News da Toronto

Ricevo e (volentieri) pubblico su richiesta degli interessati:

*Dalle strade di Toronto in rivolta*

Come dicono gli angolfoni, la cacca ha urtato il ventilatore.

Il billiardo e mezzo speso in misure di sicurezza sta avendo l'effetto 
desiderato:

poliziotti in divisa da robocop, cannoni che assordano, poliziotti e 
agenti segreti in borghese, una recinzione da far invidia a Berlino con 
leggi speciali per chi si avvicina o la fotografa. Dire che Toronto e' 
completamente militarizzata e' un eufemismo.


Come al solito, i media mainstream ci azzuppano e fanno senzazionalismo. 
Si parla dei cosiddetti " professional protesters"  e "multi-issue 
extremists" come se le sole persone in strada fossero un gruppetto di 
terroristi. Logicamente non sprecano nemmeno una parola a parlare delle 
esigenze delle comunita' in lotta che da mesi sono in dialogo per far 
sentire la loro voce e che da ieri vengono brutalmente attaccate dalla 
polizia.


Nessuno parla della disoccupazione, degli effetti della crisi, del 
razzizsmo e oppressione delle comunita' indigene in Canada, di coloro 
che sostengono gli indios in Sud America e Africa dove le imprese 
mineriarie violentano e smembrano le comunita' (il Canada controlla il 
60% dell'industria mineraria mondiale). Nessuno condanna le persecuzioni 
sistematiche di attivisti e gruppi opposti alla collaborazione economica 
canadese con l'Israele (Toronto la citta' piu' antisemita, si dice), o 
il ruolo delle truppe Canadesi ad Haiti dal 2004 e in Afghanistan dalla 
guerra, della sottrazione di fondi per il Gay Pride, dei tentativi di 
abolire l'aborto o dello scempio ambientale e alla salute di coloro che 
abitano e lavorano nelle miniere petrolifere in Alberta. Non si e' vista 
quasi nessuna immagine delle vecchine in abiti tradizionali che fanno 
parte della gigantesca comunita' tibetana e che sfilavano ieri con altre 
20.000 persone (pare fossero molte di piu'), delle famiglie di rifugiati 
politici che rivendicano il diritto di cittadinanza, o della Tent City 
installata in un parco in solidarieta' con i senza dimora fissa.


Per contrastare l'oltraggio di migliaia di cittadini di Toronto per il 
costo del vertice (con quei soldi si poteva ampliare la metropolitana, 
per esempio, ma invece hanno tolto i fondi al proggetto) e giustificare 
la scelta del governo di Steven Harper, si parla solo di teppismo e 
vandalismo. Le foto dei Black Block che distruggono le vetrine e danno 
fuoco alle macchine della polizia stanno facendo il giro del mondo ma 
nessuno nota il logo della Nike sui vestiti neri del Block, e i media 
non si chiedono come mai le auto fossero state lasciate isolate in 
strada mentre tutto il resto, inclusi i vasi con le piante, erano stati 
rimossi.

La caccia ai Block e' stata anche la scusa con cui migliaia di 
poliziotti con scudi, manganelli, lacrimogeni e pallottole di gomma 
hanno attaccato e massacrato le famiglie che si erano recate nel 
"pollaio per le proteste" che era stato scelto come unico luogo dove 
protestare legalmente.


Dopo una serie di piccole manifestazioni relativamente pacifiche nei 
giorni scorsi (con una presenza media di 5 polizziotti per 
participanti), da ieri, qui regna il caos assoluto. I polizziotti stanno 
praticamente arrestando e picchiando tutti coloro che si avvicinano a 
una protesta o un'azione (anche se vai in tribunale a cercare quelli 
arrestati). Tre ore fa, il conto era di 550 arresti. Entrano nelle case 
senza mandati e trascinano via gli attivisti, hanno preso TUTTI gli 
organizzatori, anche quelli che si avviavano a fare una conferenza 
stampa sugli arresti. Stanno perquisendo i tram, hanno appena circondato 
il centro di convergenza degli attivisti e hanno pronti i lacrimogeni. 
Hanno anche preso degli avvocati. Ci aspettiamo un raid al media centre 
prima di stasera. Le notizie che arrivano sono confuse, e' difficile 
capire se le azioni annunciate sono trappole o vere proteste. Comunque 
ci sono migliaia di persone in strada che fanno proteste ovunque, il 
bike block (quelli delle bici) si stanno dirigendo verso il centro di 
convergenza in assedio.


Ci criticano giustamente perche' da ieri parliamo molto della violenza e 
non delle ragioni delle proteste ma qui ci stanno beccando uno a uno, e' 
difficile parlare di altro. Volevo scrivere un articolo sui nuovi 
discorsi sulla prevenzione delle proteste e sulle nuove logiche 
sicuritarie, ma in questo momento, i pochi di noi che non sono gia' 
stati arrestati stanno cercando di dar senso a questo caos e dovro' 
farlo nei prossimi giorni, se non mi deportano prima.


Per ora mi limito a dire che se dal terzo Global Forum e da Genova in 
poi, questo trattamento per gli attivisti non e' un'eccezione, io vedo 
comunque una differenza tra il passato e oggi. Ai G8 di L'Aquila avevano 
una sezione speciale per parlare di nuove tecniche di controllo delle 
folle che possono ribellarsi. Il G20 di Toronto raggiunge un nuovo 
livello di normalizzazione delle tecniche di prevenzione e controllo. 
Immaginate questa citta' come una grande vetrina per sfoggiare il potere 
del governo e le nuove tecniche di sicurezza. I signori dei G20, 
rilassati dopo il soggiorno sul lago finto creato per sfoggiare la 
natura canadese, sono pronti a fare shopping. Steven Harper e i suoi 
amici industriali che hanno collaborato al piano di sicurezza hanno i 
saldi pronti. Due al prezzo di uno, venghino, venghino.
 
Ma, in qualita' di cavie per i nuovi esperimenti, dalle prigioni e altre 
zone in assedio, citando uno dei cartelli piu' visti alle manifestazioni 
e uno dei canti piu' sentiti, continuiamo a dire:
/Who's streets? Our streets!!!/
e
/Fuck fake lakes, save the real lakes/!

Alessandra Renzi
alternative media centre Toronto G20

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