Il Fatto Quotidiano Online

Da un paio di giorni a questa parte è finalmente disponibile “Il Fatto Quotidiano Online”, cioè la versione digitale dell’omonimo giornale cartaceo di Antonio Padellaro. Lo trovate qui:

http://www.ilfattoquotidiano.it/

Il nuovo sito sostituisce completamente il vecchio blog “www.antefatto.it” che la redazione de “Il Fatto Quotidiano” ha usato fino a qualche giorno fa per supportare l’edizione cartacea.

Come probabilmente avrete notato, nei primi due giorni il nuovo sito ha avuto dei seri problemi di sovraccarico ed in più occasioni è rimasto completamente inchiodato dal numero eccessivo di richieste di accesso. Credo che valga la pena fare qualche riflessione su questa novità e su quello che significa.

Decine di migliaia di accessi al giorno

Secondo la redazione de “Il Fatto Quotidiano” il nuovo sito è rimasto bloccato da “decine di migliaia di accessi al giorno”. Non è chiaro se si sia trattato di utenti singoli o di semplici richieste di accesso (HTTP post o get) ma queste cifre impongono almeno due considerazioni.

  1. Evidentemente, devono esserci molti stranieri che leggono l’italiano e che sono interessati alla nostra politica, visto che le statistiche di Berlusconi dimostrano, in modo assolutamente inconfutabile (pena la galera) che il 130% degli Italiani sostiene Berlusconi e legge solo “Libero” di Maurizio Belpietro.
  2. Chi ha scelto l’hardware (e la connessione) NON si aspettava questo livello di traffico.

Questo secondo punto lascia un po’ perplessi. Molti siti commerciali, anche italiani ed anche non frequentatissimi (come www.ibs.it e www.bol.it, per non fare nomi), fanno abitualmente da 30.000 a 120.000 utenti singoli al giorno, e da 100.000 ad 1.000.000 di richieste di accesso al giorno, e NON si piantano. Non è chiaro come fosse possibile pensare che un quotidiano nazionale, che nella sua versione cartacea vende oltre 100.000 copie al giorno, potesse fare meno di 100.000 visitatori singoli e meno di mezzo milione di richieste di accesso al giorno (meno di una al secondo, in media). Un traffico di “decine di migliaia di visitatori” (da 10.000 a 100.000 visitatori singoli e quindi da 10.000 a 500.000 richieste di accesso) è un livello di traffico che risulta facilmente gestibile da molte configurazioni hardware “professionali” (un load balancer frontale, due server web e, a volte, due server RDBMS). Ovviamente, è anche un livello di traffico che può facilmente piantare una soluzione “artigianale”, come quella usata da molti piccoli giornali locali (un singolo server, virtuale o fisico, a noleggio presso un Host, magari con la sola gestione della cache di default prevista dal framework utilizzato).

La redazione de “Il Fatto Quotidiano” ha ringraziato il suo tecnico e lo ha definito “guru” per aver risolto l’impasse dovuta al traffico eccessivo ma forse avrebbe dovuto dargli una tiratina di orecchie per i calcoli troppo pessimistici che ha fatto durante la fase di sviluppo e di implementazione del sistema… Comunque, ben venga il fatto che il sito si inchioda per il troppo traffico.

WordPress

“Il Fatto Quotidiano” è l’ennesimo quotidiano che usa WordPress. Basta dare un’occhiata ai sorgenti della pagina (Ctrl-U da Firefox) per trovare diverse tracce di questo CMS.

WordPress è un vero gioiello, molto più potente e versatile di quanto comunemente si creda, e viene largamente utilizzato dai quotidiani online di mezzo mondo per i loro siti, tuttavia…

WordPress è anche un sistema nato per fare dei semplici blog, non siti web complessi e stracarichi come quelli usati dalle redazioni dei giornali.

WordPress è piccolo, leggero, agile, semplice da gestire e velocissimo, cosa che lo rende capace di reggere a carichi molto elevati, ma resta un aggeggio pensato per un singolo autore che pubblica uno o due articoli al giorno e viene letto da qualche decina di amici. Tutti i vari plug-in di cui dispone (a partire da quelli che permettono di gestire un’intera redazione) NON possono trasformarlo comunque in ciò che non è.

Francamente, quando si decide di mettere in piedi una redazione di un quotidiano nazionale sarebbe il caso di prendere in esame delle soluzioni più adatte allo scopo. Per esempio:

  1. Krang (http://www.krangcms.com/): un CMS scritto in Perl e pensato appositamente per le redazioni dei giornali. Krang viene usato, ad esempio, dall’elegante “New York Magazine: http://nymag.com/ .
  2. Ellington (http://www.ellingtoncms.com/): un Framework basato su Django e pensato appositamente per siti redazionali ad alto traffico. Ellington è usato, tra gli altri, da GazetteXtra (http://www.gazettextra.com/) e dal Las Vegas Sun (http://www.lasvegassun.com/).

Senza contare i 30 o 40.000 diversi CMS “general purpose” che si trovano in rete, da Plone (complicato e pesante), a HippoCMS (Potente e raffinato).

Più in generale, personalmente faccio un po’ fatica a credere che un qualunque strumento PHP (o Perl o Python) sia adatto per queste applicazioni e, per quanto mi riguarda, forse avrei consigliato qualcosa basato su Java (forse qualcosa creato ad hoc con EJB3.0, Wicket, JCR ed altre tecnologie tipiche di questo ambiente).

Insomma, un’altra tiratina di orecchie a chi ha scelto gli strumenti ed ha implementato il sistema.

Chi vince e chi perde

Al di là delle questioni tecniche, vale la pena notare che testate molto simili, gestite in modo diverso, hanno avuto destini opposti.

“Il Fatto Quotidiano” è una SPA di tipo semi-cooperativo (vedi: http://it.wikipedia.org/wiki/Il_Fatto_Quotidiano#Editore). È stato lanciato nel settembre del 2009 ed ha subito raggiunto (e mantenuto) le 100.000 copie al giorno (70.000 in edicola + 40.000 in abbonamento). Insomma, un clamoroso successo.

Una testata molto simile, cioè “L’altro”, voluto da Piero Sansonetti (ex direttore di Liberazione), è nato più o meno nello stesso periodo (maggio 2009) ma ha avuto un destino completamente diverso. Nel giro di pochi mesi le scarsissime vendite hanno obbligato l’editore (che è una cooperativa di giornalisti) a passare alla tiratura settimanale. Nel frattempo, per problemi di copyright, la testata ha anche dovuto cambiare nome in “Gli Altri – La Sinistra quotidiana”.

Sono due giornali piuttosto simili, entrambi legati a direttori molto noti e molto esperti, entrambi nati come iniziative più o meno cooperativistiche ed entrambi schierati apertamente a Sinistra. Usano persino lo stesso CMS (WordPress) per le loro versioni online. Allora, come mai uno ha avuto successo e l’altro no?

Personalmente, credo che la differenza di fondo stia nel fatto che mentre “Il Fatto Quotidiano” si è subito dimostrato capace di produrre molta nuova informazione, grazie ai vari giornalisti da inchiesta che annovera tra le sue fila (Marco Travaglio, Peter Gomez, etc.), “Gli Altri” si è subito impantanato nelle solite polemiche interne della Sinistra e nei soliti rimuginamenti politici.

Chi compra un giornale (1,20 € duramente sudati…) lo fa per ottenere qualcosa che prima non aveva (nuova informazione o riflessioni che da solo non è in grado di produrre), non per restare aggiornato sulle polemiche interne di questa o quell’altra parte politica o sui rimuginamenti interiori di questo o quell’altro opinionista.

Comunità invece di redazioni

Una delle cose che salta subito agli occhi dei giornali online “vincenti”, come “Repubblica”, “Il Fatto Quotidiano” e “La Stampa”, è la presenza di numerosi blog (dei redattori e di altre persone), di forum di discussione e di vari altri meccanismi di interazione tra la redazione ed i lettori, dalle “poll” (“inchieste”) agli aggiornamenti via SMS.

La partecipazione dei lettori alla vita del giornale è chiaramente la chiave del successo di queste testate.

È la partecipazione, infatti, che crea il senso di comunità e che trasforma il giornale nella bandiera di un intero movimento. Non è certo un caso che “Il Fatto Quotidiano” venga considerato l’organo di stampa non ufficiale dell’Italia dei Valori di Antonino Di Pietro.

La partecipazione crea anche ricchezza di contenuti e quindi allarga il bacino di utenza (ed il fatturato). Io, per esempio, bazzico “La stampa” quasi solo per leggere il blog di Anna Masera.

Attività invece di informazione

Andando ancora oltre, è facile notare come i giornali di successo, come “Repubblica” e “Il Fatto Quotidiano” siano da tempo impegnati in una strenua battaglia politica contro Berlusconi, il berlusconismo e l’attuale Governo Berlusconi. In altri termini, queste redazioni non si limitano più a fare informazione. Stanno facendo, da molto tempo e con notevole successo, una vera e propria attività politica.

Questo, come al solito, scandalizza la destra (che peraltro non fa altro che usare la sua stampa addomesticata per azzannare gli avversari) ma è esattamente ciò che il pubblico di oggi pretende dalla stampa: vuole essere rappresentato. Vuole che la “sua” stampa gli dia voce e senso di identità. Non basta più (né a destra né a sinistra) che la stampa riporti delle aride informazioni. Deve anche prendere posizione rispetto ai fatti di cui si occupa e deve farlo in modo chiaro e coraggioso.

Sono finiti i tempi in cui per far il giornalista bastavano penna e taccuino. Ora ci vuole l’elmetto…

Conclusioni

Grazie a “Il Fatto Quotidiano” il panorama giornalistico italiano sta vivendo un momento di inattesa giovinezza e di grande vitalità. Non resta che sperare che la lezione venga appresa anche da altre testate.

Alessandro Bottoni

Comments
3 Responses to “Il Fatto Quotidiano Online”
  1. luigi p scrive:

    Già già… infatti Java è noto in tutto il mondo come linguaggio meravigliosamente performante?
    Il sito del manettaro Travaglio si è piantato per la totale mancanza di ottimizzazione.
    Se vuoi servire un pacco di utenti al secondo non usi quel mostro di Apache, ma NginX (10000 client serviti al secondo!).
    Non riempi la homepage di contenuti generati dinamicamente, usi la cache con aggiornamenti non frequentissimi.
    Le immagini non le lasci sullo stesso server, ma le metti in Irlanda sui server cloud di Amazon.

    • La ragione per cui mi sarei aspettato di vedere qualcosa come Java è che l’ambiente basato su questo linguaggio permette (o, più esattamente, promuove) una maggiore modularizzazione, una più netta divisione di “concerns” e di compiti tra gli sviluppatori e quindi un maggiore controllo del processo produttivo. Mi sembra strano che si pretenda di far girare un ambiente complesso come un sito redazionale senza preoccuparsi di questo aspetto e della evoluzione del sito nel tempo.

      Per quello che riguarda le prestazioni, sono pienamente d’accordo.

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  1. […] Fatto Quotidiano Online https://alessandrobottoni.wordpress.com/2010/06/25/il-fatto-quotidiano-online/ "ciò che il pubblico di oggi pretende dalla stampa: vuole essere rappresentato. Vuole […]



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