e-Buchmesse

Visto che già ieri ho parlato di eBook, colgo l’occasione per commentare questo articolo, apparso oggi su Il Corriere della Sera Online:

http://www.corriere.it/cultura/10_ottobre_07/messina_guerra_ibook_45591cf0-d1dd-11df-93c4-00144f02aabc.shtml

Leggetelo. Vi aprirà gli occhi su quello che sta succedendo sopra le vostre teste (e che condizionerà la vita vostra e dei vostri figli nei prossimi anni). Qui di seguito trovate le mie riflessioni su questi temi.

Vedete anche:

http://zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=13175&numero=999

Gli eBook Reader ed i loro prezzi

I lettori di libri digitali attualmente sul mercato costano da un minimo di 99 €, per i modelli “base” con schermo in bianco e nero, fino ad oltre 500 € per “giocattoli” hi-tech come gli iPad di Apple, dotato di schermo a colori e di funzionalità degne di un laptop. Ce n’è per tutti i gusti e tutte le tasche.

Tuttavia, è difficile pensare che l’acquisto di un eBook reader “base”, come il Kindle di Amazon possa lasciare il cliente soddisfatto a lungo. Questo perché è difficile pensare che l’utente si abitui a portarsi appresso un aggeggio del genere assieme al laptop, al cellulare ed a chissà cos’altro. È anche difficile pensare che l’utente non cerchi (o non sogni) di usare l’eBook reader come Tablet Pc o come Smart Phone, installando e facendo girare applicazioni “general purpose”.

Data la veloce evoluzione tecnologica del settore, è anche facile prevedere che fra pochi anni saranno disponibili sul mercato dei Tablet PC simili allo Apple iPad ma più prestanti e meno costosi. A quel punto, qualunque oggetto simile al Kindle di Amazon sembrerà preistorico e qualunque oggetto più costoso di 300 € sembrerà fuori mercato.

In buona sostanza, il dispositivo “giusto” deve ancora arrivare. Quando arriverà sarà qualcosa di esteriormente simile allo Apple iPad ma molto meno costoso (al massimo sui 300 €, forse intorno ai 200 €) e molto più prestante. Quello sarà l’aggeggio che l’utente medio acquisterà senza rimpianti e che si porterà appresso al posto dello Smart Phone e di altre cianfrusaglie. È anche facile prevedere che questi nuovi Tablet PC verranno usati sistematicamente insieme ad auricolari Bluetooth (per non dover portare il Tablet all’orecchio quando si telefona) e di tastiere arrotolabili (per non dover sempre scrivere sul touch screen).

Questi nuovi aggeggi (che sono già stati annunciati ed arriveranno sul mercato tra il 2011 ed il 2012, apocalissi Maya permettendo) saranno dotati di processori simili agli attuali netbook, almeno mezzo Gb di RAM e di disco fisso da 30 – 160 Gb, esattamente come un normale laptop. Saranno dotati di touch screen a colori, saranno in grado di ospitare ed eseguire le normali applicazioni da ufficio e saranno dotati di vari tipi di connettività fisica (Ethernet) e radio (Bluetooth, Wi-Fi, UMTS, etc.). È anche probabile che siano dotati di schermo “passivo” a colori, simile a quello (in bianco e nero) degli eBook reader attuali e nato per essere leggibile in piena luce.

Insomma, aspettate a mettere le mani al portafogli.

La frammentazione del mercato

L’articolo del Corriere, giustamente, mette l’accento sull’aspetto più doloroso di tutta questa vicenda: la guerra per il predominio sul mercato. Ad esempio:

“A esprimere in maniera schietta il malcontento è per primo Stefano Mauri, presidente e amministratore delegato del Gruppo Gems che assieme a Rizzoli e Feltrinelli, che rappresentano il 40 per cento del mercato, ha dato vita alla prima piattaforma digitale italiana, Edigita (mentre è già attiva da luglio la piattaforma di BookRepublic che raccoglie un folto gruppo di piccoli e medi editori, tra cui il Saggiatore, Quodlibet, minimum fax, Nottetempo, Leone Verde, e/o, Iperborea, Marcos y Marcos, Franco Angeli). «In genere – protesta Mauri – quando si presenta un’iniziativa che può riguardare tutti gli editori, ci si comporta in modo ecumenico, non ci si presenta alla Buchmesse con il primo della classe. Anche perché è da gennaio che ho chiesto un appuntamento a Bernabè e a tutt’oggi non ho ricevuto risposta. Sia ben chiaro, noi siamo sempre disposti a un accordo, a patto di mantenere attraverso Edigita il controllo sui file dei libri, ma ci dispiace di essere stati ignorati». Più chiaro di così il messaggio non potrebbe essere.”

Si tratta di una vera guerra, condotta senza esclusione di colpi al solo scopo di conquistare la collina che domina il campo di battaglia. Ovviamente, mentre questi giganti si contendono il mercato, i lettori ed i consumatori ne subiscono tutte le conseguenze, a partire dalla impossibilità di accedere a tutte le pubblicazioni disponibili usando un unico dispositivo.

L’unica vera soluzione a questa situazione assurda è la creazione di una piattaforma di distribuzione comune, aperta a tutti e controllata da nessuno (o da un comitato di utenti), simile per molti aspetti a quelle usate dal mondo dell’Open Source (sourceforge e simili). Simplicissimus, con la sua STEALTH, e Smashwords, vanno proprio in questa direzione.

Il prezzo degli eBook

Un autore riesce abitualmente a strappare al massimo il 10% di provvigioni sul prezzo di copertina di un libro cartaceo, più una cifra forfettaria variabile che gli viene versata al momento della sottoscrizione del contratto. All’editore non va molto meglio, visto che il suo ricavo sul prezzo di copertina solitamente non va oltre il 10%. Le librerie ed i distributori all’ingrosso, apparentemente, fanno la parte del leone, riuscendo a trattenere dal 30 al 60% del prezzo complessivo ma, in realtà, sono quelle che sostengono i costi “vivi” maggiori (affitti da 20.000 € al mese e stipendi per 3 – 6 commessi non sono insoliti). In realtà, la stragrande maggioranza dei costi di produzione di un libro cartaceo sono legati proprio alla carta. La sola tipografia assorbe di solito dal 20 al 40% del costo complessivo, a seconda delle tirature e del tipo di libro. Se a questi si aggiungono i costi indiretti legati alla necessità di trasportare i libri (camion, corrieri, treni, etc.), di immagazzinarli e di esporli (rivenditori all’ingrosso, librerie, etc.), la carta assorbe fino al 60 o 70% del prezzo di copertina.

Di conseguenza, un autore che decida di pubblicare le sue opere in formato digitale può venderle al 10 o 20% del prezzo della versione cartacea e guadagnare la stessa cifra (o molto di più, visto che è più facile vendere più copie se il libro costa meno).

Un editore, può venderle al 20 od al 30% del prezzo abituale e guadagnare la stessa cifra (o di più), dato che scavalca i corrieri, i magazzini, i rivenditori e le librerie.

Persino la libreria, potrebbe vendere il libro al 30 o 40% del prezzo abituale e guadagnare la stessa cifra (o di più, grazie al vastissimo mercato rappresentato da Internet).

Non si riesce quindi a capire per quale motivo gli editori in questo momento pretendano di vendere l’eBook all’utente finale al 70 od 80% del prezzo della versione cartacea. Questo rapporto tra i due prezzi non ha semplicemente nessuna giustificazione logica, soprattutto se si pensa che il lettore deve pagare un “biglietto d’ingresso” di almeno 100 € per poter accedere a questo nuovo, luccicante universo. In altri termini: gli eBook, in questo momento, costano almeno il doppio di quello che dovrebbero costare, con tutte le conseguenze negative sul mercato che è facile immaginare.

Sembra però che Amazon abbia intenzione di imporre un limite di 10 US$ ai libri digitali venduti attraverso il suo circuito. Questa sarebbe una manovra sacrosanta per riuscire finalmente ad avviare questo mercato. In modo simile, alcune case editrici, come Packt Publishing, vendono l’eBook “in bundle” con la versione cartacea ed applicano un sovrapprezzo di circa il 10 o 15% per il servizio. Questo è già molto più ragionevole.

La questione irrisolta del micropagamenti

Questo discorso ci porta direttamente all’annosa ed irrisolta questione dei micropagamenti. Telecom Italia, attraverso il suo “portale” http://ebook.telecomitalia.it/ , venderà eBook che potranno essere pagati direttamente con il credito della SIM del telefono, con un semplice SMS. Questo servizio sarà unico in Italia e taglierà definitivamente fuori dal mercato tutti gli altri operatori, costretti come sono, ancora adesso, ad affidarsi alla sola carta di credito per i pagamenti. Inutile dire che questo esproprio del mercato avverrà con il beneplacito dei Santi protettori di Telecom al Parlamento. In nessun altro paese al mondo potrebbe succedere una cosa del genere senza l’intervento diretto del governo e la conseguente creazione di un servizio di micropagamenti adatto alla bisogna ed aperto a tutti gli operatori economici interessati.

L’eccesso di offerta

In ogni caso, la possibilità di scavalcare editori e reti distributive avrà l’effetto di inondare il mercato con le opere (non sempre imperdibili) di milioni di “autori” che fino ad oggi sono stati costretti al silenzio dalle spietate leggi del mercato (e del buon senso).

A questo punto, il lettore avrà un nuovo problema: districarsi nella giungla delle offerte editoriali. Il lavoro dei “selettori” (lettori, recensori, critici, etc.) diventerà cruciale, esattamente com’è già successo per i prodotti di largo consumo.

Nello stesso modo, diventerà cruciale il lavoro dei talent scout e dei consulenti che aiuteranno questi “wannabe” a diventare dei veri autori.

L’eccesso di offerta, comunque, renderà la vita quasi impossibile agli editori. Molto più di quanto possa farlo la tanto temuta pirateria.

Il ritardo tecnologico

Francamente, sono d’accordo solo in minima parte con l’ottimismo di alcuni editori. Ad esempio:

“Sul divario tra Usa ed Europa riflette anche Carlo Feltrinelli, assieme all’amministratore delegato del suo gruppo e vicepresidente di Edigita, Dario Giambelli. «Il ritardo italiano – nota Feltrinelli – non è maggiore di quello europeo. Noi stiamo partendo adesso, la Francia ha già cominciato qualche mese fa. La strada da seguire è quella, non importa se Mondadori fa l’annuncio prima di noi, che abbiamo realizzato già cose diverse, per esempio un accordo con la Apple per una connessione di Feltrinelli.it su iPhone. Tra poco sarà possibile anche ordinare un libro dal telefonino».”

Verissimo, ma non c’è ugualmente da andarne orgogliosi.

Gli eBook erano una novità nel 1982 (PostScript) o, magari, nel 1993 (PDF). Oggi, 2010, sono roba vecchia. Anzi: sono anticaglie.

Oggi, nel 2010, viviamo in un mercato che è già abituato da almeno 15 anni ad Internet ed al World Wide Web. Questo mercato è già abituato da almeno 5 o 10 anni ai quotidiani sul web, a Wikipedia e ad altre mille diavolerie simili. Si tratta di un mercato “always on” in cui le informazioni e le letture si cercano direttamente sul web, dovunque ci si trovi. Si tratta di un mondo in cui la distribuzione di qualunque prodotto digitale è immediata e quasi sempre gratuita.

Pensare che questo mercato possa essere sconvolto da un eBook in bianco e nero, formato solo da testo ed immagini statiche, “corazzato” coi DRM, che costa come un libro su carta e che può essere letto solo da un apposito programma e/o da un apposito dispositivo, è francamente assurdo.

Ci vuol ben altro per sfondare. Come minimo ci vuole lo stesso livello di multimedialità che offre il web (colore, film, animazioni, applicazioni interattive, database, etc.). Probabilmente, ci vogliono anche delle idee adatte a questo scopo specifico.

La “dematerializzazione” dei libri, da sola, ha una utilità evidente solo in alcuni contesti, come la scuola (niente zaini…) ed i mercati africani (privi di librerie di quartiere). Nelle altre applicazioni, la concorrenza del web è evidente e, francamente, mi è difficile pensare che sul lungo termine non si riveli fatale per gli eBook.

Conclusioni

Queste sono le mie riflessioni, naturalmente del tutto personali e del tutto fallibili. Se volete esprimere le vostre, usate il solito sistema dei commenti qui sotto o, se lo preferite, contattatemi di persona al solito indirizzo di posta.

Alessandro Bottoni

L’immagine “di copertina”  proviene da qui:

http://www.presseanzeiger.de/meldungen/it-computer-internet/386221.php

e, per quanto ne capisco di tedesco, dovrebbe essere liberamente riutilizzabile.

 

Visto che già ieri ho parlato di eBook, colgo l’occasione per commentare questo articolo, apparso oggi su Il Corriere della Sera Online:

http://www.corriere.it/cultura/10_ottobre_07/messina_guerra_ibook_45591cf0-d1dd-11df-93c4-00144f02aabc.shtml

Leggetelo. Vi aprirà gli occhi su quello che sta succedendo sopra le vostre teste (e che condizionerà la vita vostra e dei vostri figli nei prossimi anni). Qui di seguito trovate le mie riflessioni su questi temi.

Gli eBook Reader ed i loro prezzi

I lettori di libri digitali attualmente sul mercato costano da un minimo di 99 €, per i modelli “base” con schermo in bianco e nero, fino ad oltre 500 € per “giocattoli” hi-tech come gli iPad di Apple, dotato di schermo a colori e di funzionalità degne di un laptop. Ce n’è per tutti i gusti e tutte le tasche.

Tuttavia, è difficile pensare che l’acquisto di un eBook reader “base”, come il Kindle di Amazon possa lasciare il cliente soddisfatto a lungo. Questo perché è difficile pensare che l’utente si abitui a portarsi appresso un aggeggio del genere assieme al laptop, al cellulare ed a chissà cos’altro. È anche difficile pensare che l’utente non cerchi (o non sogni) di usare l’eBook reader come Tablet Pc o come Smart Phone, installando e facendo girare applicazioni “general purpose”.

Data la veloce evoluzione tecnologica del settore, è anche facile prevedere che fra pochi anni saranno disponibili sul mercato dei Tablet PC simili allo Apple iPad ma più prestanti e meno costosi. A quel punto, qualunque oggetto simile al Kindle di Amazon sembrerà preistorico e qualunque oggetto più costoso di 300 € sembrerà fuori mercato.

In buona sostanza, il dispositivo “giusto” deve ancora arrivare. Quando arriverà sarà qualcosa di esteriormente simile allo Apple iPad ma molto meno costoso (al massimo sui 300 €, forse intorno ai 200 €) e molto più prestante. Quello sarà l’aggeggio che l’utente medio acquisterà senza rimpianti e che si porterà appresso al posto dello Smart Phone e di altre cianfrusaglie. È anche facile prevedere che questi nuovi Tablet PC verranno usati sistematicamente insieme ad auricolari Bluetooth (per non dover portare il Tablet all’orecchio quando si telefona) e di tastiere arrotolabili (per non dover sempre scrivere sul touch screen).

Questi nuovi aggeggi (che sono già stati annunciati ed arriveranno sul mercato tra il 2011 ed il 2012, apocalissi Maya permettendo) saranno dotati di processori simili agli attuali netbook, almeno mezzo Gb di RAM e di disco fisso da 30 – 160 Gb, esattamente come un normale laptop. Saranno dotati di touch screen a colori, saranno in grado di ospitare ed eseguire le normali applicazioni da ufficio e saranno dotati di vari tipi di connettività fisica (Ethernet) e radio (Bluetooth, Wi-Fi, UMTS, etc.). È anche probabile che siano dotati di schermo “passivo” a colori, simile a quello (in bianco e nero) degli eBook reader attuali e nato per essere leggibile in piena luce.

Insomma, aspettate a mettere le mani al portafogli.

La frammentazione del mercato

L’articolo del Corriere, giustamente, mette l’accento sull’aspetto più doloroso di tutta questa vicenda: la guerra per il predominio sul mercato. Ad esempio:

“A esprimere in maniera schietta il malcontento è per primo Stefano Mauri, presidente e amministratore delegato del Gruppo Gems che assieme a Rizzoli e Feltrinelli, che rappresentano il 40 per cento del mercato, ha dato vita alla prima piattaforma digitale italiana, Edigita (mentre è già attiva da luglio la piattaforma di BookRepublic che raccoglie un folto gruppo di piccoli e medi editori, tra cui il Saggiatore, Quodlibet, minimum fax, Nottetempo, Leone Verde, e/o, Iperborea, Marcos y Marcos, Franco Angeli). «In genere – protesta Mauri – quando si presenta un’iniziativa che può riguardare tutti gli editori, ci si comporta in modo ecumenico, non ci si presenta alla Buchmesse con il primo della classe. Anche perché è da gennaio che ho chiesto un appuntamento a Bernabè e a tutt’oggi non ho ricevuto risposta. Sia ben chiaro, noi siamo sempre disposti a un accordo, a patto di mantenere attraverso Edigita il controllo sui file dei libri, ma ci dispiace di essere stati ignorati». Più chiaro di così il messaggio non potrebbe essere.”

Si tratta di una vera guerra, condotta senza esclusione di colpi al solo scopo di conquistare la collina che domina il campo di battaglia. Ovviamente, mentre questi giganti si contendono il mercato, i lettori ed i consumatori ne subiscono tutte le conseguenze, a partire dalla impossibilità di accedere a tutte le pubblicazioni disponibili usando un unico dispositivo.

L’unica vera soluzione a questa situazione assurda è la creazione di una piattaforma di distribuzione comune, aperta a tutti e controllata da nessuno (o da un comitato di utenti), simile per molti aspetti a quelle usate dal mondo dell’Open Source (sourceforge e simili). Simplicissimus, con la sua STEALTH, e Smashwords, vanno proprio in questa direzione.

Il prezzo degli eBook

Un autore riesce abitualmente a strappare al massimo il 10% di provvigioni sul prezzo di copertina di un libro cartaceo, più una cifra forfettaria variabile che gli viene versata al momento della sottoscrizione del contratto. All’editore non va molto meglio, visto che il suo ricavo sul prezzo di copertina solitamente non va oltre il 10%. Le librerie ed i distributori all’ingrosso, apparentemente, fanno la parte del leone, riuscendo a trattenere dal 30 al 60% del prezzo complessivo ma, in realtà, sono quelle che sostengono i costi “vivi” maggiori (affitti da 20.000 € al mese e stipendi per 3 – 6 commessi non sono insoliti). In realtà, la stragrande maggioranza dei costi di produzione di un libro cartaceo sono legati proprio alla carta. La sola tipografia assorbe di solito dal 20 al 40% del costo complessivo, a seconda delle tirature e del tipo di libro. Se a questi si aggiungono i costi indiretti legati alla necessità di trasportare i libri (camion, corrieri, treni, etc.), di immagazzinarli e di esporli (rivenditori all’ingrosso, librerie, etc.), la carta assorbe fino al 60 o 70% del prezzo di copertina.

Di conseguenza, un autore che decida di pubblicare le sue opere in formato digitale può venderle al 10 o 20% del prezzo della versione cartacea e guadagnare la stessa cifra (o molto di più, visto che è più facile vendere più copie se il libro costa meno).

Un editore, può venderle al 20 od al 30% del prezzo abituale e guadagnare la stessa cifra (o di più), dato che scavalca i corrieri, i magazzini, i rivenditori e le librerie.

Persino la libreria, potrebbe vendere il libro al 30 o 40% del prezzo abituale e guadagnare la stessa cifra (o di più, grazie al vastissimo mercato rappresentato da Internet).

Non si riesce quindi a capire per quale motivo gli editori in questo momento pretendano di vendere l’eBook all’utente finale al 70 od 80% del prezzo della versione cartacea. Questo rapporto tra i due prezzi non ha semplicemente nessuna giustificazione logica, soprattutto se si pensa che il lettore deve pagare un “biglietto d’ingresso” di almeno 100 € per poter accedere a questo nuovo, luccicante universo. In altri termini: gli eBook, in questo momento, costano almeno il doppio di quello che dovrebbero costare, con tutte le conseguenze negative sul mercato che è facile immaginare.

Sembra però che Amazon abbia intenzione di imporre un limite di 10 US$ ai libri digitali venduti attraverso il suo circuito. Questa sarebbe una manovra sacrosanta per riuscire finalmente ad avviare questo mercato. In modo simile, alcune case editrici, come Packt Publishing, vendono l’eBook “in bundle” con la versione cartacea ed applicano un sovrapprezzo di circa il 10 o 15% per il servizio. Questo è già molto più ragionevole.

La questione irrisolta del micropagamenti

Questo discorso ci porta direttamente all’annosa ed irrisolta questione dei micropagamenti. Telecom Italia, attraverso il suo “portale” http://ebook.telecomitalia.it/ , venderà eBook che potranno essere pagati direttamente con il credito della SIM del telefono, con un semplice SMS. Questo servizio sarà unico in Italia e taglierà definitivamente fuori dal mercato tutti gli altri operatori, costretti come sono, ancora adesso, ad affidarsi alla sola carta di credito per i pagamenti. Inutile dire che questo esproprio del mercato avverrà con il beneplacito dei Santi protettori di Telecom al Parlamento. In nessun altro paese al mondo potrebbe succedere una cosa del genere senza l’intervento diretto del governo e la conseguente creazione di un servizio di micropagamenti adatto alla bisogna ed aperto a tutti gli operatori economici interessati.

L’eccesso di offerta

In ogni caso, la possibilità di scavalcare editori e reti distributive avrà l’effetto di inondare il mercato con le opere (non sempre imperdibili) di milioni di “autori” che fino ad oggi sono stati costretti al silenzio dalle spietate leggi del mercato (e del buon senso).

A questo punto, il lettore avrà un nuovo problema: districarsi nella giungla delle offerte editoriali. Il lavoro dei “selettori” (lettori, recensori, critici, etc.) diventerà cruciale, esattamente com’è già successo per i prodotti di largo consumo.

Nello stesso modo, diventerà cruciale il lavoro dei talent scout e dei consulenti che aiuteranno questi “wannabe” a diventare dei veri autori.

L’eccesso di offerta, comunque, renderà la vita quasi impossibile agli editori. Molto più di quanto possa farlo la tanto temuta pirateria.

Il ritardo tecnologico

Francamente, sono d’accordo solo in minima parte con l’ottimismo di alcuni editori. Ad esempio:

“Sul divario tra Usa ed Europa riflette anche Carlo Feltrinelli, assieme all’amministratore delegato del suo gruppo e vicepresidente di Edigita, Dario Giambelli. «Il ritardo italiano – nota Feltrinelli – non è maggiore di quello europeo. Noi stiamo partendo adesso, la Francia ha già cominciato qualche mese fa. La strada da seguire è quella, non importa se Mondadori fa l’annuncio prima di noi, che abbiamo realizzato già cose diverse, per esempio un accordo con la Apple per una connessione di Feltrinelli.it su iPhone. Tra poco sarà possibile anche ordinare un libro dal telefonino».”

Verissimo, ma non c’è ugualmente da andarne orgogliosi.

Gli eBook erano una novità nel 1982 (PostScript) o, magari, nel 1993 (PDF). Oggi, 2010, sono roba vecchia. Anzi: sono anticaglie.

Oggi, nel 2010, viviamo in un mercato che è già abituato da almeno 15 anni ad Internet ed al World Wide Web. Questo mercato è già abituato da almeno 5 o 10 anni ai quotidiani sul web, a Wikipedia e ad altre mille diavolerie simili. Si tratta di un mercato “always on” in cui le informazioni e le letture si cercano direttamente sul web, dovunque ci si trovi. Si tratta di un mondo in cui la distribuzione di qualunque prodotto digitale è immediata e quasi sempre gratuita.

Pensare che questo mercato possa essere sconvolto da un eBook in bianco e nero, formato solo da testo ed immagini statiche, “corazzato” coi DRM, che costa come un libro su carta e che può essere letto solo da un apposito programma e/o da un apposito dispositivo, è francamente assurdo.

Ci vuol ben altro per sfondare. Come minimo ci vuole lo stesso livello di multimedialità che offre il web (colore, film, animazioni, applicazioni interattive, database, etc.). Probabilmente, ci vogliono anche delle idee adatte a questo scopo specifico.

La “dematerializzazione” dei libri, da sola, ha una utilità evidente solo in alcuni contesti, come la scuola (niente zaini…) ed i mercati africani (privi di librerie di quartiere). Nelle altre applicazioni, la concorrenza del web è evidente e, francamente, mi è difficile pensare che sul lungo termine non si riveli fatale per gli eBook.

Conclusioni

Queste sono le mie riflessioni, naturalmente del tutto personali e del tutto fallibili. Se volete esprimere le vostre, usate il solito sistema dei commenti qui sotto o, se lo preferite, contattatemi di persona al solito indirizzo di posta.

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Comments
3 Responses to “e-Buchmesse”
  1. LordMax ha detto:

    Articolo che posso condividere quasi in pieno.
    In particolare lo scandaloso aspetto dei micropagamenti e la questione dei prezzi gonfiati senza motivo delle edizioni digitali.
    L’unico particolare, ma è proprio solo un particolare, su cui mi trovo in pieno disaccordo è il discorso sui dispositivi.
    Anch’Io fino a qualche anno fa pensavo di volere il dispositivo universale e perfetto.
    Ora, dopo 10 anni che uso ebook readers (sì, esistono da ben prima dell’e-ink ^__^) sono giunto alla conclusione che preferisco di gran lunga portarmi dietro tre strumenti:
    Un portatile (notebook o netbook) per lavorare.
    Un telefono/palmare per navigare in mobilità, per chattare, per fare foto semplici, per telefonare, pera scoltare musica e via dicendo.
    Un lettore digitale, leggero, comodo, che fa quello che fa il libro di carta: lo accendi/apri e leggi. Fine, senza troppi fronzoli inutili ma con la certezza che puoi leggere ovunque e senza preoccuparti d’altro.

    Se avessi uno strumento unico sarei sempre preoccupato per la vista, di danneggiarlo, di consumare troppo in fretta la batteria, di dimenticarlo acceso a lungo e via dicendo.

    Avendo tre oggetti (di più in realtà ^__^) separati ognuno dedicato al suo specifico compito l’ansia è di molto diminuita.

    Ed un lettore digitale che non sia un tablet pesa molto meno, andiamo dai 60 ai 250 grammi altro che il poco meno di un chilo dei vari tablet, provate voi a tenere in mano l’iPad per 20 minuti e poi saprete dirmi.

  2. kingofgng ha detto:

    Ehm, vorrei far notare una semplice banalità che non mi pare sia considerata per la sua reale importanza: un libro nuovo quanto costa? 10, 15, 20 euro? Ok, io sono un lettore e quindi li spendo volentieri. Un ebook reader quanto costa? 300 Euro? Ah si? E poi ci devo spendere anche i soldi per gli “ebook”? Ma siete matti, si può sapere che c’avete nel cervello? A me i soldi mica me li regalano?!?

    Detto questo, torno a leggere la mia copia di Upgrading and Repairing PCs 19th edition di Scott Mueller. In PDF. In attesa di comprare quella cartacea :-P

  3. Salvatore Madrau ha detto:

    Condivido in pieno il commento di LordMax.
    Se possibile eviterei anche la presenza del Wi-FI. Se voglio un libro lo scarico dalla rete con il portattile.
    Stanno uscendo modelli costosissimi con possibilità di utilizzo come telefono cellulari, non sopporterei di interrompere la lettura x rispondere al telefono !!!

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