Il dispositivo mobile perfetto

(o, più esattamente, l’ecosistema digitale perfetto)

Il commento di Lord Max al mio articolo “e-Buchmesse” mi dà l’occasione di descrivere quello che, secondo me, sarà il “dispositivo mobile definitivo”, cioè un aggeggio portatile che nei prossimi 10 o 15 anni finirà per sostituire sia i nostri telefoni cellulari che i nostri PC (sia fissi che laptop che netbook che tablet). Per comodità, chiamiamolo MPT: Multifunction Portable Terminal. O, più semplicemente, “coso”.

Il dispositivo

Giusto per capirci, pensate ad un oggetto molto, molto simile ad un iPhone e che abbia queste caratteristiche di base:

  1. Dimensioni e pesi dell’iPhone
  2. Display simile a quello dell’iPhone ma non necessariamente multi-touch
  3. CPU abbastanza potente da gestire il multitasking e cose simili (qualcosa come un Intel Atom od un ARM-qualcosa…)
  4. Abbastanza RAM da ospitare i principali programmi da ufficio (128 – 512 Mb)
  5. Un hard disk a stato solido da 30 – 60 Gb
  6. Un sistema operativo degno di questo nome (Linux, Android, Maemo, etc. Non Windows, non iOs e non Symbian). Insomma, un coso multitasking e multiuser.
  7. Interfacce di rete Ethernet e/o Wi-Fi
  8. Interfacce di “prossimità” Bluetooth e/o Zigbee
  9. Interfacce video del tipo che vi pare (composita, RGB, HDMI, WiDi, etc.)
  10. Interfacce USB (micro, nano, pico-USB, etc.)
  11. Presa di alimentazione a standard UE a 5 Volt.
  12. I soliti sensori (accelerometri, GPS, bussola magnetica, sensore di luce, etc.)

Insomma, qualcosa di molto simile ad un iPhone ma basato su S.O e software Open Source.

Una giornata di Ivan Dispositovic

Questo “coso” si usa nella seguente maniera.

La mattina, è il coso a svegliarvi, grazie alle sue funzionalità di sveglia e calendario. Appena svegli, vi presenta l’elenco delle attività della giornata e l’elenco dei contatti ricevuto durante la notte (email, chiamate telefoniche, SMS, etc.).

Mentre fate colazione, lo tenete sul tavolo, a fianco dei cereali, e lo usate per ascoltare la radio (inclusa) o per ascoltare la vostra collezione di MP3 (lettore incluso). Magari rispondete alla posta elettronica od agli SMS usando la tastiera del touch screen.

In auto, mentre andate in ufficio, lo usate come navigatore GPS (incluso) o (spero di no…) per parlare con la vostra segretaria usando il Bluetooth.

Una volta arrivato in ufficio, lo appoggiate sul tavolo e lo collegate alla rete aziendale via Wi-Fi, lo collegate alla tastiera ed al mouse via USB o via Bluetooth e, soprattutto, lo collegate al display LCD TFT da 36 pollici usando un banale cavo (composito) od una innovativa connessione radio WiDi o Wireless HDMI. Grazie alla connessione Wi-Fi, potete accedere, tra le altre cose, ad un immenso repository di software (quasi tutto gratuito) ed a un quasi infinito spazio disco. Sto parlando, ovviamente del repository di Debian/Ubuntu e dei servizi di hard disk virtuale di molti fornitori, tra cui Google.

Mano a mano che arrivano i vostri colleghi, il vostro coso sente la presenza dei loro dispositivi personali (per via del Bluetooth) e vi ricorda che dovete dire loro qualcosa (“event-driven reminder”, in questo caso basato sul rilevamento di altre persone via Bluetooth).

Lavorate così per diverse ore e, improvvisamente, vi accorgete di avere la batteria quasi scarica. Collegate il vostro coso alla rete elettrica usando un caricabatterie standard UE da 5 € (ormai li vendono anche i ragazzi di colore all’angolo della strada) o addirittura alla rete elettrica . Già, perchè l’ENEL o il vostro amministratore di condominio si sono finalmente decisi a fornire alimentazione in corrente continua a 12 volt direttamente dalle prese a muro. Nel mondo in cui ci troviamo, sono molto comuni. Le si trova anche in treno ed in aereo.

Alle 17 uscite dall’ufficio. Mentre tornate a casa passate vicino al supermercato. Il vostro coso se ne accorge (per via del GPS) e vi ricorda di comprare il pane per la cena (“event-driven reminder”, questa volta basato sulla posizione geografica).

Alle 18 tornate a casa e continuate a lavorare nello stesso modo sulla vostra stazione di lavoro in salotto per un’altra mezz’ora (ovviamente su cose vostre, non dell’azienda). Naturalmente, anche mentre siete a casa, continuate ad usarlo per gestire tutte le vostre attività (calendario), le vostre comunicazioni (email, SMS, telefonate, rubrica, etc.) ed i vostri documenti (OpenOffice, etc.).

Conclusioni

Fantascienza? E perché mai? In questa descrizione non ho citato quasi nulla che non sia già disponibile sul mercato, spesso da molti anni. Solo le prese di corrente a 12 Volt sulla presa a muro e l’agenda/calendario event-driven ancora non esistono. Non si tratta di nulla di realmente complicato da realizzare.

Se qualcosa della mia descrizione non appartiene ancora alla realtà è piuttosto l’ecosistema digitale in cui il nostro coso si trova immerso: uffici nati per ospitare degli Smart Phone e che forniscono agli Smart Phone ciò che a loro manca (display, tastiera, mouse e rete), reti elettriche che, finalmente, tengono conto delle esigenze degli Smart Phone, oltre che quelle della lavatrice, e via dicendo.

Gli Smart Phone necessari per dare vita a questo scenario, di fatto esistono già. Certo, non sono ancora così potenti da poter ospitare e gestire OpenOffice o cose simili, ma non resteranno così a lungo.

Tenete presente che anche la potenza di calcolo (CPU) e la memoria (RAM) possono essere “prese a prestito” da un sistema server, esattamente come avviene già da tempo con lo spazio disco. Questo è esattamente ciò che fanno i sistemi di cloud computing.

Ciò che deve davvero stare sul vostro Smart Phone è solo un sistema minimale che possa gestire i vostri documenti e le vostre comunicazioni mentre siete in movimento tra una stazione di lavoro fissa (“dock station”) e l’altra. Basta un iPhone per questo.

Alessandro Bottoni

Comments
6 Responses to “Il dispositivo mobile perfetto”
  1. aleritty scrive:

    In realtà l’agenda/calendario event-driven basato sulla posizione esiste eccome… Io lo uso sul mio nokia symbian!
    Addirittura il probramma quando rileva che sono arrivato a casa/ufficio/punto-geografico mi può impostare il profilo “basso” invece del profilo “urla perchè sono nel traffico”!
    Oltre a ricordarmi (ovviamente): “devi comprare il pane” quando passo vicino al supermercato!

  2. kingofgng scrive:

    Tutto molto prevedibile. Tutto già esistente, c’è da mettere giusto insieme qualche altro pezzo. Resta il fatto che il “dispositivo mobile perfetto” è un terminale stupido che certa brutta gente (es.Steve Jobs) vorrebbe fosse il “computer del futuro”.

    Vogliamo per favore ricominciare a parlare di Palladium e del perché i tanto strombazzati “ecosistemi” moderni fatti di app e store gestiti dall’alto sono un qualcosa di persino peggiore del Trusted Computing? Anzi, direi che sono la concretizzazione del TC per vie più o meno traverse. A me francamente frega zero del dispositivo mobile perfetto ma ho ancora a cuore la mia libertà di utilizzo dei gingilli tecnologici….

  3. Vanessa Clites scrive:

    Ciao. le informazioni sono molto funzionali. Potete provvedere più indicazioni su questo oggetto? Grazie per il compatto contributo!

  4. notitiae scrive:

    Interessante!!! Complimenti anche per il blog molto intrigante.
    Vi suggerisco il contributo di NotitiAE per la tecnologia, fotografie e smartphones, molto interessanti… Il link:
    http://n
    otitiae.wordpress.com/2011/01/17/cellulari-e-smartphone-per-la-fotografia/

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: