Le ragioni della Crisi (quella con la C maiuscola)

“Le crisi economiche nascono perché la gente non conosce la matematica”. E’ stata questa la perentoria frase del premio Nobel per la Fisica Sheldon Glashow, uno dei tanti scienziati che partecipano quest’anno alla 3/a edizione del Festival della Matematica.

[Da “C’È LA CRISI? LA COLPA È DELL’IGNORANZA IN MATEMATICA”]

Il Cigno Nero

Questo libro:

Nassim Nicholas Taleb
Il Cigno nero
di Nassim Nicholas Taleb
Come l'improbabile governa la nostra vita
Collana “La Cultura”
ISBN 978-88-428-1478-8
€ 18,00
Pagine 384
Il Saggiatore, Aprile 2008

Reperibile anche presso La Feltrinelli, lo aveva spiegato bene: nessuno è in grado di prevedere fenomeni che avvengono su una scala temporale maggiore della vita media dell’uomo. Soprattutto, nessuno è in grado di prendere sul serio questi rischi. Nessuno tranne quel 2% di persone che hanno una adegutata formazione scientifica e che, forse proprio per questo motivo, vengono sistematicamente estromessi da qualunque decisione politica.

La Teoria delle Catastrofi

Molto prima di Taleb, negli anni ’70 c’era già stato chi si era occupato di queste cose:

Teoria delle catastrofi
Arnold Vladimir I.
Ristampato nel 2004, Anno 1990
Collana «Saggi scienze» Bollati Boringhieri
Prezzo € 20,00
152 pp., ill.

Anche questo libro è reperibile anche presso La Feltrinelli. Ma anche Arnol’d è stato ignorato. Un vero peccato perchè, a differenza di Taleb, Arnol’d aveva fornito delle interessanti basi matematiche ad alcuni fenomeni. Si potevano trarre degli insegnamenti utili.

La Teoria della Complessità

Sempre negli anni ’80, un intero gruppo di ricerca, composto quasi esclusivamente da Premi Nobel, aveva studiato a fondo il problema e ne aveva tratto una intera, nuova disciplina, la cosidetta Teoria dei Sistemi complessi.

Il lavoro svolto da questi premi Nobel presso l’istituto di Santa Fe è stato brillantemente descritto in questo libro:

COMPLESSITA'
di Morris Mitchell WALDROP
Instar Libri (http://www.instarlibri.it/)
Traduzione dall'americano di Libero Sosio
Pagine XXXII + 590 - euro 18,60
Collana: Saggia/Mente 5 (13,5 X 20,5 cm)
3a Edizione ISBN 88-461-0010-7

Come sempre reperibile anche presso La Feltrinelli. Il principale risultato di questo gruppo di ricerca riguardava proprio il mondo dei sistemi economici ed è descritto in questo libro:

Increasing Returns and Path Dependence in the Economy (Economics, Cognition, and Society)
di W. Brian Arthur
Paperback: 224 pages
Publisher: University of Michigan Press (December 15, 1994)
Language: English
ISBN-10: 0472064967
ISBN-13: 978-0472064960
Product Dimensions: 9 x 6 x 0.8 inches

Questa volta disponibile solo in inglese e solo attraverso gli store di Internet (come Amazon). Questo testo descriveva benissimo il comportamento dei sistemi economici, così intrinsecamente esplosivi, imprevedibili ed irrazionali. C’è chi ha fatto i soldi in borsa grazie a Brian Arthur.

Le Cassandre

A dispetto di Taleb, questa crisi economica era stata prevista con largo anticipo e con notevole precisione da diversi economisti di alto livello, tra cui:

http://en.wikipedia.org/wiki/Paul_Krugman

http://en.wikipedia.org/wiki/Nouriel_Roubini

http://en.wikipedia.org/wiki/Mikhail_Khazin

Potete trovare qualche articolo su di loro grazie a Google:

Paul Krugman a Google

Nouriel_Roubini a Google

Mikhail Khazin a Google

A Krugman hanno dato il Nobel per l’economia nel 2008. Basterà a ripargarlo del torto?

Molti di questi hanno imparato proprio da Brian Arthur. Potete trovare altri articoli ed altri nomi di sfortunate Cassandre che avevano previsto questa crisi grazie al solito Google:

L’economista che aveva previsto la crisi” a Google.

La Geometria Frattale

A margine di tutto questo, forse è il caso di ricordare anche il mitico Professor Mandelbrot:

http://it.wikipedia.org/wiki/Beno%C3%AEt_Mandelbrot

Non sto nemmeno a raccontarvi chi è Mandelbrot e cosa ha fatto. Se non lo sapete, semplicemente non siete degni di usare un computer e di accedere ad Internet.

Zio Carlo

Ora che c’è la crisi, si riscopre lo Stato come ente di regolazione del sistema economico e persino come imprenditore. Gli Stati corrono al capezzale delle banche e delle industrie con vagonate e vagonate di banconote di grosso taglio (mentre si rifiutano categoricamente di dare un sussidio di disoccupazione ai soli che potrebbero davvero rilanciare l’economia mondiale, cioè i cittadini ed i consumatori più esposti alla crisi).

Improvvisamente, ci si rende conto che alcuni beni, come l’acqua potabile, non possono essere affidati al lbero mercato. Anzi: ci si accorge che sono veramente rarissimi i casi in cui il libero mercato fa anche gli interessi dei cittadini e dei consumatori. In genere, infatti, il libero mercato è semplicemente una jungla che fa gli interessi del più forte. Arricchisce i ricchi ed impoverisce i poveri. Porta il sistema al collasso a causa della incapacità dei più poveri di continuare a consumare i beni prodotti (che è ciò che sta appunto succedendo ora).

Eppure, queste cose le aveva spiegate un barbuto signore già 150 anni fa:

http://it.wikipedia.org/wiki/Karl_Marx

Potete rileggere cosa diceva questo “pazzo visionario e sovversivo” nel 1867 presso uno di questi siti:

http://www.filosofico.net/capitale.htm

http://it.wikipedia.org/wiki/Il_Capitale

http://www.rottacomunista.org/classici/marx-engels/capitale/index.htm

Forse non lo sapete, forse eravate troppo impegnati a seguire qualche telefilm sulle TV private, ma questo signore viene tuttora considerato uno dei più grandi economisti della storia umana. E sono gli altri economisti a considerarlo tale, non i sovversivi dai capelli lunghi che trovate nel centro sociale sotto casa. Karl Marx viene tuttora citato come lucido analista della realtà economica attuale da economisti che hanno appena conquistato il Premio Nobel nella loro disciplina.

Conclusioni

È troppo tardi. Queste cose bisognava farle conoscere a livello di massa negli anni ’80, quando sono state scoperte e quando avrebbero potuto essere di aiuto nella prevenzione dei molte “catastrofi”. Per quanto mi riguarda, infatti, ho letto molti di questi libri quando sono usciti, tra la fine degli anni ’80 e la prima metà degli anni ’90.

Adesso la crisi economica è già in atto e si può fare veramente pochissimo per fermarla. Più esattamente, sarebbe necessario bloccare i licenziamenti. Solo un intervento così drastico potrebbe ridare ai lavoratori la fiducia necessaria per ricominciare a spendere e per rilanciare l’economia. Dato che questa decisione dovrebbe essere presa dai nostro governanti, che sono praticamente sempre anche dei “datori di lavoro” (cioè degli industriali come Berlusconi), è impossibile che questo avvenga. Di conseguenza, la crisi non può quindi essere fermata. Non in Italia almeno. Ne pagheremo tutti quanti le conseguenze fino all’ultima goccia.

Ah, nel caso vi foste dimenticati quel poco di storia che avete studiato a scuola, le crisi economiche profonde, come questa, portano praticamente sempre ad una guerra (vista come “valvola di sfogo”) e/o ad una dittatura (quasi sempre di destra, dopo un breve periodo di sanguinaria rivoluzione di sinistra). Le stragi, la violenza ed il sangue sono una costante di questi scenari.

Questo però è il problema meno preoccupante. Ciò che dovrebbe veramente farci preoccupare è ciò che è successo al clima negli ultimi 30 anni. La matematica (e la fisica) ci hanno avvertito negli anni ’80 di questo pericolo ma, come al solito, nessuno era lì ad ascoltare. Adesso è troppo tardi per invertire il meccanismo. Se non avete ancora imparato a nuotare, è tempo di cominciare.

Per quanto mi riguarda, mi rallegro con la seguente riflessione.

Le statistiche ci dicono che per i maschi nati nel mio anno (il 1961), l’aspettativa di vita è di circa 77 anni. In altri termini, dovrei lasciare questa valle di lacrime tra circa 30 anni, nel 2038. Se sono fortunato, vedrò l’uomo tornare sulla Luna e forse arrivare anche su Marte. Mi farebbe molto piacere.

Dopo quel momento, però, sarò ben felice di andarmene, non importa quanto sarà avanzata la tecnologia medica a quel momento. Non voglio trovarmi qui quando sarà il momento di ripulire il merdaio che ci stiamo lasciando alle spalle.

Per quanto poteva farlo, la mia generazione ha cercato di avvertirvi. Ha lottato duramente per evitare queste catastrofi (tutt’altro che imprevedibili). Per quanto mi riguarda, ho già avuto modo di vedere quanto ve ne è fregato di questi avvertimenti. Di conseguenza, quando sarà il momento di pagare il conto, saranno tutti cazzi vostri. Non venite a piangere sulla mia spalla.

Alessandro Bottoni

alessandro.bottoni@infinito.it

www.alessandrobottoni.it

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