Monsieur Bovary

A causa del lavoro che svolgo, mi càpita spesso di sentirmi chiedere “come saranno i PC fra 10 anni?” La ragione è ovvia: chi investe nello sviluppo di un sistema software è interessato a sviluppare qualcosa in grado di resistere bene alla inevitabile obsolescenza tecnica. Spiegare come cambieranno queste cose non è sempre facile. Spesso ci si avvale di “scenari” di vario tipo per renderlo comprensibile. Qui di seguito trovate un breve racconto che abbiamo usato di recente per rendere quello che, secondo noi, sarà l’uso tipico di un cosidetto “Personal Computer” tra cinque o dieci anni.

Monsieur Bovary

Jean-Jacques Bovary vive a Roissy, all’estrema periferia nord-orientale di Parigi, a poche centinaia di metri dalle piste dell’aeroporto Charles De Gaulle. È un ometto incolore di poco più di quarant’anni, quasi completamente calvo. Abita con la moglie Emma e la figlia Giselle in un modesto appartamento al secondo piano di un palazzo di cemento armato. Non possiamo dire che sia infelice. Semplicemente, con il passare degli anni la sua vita ha assunto lo stesso tono di grigio dei suoi vestiti. Si trascina stancamente tra Roissy e la sede dell’azienda per cui lavora, alla Dèfense, insieme alla sua ventiquattr’ore di pelle scura. Negli ultimi due mesi, però, nella sua vita è entrato un raggio di sole. Ad una riunione di lavoro tra il personale della sua azienda e quello di un’azienda cliente ha conosciuto Odette, una manager poco più anziana di lui, dai capelli corti e dallo sguardo deciso.

È cominciata quasi per scherzo. Alla fine della riunione, lei le ha passato il suo numero avvicinando il suo cellulare Nokia da 700 € al suo misero Samsung. Jean-Jacques si è subito scoperto a pensare che gli sarebbe piaciuto avvicinarsi a quella donna affascinante e scambiare qualcosa con lei così come se lo stavano scambiando i loro telefoni. Così, appena fuori dall’edificio, le ha inviato un messaggio. Nulla di particolarmente audace, ovviamente, ma quanto bastava per creare un’atmosfera di complicità. Da quel momento, non hanno più smesso.

Da allora, Jean-Jacques non vede l’ora di collegarsi alla rete per contattarla. Comincia sin dalla mattina presto. Si alza dal letto, accende il telefono ed inizia subito ad inviarle i primi SMS mentre sua moglie prepara la colazione. Spesso è solo una battuta, magari una barzelletta che gli arriva da altri contatti, giusto una scusa per contattarla. Subito dopo approfitta di quell’effimero intervallo di tempo che gli lascia la rotazione quotidiana attorno all’unico bagno di casa per collegarsi velocemente ad Internet. Si siede alla scrivania e lascia al suo telefono il tempo di collegarsi via radio al display ed alla tastiera. Butta giù velocemente due righe e poi si scollega, prima che sua moglie abbia tempo di leggere.

Di solito lei comincia a rispondergli mentre è in metropolitana. A volte gli invia qualche SMS, altre volte si tratta di un MMS con una vignetta od un filmato divertente. Nei casi più fortunati gli telefona ed allora Jean-Jacques si irrigidisce in un angolo e si lascia cullare dalla sua voce, nascosto tra la folla. Lo headset wireless appeso all’orecchio ed il cellulare in tasca. A guardarlo si percepisce appena il movimento delle labbra.

Ma è in ufficio che Jean-Jacques si scatena. Prima che arrivino i suoi colleghi, si siede alla sua scrivania, lascia appena il tempo al telefono di autenticarsi rispetto al display ed alle altre periferiche e poi lancia la chiamata audio/video. Lei è sempre là, sorridente, pronta a salutarlo con l’espressione tipica di chi agisce di nascosto ed ha paura di essere colta sul fatto.

Forse è questo che eccita Jena-Jacques: la paura. La possibilità di essere scoperto dalla moglie, o dai colleghi, o dal suo capo. Potrebbe rimetterci il posto per una cosa del genere. Od il matrimonio. Lo sa bene ma non sa rinunciare. Quella signora dalle forme morbide e dal sorriso ammaliante gli risulta irresistibile. Non importa quale sia il rischio, deve averla. Non gli era mai successo di essere stregato in quel modo da una donna e non saprebbe come resistere. Sa solo che deve averla, costi quello che costi.

Ed oggi sembra essere il giorno giusto. Sul video, lei si guarda alle spalle e si avvicina alla telecamera. Parla con un tono ancora più basso del solito.

“Vediamoci! Vediamoci oggi!”

“Si, certo!”

“Ad ora di pranzo, nella hall dell’hotel Dèfense. Ho già prenotato una stanza.”

Il cuore di Jean-Jacques sembra sul punto di esplodere. Chiude la comunicazione prima che arrivino i suoi colleghi e finge malamente di lavorare fino all’ora di pranzo. Non riesce a pensare ad altro. Solo ai capelli di Odette ed alla curva quasi perfettamente circolare che disegnano le sue spalle.

Alle 12:30, puntuale come la morte, è in piedi all’ingresso dell’Hotel Dèfense. Odette è dall’altra parte della hall, in piedi vicino ad un chiosco digitale. Quando lo vede entrare gli sorride ammiccante. Jean-Jacques risponde al sorriso e si lancia a gradi passi nella sua direzione.

È in quel momento che il suo sogno si infrange sugli scogli della vita reale. Da una poltrona al centro della hall si alza una donnetta scolorita e gli si pianta davanti a gambe larghe. Ha l’aria furiosa e lo guarda dritto negli occhi.

“Giselle, tesoro… che ci fai qui?”

Lei prende il cellulare dalla tasca e glielo fa dondolare davanti per un paio di secondi.

“Non ti sei accorto che alla PAN della scrivania di casa c’era agganciato un secondo telefono? Sono settimane che seguo i tuoi traffici…”

Jean-Jacques impallidisce e segue con lo sguardo Odette che scompare in una porta laterale.

Commento tecnico

Per come la vediamo noi, nel prossimo futuro (5 – 10 anni), si tenterà spesso di separare la parte “portatile” di un PC (e di un telefono) dalle sue periferiche “non portatili”. In pratica, vedremo sempre più spesso dei dispositivi simili allo iPhone, dotati di CPU degne di un PC, di grandi quantità di RAM e di un capiente disco fisso (probabilmente allo stato solido), oltre che di connettività radio di vario tipo (Wi-Fi, Bluetooth, 3G, etc.). Questi dispositivi verranno usati come “cuore” di un sistema più ampio. Le periferiche ingombranti ed intrasportabili, come il display, la tastiera, il mouse e via dicendo verranno fornite dai luoghi in cui ci si recherà per lavoro o per svago: il salotto di casa (grazie al televisore), l’ufficio (display e tastiera professionali), il treno (display e tastiera “annegati” nei sedili), etc. Il “core system” si collegherà a queste periferiche “commodity” (ed alla rete) via radio. In questo modo, il cuore del sistema, con tutti i dati personali e tutte le configurazioni, sarà sempre lo stesso e seguirà sempre l’utente, adagiato nelle sue tasche. Grazie allo headset wireless (microfono ed auricolare) non sarà nemmeno necessario toglierlo dalla tasca. Gran parte dei servizi di autenticazione e di sicurezza potranno essere basati sulla SIM, come già avviene per i telefoni cellulari di oggi. Questo li renderà molto più robusti degli attuali PC e farà decadere l’interesse per sistemi di autenticazione e di sicurezza aggiuntivi, come gli token, le smart card e la tecnologia Trusted Computing.

Tutto questo potrebbe significare la fine dei sistemi trasportabili e portatili attuali, come i laptop ed i netbook, a tutto vantaggio di una nuova generazione di ipersviluppati smartphone.

Ovviamente, il problema principale potrebbe diventare la gestione della sicurezza e della riservatezza. Come avviene già adesso per il Bluetooth, il “core system” e le sue periferiche dovranno essere associati gli uni agli altri attraverso un qualche meccanismo di autenticazione ed autorizzazione (il cosidetto “pairing”). Se questo meccanismo non sarà adeguatamente robusto, o se non verrà ben compreso dagli utenti, potrebbero verificarsi situazioni imbarazzanti come quella che ho ipotizzato in questo breve racconto.

Effetti sul software

L’evoluzione attuale sembra andare sempre più nella direzione del Cloud Computing (SaaS, cioè Software as a Service). Tuttavia, questo comporta dei seri problemi di fiducia nei confronti dei provider. Per questa ragione pensiamo che in futuro si vedrà un curioso mix di applicazioni, in gran parte locali (soprattutto quelle critiche per la sicurezza, come l’agenda e la rubrica) ed in piccola parte di rete (tutto ciò che deve essere comunque condiviso, a partire da molti documenti d’ufficio).

L’uso di sistemi veramente portatili (delle dimensioni di uno smartphone), renderà sempre meno interessanti le soluzioni basate su server remoti (Cloud Computing, SaaS, etc.). Piuttosto, grazie alle maggiori disponibilità di potenza di calcolo e di memoria, verranno trasportati su questi piccoli dispositivi i programmi normalmente in uso sui PC, come OpenOffice, Thunderbird e Firefox. La larga disponibilità di ampi display e di ottime tastiere “commodity” nell’ecosistema digitale frequentato dagli utenti renderà confortevole usare su questi smartphone programmi che ora sono usabili solo sui PC.

PS: Ovviamente, in questo breve racconto la signora Bovary riesce a rintracciare il marito fedigrafo usando un normale servizio di tracking GSM, come Google Latitude. Nel racconto non viene spiegato perchè non è l’argomento che si voleva trattare.

Alessandro Bottoni

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