Mentre l’elettore è in vacanza….

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Mentre l’elettore è in vacanza, il Nostro Amato Governo lavora alacremente:

DDL

Intercettazioni, l’ultimo blitz
più difficile ascoltare i corrotti

Salta la legge Falcone che consentiva una corsia più rapida per le investigazioni sulle associazioni criminali. Per un gruppo come quello sotto inchiesta in questi giorni i magistrati avranno bisogno di “gravi indizi” di reato per far scattare gli ascolti. Frattini: l’ok prima delle ferie. Pd all’attacco: proporrà il voto segreto

ROMA – Intercettazioni più difficili per i gruppi criminali che, tra i loro obiettivi, possono inseguire corruzione, concussione, peculato, truffa, bancarotta, usura. Associazioni a delinquere, come la P3 tanto per fare un esempio, che perseguono un obiettivo delittuoso e deviato. Per loro, nel ddl sugli “ascolti”, scatta una protezione. Una tutela. Per mettere sotto controllo i telefoni degli adepti al gruppo non basteranno i “sufficienti indizi di reato”, come per la mafia e il terrorismo, ma ci vorranno i “gravi indizi” e tutti i numerosi paletti imposti dalla riforma. Per realizzare questo obiettivo, che il Pd critica aspramente, per confermare la norme salva-casta, è bastato solo respingere, in commissione Giustizia, l’emendamento dei Democratici che chiedevano di non eliminare l’articolo 13 della legge Falcone datata 1991. Norma strategica, difesa dal procuratore antimafia Piero Grasso, per cui ogni associazione criminale, sia essa mafiosa o non mafiosa, italiana o straniera, può essere investigata con una corsia straordinaria e senza lacciuoli. Ma la maggioranza non ha voluto ascoltare e ha soppresso l’articolo 13.

Da “La Repubblica Online” di oggi

Ddl Alfano, il Pd canta vittoria
ma il bavaglio rimane

L’esame degli emendamenti al ddl intercettazioni in commissione Giustizia alla Camera si è concluso con un voto bipartisan. L’opposizione, meno l’Italia dei Valori, ha infatti dato il via libera all’emendamento del governo sull’istituzione della cosiddetta udienza filtro, un meccanismo con cui il gip, d’intesa con pm e avvocati, deciderà quali intercettazioni possono essere pubblicate dai giornalisti e quali no.
Canta vittoria il Partito democratico che ha votato l’emendamento dell’esecutivo e che per bocca del suo capogruppo in commissione alla Camera, Donatella Ferranti, dice: “Grazie alla nostra opposizione, la battaglia sulla libertà di stampa è stata vinta”.

Più che di bavaglio caduto si dovrebbe però parlare al massimo di bavaglio allentato.
Rispetto al testo di partenza ciò che cambia è che i giornalisti non dovranno più aspettare la fine dell’udienza preliminare prima di poter pubblicare le notizie, ma, al contrario, l’udienza filtro, in cui il giudice, il pm e gli avvocati decideranno cosa è rilevante ai fini delle indagini e cosa invece vada secretato. Come però sostiene l’avvocato Katia Malavenda, esperto di diritto dell’informazione, all’udienza filtro “Non ci sarà certo il giornalista” a valutare dal suo punto di vista l’importanza delle carte delle indagini. Il problema è proprio questo: non è assolutamente detto che i documenti scartati, perché in quel momento ritenuti penalmente irrilevanti, non siano delle notizie di grande rilievo sociale e dunque, per un giornalista, doverosamente da pubblicare.

Da “Il fatto quotidiano” di oggi.

INTERCETTAZIONI

Ddl, obbligo di rettifica per i blog
No al ripristino della norma Falcone

ROMA – La Commissione Giustizia della Camera ha concluso l’esame agli emendamenti al ddl intercettazioni 1. Un testo che è stato approvato con una sostanziale novità: l’udienza “filtro”, uno strumento che prevede la possibilità di pubblicare le intercettazioni considerate “rilevanti” al termine di una udienza tra gip, avvocato dell’accusa e della difesa. Questi, invece, le altre novità: dal comma D’Addario, all’obbligo di rettifica dei blog fino al no al ripristino della norma Falcone.

Comma D’Addario. Passa l’emendamento che riduce da quattro a tre anni la pena massima per le registrazioni nascoste e quindi considerate fraudolente. Un divieto sorto sull’onda del caso D’Addario ma applicabile anche ai giornalisti per le modalità della registrazione che, ad esempio, è anche quella delle trasmissioni basate sulla ‘candid camera’.


Blog.
Nel ddl intercettazioni resta la norma che obbliga anche i blog a pubblicare entro 48 ore le rettifiche. “Per i siti informatici compresi i giornali e i periodici diffusi per via telematica le rettifiche sono pubblicate entro 48 ore dalla richiesta con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”. “Si tratta – commenta la democratica Donatella Ferranti – di un ingiustificato ostacolo ai nuovi strumenti di comunicazione. Si rischia così di paralizzare il blog”.

Da “La Repubblica Online” di oggi.

E, purtroppo, anche gli ultimi baluardi mostrano dei preoccupanti segni di cedimento (forse dovuti al troppo caldo):

Lodo Alfano, referendum a rischio. Di Pietro minaccia i suoi

Il leader dell’Idv ha inviato un ultimatum via mail ai coordinamenti di molte regioni: nuove firme in una settimana o saltano teste

Il referendum sul lodo Alfano è a rischio e così Antonio Di Pietro gioca il tutto per tutto. Finora sono arrivate a Roma solo 430mila firme certificate di cittadini che vogliono abolire la legge sul legittimo impedimento e dire di no al nucleare e alla privatizzazione dell’acqua. Altre 320mila, già raccolte, ma ancora prive delle certificazioni necessarie sono invece bloccate nelle sedi regionali del partito. Così il leader dell’Idv è andato su tutte le furie e il 21 luglio ha inviato una durissima mail ai coordinamenti di Calabria, Marche, Toscana, Puglia, Friuli-Venezia Giulia, Sardegna e Umbria. Una sorta di ultimatum. O le nuove firme arrivano entro una settimana o nelle sedi periferiche salteranno molte teste.

Da “Il fatto quotidiano” di oggi.

RAI

Il Cda: “Santoro in onda dal 23 settembre”
Masi: “Deve trovare un accordo con me”

il direttore generale ha sottoposto ai consiglieri la versione finale dei piani con l’indicazione generica “spazio Santoro” e non con il nome “Annozero”. Messaggio alla Dandini: “Serve un programma più equilibrato”

ROMA – Michele Santoro andrà in onda regolarmente a partire dal 23 settembre. Secondo quanto si apprende da fonti vicine al Consiglio di amministrazione Rai, il direttore generale Mauro Masi ha però sottoposto ai consiglieri la versione finale dei piani di produzione e trasmissione con l’indicazione generica “spazio Santoro” e non con il nome del programma che fin qui è andato in onda, cioè “Annozero”, nella casella della prima serata del giovedì di Raidue.

Da “Repubblica online” di oggi.

Santoro in onda, il Cda Rai approva i palinsesti

Michele Santoro andrà in onda. Il conduttore tornerà su Raidue a partire dal 23 settembre in prima serata il giovedì. Il Consiglio di amministrazione della Rai ha dato il via libera oggi ai piani di produzione e trasmissione. Il direttore generale Mauro Masi ha sottoposto ai consiglieri la versione finale dei palinsesti: nella casella che l’anno scorso avrebbe ospitato la parola Annozero, però, solo un generico ‘Spazio Santoro’. Sciolto quindi il dubbio sul ritorno in onda, resta un mistero di una eventuale partecipazione alla trasmissione – e se sì in quale veste – di Marco Travaglio e Vauro.

Da “Il fatto quotidiano” di oggi.

Alessandro Bottoni

L’immagine di apertura proviene da Wikimedia Commons ed è di pubblico dominio:

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