Coincidenze

Voi credete nelle coincidenze?

Provate a mettere una in fila all’altra le seguenti notizie.

ROMA – “Siamo tutti spiati: 150mila telefoni controllati”. Silvio Berlusconi ha iniziato così il suo intervento all’assemblea di Confcommercio. “Considerando 50 persone per ogni telefono, vengono fuori così 7 milioni e mezzo di persone che possono essere ascoltate. Questa non è vera democrazia, è una cosa che non tolleriamo più. La nostra libertà di parola non è tutelata” ha aggiunto il premier tra gli applausi della platea. C’è una piccola lobby di magistrati e giornalisti che è contro” il disegno di legge del governo, dice il premier parlando all’assemblea della Confcommercio. “Noi abbiamo preparato il provvedimento in quattro mesi” ma – racconta il Cavaliere – l’iter si è rivelato lunghissimo. “Ora si parla di metterlo in calendario per il mese di settembre, poi bisognerà vedere se il Capo dello Stato lo firmerà e poi quando uscirà ai pm della sinistra non piacerà e si appelleranno alla Corte costituzionale che, secondo quanto mi dicono, la boccerà”.”

Da “Berlusconi: “Siamo tutti spiati. Non è vera democrazia”” su Repubblica di ieri (Si noti che l’intera assemblea di Confcommercio ha applaudito entusiasticamente a queste affermazioni di Berlusconi).

ROMA – Il collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza non è credibile. Lo dice il tempo, o meglio, i tempi dilatati in cui ha reso le sue rivelazioni sulle stragi di Falcone e Borsellino e nel processo Dell’Utri. Per questo, l’ex boss non è stato ammesso al programma di protezione definitivo per decisione della Commissione centrale del Viminale per la definizione e applicazione delle misure speciali di protezione. La proposta era stata avanzata dalle procure di Firenze, Caltanissetta e Palermo che indagano sulle stragi di via D’Amelio e del ’93. Per Spatuzza, la commissione ha invece confermato “le ordinarie misure di protezione ritenute adeguate al livello specifico di rischio segnalato”. L’avvocato di Spatuzza annuncia il ricorso al Tar. La decisione della Commissione sorprende Nino Di Matteo, pm della Dda di Palermo e presidente della giunta distrettuale dell’Anm: “E’ la prima volta che si nega una protezione proposta da ben tre procure”. Per Di Pietro, Spatuzza “da oggi è un morto che cammina”. la decisione è stata duramente attaccata da Walter Veltroni, membro Pd della Commissione Antimafia. “Scelta sconcertante, che sembra essere dettata da ragioni politiche. Questa decisione può pesare negativamente sulle delicate indagini in corso  per le stragi del 1992-93. Chiedo al presidente della Commissione antimafia,
Giuseppe Pisanu, di convocare subito i rappresentanti del governo per fornire adeguate spiegazioni”.”

Di Pietro: “Il messaggio: collaborare non paga”. Toni ben più drammatici da Antonio Di Pietro. “Da oggi, Spatuzza è un morto che cammina – la sentenza del leader dell’Italia dei Valori -. La mancata assegnazione del programma di protezione a Spatuzza è un modo per intimidire coloro che riferiscono fatti rilevanti al fine di fare luce su alcune scomode verità. Non è un caso che le scomode verità, oggi, coinvolgerebbero proprio il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il suo parlamentare di riferimento, senatore Marcello Dell’Utri”.”

Da “Spatuzza non considerato credibile per lui niente programma di protezione” su Repubblica di ieri. (Si noti che Spatuzza ha affermato che Marcello Dell’Utri, vecchio amico di Berlusconi, avrebbe agito per decenni da intermediario tra la mafia siciliana e Berlusconi stesso).

“Anche il governatore della Puglia e leader di Sinistra e Liberta, Nicki Vendola ha espresso una valutazione sull’argomento referendum: “In questo referendum si chiede ai lavoratori se preferiscono essere feriti o ammazzati, se morire di fame e restare senza reddito o lavorare come schiavi. Mi sembra un quesito malato”.”

“Poi ha aggiunto: “Non credo che nessuno, nemmeno la Fiat o il ministro Sacconi, possa pensare che un diritto costituzionale sia aggirabile da un accordo. Non abbocchiamo all’amo di chi ce la racconta così. Sacconi – ha detto ancora Bersani – dice che vede un grande orizzonte fatto di deroghe ad ogni livello. Se lo sogna. La Costituzione non è derogabile. In ogni caso, c’è un fatto oggettivo: siamo di fronte al primo caso in Europa di rientro della produzione esternalizzata”.”

Da “Marcegaglia: “Non posso credere che il sindacato abbia risposto no”” su Repubblica di oggi

Ora riportate la vostra memoria indietro al lontano 1981 e provate a rileggere cosa c’era scritto nel famigerato “Piano di Rinascita Democratica” della Loggia Massonica P2 di Licio Gelli:

  • “La nascita di due partitil’uno, sulla sinistra (a cavallo fra PSI-PSDI-PRI-Liberali di sinistra e DC di sinistra), e l’altra sulla destra (a cavallo fra DC conservatori, liberali e democratici della Destra Nazionale).” allo scopo di semplificare il panorama politico. Questi, a trent’anni di distanza, coinciderebbero rispettivamente con il Partito Democratico ed il Popolo delle Libertà. Il sospetto potrebbe trovare fondamento nel fatto che il leader del secondo partito, Silvio Berlusconi, era iscritto alla P2, nonché nella presenza di diversi piduisti in entrambe le formazioni politiche, sebbene la spinta propulsiva al cambiamento abbia avuto origine nel primo partito.
  • Controllo dei media. Il piano prevedeva il controllo di quotidiani e la liberalizzazione delle emittenti televisive (all’epoca permesse solo a livello regionale) allo scopo di controllarle, e in questo modo influenzare l’opinione pubblica; nonché l’abolizione del monopolio della RAI e la sua privatizzazione. Prima della scoperta della loggia questo aspetto era giunto a realizzazione con il controllo dei principali quotidiani e l’acquisizione di telemilano58 (poi Canale 5). Dopo la scoperta della loggia questo aspetto del piano sembra sia portato avanti dall’iscritto Silvio Berlusconi che ha acquisito altri due canali televisivi e allo stato attuale controlla direttamente o indirettamente alcune testate giornalistiche e la RAI.
  • Progetto Bicamerale del 1997 (Commissione parlamentare per le riforme costituzionali).”ripartizione di fatto, di competenze fra le due Camere (funzione politica alla CD e funzione economica al SR)” che coinvolse principalmente Massimo D’Alema e Silvio Berlusconi, appunto i leader dei due maggiori schieramenti.
  • Riforma della magistratura: divisione tra ruolo del P.M. e del magistrato, responsabilità del CSM nei confronti del parlamento. Tema nell’agenda politica dalla fine della Prima Repubblica e tuttora attuale. Si osserva che introdurre la responsabilità del CSM nei confronti del parlamento sarebbe tecnicamente una subordinazione del potere giudiziario al potere legislativo, e quindi verrebbe meno la separazione dei poteri. La modifica, infatti, necessiterebbe di una riforma costituzionale.
  • Riduzione del numero dei parlamentari[5]
  • Abolizione delle province. Trova corrispondenza nel programma elettorale di Forza Italia del 1994, 2001 e del Popolo delle Libertà del 2008, limitatamente alle province al cui interno vi sono “città metropolitane”; ma anche nel programma del Partito Democratico sempre per le elezioni del 2008[5].
  • Abolizione della validità legale dei titoli di studio. Nel programma di Forza Italia del 1994[5]. ”

Guardate anche chi c’era tra gli Iscritti alla Loggia Massonica P2.

Ed ora rispondete alle seguenti domande:

Cos’altro ci vuole ancora per capire che questo paese è rimasto ostaggio, sin dal 1994, di un centro di potere occulto formato da mafia siciliana, camorra, ‘ndrangheta, “affarismo” milanese, servizi segreti (probabilmente controllati dalla CIA) e forze politiche di destra (dalla DC, all’MSI, ad AN, a Forza Italia) e che gli obiettivi di questo centro di potere consistono sostanzialmente nel razziare ogni risorsa di questo paese, ridurre alla schiavitù la sua popolazione e sottrarre i responsabili di questo scempio ad ogni punizione?

Cos’altro ci vuole per ammettere, finalmente, che ci troviamo di fronte, da molti anni, ad una vera emergenza democratica (ed economica)? Cos’altro ci vuole per chiamare questa “emergenza” con il suo vero nome: “golpe”?

Cos’altro ci vuole ancora per ritrovare l’unità dell’opposizione e la forza di opporsi a questo scippo con la dovuta fermezza?

Alessandro Bottoni

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