ancora manca al mondo degli eBook per dare ai consumatori/lettori le stesse soddisfazioni della carta, questo sia una “comunità”. Per questa ragione sono già nate molte comunità di lettori, tra cui aNobii e Goodreads. Nelle intenzioni dei loro creatori (che sono spesso degli specialisti di marketing dell’editoria), questi siti dovrebbero aiutare i lettori ad orientarsi nel mare magnum delle auto-pubblicazioni e pubblicazioni che questo nuovo mercato rende possibile (grazie ai costi di produzione molto vicini allo zero degli eBook).

Nella realtà, se c’è qualcosa di estremamente facile da creare sul web sono proprio i siti di social networking. Di conseguenza, è facile prevedere una esplosione del loro numero e la conseguente vanificazione della loro utilità.

Se c’è una cosa di cui una persona che deve/vuole scegliere tra due tomi da 600 pagine da acquistare e leggere non ha proprio bisogno, infatti, sono altre 600 pagine di commenti tra cui districarsi. Molto meglio il conciso sistema di valutazione e di commento di Amazon, allora.

Modelli ibridi

Altri osservatori ritengono che ciò che manca a questo modello comunitario sia la figura guida dell’editore. Da considerazioni di questo tipo sono nate esperienze come Bookliners (vedi: “Bookliners, la terza via italiana dei libri”).

Bookliners è sia una comunità di lettori (che possono anche condividere libri) sia un bookstore commerciale presso i quali gli editori possono presentare e vendere le proprie opere.

Per certi aspetti, si tratta di qualcosa di simile a Safari Bookstore, soprattutto per il fatto che il lettore non può scaricare il testo ma lo può solo consultare online. Va però detto che Safari è molto meno restrittivo di Bookliners da questo punto di vista e permette di scaricare intere parti dei libri in formato PDF (stampabile). In ogni caso, il fatto di mantenere le copie sul sito è una forma di protezione dalla copia molto blanda.

L’idea di Bookliners di proporre della “anteprime” gratuite dei testi per aiutare l’utente a scegliere è sicuramente lodevole ed integra in modo utile il lavoro di recensione svolto da una classica “community” di lettori. Peraltro, è una possibilità offerta da tutti i concorrenti, a partire proprio da Amazon e da Safari.

La possibilità di condividere commenti e note sembra più utile per testi tecnici che per altri tipi di opere, come la narrativa. Questo, però, deve essere verificato sul campo. Dopotutto, su Flickr e su YouTube non mancano certo i commenti dei visitatori.

Conclusioni

Saranno queste le strade per il successo degli eBook?

Difficile dirlo in questo momento. Personalmente, mi aspetto che il modello “vincente” sia sostanzialmente quello di Safari Bookstore: una collezione di testi disponibili sia online che scaricabili, protetto da un paywall di qualche tipo e/o sostenuto dalla pubblicità (come già avviene per siti di letteratura tecnica come http://www.html.it/ e http://w3schools.com/ ).

La chiave del successo per i siti protetti da paywall è, ovviamente, quella di avere costi molto contenuti e sistemi di pagamento molto comodi e sicuri. Per questa ragione, è chiaro che modelli di questo tipo possono imporsi sul mercato solo là dove sono disponibili sistemi di micropagamento adeguati, ad esempio attraverso il telefono cellulare. In Italia, purtroppo, al momento soltanto alcune TelCo, come Telecom Italia, possono offrire un servizio di questo tipo e questo rischia di dare vita a degli oligopoli editoriali e distributivi molto dannosi per il mercato e per i consumatori.

Alessandro Bottoni

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