Privacy & Privacy

Riporto qui di seguito un mio articolo, già apparso su “Gli Altri” a Maggio 2010.

Come segretario di un’associazione (il Partito Pirata Italiano) che fa della difesa dei “diritti digitali” degli utenti la sua bandiera, mi càpita spesso di occuparmi di privacy. Me ne occupo, da anni, sia dal punto di vista tecnico (metodi e strumenti per sfuggire alle intercettazioni su Internet), sia dal punto di vista legale (corsi e articoli di divulgazione che riguardano i diritti dei cittadini in questo settore). Potete quindi immaginare quale sia la mia sorpresa quando vedo un rappresentante del nostro governo, da sempre incline alla sorveglianza ed alla repressione, che si appella al concetto di privacy per nascondere le losche manovre dei nostri politici. Secondo questi portavoce, tutti i cittadini avrebbero diritto alla propria area di riservatezza. E quando dicono tutti, intendono proprio tutti, persino i politici corrotti ed i mafiosi.

Personalmente, credo che sia ora di mettere queste facce di bronzo di fronte alla banale realtà dei fatti: non siamo tutti uguali, non abbiamo tutti gli stessi poteri e le stesse responsabilità e quindi non abbiamo tutti gli stessi diritti e gli stessi obblighi. Chi, come voi e come me, dipende strettamente dal proprio lavoro e dal proprio salario per sopravvivere, non ha il potere necessario per nuocere agli altri. Si trova in una posizione di vulnerabilità e deve essere difeso dai prevedibili ricatti e dalle prevedibili pressioni che persone più potenti possono esercitare su di esso. Per questa ragione deve essere difesa la sua sfera personale, garantendogli un certo livello di segretezza.

Chi invece, come i nostri governanti, occupa una posizione di potere, si trova in una posizione dalla quale può facilmente nuocere agli altri. Non solo: si trova anche in una posizione in cui dovrebbe agire in base al mandato di altre persone, con il preciso obbligo di difendere i loro diritti ed i loro interessi. Per questa ragione, queste persone devono essere costrette a rispondere delle proprie azioni di fronte ai propri simili. Non può assolutamente essere riconosciuto loro alcun diritto ad un’area di segreto e di riservatezza che possa essere usata per sfuggire a questo controllo.

Il potere (politico ed economico) comporta smisurati privilegi e deve essere bilanciato da altrettanto smisurati obblighi per evitare che si trasformi in una minaccia per l’intera società. Uno di questi òneri è l’inevitabile perdita di riservatezza che deriva dal fatto di essere uomini pubblici, investiti di pubblici incarichi e legati a pubbliche responsabilità. Non esiste nulla di riservato e di personale nella vita privata di un uomo di potere, soprattutto quando il suo potere deriva dal voto degli elettori.

Nella vita quotidiana, siamo costretti ad accettare l’inevitabile esistenza di un sistema a due pesi e due misure. I due pesi e le due misure devono però esistere anche quando si tratta di controllo. Non siamo tutti presidenti del consiglio e di conseguenza non è ammissibile che si pretenda di estendere ad una ristrettissima minoranza di privilegiati quei diritti che, in realtà, sono legittimi solo quando servono a difendere una larghissima maggioranza di diseredati.

Alessandro Bottoni

L’immagine è “Osmar Schindler (1869-1927): David und Goliath, 1888”, proviene da Wkimedia Commnons e dovrebbe essere ormai libera da copyright. Vedi:

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