Son soddisfazioni….

Da buon hacktivist, questa mattina mi sono dato allo spam più vergognoso. Ho aperto la rubrica del mio Thunderbird, che in questo momento contiene circa 1400 nomi, ho selezionato poco più di un centinaio di nomi, scelti tra quelli delle persone che conosco meglio e che so essere sensibili alle mie motivazioni, ed ho inviato loro il seguente messaggio.

Carissimi,

come vedete sto contattando alcuni vecchi amici per chiedere loro di aiutarmi a divulgare la notizia della mia candidatura al parlamento europeo per il 2009. Purtroppo sono costretto ad agire in questo modo, al limite dello spam, a causa della quasi totale assenza di visibilità sui media di cui soffre la nostra causa.

Vi prego quindi di perdonarmi e di diffondere questo messaggio tra i vostri amici e conoscenti con la stessa attenzione con cui lo sto facendo io. Inviate il messaggio solo a persone che conoscete direttamente e che possono essere interessate alla notizia. Non fate invii di massa. Soprattutto non contattate persone che non conoscete direttamente.

Come forse sapete, la mia candidatura ha lo scopo di “infiltrare” un hacktivist al parlamento europeo e di permettergli di svolgere queste azioni:

– sorvegliare attentamente cosa viene discusso e deciso nelle varie commissioni che si occupano di tecnologia, di internet, di telefonia cellulare, di televisioni digitali e, in generale di dispositivi elettronici e del loro mercato.

– mantenere informati i lettori al di fuori del parlamento (pubblicando articoli sul web) in modo da distruggere quella cappa di omertà che spesso protegge le azioni più discutibili dei nostri rappresentanti politici.

– far sentire, alta e forte, la voce dei consumatori e dei cittadini in ogni discussione che riguarda Internet ed il mondo della tecnologia.

Il termine hacktivist è la somma di “hacker” (“smanettone”) ed “activist” (“attivista”) ed identifica le persone che, come me, si battono da anni per la difesa dei cosiddetti “diritti digitali” dei cittadini, a partire dal diritto di accedere ad internet (lotta al “digital divide”) ed alla riservatezza delle comunicazioni (diritto alla “privacy”).

Tra i nostri obiettivi c’è anche una riforma della legge sul copyright che possa disinnescare la minaccia di pesanti sanzioni penali e pesantissime cause per danni a carico di chi scarica abusivamente musica o film da Internet. Questo per difendere i cittadini (soprattutto quelli che hanno figli adolescenti) da una grave minaccia per la loro integrità economica. Non è nostra intenzione mettere in discussione il diritto degli autori e degli altri operatori del settore al loro giusto compenso.

Tutte le informazioni che riguardano la mia persona e la mia campagna elettorale sono facilmente reperibili sul web agli indirizzi indicati qui di seguito. In calce al messaggio trovate anche gli indirizzi di posta a cui contattarmi.

Grazie della vostra attenzione e del vostro aiuto

Alessandro Bottoni

Segretario nazionale associazione Partito Pirata

Candidato indipendente al Parlamento Europeo 2009

info@alessandrobottoni.it

http://www.alessandrobottoni.it/

“Il progetto arancione”:

La campagna per portare un hacktivist al parlamento Europeo

http://www.ilprogettoarancione.it/

info@ilprogettoarancione.it

“Don’t ask what Linux can do for you, ask what you can do for Linux”

— Greg Klebus

Di oltre cento messaggi spediti, finora me ne sono tornati solo due contenenti un rifiuto, segno che la selezione dei destinatari era stata fatta abbastanza bene ed il messaggio non è poi risultato così sgradito come poteva essere. Di questi due, il primo, il più secco ed il più tempestivo è stato quello di Massimo Del Papa. Non ne riporto il contenuto per evitare che mi faccia causa per aver divulgato una comunicazione privata (non sarebbe così strano…).

Ovviamente, è un pieno diritto di chiunque reagire in malo modo ad un messaggio non richiesto ma il fatto che sia stato proprio Massimo Del Papa a reagire in questo modo mi ha lasciato di stucco. Si, perchè Massimo Del Papa è un giornalista che è stato trattato in modo decisamente brutto da diversi altri professionisti di questo settore, un paio d’anni fa. In quell’occasione sono stato forse l’unico suo collega ad ergersi in sua difesa (non perchè mi fosse simpatico ma perchè era stato vittima di un’ingiustizia). Potete ricostruire tutta la storia a partire da questi link:

http://babysnakes.splinder.com/ (il Blog di Del Papa)

Incredibile: Massimo Del Papa, il querelatore di Wikipedia, ha querelato anche me” di Anna Masera, su “La Stampa” dell’8 Ottobre 2007.

I censori di Wikipedia e il futuro di Internet” di Anna Masera, su “La Stampa” del 9 Luglio 2007.

Wikipedia a un bivio”, di Anna Masera, su “La Stampa” del 5 Maggio 2007.

Massimo Del Papa, scusa non sapevo….” (Uno dei molti sfottò che sono piovuti sulle spalle di Del Papa in quel periodo).

Chi è Massimo Del Papa e perché diffama Indy” (L’articolo di Indymedia all’origine della vicenda).

Purtroppo, “Oceani Digitali”, la mia rivista online di allora non è più online e quindi non vi posso riportare il mio articolo in sua difesa. Comunque, se ne trovano ancora tracce qui:

http://xmau.com/notiziole/archives/003132.html

Se volete vedere l’originale, lo tiro fuori dai backup e ve lo ripubblico qui. Basta chiedere. Come potete vedere da ciò che è rimasto su Google, a suo tempo mi sono preso la mia parte di critiche per aver difeso Del Papa. Nonostante questo, adesso l’unico a scaricarmi in malo modo nel momento del bisogno è proprio Massimo Del Papa.

Che posso dire? Son soddisfazioni…. ;-)

Alessandro Bottoni

alessandro.bottoni@infinito.it

PS: Non capirò mai la gente che tratta la propria mailbox come se fosse la figa della propria moglie. Un indirizzo di posta, come un indirizzo fisico od un numero di telefono, è uno strumento che può servire solo per essere contattati. Non è un bene di cui essere gelosi fino a questo punto. Va bene la privacy ma… c’è un limite anche a questo.

PS2: Capisco ancora meno i giornalisti di Internet (quelli che parlano di Internet) che sono sempre pronti a scandalizzarsi per ogni attentato ai diritti dei “netizen” ma, quando hanno l’occasione di schierarsi apertamente in loro difesa e di fare qualcosa di concreto, si defilano con la scusa che la politica non fa per loro. Possibile che riportare onestamente una notizia positiva sia così disdicevole? Eppure, il Corriere della Sera non sembra averci trovato nulla di così difficile: “I pirati fanno rotta verso Strasburgo”.

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Comments
15 Responses to “Son soddisfazioni….”
  1. smuzzz ha detto:

    per carità, hai ragione, ma tirare fuori vecchie storie e relative difese pubbliche solo perché uno ti ha risposto un po’ stizzito… mi pare tu l’abbia fatta un po’ fuori dal vaso ;)
    con stima

  2. fabKL ha detto:

    Ho appreso dall’unita’ della tua candidatura: complimenti, sicuramente un buon serbatoio di voti saranno calamitati fra i giovani (molto spesso indecisi)
    Per candidarsi serve uno slogan, te lo fornisco gratis (nel rispetto del principio) e spero che saprai essermi riconoscente (sempre per lo stesso principio).

    La pirateria (intesa come violazione dei diritti d’autore)
    è il migliore – forse l’unico – punto d’incontro
    tra COMUNISMO e CAPITALISMO
    all’insegna del CONSUMISMO.

    Se vuoi posso anche approfondirti il concetto e fartene un bel manifesto per la tua campagna.

    • Francesco ha detto:

      Buonasera, ho letto di te sulla DailyLetter KEY4biz n. 1404 e sono approdato a questa pagina.
      Condivido molto di quanto scrivi e trovo irresistibili il PS1, nonchè lo slogan nel secondo commento.
      Ti prego d’inserirmi nella tua mailing list.
      Buona fortuna.

  3. Sabino ha detto:

    osservo la tua carriera con attenzione, ti prego di inserire la mia email in qualunque mailing list tu voglia curare sull’argomento.

  4. MaoX ha detto:

    concordo con smuzzz.
    E aggiungo che… dopo aver letto i vari articoli sono sempre più convinto che aver difeso quel signore, in quella situazione, non ti giovi affatto.
    Soprattutto se vuoi essere il portavoce della libertà di internet come puoi schierarti “contro” wikipedia che questa libertà la rappresenta IN CONCRETO?
    Saluti

    • alessandrobottoni ha detto:

      Eh, si MaoX, temo proprio di aver preso le difese della persona sbagliata in quell’occasione. Comunque, sto lentamente rinsavendo…

      Non credo però che Wikipedia sia senza colpe. Resta il fatto che Wikipedia NON ha nessuna ragione per permettere ai suoi autori di nascondersi dietro uno pseudonimo. L’anonimato (o “pseudonimato”, in questo caso) è comunque uno strumento molto pericoloso il cui uso non andrebbe mai autorizzato dai gestori di un sito senza una fondata ragione (come avviene nel caso di Wikileaks, per esempio).

      Tentare di risolvere il problema della responsabilità personale degli autori e della attendibilità degli articoli “a valle”, con un’azione di controllo sistematica sulle pagine pubblicate, è una strategia molto pericolosa e chiaramente inefficace. Troppe cose possono sfuggire e per troppo tempo. Wikipedia tratta (e deve trattare) anche di persone viventi. Concedersi il margine di errore che Wikipedia si concede vuol dire, di fatto, accettare che le proprie pagine possano essere usate per diffamare o calunniare persone innocenti, come purtroppo è già successo.

      Trovo molto più adatti allo scopo gli approci di Citizendium e di Google Knol (entrambi permettono di identificare chiaramente gli nautori e di contattarli). In ogni caso, credo che una enciclopedia online dovrebbe sempre pubblicare nome, cognome, indirizzo email e breve biografia degli autori. Solo in questo modo si può fare veramente leva sulla loro responsabilità personale e garantire la attendibilità degli articoli.

      Anonimato e pseudonimato sono strumenti necessari in una società come la nostra ma sono anche molto pericolosi. Vanno usati con cautela e solo quando sono realmente necessari. Diversamente, dalla “libertà” si passa alla “anarchia”, che è ben’altra cosa ed ha ben’altre conseguenze.

  5. Xanderoby ha detto:

    Mah, non concordo mica troppo con questa posizione sull’anonimato.
    Wikipedia è un progetto comunitario, la sua forza è nella continua miglioria di chi contribuisce a quel progetto, che potrebbe, un giorno, anche esser la sua fine, se il numero dei trolls diventasse più ampio ed il loro contributo più caparbio di chi contribuisce positivamente.
    Ma difficilmente un troll s’impegna a disgregare un progetto nel medio-lungo periodo, ed ancor più difficilmente si aggrega con altri per farlo, senza un lauto compenso.

    IMHO la tendenza di Wikipedia è moderatamente positiva, tendente ad un continuo miglioramento.
    E se i “contribuenti” fossero identificabili univocamente diverrebbero esposti ad attacchi “terzi” e professionisti, ovvero qualcosa di più simile ad un giornalista.
    Non è questo lo scopo, semmai se ne intravedesse uno, del Web e del relativo comunitarismo.
    Masse critiche che evolvono il concetto storico della teoria della massa in maniera positiva, costruendo piuttosto che distruggendo.

    L’ossessione del controllo è tipico di altra cultura, e, semmai, è il forzato riconoscimento a dover esser utilizzato solo ove ve ne sia la necessità, non l’anonimato, che è una delle caratteristiche fondanti del Web e della sua spinta innovatrice.
    Per l’identificazione di massa rivolgersi ai social network. ;)

    P.S.: una mezza intenzione di votarti c’è, cercando di evitar clamorosi autogol..

  6. lucapost ha detto:

    E’ qualche mese che seguo questo blog con interesse, prima della sua scesa in campo come candidato alle elezioni europee.
    Non mi riferisco a lei in qualità di “candidato al parlamento europeo”, ma soprattutto in qualità di “segretario del partito pirata italiano”.

    Questo pomeriggio visitando http://www.partito-pirata.it/ ho notato la pubblicità della sua condidatura ed il chiarissimo riferimento alla coalizione politica “Sinistra e Libertà”

    Riporto qui il terzo paragrafo, dell’art. 4 dello statuto del partito pirata:”E’ esclusa qualsiasi finalità politica, sindacale, professionale o di categoria, ovvero di tutela degli interessi economici degli associati.”

    Stò facendo giusto un pò di confusione…

    LP

    • ilprogettoarancione ha detto:

      L’associazione, come tale, non può fare attività politica nel senso che non può candidarsi a rivestire ruoli politici e non può presentare propri candidati ad elezioni politiche senza prima trasformarsi in partito (come previsto dalla legge).

      Ovviamente, i suoi membri, ed i suoi organi direttivi hanno anche una vita personale in cui fanno altre cose, tra cui l’attività politica (garantita dalla costituzione). Vi prego di notare che, come chiunque altro, ho dovuto presentare un apposito certificato di godimento dei diritti civili per candidarmi.

      Sinistra e Libertà ha candidato Alessandro Bottoni, non il Partito Pirata.

      Lo ha presentato anche perchè è il segretario del Partito Pirata ma soprattutto perchè è Alessandro Bottoni.

      Il Partito Pirata non si è presentato alle elezioni come tale (con un suo simbolo) e non ha presentato suoi candidati.

      L’articolo di legge che limita lo spettro di attività possibili per le associazioni serve per evitare che si presentino liste politiche alle elezioni (amministrative e politiche) senza passare attraverso i meccanismi previsti per i partiti.

      Quasi tutti i membri del parlamento italiano ed europeo sono anche soci di ONLUS come il Partito Pirata, che hanno lo stesso statuto e gli stessi limiti.

      • lucapost ha detto:

        Il sito del partito pirata publicizza apertamente il simbolo di un partito politico candidato alle elezioni europee del 2009.

        Secondo me, il partito pirata italiano stà perseguendo attività politiche ed è una violazione dell’art. 4 del suo statuto.

        Il segretario del partito pirata italiano, non Alessandro Bottoni, per quel che mi riguarda, è il primo garante dello statuto del partito pirata, il primo interlocutore del partito pirata italiano.

        Che vi devo dire…si cambi lo statuto del partito pirata, o per lo meno si dimetta da segretario del partito.
        Sarebbe un bel segno di coerenza.

        LP

      • alessandrobottoni ha detto:

        Visto che non lo vuoi capire, te lo spiego con un esempio pratico:

        “Il 21 marzo 2009, il segretario del Partito dei Comunisti Italiani Oliviero Diliberto ha annunciato la candidatura della Hack nella Lista Anticapitalista per le elezioni europee di giugno nelle isole [10] come capolista, ma la scienziata risulterà poi essere inserita anche nella circoscrizione Nord-Ovest[11]. .”

        [dalla pagina di Wikipedia dedicata a Margherita Hack: http://it.wikipedia.org/wiki/Margherita_Hack ]

        Margherita Hack è membro di UAAR (di cui anch’io sono membro), all’interno della quale riveste da sempre un ruolo di primo piano. UAAR è una ONLUS ed ha esattamente lo stesso statuto base del Partito Pirata (tutte le ONLUS usano lo stesso modello). Lo so bene perchè ne faccio parte. Vogliamo chiedere che la Hack si dimetta da qualcosa?

        La Hack è solo il primo esempio che mi viene in mente. Se fai un giro su Wikipedia, scoprirai, come ho già detto, che praticamente tutti i parlamentari italiani, regolarmente eletti, rivestono ruoli di primo piano in associazioni come la nostra.

        E’ l’associazione, come tale, che non può fare attività politica (nel senso che non può presentare candidati e non può ottenere finanziamenti) senza prima trasformarsi in partito. I suoi membri, qualunque sia il ruolo che svolgono all’interno dell’associazione, non hanno questo limite.

        Se non hanno trovato nulla da ridire su questo punto nè Sinistra e Libertà (ed i suoi specialisti legali, che di casi come questoi ne vedono in continuazione), nè il resto del Partito Pirata, nè l’ufficio anagrafe del comune che ha certificato la mia “candidabilità”, per quale motivo dovrei dare retta a te, che non ti firmi neanche con nome e cognome?

        Stabilito questo, l’associazione, come tale ha tutto il diritto di esprimere le sue preferenze elettorali. Ricordi quando l’associazione delle casalinghe (che è una ONLUS, esattamente come il PP) si è schierata con Forza Italia? Nessuno si è posto questo problema. Nessuno se lo è posto nemmeno quando il Sindacato dei Pensionati si è schierato con Forza Italia (nonostante esista una legge dello stato che impedisce ai sindacati di fare attività politica).

        Non se lo è posto nessuno perchè non esisteva. L’esclusione delle finalità politiche è una clausola che serve solo per chiarire che l’associazione, come tale, non è un partito e non ambisce ad esserlo (senza essersi prima trasformato formalmente). Cioè non ambisce a presentare propri candidati e/o ad ottenere finanziamenti. Questo però non significa che debba mantenersi neutrale.

        Le associazioni esistono proprio per dare voce a realtà che diversamente non avrebbero nessuna chance di contare qualcosa per il mondo politico. Questo è ciò che facciamo. E non ci vergogniamo certo di farlo.

      • lucapost ha detto:

        La ringrazio del suo chiarimento, tutto nasce dal fatto che ho un’interpretazione diversa dalla sua, ed a questo punto anche del partito pirata, dell’articolo che ho citato.

        Saluti, Luca Postregna.

  7. stargazer ha detto:

    In quale circoscrizione ti presenti?

  8. Walter ha detto:

    – mantenere informati i lettori al di fuori del parlamento (pubblicando articoli sul web) in modo da distruggere quella cappa di omertà che spesso protegge le azioni più discutibili dei nostri rappresentanti politici.

    http://arstechnica.com/tech-policy/news/2009/05/web-designer-opposes-frances-3-strikes-law-loses-job.ars

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