Il sistema di comunicazioni e la gestione delle emergenze

In questi giorni, la Protezione Civile sta facendo largo uso di radio e di sistemi wireless per la gestione dell’emergenza dovuta al terremoto di Abruzzo. Proprio questa emergenza dovrebbe far riflettere sulla opportunità di adottare su larga scala alcune tecnologie che in casi come questo possono rivelarsi davero preziose. Purtroppo, l’Italia è un paese che al 70% è esposto a rischio sismico, al 70% è esposto a rischio alluvionale e per un altro 70% è esposto a rischio di incendi boschivi. In particolare, la dorsale appenninica contribuisce a tutti questi tre tipi di rischio. Ogni misura precauzionale diventa quindi un vero dovere nei confronti della popolazione.

Qui di seguito descrivo i principali sistemi di comunicazione adottati e le loro caratteristiche. Come vedrete, si può ancora migliorare.

Le radio

Sulle radio c’è relativamente poco da dire. Da quando esistono, sono il principale strumento di comunicazione in caso di emergenza. Molti modelli possono funzionare per ore o per giorni appoggiandosi sulle batterie ed hanno una portata che va da pochi km a diverse decine. In buona sostanza, sono lo strumento ideale per la gestione delle comunicazioni in aree dove ogni altro sistema non può più funzionare.

Tuttavai, hanno un limite che si sta facendo sempre più pesante: sono otimi strumenti solo per trasmettere la voce. Se si tenta di trasmettere un’immagine o, peggio, un’immagine in movimento, le normali radio amatoriali mostrano subito tutti i loro limiti (dovuto soprattutto alla bassa frequenza della portante ed alla gestione analogica del segnale).

Questo può sembrare un problema secondario (e lo è, effettivamente) ma bisogna tenere presente che gran parte delle informazioni utili alle squadre di soccorso al giorno d’oggi hanno forma visiva. Basti pensare alle mappe di Google Maps e dei sistemi GIS proprietari.

Per questa ragione i militari, da decenni, si sono attrezzati con radio e sistemi in grado di fornire una visione ben più ampia e più dettagliata del loro campo di battaglia (i cosiddetti “battlefield communication systems”). Questi sistemi integrano in un’unica mappa tutte le informzioni note sulla situazione e permettono agli operatori di comunicare tra loro all’interno di un circuito chiuso e protetto. Si tratta, in altri termini, di sistemi simili a Skype od Ekiga sommati ad una “lavagna” condivisa che contiene una mappa simile a quella di Google Maps.

Qualcosa del genere viene fatto da anni grazie alle cosiddette “packet radio”, cioè radio che sono in grado di creare reti digitali (“a pacchetto”) e di fornire l’accesso ai sistemi GIS su computer (come Google Maps). I sistemi usati dai militari, tuttavia, sono normalmente basati su sistemi wireless simili (ma non uguali) al Wi-Fi, al Wi-MAX ed alle reti telefoniche 3G (UMTS, HSDPA, HUPSA, etc.). Questi sistemi hanno prestazioni molto superiori alle packet radio.

Non resta che sperare che sistemi come questi si diffondano sempre di più anche tra i gruppi della protezione civile.

I telefoni cellulari

Come si è visto in questi giorni, i telefoni cellulari sono ormai diventati indispensabili per almeno le seguenti tre buone ragioni.

  1. Permettono di comunicare anche quando i cavi della rete telefonica vengono tagliati.

  2. Permettono di localizzare i dispersi (grazie alla triangolazione del segnale).

  3. I telefoni di terza generazione permettono di visualizzare mappe e di accedere ai servizi digitali. In pratica sostituiscono i laptop.

Tuttavia, i cellulari possono funzionare solo se restano in piedi i piloni delle celle, cosa non sempre possibile. Per questa ragione, sarebbe cosa buona e giusta spingere per l’adozione di sistemi “resistenti” come Terranet:

http://www.terranet.se/

http://en.wikipedia.org/wiki/TerraNet_AB

Le reti di computer

Al giorno d’oggi tutta l’infrastruttura tecnica di emergenza si basa su delle reti più o meno vaste di computer e su Internet. Tanto per fare un’esempio, i luoghi da raggiungere ed assistere vengono ormai “pubblicati” su Google Maps. Senza computer non si va più da nessuna parte.

Purtroppo, però, i computer hanno bisogno di energia elettrica e di connettività. Se alla prima si può porre rimedio con alimentatori di emergenza e batterie, alla seconda bisogna provvedere in altro modo.

Una soluzione possibile sono le reti wireless a grande portata, come Wi-MAX e HyperLAN. Tuttavia, anche questi sistemi dipendono dalla buona conservazione dei piloni delle celle e dalla ricevibilità del segnale (nelle vallate più chiuse non è sempre la pacchia che si potrebbe credere).

Per questa ragione, molti paesi, tra cui gli Stati Uniti e l’India, stanno affiancando alle normali reti Wi-Fi, Wi-MAX e UMTS una tecnologia che permette di creare delle reti mesh (reti non gerarchiche) tra i PC. Queste reti mesh permettono di collegare tra loro i computer senza passare dal pilone e/o dal gestore e quindi permettono di lavorare anche dove la connettività tradizionale è assente. Uno o più di questi computer viene poi agganciato ad Internet via ADSL o alla rete telefonica via UMTS e l’intera rete mesh può collegarsi al resto del mondo. Si tratta, in buona sostanza, di reti P2P. Vedi:

http://en.wikipedia.org/wiki/Mesh_network

http://en.wikipedia.org/wiki/Wireless_mesh_networks

http://en.wikipedia.org/wiki/Wireless_ad_hoc_network

Conclusioni

La sopravvivenza del sistema di comunicazioni è notoriamente di importanza fondamentale in qualunque situazione di emergenza (guerra, terremoti, alluvioni, etc.) e quindi va posta tutta l’attenzione possibile nel renderla resistente.

Ci sono eventi di fronte ai quali nessun sistema elettrico può sopravvivere (vedi “EMP” e “tempeste solari”). In questo caso, si sarà costretti a tornare ai segnalatori con le bandierine (che in molti eserciti continuano ad esistere).

In tutti gli altri casi, l’adozione di tecnologie P2P (mesh) può fornire quel pizzico di resistenza in più al sistema.

Alessandro Bottoni

alessandro.bottoni@infinito.it

Comments
One Response to “Il sistema di comunicazioni e la gestione delle emergenze”
  1. yanfry scrive:

    Complimenti sempre prezionso e preciso ;)

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