Apple iPad, Google Chrome OS e EDMaster Techassistance

In questi primi mesi del 2010 sono arrivate sul mercato tre novità che rappresentano, di fatto, il risultato di tre diverse diagnosi riguardo quelli che sono i mali dell’informatica. Queste tre novità incarnano quindi tre diverse terapie. Credo che sia interessante esaminarle e confrontarle tra loro.

Google ChromeOS e l’amministrazione di sistema

A giudicare dalla soluzione, il problema che Google tenta di risolvere con ChromeOS dev’essere quello della amministrazione dei sistemi informatici. Od almeno, questo deve essere uno dei problemi che stanno a cuore a Google, insieme a quello della vendita del software e della sua protezione dalla copia.

L’amministrazione dei sistemi è il problema che vi trovate ad affrontare ogni volta che dovete installare un programma, che dovete definire cosa può fare un utente, che dovete far funzionare un dispositivo recalcitrante ed ogni volta che dovete configurare un elemento del vostro sistema. L’amministrazione è sempre stata considerata un mestiere diverso e molto più complesso del semplice uso di un sistema informatico, tant’è vero che su tutti i sistemi operativi esistenti esiste una figura “admin” o “root” separata dall’utente normale e dotata di poteri assai più ampi.

La soluzione che Google propone è semplice e radicale: lasciate a noi, Google, l’incombenza di gestire il sistema e godetevi lo spettacolo. Il sistema operativo è ridotto al minimo indispensabile (solo il browser e gli strati software sottostanti necessari al suo funzionamento) e viene reso impenetrabile da una serie di meccanismi difensivi, tra cui la famigerata tecnologia Trusted Computing. Quindi niente che possa andare male e nessun punto debole che un virus od un hacker possano sfruttare. Questo, almeno, nelle intenzioni di Google. Tutto il resto, a partire dai normali programmi da ufficio ed andando a finire ai documenti dell’utente, risiede sui server di Google, protetto ed accudito dal personale dell’azienda.

Una soluzione chiaramente vincente per tutti coloro che dell’informatica vogliono godere solo i privilegi, senza pagare lo scotto della sua amministrazione. D’altra parte, sono in molti a scommettere su soluzioni di questo tipo, da Ulteo a Canonical (Ubuntu).

Tutti i commentatori hanno fatto notare come questa soluzione sia criticabile a causa della perdita di controllo che l’utente subisce. Dato che i documenti risiedono su un server remoto, l’utente finisce per dipendere dall’azienda che li gestisce per accedere ad essi e per garantirne la riservatezza. Questo è un limite intrinseco dei sistemi SaaS (“Software as a Service”) e di “Cloud Computing”.

Tuttavia, la soluzione proposta da Google rischia di essere affossata da un’altra minaccia, molto meno ovvia: gli smartphone della prossima generazione.

Apple iPad ed il futuro del personal computer

Il nuovissimo iPad di Apple, presentato proprio ieri, è un esempio di questa nuova classe di concorrenti. Il problema che sistemi di questo tipo stanno risolvendo (in modo più o meno consapevole) è quello della portabilità dei sistemi informatici.

Usando strumenti come lo iPad, lo iPhone, molti Tablet PC e molti netbook, è già possibile adesso portare con sé sempre, in ogni luogo ed in ogni occasione, il proprio sistema informatico, i propri programmi ed i propri documenti. Alcuni di questi sistemi sono già adesso in grado di collegarsi (spesso via radio) a tastiere, mouse, stampanti e persino display disponbili sul luogo, sfruttandoli per rendere il proprio uso molto più confortevole per l’utente. Molti di questi dispositivi sono anche in grado di collegarsi ad Internet in modo del tutto autonomo (di solito grazie alla rete telefonica cellulare di terza generazione).

Questi sistemi rappresentano quindi l’apoteosi del controllo e portano al limite ultimo il concetto stesso di “personal computer”. Per questa ragione rendono inutili i sistemi SaaS come quello proposto da Google. Per quale ragione ci si dovrebbe affidare a Google ed ai suoi server se è possibile portare sempre tutto con sé nella tasca della giacca?

In questo momento ci troviamo ancora di fronte ad una selva di sistemi e di tipologie diverse, dallo smartphone, al tablet PC, al netbook, ma è facile immaginare che in futuro avremo a che fare con un unico tipo di oggetto, un “multifunction portable terminal” molto simile ad un iPhone ma collegabile via radio (Bluetooth, Wi-Fi e WiDi) a tastiere, mouse, display e stampanti. Queste periferiche saranno disponibili in molti ambienti come conseguenza della presenza di utenti che ne fanno uso e quindi potranno essere “presi in prestito” quando occorre senza doverle portare con sé. Tutto questo, senza mai doversi separare dai propri programmi, dalle proprie configurazioni e dai propri documenti.

EDMaster Techassistance e l’educazione degli utenti

Techassistance (http://www.techassistance.it/)  è un servizo di assistenza agli utenti, fruibile da Internet e dal telefono, lanciato da EDMaster edizioni a Gennaio del 2010. Il problema che Techassistance tenta di risolvere è, ovviamente, quello della scarsissima preparazione informatica dell’utente medio italiano. In altri termini, tenta di affrontare lo stesso problema affrontato da Google ChromeOS ma prendendo l’approcio opposto: invece di rendere più semplice il sistema, cerca di rendere più competente il suo utente.

Conclusioni

Qual’è il vero problema dell’informatica e qual’è la soluzione giusta?

Probabilmente l’informtica ha più di un problema e quindi tutte queste soluzioni hanno una loro utilità.

Tuttavia, se io dovessi scommettere su qualcosa che cambierà completamente il panorama informatico nei prossimi anni, sceglierei la seconda soluzione. Mi aspetto un 2020 popolato di dispositivi simili all’attuale iPhone e da periferiche utilizzabili al volo via radio. Credo anche che questo approcio renderà l’informatica più “comprensibile” e più vicina agli utenti che ora la disdegnano, portando ad una maggiore competenza media nel suo utilizzo.

Alessandro Bottoni

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