Backup & Backup

I lettori più assidui e quelli tecnicamente più preparati mi scuseranno ma devo proprio tornare sull’argomento dei backup. Alcuni dei miei amici (e qualche cliente) continuano a combinare guai più o meno gravi con la gestione dei backup e sono quindi costretto a chiarire alcuni punti chiave di questo argomento.

Premessa…

Non ho la minima idea di cosa si possa usare su Windows per fare questo o quel tipo di backup e quindi è del tutto inutile che me lo chiediate. Non uso Windows e se foste persone prudenti non dovreste usarlo nemmeno voi. Per i nostri clienti, che usano Windows sui loro PC da tavolo e sui notebook, usiamo ugualmente sistemi Unix per i backup. Più in generale, usiamo Unix (Linux, BSD, OpenSolaris, etc.) per qualunque cosa. Non installiamo mai Windows e non forniamo assistenza per le macchine Windows. I nostri clienti sono liberi di usare Windows finchè vogliono, basta che si rivolgano a qualcun altro quando hanno dei problemi (vale a dire un paio di volte al giorno). Lo stesso discorso vale per voi: usate Windows finchè volete ma non chiedete a ME di aiutarvi.

Quanti tipi di backup esistono?

Esistono sostanzialmente tre (3) tipi di “backup”:

  1. Una seconda copia di un file che risiede su un disco direttamente accessibile dalla vostra macchina.

  2. Una copia di una vecchia versione dello stesso file (e magari di tutte le versioni precedenti).

  3. Una copia che risiede su un supporto fisico separato dalla macchina, non direttamente accessibile.

Il guaio è che solo l’ultima di queste voci è un vero “backup”, cioè una vera copia di salvataggio.

A cosa serve un backup?

Un vero backup deve permettere a voi od ai vostri eredi di ripartire e di continuare il vostro lavoro nell’ipotesi che un meteorite colpisca casa vostra e/o la vostra città e/o la vostra nazione.

Se l’asteroide Apophis colpirà l’Italia e la spazzerà via dalla carta geografica, alcuni americani, figli o colleghi di italiani, saranno in grado di riprendere il lavoro di alcuni degli italiani morti partendo dai loro backup. Questi sono dei veri backup.

Tutto il resto sono CAZZATE.

Un vero backup deve quindi avere queste caratteristiche:

  1. Deve essere aggiornato (non più vecchio di una settimana).

  2. Deve risiedere su un supporto immodificabile (in modo che nessuno lo possa cancellare per sbaglio).

  3. Deve risiedere in un luogo diverso dall’originale (in modo che se vi fregano la borsa del notebook non si portino via anche i backup).

  4. Deve essere affidabile (cioè deve essere già stato effettuato il restore almeno una volta, per verificare che funzioni).

Tutto il resto sono CAZZATE.

Seconda copia

La più grande delle CAZZATE che l’uomo è riuscito a concepire in circa 100.000 anni di storia, è l’idea stessa di “seconda copia”. Una seconda copia è appunto, una seconda copia dello stesso file in un punto diverso dello stesso disco rigido o su un disco che è raggiungibile dalla stessa macchina senza particolari protezioni (ad esempio su un hard disk esterno o su una chiave USB).

Si tratta di una CAZZATA per la ovvia ragione che qualunque disastro che colpisca il sistema spazzerà via sia la prima copia che tutte le copie di riserva. In particolare:

  1. Se vi fregano il PC, si fregano tutte le copie. Sia la prima che la seconda che la terza…

  2. Se un virus cancella il disco, cancella tutte le copie, su tutti i dischi collegati alla macchina (che non siano protetti da una password di accesso o qualcosa di simile).

Questo tipo di backup è una CAZZATA e non serve assolutamente a nulla (no: neanche a ricostruire il file con appositi strumenti software in caso di guasto al disco….).

Versioning

Tecnicamente parlando, il salvataggio delle vecchie versioni di un documento si chiama “versioning” ed è un’attività degna del massimo rispetto. Viene usato, ad esempio, durante lo sviluppo di nuovi programmi (software) per tenere traccia di tutte le versioni intermedie dei numerosi file che li compongono. Può essere usato anche in ufficio per tenere traccia delle diverse versioni di una relazione tecnica o di documenti simili. Tutti i principali programmi per l’ufficio dispongono di apposite funzionalità di versioning.

Il guaio è che l’archivio delle vecchie versioni di un documento non svolge necessariamente le funzioni di un backup. In particolare, nei programmi per l’ufficio l’archivio delle vecchie versioni risiede normalmente sullo stesso disco della copia più recente (o addirittura dentro lo stesso file). Di conseguenza, torniamo al caso precedente: se vi fregano il PC, vi fregano TUTTE le copie…

Il versioning ed il backup sono cose diverse, funzionano in modo diverso, svolgono funzioni diverse e proteggono da rischi diversi. Non vanno confusi.

Backup

L’unico vero backup è quello che si effettua creando una copia di uno o più documenti su un supporto rimovibile e conservando il supporto lontano dalla copia originale. Il più lontanto possibile.

Nelle software house, nelle banche e nelle aziende di una certa dimensione, i backup si sono effettuati per anni creando una copia dei documenti su appositi nastri e conservando i nastri in appositi armadi a prova di furto e di incendio. In molti casi, i backup venivano inviati per posta ad un apposito “deposito” situato in un’altro palazzo od in un altra nazione.

Da quando la tecnologia lo ha reso possibile, i backup vengono inviati via cavo (ADSL o simili) ad un apposito server situato presso un altro edificio (spesso dall’altra parte del pianeta). Ovviamente, l’accesso al server di backup è protetto almeno quanto quello al server principale. Spesso, vengono fatti dei backup su nastro o su CD persino dello stesso server di backup.

La regola è sempre la solita: se un meteorite dovesse colpire la Terra, come è già successo ai tempi dei dinosauri, la nuova specie che prenderà il nostro posto (dopo i soliti 65 milioni di anni di peripezie) deve essere in grado di riprendere la vostra contabilità aziendale al punto in cui voi l’avete lasciata quando il meteorite vi ha spazzato via. Questo è un backup.

Il resto sono CAZZATE.

Backup incrementali

I backup incrementali erano di moda nel 1920, quando le donne portavano i capelli alla Luise Brooks e la Repubblica di Weimar stava per lasciare il posto al nazismo. A quei tempi lo spazio sui dischi costava più di un posto in parlamento e quindi si preferiva salvare una copia completa dei dati una volta ogni tanto e poi salvare solo le differenze tra questa e la situazione corrente.

Il disco da 1 TeraByte che è sul mio tavolo è costato 119 Euro (89 con lo sconto soci della Coop) e può ospitare tutti i backup che avrò bisogno di fare da qui alla pensione.

Lasciate perdere i backup incrementali. Per quanto riguarda l’utente privato, non hanno più senso già da diversi anni.

Copie immagine e punti di ripristino

Una “copia immagine” (“disk image”) è una copia esatta di un intero disco o di una intera partizione. Serve per ricreare il sistema, così com’era al momento della creazione dell’immagine, partendo da un nuovo PC, simile (ma non necessariamente identico) al precedente.

In altri termini, se vi fregano la borsa con il notebook (e con tutti i vostri cosiddetti backup) ma avete a casa una “disk image “recente, potete comprare un nuovo notebook simile (ma non necessariamente uguale) a quello che vi hanno fregato ed installare su di esso la copia immagine. Dopo una mezz’ora vi ritroverete nello stesso sistema che avete appena lasciato, compresi gli errori di battitura nei documenti di testo.

Questa procedura si chiama “bare metal restoration” (“Ripristino dal puro metallo”) e come potete facilmente capire si tratta di qualcosa di molto, molto UTILE.

I cosiddetti “punti di ripristino” di Windows sono delle”copie immagini” che il sistema operativo crea in modo più o meno automatico e memorizza sullo stesso disco rigido che ospita il sistema principale.

E, indovinate… di cosa si tratta?

Si, si tratta proprio di CAZZATE. La ragione dovrebbe ormai esservi familiare: se vi fregano il PC, si fregano pure tutti i vostri punti di ripristino.

Per essere più precisi, i punti di ripristino sono le vecchie versioni del vostro sistema operativo e dei vostri documenti. Servono appunto a recuperare una vecchia versione in caso di necessità. Non sono dei backup. Non svolgono la funzione di un backup e non dovrebbero mai essere confusi con i backup.

NOTA: non ha senso tenere solo l’ultima versione di un documento o l’ultimo punto di ripristino del sistema operativo. Il versioning, per sua natura, ha senso solo se vi concedete l’opportunità di retrocedere nel tempo fino alla versione che vi serve. Siccome potete sapere qual’è la versioni che vi serve solo quando ne avete bisogno, tenere solo l’ultima versione non serve a niente nel 300% dei casi.

Si, bisogna fare i backup lo stesso…

Da quanto ho appena detto delle copie immagini, potrebbe sembrare che l’unico tipo di backup veramente necessario sia una copia immagine dell’intero sistema. Giusto?

Sbagliato.

Per recuperare un singolo file da una copia immagine potreste essere costretti a ripristinare tutta l’immagine, sovrascrivendo (in modo irrecuperabile) tutti gli altri documenti con le loro vecchie versioni. Per questa ragione dovete avere anche un normale backup su CD/DVD o altri supporti.

Alcuni sistemi permettono di ripescare anche singoli file da una copia immagine ma… accertatevi che il vostro sistema di backup sia VERAMENTE in grado di farlo prima di averne bisogno.

La verifica dei backup

Questo ci porta al concetto centrale di tutta questa discussione: se il backup non funziona nel modo corretto nel momento in cui ne avete bisogno, è come se non esistesse. Per questa ragione è fondamentale collaudare tutta la procedura di backup e restore prima di fare affidamento su di essa.

ATTENZIONE: Siccome il restore normalmente sovrascrive il sistema esistente, se qualcosa va male durante il collaudo vi ritrovate senza niente. Senza il sistema originale e senza il backup (che ha appena dimostrato di non funzionare). Per questa ragione il collaudo del sistema di backup si fa sempre verso un nuovo sistema. Mi spiego: si fa il backup del vostro computer e lo si riversa con l’operazione di restore su un altro computer. Se il secondo computer permette di accedere ai vostri documenti, allora il backup può essere considerato affidabile.

Fate sempre un collaudo del vostro sistema di backup usando un secondo computer (magari in prestito…).

Refrain: il concetto di “evento imprevisto”

Concludiamo chiarendo un concetto fondamentale: i backup servono a permettervi di riprendere il vostro lavoro nel punto in cui lo avete lasciato nell’eventualità di un “evento imprevisto”.

L’evento imprevisto non è però ciò a cui la stragrande maggioranza delle persone abitualmente pensa.

Quasi tutti gli utenti stentano a credere che possa succedere qualcosa di veramente grave, come il furto del PC, un guasto del disco rigido o cose simili. Di fronte all’idea di un evento del genere, quasi tutti gli utenti aprono le braccia e dicono “Ma cosa vuoi che ci faccia, in quel caso?”

I BACKUP !!!!!!!!!!!!!!!!!! Boia d’un Giuda !!!!!!!!! Devi soltanto fare i fottutissimi BACKUP !!!!!!! A QUESTO servono i backup. Esattamente a QUESTO ed a nient’altro.

I Backup servono proprio a salvarvi il fondoschiena nel caso che succeda qualcosa di veramente grave e di veramente imprevisto, come un guasto al disco rigido, il furto del computer, l’incendio o l’allagamento del vostro ufficio e cose simili.

I backup NON servono affatto a salvarvi dalla sovrascrittura accidentale di un file, come molti credono. Per quello avreste bisogno di un sistema di versioning, non di un backup.

Per quanto possa sembrare strano, i dischi rigidi SI SPACCANO DAVVERO. Più esattamente “devono” spaccarsi. La loro vita operativa è limitata da un parametro noto come MTBF (“Medium Time Between Failure”, cioè “tempo medio tra due guasti”) che attualmente si situa da qualche parte fra 3000 e 5000 ore di lavoro. Ovvero, in un momento qualsiasi tra 3000 e 5000 ore di lavoro, il vostro hard disk si deve spaccare quasi per forza. Vi Pianterà in asso davvero, senza alcun preavviso.

“Si, ma tanto… 5000 ore di lavoro sono tante… Faccio in tempo ad andare in pensione prima che si spacchi… Giusto?”

Sbagliato: un anno è composto da “appena” 8760 ore. Il vostro hard disk si spaccherà molto, molto prima di quanto siate disposti a credere.

Fate ‘sti cazzo di backup!!!!!!

Alessandro Bottoni

alessandro.bottoni@infinito.it

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Comments
8 Responses to “Backup & Backup”
  1. simpatico umorista ha detto:

    hahaaha.. me so sbrega’
    utile e simpatico

    ciao ciao

  2. CDF ha detto:

    Boia d’un Giuda se hai ragione! Io c’ho messo un anno e mezzo (di sudori freddi) per far capire al capo che ci serviva un sistema di backup!

  3. Psykopear ha detto:

    E io ho provato sulla mia pelle la brutta esperienza della rottura di un hd con due mesi di vita, e solo ora ho capito l’importanza dei backup. E’ vero però, finchè non ci sbatti la testa non te ne rendi facilmente conto…

  4. Gianni ha detto:

    Condivido l’articolo però anche alcune delle “CAZZATE” possono essere utili.

    In 23 anni di uso del computer (Mac e qualche pc) sono sopravvissuto a due computer guasti e tre hd fritti, recuperando sempre tutto (nel caso peggiore ho perso solo qualche msg di posta elettronica), anche grazie ad alcune delle “CAZZATE”.

    Inoltre per il mio lavoro spesso è molto più importante non perdere le ultime 24 ore di lavoro (se si guasta il computer con dentro un testo urgente ho DUE problemi), che non l’archivio storico (costituito, nel caso di lavori molto vecchi, di file i cui programmi in certi casi non esistono più).

    A parte questo, i consigli dell’articolo sono pienamente condivisibili.

  5. lucapost ha detto:

    E’ giusto qualche mesetto che gestisco il versioning con un SCM, commit un paio di volte alla settimana e l’hardisk usb che ho nel cassetto lo aggiorno ogni 10 giorni.
    Poi, ogni qualvolta concludo qualcosa di importante, rimuovo la history per far un pò di spazio.

    Insomma, con un pò di compromesso si fa tutto! ;-)

  6. Psykopear ha detto:

    A proposito di questo, in questi giorni si è verificato un bel problema a l’Aquila. Col terremoto la sede del conservatorio è diventata inagibile, e alcune parti sono crollate. Dato che nessuno aveva pensato a fare dei backup in un posto sicuro, il direttore ha dovuto rischiare (ovviamente accompagnato dai vigili del fuoco), entrando nella sede per recuperare il suo computer e quelli della segreteria, dove erano conservati parecchi dati importanti, e da quello che ho capito, non si sono ancora potuti recupare tutti i pc (o gli hd).

  7. Patrizia ha detto:

    Ciao, mi chiamo Patrizia e devo dire che la spiegazione di Alessandro é…troppo simpatica e questo mi porta a pensare che ne abbia le tasche piene di gente che “continua” ha chiedergli le stesse cose e a essere “martellante” al punto che quando c’è vo’ – c’e vo’!!!
    Bravo Ale, spero che chi abbia la fortuna e l’attenzione di leggere il tuo “aiutino” capisca finalmente l’importanza del backup e non confonda lucciole con lanterne e…sopratutto non ” rompa piu’ le scatole”…Bye-bye

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  1. […] l’occasione giusta per dare risalto ad un articolo scritto da Alessandro Bottoni sul suo blog che spiega in modo semplice e diretto, senza entrare in tecnicismi, i concetti fondamentali del […]



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