Non siamo soli

Nei giorni scorsi il buon vecchio Athos, presidente del Partito Pirata, ha fatto girare l’appello che riporto qui di seguito. Vi prego di notare l’elenco delle persone che hanno accettato di appoggiare pubblicamente questa campagna.

Ora, io so benissimo che al mio posto qui dovrebbero esserci persone migliori di me. Ne posso citare alcune, restando ugualmente sicuro di non fare torto a molti altri che comunque capirebbero. Qui al mio posto dovrebbero esserci Mattia Monga, Daniele Masini, Matteo Flora o Sergio Maistrello. Sono molte le persone che potrebbero rappresentare questa causa meglio di me. Voglio quindi ringraziare in modo particolare tutti coloro che ci stanno appoggiando, nonostante io, personalmente, non me lo meriti.

In questo momento le proiezioni danno Sinistra e Libertà al 3,5%. Di conseguenza, se le cose non cambieranno nei prossimi giorni, non riusciremo a portare nessun candidato al parlamento europeo. Meno che mai il sottoscritto.

Questa sarebbe una pesante sconfitta perchè ci priverebbe della possibilità di far sentire la nostra voce al Parlamento Europeo e, cosa forse più importante, ci priverebbe di un’importante strumento di sorveglianza democratica.

Anche in questo caso, tuttavia, questa campagna elettorale sarebbe comunque servita per far arrivare un raggio di luce sulle nostre battaglie. Nei giorni scorsi sono riuscito ad avere un paio di spazi nelle televisioni della sinistra (RedTV e SLTV) e su diversi giornali (L’Unità, Il Manifesto, L’Altro, ma anche Metro, Repubblica ed altri). Questo è già molto di più di quanto eravamo riusciti ad ottenere negli anni precedenti. Da qui alle elezioni ci saranno molte altre occasioni pubbliche e spero di riuscire a dare il giusto risalto alle nostre idee.

Vi invito quindi a continuare a lottare. Non spedirete me al Parlamento Europeo (questo non è grave) ma sicuramente riuscirete a far conoscere le nostre preoccupazioni e le nostre speranze al resto del paese.

Questa era, e continua ad essere, la ragione fondamentale per cui ho accettato questa candidatura.

Diamoci da fare!

PS: per sottoscrivere l’appello, contattateci ai soliti indirizzi.

Alessandro Bottoni

alessandro.bottoni@infinito.it

www.alessandrobottoni.it

L’appello di Athos

Vogliamo un hacktivist al Parlamento europeo. E vi diciamo perchè.

Perché l’attacco alla libertà della rete, nel parlamento di Strasburgo, è tutt’altro che scongiurato. Proprio in queste ore, in quell’aula, si è deciso di rimandare le decisioni. Certo, lì, in quell’aula, è stato ribadito – grazie alla mobilitazione di centinaia di netizen – che nessun altro, oltre ad un giudice, può decidere la sospensione del diritto all’accesso in rete. Ma il rischio di una rete meno libera di come l’abbiamo immaginata, continua ad esistere: perché a settembre tornerà all’ordine del giorno la proposta di assegnare ai fornitori di rete, la gestione degli accessi. E così tornerà d’attualità il rischio che un privato possa decidere cosa un utente può consultare e cosa gli è proibito. Sarebbe la fine, decretata con un provvedimento, della neutralità della rete.

Ecco perché è importante che nel prossimo Parlamento europeo ci sia un hacktivist. Ed è importante che questa battaglia di libertà non sia affidata solo alla “delegazione svedese” (dove, sembra, il partito pirata riuscirà a superare il quorum), ma possa contare su un “delegato” italiano. Perché, anche se non appare mai sui media tradizionali, è proprio il nostro paese uno dei più impegnati nel ridurre al silenzio la rete, le sue comunità. L’elenco di provocazioni, di leggi, di dichiarazioni è sterminato. Si va dal progetto di legge dell’onorevole Carlucci che finge di occuparsi di lotta alla pedofilia, per arrivare a colpire lo scambio di file anonimo. Proposta di legge scritta sotto dettatura delle major del cinema e della musica. Si va dal ministro Brunetta, che finge di prendere atto del digital divide che affligge il nostro paese, arrivando poi però a prospettare una improbabile soluzione di computer a basso costo. Una sorta di novello Negroponte, in cui il governo non ci mette una lire ma di cui una sola cosa è chiara: quei pc avranno sistemi operativi Microsoft. Kernel chiusi, codici sorgente proprietari. Come già avviene nel novanta per cento della pubblica amministrazione italiana. Dove il rifiuto all’open source diventa l’occasione per un regalo di centinaia di milioni di euro ai monopolisti, dove si mette in forse il lavoro di migliaia di analisti, di soft-house. Per finire alla Siae. Che in queste ore riempie di suoi comunicati i giornali italiani, sostenendo che apre alla diffusione delle opere musicali in Internet. Scelta tardiva che non è altro che l’applicazione di quanto deciso nel nuovo regolamento dell’istituto varato due anni fa, ma scelta – soprattutto – rivelatrice di come la Siae si senta ancora proprietaria esclusiva di tutte le opere dell’ingegno. Al punto che l’istituto – come hanno sottolineato autorevoli avvocati – arriva a scrivere di volersi aprire “alla diffusione di brani musicali” on line. Come se potesse decidere la Siae cosa aprire e cosa chiudere, come se quei brani non fossero nella disponibilità dei loro autori. Come se non esistessero già in Italia significative esperienze di Creative Commons.

Questo è il clima nel nostro paese. Dove autoritarismo e incompetenza producono una miscela pericolissima. Per questo sosteniamo un hacktvist al Parlamento europeo. Perché combatta l’improvvisazione e la vocazione al controllo. Perché affermi il diritto alla condivisione dei saperi, della cultura come diritto inalienabile del cittadino di questo millennio. Per questo chiediamo di votare Alessandro Bottoni, segretario del partito pirata, indipendente nelle liste di Sinistra e Libertà. Se poi questa sua candidatura significa anche che la sinistra, una nuova sinistra, abbia abbandonato vecchi slogan per provare a capire quali siano i nuovi territori del conflitto, meglio. Se poi questa candidatura significa che la sinistra voglia riscoprire il valore della libertà, come battaglia fondamentale, meglio per tutti. In ogni caso, sarebbe importante se Alessandro riuscisse ad arrivare a Strasburgo. Votiamolo.

I firmatari dell’appello

Fausto Napoletano, HackCaserta-81100

Arturo Di Corinto (giornalista, saggista, insegnante, responsabile dei Progetti Open Source del C.A.T.T.I.D)

Sergio Bellucci (esponente del Movimento politico per la sinistra, esperto di comunicazione)

Guido Iodice (autore televisivo, blogger)

G.Panti, no1984.org

Giorgio Ippoliti, no1984.org

Alberto Guglielmo, hacker senior e activist no1984.org

Luca Presta, informatico

Claudio Brovelli, tecnico TELCO

Giorgio Ippoliti, insegnante

Enzo Aggazio software developer, collaboratore rivista HAX

Athos Gualazzi, presidente Partito Pirata

Fiorello Cortiana ex parlamentare Europeo

Alberto Guglielmo hacker senior e activist no1984.org

Luca Presta informatico

Claudio Brovelli TELCO

Giorgio Ippoliti insegnante

Matteo G.P. Flora CEO & Partner The Fool s.r.l

Francesco Petetta Universitario

Luca Ceccarelli Guru@Work

Marta Villa Universitaria

Daniele Minotti Studio Legale Minotti

Lele Rozza Candidato Comunali Pavia

Giuseppe Guerrasio Master WEB Agency Srl

Francesca Bria

Simone Stella

Carlo Infante docente universitario

Flavia Marzano Consulente Strategico per la PA

Emanuele Patti dir. ARCI

Giulio Fior Fuffa Evangelist Archeometra Srl

Paolo Brini informatico Dip. Parlamento Europeo

Monica Mazzittelli scrittrice

Francesco Tupone IT manager A.T.E.R

Guido Scorza avvocato, giornalista

Letizia Palmisano libera professionista

Francesca Maffei casalinga

Batseba Hardy fotgrafo

Giovanni Battista Gallus Studio Legale Gallus Cardia

Giuseppe Puopolo musicista

Alessandra Minoni hacker

Filippo Martorana

Lorenzo De Tomasi libero professionista Art Director

Gianluca Varisco Web Engineer Red Hat

Alessio R. Pennasilico Security Evangelist Alba S.T. srl

Cristina Leonardi artista

Maurizio Zammataro attivista

Francesco Paolo Micozzi avvocato

Joanne Maria Pini docente Conservatorio

Epto Tramaci informatico

Giuseppe Pende informatico

Luisa Vinciguerra insegnante

Roberto Tupone presidente Linux club Roma

Pasquale Lopriore Web engineer InnovaPuglia

Alexjan Carraturo Web engineer

Denise Fasanelli attivista

Giuliano Natali poeta

Salvatore Tucci docente universitario

Gianluca Boccacci

Nuccio Cantelmi avvocato

Gennaro Francione magistrato in pensione

Giuseppe Campnelli avvocato

Maximiliano Caldarelli impiegato SIAE

Barbara Gasperini infermiera

Silvia Maffei agricoltore

Aurelio Liguori docente univesitario

Federico Croci insegnante

Alessandro Rozza dip. Universitŕ d.S. Mi

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