I Poliziotti “panzoni” di Brunetta

Il nostro Ministro Renato Brunetta è veramente incontenibile. Non ho fatto in tempo a commentare la sua iniziativa sul controllo degli accessi ad Internet nella PA (vedi “L’Altro Online”: “Brunetta colpisce ancora”) e mi tocca già tornare a parlare di lui.

“Brunetta ha detto: “Bisogna mandare i poliziotti nelle strade. Ma non è facile farlo: non si può mandare in strada il poliziotto “panzone” che non ha fatto altro che il passacarte, perché in strada se lo mangiano».

Ha poi aggiunto: “Bisogna cambiare il concetto stesso di sicurezza, deve essere fatta da chi la sa fare. Perché il passaporto bisogna farlo in questura? Il burocrate faccia il burocrate, i poliziotti con la pistola e il manganello vadano in giro per le strade, nelle automobili e in elicottero. Questa deve essere la sicurezza», ha spiegato il ministro. «Invece gran parte del nostro capitale umano impiegato nei sistemi di sicurezza è utilizzato per produrre carte e quindi burocrazia».”

[Da “Brunetta contro i poliziotti – “Troppi panzoni dietro la scrivania”” su Repubblica Online di oggi]

In strada se lo mangiano?

A quanto pare, Renato Brunetta è convinto che la sicurezza di strada si faccia come nei film americani: inseguimenti all’ultimo respiro, sparatorie, scazzottate e via dicendo.

Come ben sanno i poliziotti, quelli veri, l’uso della forza, le scazzottate e le sparatorie sono eventi, per nostra fortuna, decisamente rari. Sono rari persino nelle aree più disagiate del paese. Se così non fosse, nessuno accetterebbe di rischiare la vita ogni giorno per poche centinaia di euro al mese. Gran parte del lavoro di polizia è, come è facile capire, lavoro di indagine e di raccolta di informazioni, cioè lavoro di “intelligence”. Per questo lavoro occorrono intelligenza e dedizione. La pancia non è un problema.

Anche quando entra in gioco l’uso della forza, la necessità di correre e di compiere gesti atletici è piuttosto rara. Le forze di polizia agiscono abitualmente di concerto, appoggiando ogni pattuglia con diverse altre e coordinandole via radio. Per ovvie ragioni di sicurezza, cercano fin dove possibile di evitare inseguimenti e sparatorie. Preferiscono aspettare i delinquenti al varco, organizzando posti di blocco. Preferiscono coglierli quando sono “a brache calate” e non possono nuocere.

Insomma: sanno fare il loro mestiere. Non hanno certo bisogno del Ministro per organizzarsi in modo adeguato. Nessuno se li mangia. Od almeno, non se li mangiano certo a causa del loro scarso allenamento.

Lasciar fare questo lavoro a chi lo sa fare

Sono d’accordo. Ho solo una domanda su questo punto: tra le “persone che sanno fare il lavoro di polizia” rientrano anche le ronde di volontari in camicia verde?

Cambiare il concetto di sicurezza

Su questo siamo tutti d’accordo. La sicurezza di strada, quella vera, è composta di due elementi: un sistema di rilevamento degli allarmi efficace ed un sistema di intervento rapido ed efficace.

Idealmente, dovrebbe essere possibile chiamare il 112 dal cellulare e, gridando soltanto “aiuto!” nel microfono, si dovrebbe veder apparire una Gazzella dei Carabinieri all’angolo della strada entro 30 – 90 secondi.

Questo è quello che succede in quasi tutti i paesi europei grazie al “112 europeo”, cioè il sistema di ricezione delle chiamate di emergenza che rileva automaticamente la posizione del telefono chiamante. In questo modo la polizia può inviare immediatamente una pattuglia sul posto. Questo sistema è disponibile ovunque in Europa da 2004, grazie ad una direttiva europea che lo stesso Brunetta ha votato quando era a Bruxelles. Non è però stato disponibile in Italia fino a pochi mesi fa. L’Italia ha pagato addirittura delle multe alla EU per non aver implementato questo sistema. Tuttora, non tutto il territorio nazionale è coperto dal servizio. Potete trovare altre informazioni qui:

http://www.eena.it/

Italia inadempiente sul 112 europeo” su “La Stampa” del 14 Maggio 2009

Per quello che riguarda la possibilità di intervenire tempestivamente in aiuto della persona minacciata… leggete oltre.

Automobili ed elicotteri

Quali automobili e quali elicotteri?

Sono anni (tutti gli anni dei governi filo-mafiosi che abbiamo conosciuto nostro malgrado) che le forze dell’ordine si lamentano delle scarsissime risorse destinate ai loro mezzi ed al loro lavoro.

Come noto, le auto della polizia sono spesso ferme in manutenzione o per assenza di carburante a causa del fatto che il Ministero non fa arrivare loro i fondi necessari.

E questo senza parlare della giustizia…

Certo, per un intervento più tempestivo ci vorrebbero delle moto (da fuoristrada) a pattugliare le città, come avviene da sempre a Napoli. Chissà, forse l’Aprilia è disposta a fornirne qualche esemplare a fini promozionali… Tanto, ormai la nostra polizia può solo elemosinare dai privati.

Carta e Burocrazia

Gran parte del lavoro di carta (“paper work”) delle forze dell’ordine serve in realtà a creare una base di conoscenza che permette poi ai loro operatori di svolgere il loro lavoro. Si può digitalizzare questo paper work (e lo si sta già facendo, da anni) ma qualcuno le deve pur raccogliere ed inserire quelle informazioni.

Certo, c’è molta burocrazia, che si può e si deve delegare ad enti di altro tipo (forse ai comuni ed all’anagrafe), ma ciò che finora è stato affidato alle forze dell’ordine ed ai prefetti è solitamente qualcosa che deve essere gestito dalle forze di polizia per evidenti ragioni di sicurezza, come i passaporti ed i porti d’arma. O preferireste che fosse l’anagrafe a rilasciare i passaporti (a tutti quei cattivoni dalla pelle scura) ed i porto d’armi?

Insomma, ancora una volta Brunetta se la prende con la gente sbagliata, con i problemi sbagliati e nei tempi sbagliati.

Speriamo che ad un certo punto si ricordi di trovare dei soldi per fare il pieno alle Gazzelle ed alle Pantere…

Alessandro Bottoni

alessandro.bottoni@infinito.it

www.alessandrobottoni.it

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