Gli Altri

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Come sicuramente sapete, oggi (9 Luglio 2010) è in corso lo sciopero nazionale indetto dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI), insieme a molte altre organizzazioni, per opporsi al famigerato decreto legge “Bavaglio”. Potete trovare tutte le informazioni del caso nell’articolo “Il senso del silenzio” pubblicato oggi su Repubblica online.

Naturalmente, come sempre avviene in qualunque sciopero, alcune testate hanno deciso di sottrarsi a questa manifestazione. Non può certo stupire nessuno il fatto che i giornali della destra, alcuni dei quali di proprietà del Presidente del Consiglio, abbiano deciso di andare puntualmente in edicola.

Lascia invece semplicemente interdetti il fatto che tra questi “crumiri” si debba registrare anche la presenza de “Gli Altri” di Piero Sansonetti, cioè il giornale forse più a sinistra dell’intero panorama italiano.

Piero Sansonetti (o chi per lui) spiega le ragioni di questa sue scelta nel suo editoriale di oggi, intitolato “Bavaglio? Noi siamo in edicola.”.

Io credo che sia semplicemente doveroso rispondere a queste tesi.

Le trasgressioni della Magistratura

Secondo Sansonetti:

“Non ci piace l’idea di una battaglia ingaggiata per difendere il diritto della magistratura a trasgredire quotidianamente la legge, non quella futura ma quella che già c’è e che imporrebbe di disporre le intercettazioni “solo in presenza di gravi indizi di reato” e solo quando “assolutamente indispensabile per la prosecuzione delle indagini”.”

In oltre vent’anni di cronaca giudiziaria (cioè sin dai tempi di “mani pulite”) non è mai successo, nemmeno una volta, che un qualunque giudice italiano, legato a qualunque indagine, importante o meno, sia stato formalmente accusato e meno che mai ritenuto colpevole di aver ordinato e/o eseguito anche una sola intercettazione telefonica o ambientale abusiva. I nostri magistrati e la nostra polizia hanno sempre e solo agito nel pieno rispetto della Legge, legge che altre persone (il parlamento) ha promulgato in tempi non sospetti (dal 1949 al 1996, in vari passaggi, sotto vari governi e con varie maggioranze).

Sostengo quanto ho appena scritto qui, nero su bianco e pubblicamente, e sfido chiunque a dimostrare il contrario.

Sansonetti ed il resto della redazione de Gli Altri possono naturalmente avere le loro fondate opinioni su cosa sia “legittimo” in fatto di intercettazioni ma la Legge della Repubblica Italiana è tutt’altra cosa. I Magistrati sono tenuti ad attenersi alla Legge ed a nient’altro. E questo è esattamente ciò che hanno sempre fatto.

Le trasgressioni della Stampa

L’editoriale de “Gli Altri” sostiene:

“Non ci piace l’idea di scioperare per difendere il diritto della nostra corporazione, quella dei giornalisti, di trasgredire a sua volta leggi e disposizioni del garante della Privacy per pubblicare intercettazioni più o meno pruriginose non nell’ “interesse pubblico” ma in quello privatissimo delle proprie vendite o, peggio, delle convenienze dei rispettivi editori.”

In oltre vent’anni di cronaca giudiziaria sono stati avviate all’incirca un migliaio di indagini su questo punto. Dopo anni di indagini e vari gradi di giudizio, si è stabilito che solo in un paio di casi la stampa italiana si era permessa di pubblicare informazioni che non avrebbe dovuto pubblicare.

In Italia, infatti, vige quanto previsto dall’Articolo 21 della Costituzione:

« Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo di ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni. »

(Costituzione della Repubblica Italiana, Articolo 21)

In altri termini, la stampa ha il diritto, costituzionalmente riconosciuto, di pubblicare qualunque notizia, alla sola condizione che sia vera. Questo diritto è riconosciuto come elemento fondamentale di una democrazia realmente funzionante da TUTTI gli studiosi del pianeta, nessuno escluso, ed è riconosciuto formalmente in TUTTI i documenti fondanti delle nostre società. Tra gli altri documenti che sanciscono il diritto alla libertà di stampa possiamo citare:

  1. La Costituzione della Repubblica Italiana
  2. Le Costituzioni di TUTTI gli altri stati dell’occidente, tra cui TUTTI i 27 stati dell’unione europea, la Costituzione Russa e persino quella Turca.
  3. La Carta Universale dei Diritti dell’Uomo e la “Costituzione” della Comunità Europea.
  4. La Costituzione degli Stati Uniti d’America e, presi singolarmente, quella di TUTTI e 50 gli stati che ne fanno parte.
  5. La Costituzione di TUTTI i paesi del Commonwealth, tra cui Canada, Australia e Nuoca Zelanda.
  6. La Costituzione di TUTTI i paese del Sudamerica, di quasi tutti i paesi asiatici (Cina esclusa) e di quasi tutti i paesi africani.

Naturalmente, se qualcuno non è d’accordo sulla pubblicazione di una specifica notizia, può sempre ricorrere alla Magistratura e chiedere soddisfazione. Nel corso di questi vent’anni, è già successo che la Magistratura abbia riconosciuto qualche giornale e qualche giornalista colpevole del reato di calunnia (aver pubblicato notizie false) o di diffamazione (aver sputtanato qualcuno senza altro motivo che l’intenzione di danneggiarlo).

Il nostro sistema di “controllo” sulla stampa, quindi, funziona già benissimo ed ha già dimostrato in più occasioni di poter difendere nel modo corretto sia gli interessi dei cittadini (informazione completa, tempestiva e priva di censure) che quella dei potenti (privacy riguardo alla vita personale).

Le tirature

È a dir poco curioso che nello stesso numero de Gli Altri in cui si sostiene quanto ho appena riportato sia anche presente questo sorprendente “coccodrillo” santificatorio di Pietro Taricone:

Pietro Taricone, facile esaltarlo oggi. Andava esaltato e capito da vivo

Esattamente, quale dovrebbe essere la “rilevanza” di questa notizia per il pubblico italiano? Qual’è la ragione, se ne esiste una, per cui questa notizia occupa una pagina del giornale?

Francamente, non si può tacciare le altre testate di “pettegolezzo”, usato per aumentare le tirature, e pubblicare cose del genere. C’è un limite alla quantità di ipocrisia che un lettore può sopportare.

Le trasgressioni dei Servizi Segreti

Secondo Sansonetti:

“Meno di tutto, forse, ci piace l’idea di spalleggiare servizi segreti, che in questa battaglia sono la parte in causa meno vistosa ma certo non la meno coinvolta, impegnati a far barriera a protezione di quell’arma preziosa per colpire a loro piacimento che sono state negli ultimi anni le intercettazioni.”

Com’è universalmente noto, i Servizi Segreti (di qualunque paese, e quindi anche quelli italiani) NON rispondono del loro operato di fronte alla Magistratura ordinaria se non in rarissimi casi e soltanto dopo una lunga serie di autorizzazioni parlamentari. Solitamente rispondono solo di fronte ad un apposito organismo di controllo.

In altri termini, continueranno ad intercettare chi pare loro, senza bisogno di alcun mandato del Giudice, DOPO l’emanazione del decreto bavaglio così come lo facevano PRIMA. Senza bisogno che nessun paladino si erga a difenderli.

Piuttosto, bisognerebbe preoccuparsi di un altro fatto: la storia ha dimostrato che i Servizi Segreti italiani hanno sempre e soltanto agito nell’interesse di una ben precisa coalizione, formata da CIA, destra (parlamentare ed extra-parlamentare), mondo economico e malavita organizzata (mafia, ‘ndrangheta e camorra). Ma questa è decisamente un’altra storia.

Gli interessi reali di questo paese

Sempre Sansonetti sostiene:

“Ci sembra che in questo paese di motivi per scioperare, scendere in piazza, farsi sentire e protestare a voce altissima ce ne sarebbero a centinaia, e ci lascia un po’ allibiti che vengano puntualmente trascurati da tutti per lasciare spazio a una guerra, quella fra il governo di Silvio Berlusconi e la sanat alleanza di togati, giornalisti e 007 che con gli interessi reali di questo paese non ha nulla a che spartire, ma che con la difesa della libertà di stampa e della democrazia c’azzecca anche di meno.”

Se non ci arriva Sansonetti, da solo, a capire certe cose come potremo mai spiegarglielo noi?

C’è un limite oltre il quale la discussione diventa impossibile. Bisogna avere almeno un insieme minimo di valori e di idee di base in comune (ed un linguaggio comune) per poter discutere di qualcosa. Se viene meno questo prerequisito, non ha più senso tentare di spiegare qualcosa a qualcuno che, palesemente, non vuole capire.

Comunismo ed Anarchismo

Come i più assidui lettori di questo blog ricorderanno, io sono comunista. NON sono anarchico.

Il fatto che esista uno Stato (più o meno centralizzato) che detiene il monopolio dell’uso della forza e che lo usa per far rispettare delle leggi (più o meno giuste), a me, personalmente, non dà nessunissimo fastidio.

Io VOGLIO che esista uno Stato. Voglio che esistano delle Leggi e che qualcuno le faccia rispettare, anche con l’uso della forza e/o della galera. Non essendo ricco e potente, come Berlusconi, ho BISOGNO di uno Stato forte e potente che mi difenda. Da vaso di coccio tra vasi di ferro, quale sono, l’ultima cosa che posso desiderare è una situazione da “day after” in cui non esiste più un’autorità centrale e si è costretti a combattere personalmente ed individualmente per affermare i propri diritti e per soddisfare le proprie necessità. Se avete visto una delle varie versioni de “I sopravvissuti”, sapete di cosa sto parlando.

Mi preoccupa piuttosto il fatto che quelle leggi vengano prodotte attraverso un meccanismo (la democrazia parlamentare) che sia effettivamente in grado di difendere i diritti di tutti, anche quelli delle minoranze (la maggioranza si difende da sé).

L’abolizione dello Stato di Diritto

Potete quindi immaginare quale effetto può avere su di me leggere queste parole di Piero Sansonetti, apparse nell’articolo “Il carcere è tortura. Aboliamolo” pubblicato oggi a fianco dell’editoriale in esame:

“E quindi la riforma radicale che oggi è all’ordine del giorno è l’abolizione del carcere. Perché la tortura è la negazione della civiltà. Ed è la più importante e la più urgente delle riforme civili che l’Occidente non ha ancora affrontato. ”

Abolire il carcere, infatti, corrisponde ad abolire lo Stato di Diritto come noi lo conosciamo. Non può esistere un reale Stato di Diritto se non viene riconosciuto prima di tutto il diritto dello Stato ad infliggere delle punizioni a chi non rispetta le leggi che questa comunità ha deciso di darsi.

Posso solo sperare che Piero Sansonetti intendesse dire “sostituiamo il carcere con altre pene e/o altre forme di rieducazione meno crudeli”. Anche in questo caso, però, devo dire esplicitamente qui, in questa sede, che NON credo affatto che lo Stato debba limitarsi a tentare di rieducare i criminali (come prevede la Costituzione). L’esperienza ed il buon senso ci insegnano che esistono molte persone che, purtroppo per noi, NON possono (e spesso non vogliono) essere rieducate. Queste persone vanno semplicemente messe in condizione di non nuocere (naturalmente, senza inutili crudeltà).

Uno per cento

Il fatto che Gli Altri, e l’intero universo della Sinistra “storica” (Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Sinistra Ecologia e Libertà, etc.), siano scivolati lentamente verso questa sponda anarcoide mi addolora profondamente.

Il giornale di Sansonetti ha deciso di chiamarsi “Gli Altri” e, a giudicare da questo editoriale e dagli articoli che ho citato, si tratta effettivamente di “altri da me”, di qualcosa di molto diverso da ciò che io sono. A giudicare dai commenti dei lettori in calce all’editoriale (sul sito de Gli Altri) sembra che anche il resto della sinistra marxista-leninista non riesca più a riconoscersi in questa corrente anarchica.

Questo forse spiega perché la sinistra “antagonista” ora raccolga meno dell’uno per cento dei consensi: si è persa per strada quel 30% di elettorato che vuole avere uno Stato, vuole avere delle leggi e vuole che qualcuno le faccia rispettare.

Alessandro Bottoni

Comments
2 Responses to “Gli Altri”
  1. andrea colombo scrive:

    Caro Alex,
    la “Legge della Repubblica italiana” stabilisce che le intercettazioni possono essere decise “solo in presenza di gravi indizi di reato e ove assolutamente indispensabile per la prosecuzione delle indagini”. Se non sei un ipocrita, ammetterai che questi limiti sono stati varcati centinaia di volte. Anzi: varcarli è la norma. Il fatto che nessun magistrato abbia mai perseguito un altro magistrato per essersene fregato della legge è in effetti molto indicativo.
    Naturalmente tu puoi avere le tue fondate opinioni su qualsiasi cosa. Ma la Legge della Repubblica italiana resta quella che è. E restano quelli che sono anche i magistrati che la ignorano.
    L’art 21 della Costituzione è sacrosanto. Anche il 15: “La libertà e la segretezza di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili. La loro limitazione può avvenire soltanto con atto motivato dall’autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge”.
    La legge è quella di cui sopra, quella appunto di cui se ne fregano tutti. La pubblicazione selvaggia invece contravviene alla norma del garante della privacy per cui il testo delle intercettazioni può essere pubblicato solo “nell’interesse pubblico”. A volte è stato effettivamente così, ma gli esempi opposti sono infiniti. Se vuoi più tardi di mando un romanzo in forma di post e te ne cito uno o duecento.
    In effetti la libertà di stampa è fortunatamente garantita dalla Costituzione di tutti i paesi liberi. In Europa, invece, la facoltà di intercettare senza limiti di tempo c’è solo in Italia, e quella di pubblicare i testi quasi pure. In Francia (il paese che permette di intercettare per più tempo, 4 mesi prorogabili per altri 4 ma con motivazioni ben circostanziate, non è solo vietata la pubblicazione ma la stessa notizia dell’intercettazione deve restare segreta).
    Non è che la libera Europa fa testo solo quando fa comodo.

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