Google goes Kosher

Notiziola di oggi:

“Google, addio a Windows: “Non è abbastanza sicuro”

Dopo gli attacchi informatici dei mesi scorsi, l’azienda starebbe gradualmente dismettendo l’utilizzo interno del sistema operativo Microsoft. Gli saranno preferiti Mac Os e Linux”

Da http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/06/01/news/google_no_a_windows-4497604/

Qualche doverosa considerazione:

Windows a Google?!?!?!!!

Francamente, la notizia che dovrebbe sorprendere il lettore non è che Google abbia (finalmente!) deciso di abbandonare Windows ma piuttosto il fatto che abbia permesso finora ad i suoi dipendenti di utilizzarlo. Parliamoci chiaro: Windows viene unanimemente considerato il peggior colabrodo della storia dell’informatica da almeno vent’anni (cioè da quando esiste). Non sono certo io a dirlo: basta una ricerca su Google per vedere cosa ne pensano gli specialisti. Sempre con una banale ricerca di Google si può vedere che Windows, insieme agli ormai defunti AmigaDOS e MSDOS, è l’unico sistema operativo della storia ad essersi mai reso responsabile della propagazione di virus informatici “in vivo”.

A parte questo, com’è possibile che un’azienda che raccoglie il meglio del personale disponibile sulla piazza non usi “istintivamente” Unix (Linux, BSD, etc.) su tutte le sue macchine? Come noto, le università americane usano normalmente Unix ed i loro laureati sono molto più abituati a Unix che ad ogni altra cosa. Com’è possibile che un’azienda che utilizza abitualmente Linux (e, sembra, anche BSD) sui suoi innumerevoli server non faccia lo stesso con le sue macchine desktop e laptop? Forse che mancano le distro buone per il desktop?

E ChromeOS?

E poi, che fine ha fatto Chrome OS? Chrome è un sistema leggero, nato per funzionare come “thin client” in ambiente quasi completamente basato sul web, ma resta pur sempre un sistema Linux-based e come tale è facilmente adattabile alle esigenze di un qualunque azienda. Perché non è stato utilizzato per questo scopo sin dall’inizio? Forse che Google, per prima, non crede nella sua creatura?

Anche lasciando stare Chrome OS, perché non usare Debian, Ubuntu, Fedora, Mint o qualche altra distro Linux per il desktop? O, al limite, perché non usare FreeBSD, PC-BSD o DesktopBSD?

Vent’anni spesi inutilmente

E dire che i primi a “scaricare” ufficialmente il software di Microsoft sono stati quelli dello US-CERT che, nel lontano 2004, hanno pubblicato quanto segue:

“Use a different web browser

There are a number of significant vulnerabilities in technologies related to the IE domain/zone security model, trust in and access to the local file system (Local Machine Zone), the Dynamic HTML (DHTML) document object model (in particular, proprietary DHTML features), the HTML Help system, MIME type determination, the graphical user interface (GUI), and ActiveX. These technologies are implemented as operating system components that are used by IE and many other programs to provide web browser functionality. These components are integrated into Windows to such an extent that vulnerabilities in IE frequently provide an attacker significant access to the operating system.

It is possible to reduce exposure to these vulnerabilities by using a different web browser, especially when viewing untrusted HTML documents (e.g., web sites, HTML email messages). Such a decision may, however, reduce the functionality of sites that require IE-specific features such as proprietary DHTML, VBScript, and ActiveX. Note that using a different web browser will not remove IE from a Windows system, and other programs may invoke IE, the WebBrowser ActiveX control (WebOC), or the HTML rendering engine (MSHTML).”

Da Vulnerability Note VU#713878”. Vedi: http://www.kb.cert.org/vuls/id/713878 .

Questo, dopo almeno 15 anni di lamentele ininterrotte da parte degli utenti e degli specialisti.

Solo un problema di sicurezza?

Secondo l’articolo di repubblica:

“Una fonte interna all’azienda rivela al Financial Times che a tutti i nuovi assunti viene proposta la scelta tra ambiente operativo Mac o un pc basato su Linux. “Non utilizzeremo più Windows”, dichiara la fonte, “per motivi strettamente di sicurezza.“

Francamente, faccio molta, molta fatica a credere che si tratti SOLO di un problema di sicurezza. Non credo che gli specialisti di Google, abituati a Unix sin dal college, facciano meno fatica di quanta ne faccio io ad amministrare un sistema che deliberatamente non fornisce gli strumenti necessari alla sua gestione, che deliberatamente ne nasconde altri, che ne rinomina altri ancora con il pretesto di rendere la UI più comprensibile (rendendola invece completamente fuori standard). Non credo nemmeno che i Googler si incazzino meno di me ogni volta che mi scontro con una delle limitazioni legali (copyright, licenze, etc.) di questo sistema operativo e dei programmi che girano su di esso.

L’opinione degli utenti

Secondo l’articolo di Repubblica:

“Al momento Google non commenta ufficialmente la notizia, ma da Mountain View trapela l’indicazione che sarebbero stati gli stessi dipendenti a migrare spontaneamente verso Linux e Mac non sentendosi più sicuri dopo gli attacchi dello scorso gennaio.

La mossa di Google non ha incontrato il favore di tutti i dipendenti, alcuni ben abituati dall’azienda stessa ad utilizzare il sistema per loro più comodo. Ma la fonte del Financial Times aggiunge che probabilmente Google avrebbe scontentato più persone se avesse impedito l’utilizzo di MacOs.”

Cosa ci dovrebbe sorprendere? Il fatto che gli utenti interni di Google usassero già, per scelta personale, dei veri sistemi operativi sulle loro macchine desktop, o piuttosto il fatto che qualcuno (spero un’esigua minoranza) usava ancora Windows?

Personalmente, mi sorprende solo il fatto che Linux risulti secondo dietro a MacOS X nelle scelte di molti specialisti. Mac OS X è semplicemente fantastico ma… dovete vendere l’anima a Steve Jobs per poterlo usare. Per quanto mi riguarda, non c’è Sistema Operativo che valga quanto la libertà che può garantire un sistema Open Source, sia nella vita personale che nelle applicazioni professionali.

Infine qualche piccola correzione all’articolo di Repubblica.

Concorrenza

Secondo l’autore:

“Che forse serve anche a far capire quanto ormai le due aziende siano concorrenti diretti, con Google decisamente avanti in termini dei risultati sul web, mentre Microsoft domina sul mercato dei sistemi operativi, in cui Windows ha la fetta più grande. Ma che Big G proverà ad attaccare a breve con Chrome Os.”

In realtà, non ha molto senso confrontare il lavoro di Microsoft, che consiste nello sviluppare da zero un sistema operativo, con l’impresa di Google, che si limita a creare una nuova nicchia di mercato per un sistema pre-esistente (Chrome OS è praticamente una versione custom di Debian Linux, per chi non lo sapesse). Ha ancora meno senso confrontare l’attività di Google sul web con il mercato del software shrink-wrapped di Microsoft. Sono mondi diversi che si rivolgono a clientele diverse e/o a esigenze diverse.

L’unica cosa che hanno in comune Google e Microsoft è il loro bersaglio: il nostro portafogli.

La muraglia californiana

Sempre secondo l’articolo di Repubblica:

“A Mountain View infatti si cerca già da ora di indirizzare i dipendenti a lavorare su Chrome OS: Google vorrebbe un’azienda operativa sulle strutture tecnologiche interne. Per ora software, ma chissà forse un giorno anche di più. Fino all’autarchia completa, una muraglia elettronica molto simile a quella concreta di Pechino, che nei piani di Google dovrebbe rendere l’azienda inespugnabile.”

Mmhh… no, decisamente no. Un’azienda completamente basata su un sistema operativo proprietario, nella misura in cui può essere proprietario un sistema derivato da Linux, non sarebbe affatto una muraglia impenetrabile. Almeno, non lo sarebbe a causa della tecnologia “proprietaria” utilizzata. Semmai, lo potrebbe essere a causa della elevata qualità del software e delle persone che lo gestiscono. Questo perché, anche personalizzando Linux all’inverosimile non lo si può comunque rendere radicalmente diverso dal Kernel Linux da cui deriva e dal software GNU che utilizza per gran parte dei suoi servizi. Le somiglianze rimarrebbero tali da permettere a chiunque conosca bene Linux di attaccare anche Chrome OS. Per fortuna, però, Linux e Chrome OS non sono dei colabrodi.

Popolarità e vulnerabilità

Secondo l’autore:

“L’enorme diffusione di Windows nel mondo ha reso la piattaforma, oltre che estremamente popolare, anche la più sensibile agli attacchi esterni e la più conosciuta dagli hacker e dai programmatori di virus.”

NON è questa la ragione per cui Windows soffre dei problemi di sicurezza di cui soffre. Oltre il 60% dei siti web di Internet (tra cui quelli delle banche) girano su Unix (Linux, BSD, etc.). Sono almeno vent’anni che i migliori cyber-criminali del pianeta tentano di violare questi sistemi. In alcuni casi ci sono riusciti ma in nessun caso sono riusciti a propagare delle vere e proprie epidemie come quelle che affliggono da sempre il mondo Microsoft.

Le ragioni per cui il software Microsoft è così vulnerabile sono altre e sono legate al modo stesso di affrontare il mercato che questa azienda dimostra di avere.

Alessandro Bottoni

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2 Responses to “Google goes Kosher”
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