Il Golpe del 29 Luglio 2010

Dall’Europa nuovo no alla legge bavaglio – Ma adesso il governo tenta la spallata

“Alla vigilia della grande manifestazione contro la legge sulle intercettazioni, Drago Kos, lo zar anticorruzione del Consiglio d’Europa, dice a ilfattoquotidiano.it: “Le nuove norme favoriscono mafia e mazzette, i politici italiani si stanno facendo leggi per ragioni personali”. Ma dopo la condanna di Dell’Utri, la maggioranza prova il tutto per tutto. Vuole discutere il ddl il 29 luglio, scavalcando la manovra economica. Fini dice sì ma critica la tempistica. E così Cicchitto lo minaccia: chi non si allinea va fuori. Il premier, intanto, si tiene a distanza di sicurezza e oggi atterra a Panama.”

Il Consiglio d’Europa boccia la legge bavaglio: “Favorisce mafia e corruzione”

“Terza bocciatura internazionazionale al ddl intercettazioni. Dopo gli Usa e l’Ocse, oggi è il Greco a dire “in Italia i politici, per ragioni personali, approvano leggi che favoriscono corruzione e mafie””

“Mentre in Italia, a stretto giro di ruota dalla condanna per fatti di mafia di Marcello Dell’Utri, le polemiche sulla legge bavaglio riprendono furiosamente quota, dall’estero arriva la terza bocciatura al disegno di legge sulle intercettazioni . Dopo quella del Dipartimento di giustizia americano, e quella dell’Ocse, è il Greco (Gruppo di Stati contro la corruzione) a prendere posizione. “Questa legge potrà creare gravi difficoltà alla lotta alla criminalità organizzata”, dice in un’intervista esclusiva a ilfattoquotidiano.it, Drago Kos, ex dirigente della polizia slovena, detto lo zar della guerra alle tangenti, dal 2002 Presidente di questo importante organo interno al Consiglio d’Europa, che ha il compito di sorvegliare le politiche nella lotta alla corruzione e identificare le lacune nelle norme, indicando i provvedimenti da prendere.

Il Greco comprende 46 paesi membri (45 Stati europei e gli Stati Uniti d’America). L’Italia ha aderito il 30 giugno 2007. E’ la seconda volta che il Greco esprime preoccupazione per una legge approvata in questa legislatura. L’allarme era già scattato per la prima versione del Lodo Alfano. Quella voluta da Silvio Berlusconi e riguardante la sospensione dei processi per le più alte cariche dello Stato. Allora l’organizzazione internazionale aveva espresso il timore che la norma mettesse i bastoni tra le ruote alla lotta alla corruzione e violasse un principio elementare: quello di uguaglianza. Un timore fondato, tanto che il 7 ottobre 2009 la Corte Costituzionale lo ha bocciato.”

Dell’Utri condannato per mafia – Maggioranza all’attacco: “Subito legge bavaglio”

“Fini critica la decisione della maggioranza, Cicchitto lo minaccia: o ti allinei o fuori”

“La finta tregua è finita. La sentenza Dell’Utri ha suonato la carica del Pdl, che stamani ha infilato nei lavori di luglio della Camera la discussione del ddl Alfano sulle intercettazioni. Alla faccia delle rassicurazioni date a Giorgio Napolitano che aveva invitato la maggioranza a concentrarsi sulla manovra rinviando la discussione in aula sulle intercettazioni. Il partito di Berlusconi punta dritto alla meta: approvare la legge bavaglio prima dell’estate. E passato il timore di una condanna piena a carico di Dell’Utri, il Pdl archivia l’apparente rispetto delle istituzioni, adottato nelle ultime settimane, tornando all’attacco di Gianfranco Fini. Colpevole di aver violato la regola aurea di Forza Italia ricordata proprio ieri da Dell’Utri: non parlare.

Il presidente della Camera stamani si è permesso di confidare a pochi colleghi deputati di ritenere “irragionevole” pensare di discutere entro luglio il ddl Alfano sulle intercettazioni. Neanche il tempo di smentire (o confermare) l’indiscrezione, a Fini viene recapitata la minaccia: o ti allinei o sei fuori. La firma il presidente dei deputati del Pdl, il piduista Fabrizio Cicchitto, sul giornale berlusconiano Il Foglio. Fini, scrive Cicchitto, “deve essere capace di separare il proprio ruolo politico da quello di presidente della Camera” perché “le uniche alternative sono o la sistemazione del dissenso o la separazione”.”

Intercettazioni, Pizzetti: “Giustificato allarme libertà di stampa”

“Il ddl intercettazioni mette a rischio la libertà di stampa e toglie l’ultima parola alla magistratura e al garante della privacy a cui, invece, sarebbe stato meglio lasciarla. A dirlo Francesco Pizzetti, presidente dell’autorità per la protezione dei dati personali, nella relazione annuale al Parlamento. Alla vigilia della giornata di mobilitazione indetta per domani dalla Federazione nazionale della stampa, Pizzetti punta il dito contro il discusso provvedimento, pur sottolineando che la preoccupazione per la libertà di stampa presenta “un qualche eccesso”, dal momento che la norma condiziona solo “la pubblicazione dei testi delle intercettazioni”.”

Ed ecco com’è ridotta, già adesso, l’informazione italiana che dipende, per il proprio salario, dal califfo di Arcore:

Dell’Utri, Italia 1 come la Pravda

Da “Il fatto quotidiano” di oggi

Alessandro Bottoni

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