Dopo il 1° Luglio

Come dovreste sapere, dopodomani, primo Luglio 2010, in undici (11) città italiane ed in molte altre città straniere si terrà una manifestazione popolare contro la cosiddetta “Legge Bavaglio” voluta da Berlusconi, cioè quella che, di fatto, abolisce le intercettazioni e pone la censura sulla stampa. Trovate le informazioni del caso qui:

In piazza a Roma, Parigi e Londra – la protesta di Fnsi e Popolo viola

Potete anche leggere lo speciale di Repubblica su questo argomento qui:

La legge sulle intercettazioni

Personalmente, credo che dopo questa faticosa manifestazione il popolo italiano (in assenza dell’opposizione parlamentare, ancora latitante), dovrà accollarsi anche il compito di chiedere la rimozione del presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, da ogni incarico pubblico. La ragione è semplice: quell’uomo mostra da tempo degli evidenti problemi di salute mentale che lo rendono pericoloso per sé stesso e per gli altri. Per convincersene basta leggere le sue ultime affermazioni riguardo la Stampa:

Berlusconi ancora contro i giornali – “Servirebbe uno sciopero dei lettori

“Il premier se la prende con la stampa per la copertura del G20: “Disinformazione inconcepibile”. Di Pietro: “E’ allergico alla libertà di stampa”. Finocchiaro: “E’ ossessionato”. Poi l’attacco ai magistrati: “Sono una metastasi””

“SAN PAOLO (Brasile) – “I giornali disinformano. I lettori dovrebbero scioperare per insegnare a chi scrive a non prenderli in giro”. Silvio Berlusconi, a San Paolo del Brasile per una visita istituzionale, ha attaccato nuovamente i mezzi di informazione, prendendosela con la copertura dedicata dalla stampa italiana al vertice G20 in Canada: “I resoconti sono l’esatto contrario della riunione”, ha detto. “Da molti mesi”, ha aggiunto, “vedo una disinformazione inconcepibile”.“

Da “Berlusconi ancora contro i giornali

Se avete avuto modo di vedere la conferenza stampa di oggi del premier nei telegiornali, di sicuro avrete notato come Berlusconi mostri ormai degli evidenti segni di paranoia (oltre agli abituali segni di assoluta malafede e di tracotanza).

Il premier ormai non riesce a vedere altro che nemici attorno a sé: i giudici, definiti “metastasi della società” (!!!!!), i giornalisti, contro cui invoca lo sciopero (nonostante il fatto che circa due terzi dei giornalisti italiani lavorino per aziende di sua proprietà) e, ovviamente, i “comunisti”, termine con cui identifica da decenni tutti coloro che non si prostrano prontamente ai suoi piedi. Si sente perseguitato e diventa aggressivo. Mostra anche evidenti segni di distacco dalla realtà, come quando tenta di convincere i presenti che il potere è completamente nelle mani del Presidente della Repubblica (che nel nostro ordinamento ha solo un ruolo simbolico), del Parlamento (nel quale il suo partito ha una maggioranza di quasi due terzi…) e dei Giudici. In altri termini, mostra chiaramente i più classici segni della paranoia.

Se vi siete persi quest’ennesimo show del Cavaliere, lo potete rivedere qui:

http://www.youtube.com/watch?v=hIjsyrxUYKc

o qui:

http://www.youtube.com/watch?v=-NjsEccCVjA (dopo il minuto 7)

Credo quindi che sia doveroso, per la salute di Berlusconi stesso e dell’intero nostro paese, chiedere l’intervento del Presidente della Repubblica per ottenere che il Presidente del Consiglio venga sottoposto alle verifiche sanitarie del caso e messo in condizioni di non nuocere. Ovviamente PRIMA di ritrovarci con un nuovo Caligola al vertice del potere.

Tutto questo, vi prego di notare, al di là del fatto che Berlusconi (insieme al suo partito ed all’intero governo) può (e deve) essere legittimamente sospettato di essere semplicemente il braccio politico della mafia a causa delle rivelazioni di diversi pentiti e delle sentenze di diversi giudici in diversi processi. Vedi per esempio:

“IL NOME DI BERLUSCONI – Poi Spatuzza afferma: «Nel ’94 incontrai Giuseppe Graviano in un bar in Via Veneto, aveva un atteggiamento gioioso, ci siamo seduti e disse che avevamo chiuso tutto e ottenuto quello che cercavamo grazie alla serietà delle persone che avevano portato avanti quella storia e non come quei quattro “crasti” socialisti che avevano preso i voti nel 1988 e 1989 e poi ci avevano fatto la guerra. Mi vennero fatti due nomi tra cui quello di Berlusconi. Io chiesi se era quello di Canale 5 e mi disse: sì. C’era pure un altro nostro paesano. Graviano disse che grazie alla serietà di queste persone ci avevano messo il paese nelle mani». Successivamente Spatuzza si trovò nel carcere di Tolmezzo con Filippo Graviano: «Nel 2004 lui stava malissimo, io gli parlavo dei nostri figli, di non fargli fare la nostra fine… ho avuto la sensazione che stava crollando. Mi disse di far sapere a suo fratello Giuseppe che se non arrivava qualcosa da dove doveva arrivare, allora bisognava parlare ai magistrati». Il pm chiede spiegazioni sulla frase «da dove doveva arrivare» e qui Spatuzza ritorna al riferimento di Berlusconi e Dell’Utri. «I timori di parlare del presidente del Consiglio erano e sono tanti – continua Spatuzza. – Basta vedere che quando ho cominciato a rendere i colloqui investigativi con i pm mi trovavo Berlusconi primo ministro e come ministro della Giustizia uno che consideravo un ‘vice’ del primo ministro e di Marcello Dell’Utri».”

Da “Processo Dell’Utri, Spatuzza in aula: «Graviano mi parlò di Berlusconi»” apparso su Il Corriere della Sera il 4 Dicembre 2009.

Oppure, vedi:

“L’ideatore di Forza Italia è stato condannato a sette anni. Ma i giudici lo considerano colpevole di concorso esterno in associazione mafiosa solo fino al 1992. Dalla sentenza restano quindi fuori il periodo della creazione del partito del Cavaliere e quello delle stragi del ’93. Il collegio insomma non crede ai pentiti Gaspare Spatuzza e Nino Giuffrè. Ma resta un dato: Dell”Utri faceva da tramite tra i boss di Cosa Nostra e Berlusconi negli anni in cui nasceva il suo impero immobiliare e venivano inaugurate le sue tv. E il premier quando era stato chiamato a testimoniare sull’accaduto si era avvalso della facoltà di non rispondere. Può un uomo del genere continuare a fare il presidente del Consiglio nel Paese di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino?”

Da “Dell’Utri: il giorno del giudizio” apparso oggi su “Il fatto quotidiano”

Francamente, non so quali siano le procedure di “interdizione” previste per le più alte cariche dello stato ma credo che sia arrivato il momento di scoprirlo.

Alessandro Bottoni

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