Oltre il silenzio

Mentre la stampa di regime tace e/o dirotta l’attenzione dei lettori verso i mondiali di calcio, c’è ancora qualcuno che presidia la Democrazia e Libertà:

“Basterà leggere le cronache dall’estero per capire che, contrariamente alla propaganda di regime, negli altri paesi si intercetta molto più. Se in Italia, negli ultimi due anni, le intercettazioni sono diminuite, negli Stati Uniti – lo racconta Repubblica – “le intercettazioni telefoniche nelle indagini sono in pieno boom. In 12 mesi sono aumentate del 26%. Escludendo quelle dell’antiterrorismo e per la sicurezza nazionale (che hanno una ‘corsia segreta’ nella National Security Agency), i magistrati Usa l’anno scorso hanno autorizzato intercettazioni per 2.376 inchieste su 268.488 persone”, venti volte quelle intercettate in Italia. Naturalmente, quando le indagini toccano personaggi o vicende di interesse pubblico, i giornali scrivono tutto, com’è appena avvenuto per l’inchiesta sulle truffe di Goldman Sachs e come accadde due anni fa con l’arresto per corruzione del governatore dell’Illinois Rod Blagojevic, fedelissimo a Obama.”

Da “Legge bavaglio. I criminali fanno festa” di Marco Travaglio su “Il fatto quotidiano” di oggi.

“L’intervento presidenziale offre l’occasione per rammentare l’esistenza dell’articolo 74 della Costituzione repubblicana, che così recita: “Il presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione. Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata”. Tale rinvio – esercitato da molti presidenti su leggi fondamentali per la libertà dei cittadini come forte atto di dissenso, e quindi tutt’altro che a “vanvera” – deve indicare le ragioni del veto sospensivo. Esse possono riguardare solo la legittimità e l’opportunità costituzionale della legge, vale a dire l’eventuale contrasto tra le norme in essa contenute e la Costituzione. Che la legge criminale che aiuta i criminali sia un insulto alla Costituzione lo dicono magistrati, editori, giornalisti e l’opposizione che, ieri al Senato, in segno di protesta ha abbandonato l’aula. Siamo certi che al momento opportuno il presidente Napolitano saprà tenerne conto.”

Da “Napolitano e chi parla a vanvera” di Antonio Padellaro su “Il fatto quotidiano” di oggi.

Alessandro Bottoni

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Comments
3 Responses to “Oltre il silenzio”
  1. Ilario Rossi ha detto:

    Mah. prima di dire che le intercettazioni sono un bene perché permettono di smascherare gli affarucci loschi di un personaggio particolarmente chiacchierato, consiglierei a tutti questa lettura:

    http://snipurl.com/xbt8x

    (tra l’altro, se si annunciasse un provvedimento di intercettazioni tipo DPI del traffico internet, generalizzato oppure anche solo a campione variabile (che ne so, 10 mila utenti al giorno, scelti a caso con reinserimento) per prendere i cybercriminali, sareste tutti d’accordo? oppure qualcuno comincerebbe a toccarsi le parti intime, visto che “cybercriminale” è considerato anche chi condivide una canzoncina…)

    • alessandrobottoni ha detto:

      Naturalmente, sono d’accordo con quello che sostiene Mario Tedeschini (l’autore dell’articolo che hai citato). Tuttavia, devo far notare due cose. La prima riguarda questa frase:

      “Per questo le intercettazioni, come le perquisizioni personali o di domicilio o gli arresti devono essere considerate eccezioni, un “male minore” strettamente regolamentato – un male che idealmente dovrebbe tendere allo zero.”

      Credo che basti leggere qualche articolo e/o qualche libro sull’argomento per capire che in Italia le intercettazioni telefoniche ed ambientali sono SEMPRE state considerate una eccezione e si è sempre tentato di ridurne l’uso al minimo indispensabile, molto al di là di quanto sarebbe stato saggio fare e molto al di là di quello che avviene in qualunque altro paese civile. Se la legislazione italiana in materia ha un difetto, è quello di essere ipergarantista, non certo quello di essere troppo permissiva.

      La seconda, riguarda direttamente la tua ipotesi:

      “(tra l’altro, se si annunciasse un provvedimento di intercettazioni tipo DPI del traffico internet, generalizzato oppure anche solo a campione variabile (che ne so, 10 mila utenti al giorno, scelti a caso con reinserimento) per prendere i cybercriminali, sareste tutti d’accordo?”

      Ovviamente, in questo caso nessuno di noi potrebbe essere d’accordo ma non è assolutamente questa la situazione in Italia e non è certamente questo il tipo di rischio che Berlusconi vorrebbe affrontare.

      Ripeto: la legge italiana in materia di intercettazione era GIA’ DA PRIMA (sin dall’Unità d’Italia) enormemente più garantista di quella di quasi tutti gli altri paesi civili. Non c’è nessun bisogno di restringere ulteriormente gli spazi di manovra dei Magistrati e della Polizia.

  2. shamael ha detto:

    Grazie del link, Ilario, quella puntata (e quella uscita) me l’ero persa. Che brividi!

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