Lettera aperta di Carlo Gubitosa

Ricevo e volentieri pubblico la seguente lettera di Carlo Gubitosa, di Peacelink (http://www.peacelink.it/).

Caro Alessandro,
Quando ho scritto "elogio della pirateria" non avrei mai immaginato che
qualcuno avrebbe fondato di li' a poco un "partito pirata', ne' avrei mai
sognato di vedere un "pirata" candidato alle europee... ma guarda te se nel
terzo millennio si deve ancora solleticare l'immaginario del '900 con
Sandokan e il Corsaro Nero per discutere del tema delicatissimo dell'accesso
alla conoscenza. Mi piacerebbe chiederti tante cose, ma anziche' farti
domande ti do' un suggerimento: non essere una "avanguardia esperta". Nella
sinistra le avanguardie esperte sono durate sempre poco. Penso a gente come
gli ex-senatori Semenzato e Cortiana, che hanno fatto un lavoro grandioso in
solitudine, presentando anche una proposta di legge sul diritto d'autore per
annullare gli effetti della legge varata nel 2000 sotto i baffetti di
D'Alema. Te la ricordi vero? Quella che ha cambiato una parolina per
cambiare tutto, dichiarando punibile penalmente non solo il "lucro" (copio
su larga scala per fare soldi) ma anche il "profitto" (faccio una singola
copia privata per accedere gratis alla cultura cosi' come faccio in
Biblioteca quando mi fanno accedere a libri, film e materiali multimediali
disponibili per il prestito). Erano talmente avanti da essere rimasti da
soli, e sono andati talmente lontano che non li hanno piu' ricandidati.
Facevano fatica a capirli. E da qui il mio suggerimento: oltre al tuo ruolo
di "avanguardia esperta" e di "vedetta" su certi temi, prenditi anche il
compito di far circolare informazioni e cultura tra i tuoi compagni di
schieramento, perche' certe questioni sono talmente cruciali che non
possiamo piu' abbandonarle agli addetti ai lavori. Prenditi sottobraccio
l'amico Mussi e spiegagli perche' la prossima volta e' meglio che non si
facciano tante feste a Bill Gates, e che col software libero si potrebbe
risparmiare tanto denado pubblico, valorizzare i nostri professionisti
dell'informatica e far circolare ricchezza che resta in Italia anziche'
fuggire a Redmond o a Seattle. Prendi i "compagni che sbagliano" e aiutali a
capire passo dopo passo, perche' ne sanno poco di tecnologie. Prima ancora
di proporre provvedimenti e iniziative fai in modo che tutti i tuoi compagni
di strada capiscano fino in fondo le ragioni profonde delle tue proposte.
Insomma, il lavoro da fare sui temi della cultura e' "prepolitico" e per
farlo dovrai essere uno scomodo grillo parlante che ricordera' a tutti, ogni
giorno, che i brevetti sul software, la criminalizzazione della condivisione
di conoscenza, le tante, troppe cessioni fatte anche a sinistra allo
strapotere delle multinazionali del software e dell'intrattenimento sono un
cancro silenzioso che avvelena la societa' dell'informazione. Conto su di te
per questa opera preziosa di alfabetizzazione: al di la' dei nostri elogi
della "pirateria", c'e' bisogno di gente seria che sappia rinnovare la
sinistra. 

PS Questa lettera aperta non rappresenta in alcun modo una
dichiarazione di voto... ci sto ancora pensando su !
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