FAQ sulle Intercettazioni Telefoniche

FAQ sulle Intercettazioni Telefoniche

Come ha giustamente sottolineato Reporters sans frontières:

“Il disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche, approvato dalla Camera l’11 giugno 2009 e che il Senato si appresta ora a votare, è una grave limitazione al diritto di cronaca e contiene misure che affievoliscono l’azione penale della magistratura. Per questo non è esagerato dire che la nuova legge mina la trasparenza democratica in Italia.”

da “RSF Italia

Nonostante questo, succede ugualmente di leggere articoli come questo:

“Le intercettazioni telefoniche rappresentano una grave violazione della
privacy e dell’intimità delle persone. Al giorno d’oggi – per un’epidemica
sindrome da Grande Fratello – capita a tantissimi di rinviare una
conversazione ‘atmosferica’ preferendo parlare di persona, onde evitare che
quanto detto sia ascoltato di nascosto. Questo non necessariamente in
occasione di colloqui ad esempio di lavoro, nel corso dei quali possono
essere espresse informazioni riservate. Il sospetto di essere origliati
assale perfino quando, magari, con un amico si spettegola sugli invitati
alla cena del giorno prima. Assale l’ansia dell’invasione, il fastidio di
non essere liberi di dire serenamente quello che ci pare. Insomma, con gli
ascolti clandestini si rischia di violare un diritto fondamentale.”

Da “Stop alla barbarie delle intercettazioni telefoniche. Solo in casi limite e con saggezza.” di Stefano Marzetti

A questo punto, penso di fare cosa utile (e forse persino gradita) chiarendo alcuni punti fondamentali sulle intercettazioni telefoniche ed ambientali. Qui di seguito trovate una piccola FAQ su questo tema. Se avete altre domande, usate il sistema dei “commenti” qui sotto per farmelo sapere e cercherò di rispondere.

Due parole sull’attendibilità di quello che state per leggere: mi occupo abitualmente di questi temi, sui due lati della barricata (sono il segretario del Partito Pirata Italiano ma sono anche un consulente informatico) per cui conosco abbastanza bene questo argomento.

In ogni caso, non è a me che dovete credere. Sul Web troverete una enorme quantità di documentazione su questi temi. In libreria sono disponibili da anni degli ottimi libri, spesso scritti da affermati professionisti del settore. Trovate sia questi siti web che questi libri elencati in calce a questo articolo. Non dovete far altro che INFORMARVI. Spegnete la TV (specialmente se state ascoltando un TG Mediaset) ed andate a cercare delle fonti di informazione attendibili. Sono sicuro che alla fine vi convincerete che quello che sto per raccontarvi è vero.

Ecco le FAQ che vi ho promesso.

ATTENZIONE: la situazione che descrivo qui di seguito è quella che esisteva PRIMA della famigerata “legge Bavaglio” votata dal Senato il 10 Giugno 2010. Se vi sembra che esistessero già abbondanti garanzie di riservatezza per i cittadini senza bisogno di quella nuova legge, siete sulla strada giusta.

Q: Io, Mario Verdi, posso essere intercettato da Giuseppe Rossi?

A: No. L’articolo 15 della Costituzione della Repubblica Italiana recita:

“La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili.

La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell’Autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge.”

Questo principio, che risale al lontano 1948, è ribadito da numerosi articoli delle leggi ordinarie e dei regolamenti di Polizia.

Un privato cittadino, come potrebbe essere un marito, un imprenditore od un datore di lavoro, NON può porre sotto intercettazione il telefono di altro cittadino, come potrebbe essere la moglie, il socio in affari od un dipendente. Non può nemmeno leggere la posta (nemmeno quella elettronica) di quest’altro individuo e non può effettuare intercettazioni ambientali audio e/o video.

In Italia, come ovunque in Europa ed ovunque in Occidente, questo è un reato e viene punito con diversi anni di galera (più gli eventuali danni alla vittima).

Q: Io, Mario Verdi, posso essere intercettato dalla Polizia, dai Carabinieri o dalla Guardia di Finanza?

A: No. Al contrario di ciò che avviene in altri paesi, come ad esempio gli USA, in Italia la Polizia e le altre forze dell’ordine NON possono disporre intercettazioni telefoniche od ambientali di propria iniziativa.

Q: Io, Mario Verdi, posso essere intercettato dalla Polizia, dai Carabinieri o dalla Guardia di Finanza, su mandato di un Giudice?

A: Si. In Italia, come quasi ovunque in occidente, la Polizia può porre sotto controllo le comunicazioni (telefoniche, digitali, postali, etc.) di un qualunque cittadino SE e SOLO SE esiste un ordine scritto e MOTIVATO di un Giudice.

Q: I verbali delle intercettazioni che mi riguardano, e che NON riguardano i reati a me contestati, possono essere pubblicate dai giornali?

A: No. MAI. In Italia, come ovunque in occidente, SOLO le conversazioni che hanno relazione con i reati ascritti all’imputato vengono acquisiti agli atti del processo. Quindi solo queste informazioni vengono rese pubbliche al termine del processo stesso. Le informazioni irrilevanti vengono ignorate e non diventano MAI pubbliche.

Chi rivela il contenuto di una conversazione telefonica altrui (che non sia stata resa pubblica insieme agli atti di un processo) commette una lunga serie di reati per i quali sono previsti diversi anni di galera ed il pagamento dei danni alla vittima. Questo comportamento è considerato un reato dalla Costituzione e dalle sue leggi attuative, cioè sin dal lontano 1948.

Q: I verbali delle intercettazioni che mi riguardano, e che riguardano i reati a me contestati, possono essere pubblicate dai giornali?

A: Si. Tutti gli atti (le “prove” e gli “indizi”) rilevanti ai fini del processo vengono acquisiti dalla Corte (cioè dal Giudice), archiviati e resi pubblici al termine del processo. Di conseguenza, qualunque informazione che sia emersa durante lo svolgimento del processo è destinata a diventare pubblica al termine del processo stesso. A quel punto, qualunque giornalista può pubblicare queste informazioni nel pieno rispetto della legge.

La proposta di Legge Alfano, approvata dal Senato il 10 Giugno 2010, NON modifica assolutamente questo aspetto (né potrebbe farlo), per cui gli atti dei processi, comprese le eventuali intercettazioni, continueranno a diventare pubbliche al termine dei processi stessi.

Q: Io, Mario Verdi, posso essere intercettato dalla Polizia per qualunque periodo di tempo, magari persino a vita?

A: No. In Italia, come ovunque in occidente, la Polizia e la Magistratura possono indagare su un “sospetto” solo per sei mesi (180 giorni). Se entro quel termine non vengono rilevati gli estremi di un reato, le indagini e le intercettazioni devono cessare. Se invece viene rilevato un reato, le indagini e le intercettazioni possono continuare per un periodo di tempo più lungo che dipende dal tipo di reato e dalle necessità del caso. All’interno di questa cornice c’è un ulteriore vincolo: attualmente (cioè PRIMA della “legge bavaglio”), le intercettazioni telefoniche ed ambientali possono durare solo per 15 giorni, prorogabili dal Giudice per illimitati periodi di altri 15 giorni, fino al massimo dei 180 giorni previsto per le indagini preliminari o fino al termine delle indagini ordinarie. La legge italiana prevede questi limiti sin dalla Costituzione (1948).

Si noti che il Giudice rischia (Già ADESSO) la galera per abuso di potere se non si attiene a queste regole.

Q: E’ vero che in Italia si fanno molte più intercettazioni che in paesi molto più popolati, come gli Stati Uniti?

A: No. In Italia vengono intercettate circa 30.000 (trentamila) persone all’anno, cioè una popolazione pari a quella di Bondeno (un paesotto in provincia di Ferrara). Dato che molte di queste persone sono delinquenti abituali, che sanno di essere intercettate e che quindi cambiano spesso telefono, vengono poste sotto controllo circa 120.000 – 130.000 (centotrentamila) UTENZE (cioè numeri telefonici) all’anno. Queste 130.000 utenze producono nel corso dell’anno qualcosa come 6.000.000 (sei milioni) di TELEFONATE.

Negli USA vengono intercettate 600.000 (seicentomila) utenze all’anno, cioè oltre venti volte quello che avviene in Italia. Il numero di telefonate tracciate ogni anno negli USA si aggira attorno al miliardo.

Q: E’ vero che le intercettazioni telefoniche costano una follia all’amministrazione pubblica?

A: No. Gli ultimi dati conosciuti risalgono al 2007 e parlano di una spesa complessiva per le intercettazioni telefoniche di circa 224.000.000 (duecentoventiquattro milioni) di euro. Questa cifra è servita per mantenere sotto sorveglianza circa 113.000 (centotredicimila) TELEFONI (pari a circa 30.000 PERSONE). Di conseguenza, ogni UTENZA (ogni telefono) sorvegliata ci è costato circa 1980 (millenovecentoottanta) euro. Dividendo per 365 giorni, si ottiene una spesa media di 5,43 €/giorno (circa cinque euro al giorno).

Per inciso, queste intercettazioni hanno portato al recupero di diversi miliardi di euro di tasse non pagate e di beni confiscati.

Q: Si possono intercettare i parlamentari od i ministri?

A: Si. La costituzione NON riconosce NESSUN privilegio ai parlamentari, ai politici, ai ministri od ai potenti rispetto ai normali cittadini. Per definizione, i cittadini sono tutti uguali di fronte alla legge. Tuttavia, è necessaria l’autorizzazione della camera di appartenenza (Camera dei Deputati o Senato) per procedere contro un parlamentare e quindi il parlamentare viene a conoscenza dell’intenzione di intercettarlo.

Q: E’ vero che non c’è difesa dalle intercettazioni telefoniche?

A: No, è falso. Basta usare una copia di telefoni cifranti. I Parlamentari italiani ne ottengono un esemplare in dotazione nel momento in cui prendono posto al loro seggio.

AGGIORNAMENTO 13 Giugno 2010

Q: Cosa rischia chi pubblica il contenuto di intercettazioni utili in sede processuale prima della fine dello stesso (cioè prima che diventino pubbliche)?

A: La galera. Diversi anni di galera, più il pagamento dei danni alle vittime. A parte il fatto che si tratta di una violazione delle norme sulle privacy, si tratta anche di una violazione di una lunga serie di norme previste dai codici civile e penale, e dai codici di procedura civile e penale. Insomma, ce n’è abbastanza per rovinarsi. Questo è sempre stato vero sin dall’unità d’Italia. Non c’era certo bisogno di nuove leggi su questo argomento.

Q: Per quali reati un Giudice (e SOLO un giudice) può disporre una intercettazione telefonica od ambientale?

A: “L’intercettazione di conversazioni o comunicazioni telefoniche e di altre forme di telecomunicazione è consentita (226 coord.) nei procedimenti relativi ai seguenti reati:

  1. delitti non colposi per i quali è prevista la pena dell’ergastolo o della reclusione superiore nel massimo a cinque anni determinata a norma dell’art. 4;
  2. delitti contro la pubblica amministrazione per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni determinata a norma dell’art. 4;
  3. delitti concernenti sostanze stupefacenti o psicotrope;
  4. delitti concernenti le armi e le sostanze esplosive;
  5. delitti di contrabbando;
  6. reati di ingiuria (594 c.p.), minaccia (612 c.p.), molestia o disturbo alle persone (660 c.p.) col mezzo del telefono.
  7. delitti previsti dall’articolo 600-ter (pornografia minorile), terzo comma, del codice penale.

Negli stessi casi è consentita l’intercettazione di comunicazioni tra presenti. Tuttavia, qualora queste avvengano nei luoghi indicati dall’art. 614 c.p. (violazione di domicilio), l’intercettazione è consentita solo se vi è fondato motivo di ritenere che ivi si stia svolgendo l’attività criminosa.”

[Da: http://www.investigazionitarricone.it/blog/tag/intercettazioni-telefoniche ]

In buona sostanza: NON vi possono intercettare per un divieto di sosta e nemmeno per violazioni molto più gravi. Bisogna farla veramente molto grossa per rischiare di cadere “vittima” di una intercettazione di Polizia.

Fonti

Su carta:

C’era una volta l’intercettazione. La giustizia e le bufale della politica” di Antonio Ingroia

Vedi: recensione , recensione di De’ Magistris e presentazione.

Le intercettazioni telefoniche” di Corrada Di Martino, Teresa Procaccianti

Su web:

Che sono e quanto ci costano le intercettazioni?

Codice di Procedura Penale” ad Altalex

Come sono regolamentate le intercettazioni telefoniche

Intercettazione” a Wikipedia

Costituzione della Repubblica Italiana

Privacy” a Wikipedia

Le intercettazioni telefoniche ed ambientali nelle indagini” dell’Avv. Ignazio Martorana.

Leggende metropolitane sulle intercettazioni telefoniche.

intercettazioni telefoniche – quanto costano

Come funzionano adesso le intercettazioni

Alessandro Bottoni

Comments
6 Responses to “FAQ sulle Intercettazioni Telefoniche”
  1. lucapost scrive:

    Riguardo il confronto tra il numero di persone intercettate in Italia e negli USA, è più interessante confrontare in numero di intercettati ogni anno in rapporto con la popolazione totale del paese considerato.

    Ne risulta che in Italia vengono intercettare circa 5 persone su 10000, mentre negli USA ben 2 persone su 1000. Sempre se ho fatto bene i calcoli a mente.

    LP

    • Negli Stati Uniti le intercettazioni telefoniche ed ambientali vengono usate in misura assai maggiore che in Italia, anche perchè i vari organismi di “law enforcement” possono, in molti casi, effettuare intercettazioni di propria iniziativa. Non solo nessuno si scandalizza di questo ma addirittura viene considerato del tutto normale prendersela con i delinquenti intercettati, non con i poliziotti ed i magistrati che (legittimamente ed opportunamente) li intercettano.

      Questo era vero anche prima dell’11 Settembre 2001 dell’attacco al World Trade Center e lo è diventato ancora di più dopo.

      Tra l’altro, le intercettazioni vengono usate molto più che in Italia anche in molti altri paesi apparentemente insospettabili, come l’Inghilterra. Questo “nonostante” il fatto che questi paesi abbiano una tradizione molto più seria e molto più antica dell’Italia in fatto di difesa della Privacy (o forse proprio per questo).

      Trovate le statistiche del caso nel libro di Ingroia e su altri testi che ho già segnalato.

  2. shamael scrive:

    Piccolo typo nell’ultima risposta: copia invece di coppia.

    Io aggiungerei un’altra “Q”: Cosa rischia chi pubblica il contenuto di intercettazioni utili in sede processuale prima della fine dello stesso (cioe’ prima che diventino pubbliche)?

  3. Chiara scrive:

    SCUSATE, Io ho una situazione particolare. E’ possibile che per cause di lavoro, un parente stretto abbia il cellulare sotto controllo dalla polizia e che anche il mio, la sorella lo abbia sotto controllo? mio fratello dice che il mio cellulare è sotto controllo perchè lui ha dovuto lasciare i numeri delle persone a cui telefona spesso e i Carabinieri gli possono comunicare le mie telefonate e messaggi anche verso le amiche?

    Chiara

    • Oddio, direi di no. Un magistrato può certamente ordinare l’intercettazione di una linea telefonica ma deve avere delle serie ragioni per estendere poi questa attività di sorveglianza “in cascata” anche ad altri numeri. Contrariamente a quello che va dicendo Berlusconi, in Italia, da sempre, sono necessarie delle ragioni molto, molto solide per mettere sotto sorveglianza il telefono di un privato cittadino. Non basta che sia stato contattato da un’altra persona che era, a sua volta, sotto sorveglianza.

  4. Chiara scrive:

    ok grazie mille

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: