Gabriella Carlucci: i pirati spendono di più

Avete mai letto il blog dell’Onorevole Gabriella Carlucci? Lo trovate qui:

http://www.gabriellacarlucci.it/

Provate a leggere questo suo post:

http://www.gabriellacarlucci.it/2008/12/19/i-pirati-informatici-spendono-di-piu/

L’Onorevole Carlucci parte a muso duro con questa frase:

“In estrema sintesi ho intenzione di dimostrare, a tutti coloro che credono di risparmiare scaricando illegalmente materiale multimedia da Internet, che si sbagliano e di grosso.”

Vediamo quali sono le sue tesi.

Numeri

Secondo l’Onorevole Carlucci:

“il PC dell’esempio, tenuto acceso per 10 ore al giorno ci costa 60 eurocent al giorno; cifra che sembra ridicola, ma che moltiplicata per 365 porta a circa 200 euro.”

“la durata media di un computer usato per scaricare filmati e musica è all’incirca di 2 anni; un personal computer che ci permetta di scaricare velocemente materiale multimediale molto voluminoso non costa meno di 1000 €. A questi vanno aggiunti il costo dei supporti informatici, sui quali copiare film e musica scaricata illegalmente, che potremmo quantificare in 100 euro annui. Aggiungiamo ora il costo della bolletta telefonica: le tariffe flat, ovvero tutto incluso, costano mediamente tra i 20 e i 30 euro mensili, vale a dire circa 300 euro annui. Sommando le cifre calcolate finora arriviamo ad un totale che oscilla all’incirca tra i 1600 euro e i 2000 euro. Sapete cosa avrebbe speso un utente medio se avesse noleggiato, tutte le uscite disponibili, in un comune videonoleggio? Tra i 1100 ed i 1300 euro, sempre calcolati su base annua, con un risparmio netto calcolabile tra i 500 ed i 700 euro.”

Francamente, questi numeri lasciano perplessi. Anzi: lasciano stupefatti.

Tom’s Hardware, una nota rivista online che tratta di questi argomenti, ha pubblicato un interessante studio su questo tema nel 2007:

http://www.tomshardware.com/reviews/truth-pc-power-consumption,1707-7.html

Da questo studio (come da molti altri studi analoghi) risulta chiaramente come i consumi di un computer da tavolo di prestazioni elevate (destinato ai videogame) si piazzavano nel 2007 (come avviene ancora oggi) tra i 100 ed i 200 Watt. I consumi tipici di un notebook sono sensibilmente inferiori (soprattutto grazie al display LCD TFT). Il mio HP, ad esempio, assorbe tra i 50 ed i 90 Watt mentre lavoro.

I circa 300 Watt citati dall’Onorevole Carlucci sono la potenza nominale dichiarata ai fini tecnici, di un tipico PD Desktop, cioè la potenza che può erogare il suo trasformatore. Questo assorbimento non si verifica praticamente mai durante il funzionamento. Nemmeno le applicazioni più pesanti, come i videogame le applicazioni per i calcolo distribuito (BOINC), riescono a spremere in questo modo un PC.

Un normale PC da tavolo costa tra i 400 ed i 600 € sugli scaffali di quasi tutti i supermercati, cifra a cui si deve aggiungere un display nei rari casi in cui non se ne possieda già uno. Con 600 od 800 € si porta a casa un sistema entry-level completo e di tutto rispetto. I noteboook vanno da 600 a 900 €. Ormai nessuno cambia più PC ogni due anni. Questa era una realtà negli anni ’80 e ’90, a causa della rapidissima corsa del mercato verso il plafond di potenza minima accettabile per le applicazioni più tipiche. Quel plafond tecnologico e commerciale è stato raggiunto dieci anni fa. Ora la vita media tipica di un PC da tavolo è tra i 4 ed i 6 anni e quella di un notebook tra i 3 ed i 4.

Nessuna persona sana di mente noleggia una linea ADSL solo per scaricare musica e film. L’accesso ad Internet è un’esigenza primaria ed irrinunciabile al giorno d’oggi. Il conto dell’ADSL è quindi indipendente dall’uso che se ne fa per il download o per il file sharing.

Infine, credo che ormai nessuno metta più la sua musica ed i suoi film su CD o DVD, proprio a causa dei costi. Ormai quasi tutti i “pirati” usano un lettore portatile (iPod e simili) e/o un hard disk removibile per questo scopo.

In altri termini, l’utente medio può mettere in conto al massimo tra gli 800 ed i 1200 € l’anno in tecnologie digitali. Anche seguendo l’Onorevole Carlucci nei suoi folli ragionamenti, finiamo comunque per concludere che si spende sensibilmente MENO con il download ed il file sharing che con il noleggio.

Ovviamente, verrebbe da dire.

Se così non fosse, la gente noleggerebbe i CD ed i DVD, non vi pare?

Qualità

L’Onorevole Carlucci sostiene:

“Senza calcolare, fatto di importanza non secondaria, la pessima qualità di filmati scaricati dalla rete rispetto a prodotti ufficiali messi in commercio dalle case cinematografiche.”

Che dire? Dottoressa Carlucci, mi creda, sono i suoi film ed i suoi brani musicali a fare schifo. I nostri sono ottimi. Se non è soddisfatta della qualità dei film e dei brani musicali che lei scarica da Internet, posso consigliarle facilmente delle fonti di approvvigionamento altrettanto gratuite (ed illegali) ma decisamente migliori sul piano qualitativo.

Come probabilmente le hanno già spiegato, cara Dottoressa, le tecnologie digitali permettono di riprodure un’opera senza alcune perdita di qualità, infinite volte. La scarsa qualità dei suoi film non quindi è una conseguenza dei limiti di Internet ma piuttosto è una conseguenza della sua scarsa capacità di trovare le fonti di approvvigionamento adatte. I suoi figli, mi creda, non hanno questi stessi suoi problemi.

Motivazioni

Ma, soprattutto, quello che è davvero incredibile è l’evidente e totale incapacità dell’Onorevole Carlucci di capire quali sono le reali motivazioni dei cosiddetti pirati.

Secondo le solite statistiche, risulta (prevedibilmente) che le reali motivazioni che spingono i ragazzini a scaricare musica e film da Internet sono le seguenti (più o meno nell’ordine indicato):

  1. La comodità… Internet è lì, già pagata. La musica è lì, a portata di click… Perchè andare in negozio? Devo spendere dei soldi di benzina, trovare da parcheggiare (altri soldi), non so se trovo quello che mi interessa, poi devo fare la fila alla cassa… Uffa!

  2. La comodità… Niente CD e DVD. Sbatto tutto sull’iPod e e me lo ascolto/guardo in palestra. Questo NON si può fare con un CD od un DVD originale perchè spesso è protetto da copia e non lo posso “mettere” dentro l’iPod.

  3. La comodità… Posso dare una copia della mia musica e dei miei film agli amici senza poi essere costretto ad aspettare che me li restituiscano prima di poterli fruire di nuovo.

  4. La sicurezza… Non devo tirare fuori la carta di credito per comprare il brano od il film sullo store online o nel negozio. Meno esposizioni, meno rischi.

  5. Il servizio… Grazie ai lettori che esistono al giorno d’oggi, posso vedere i testi delle canzoni (scaricati in tempo reale da Internet) mentre ascolto il brano. Ottimo per imparare l’inglese. Posso anche vedere le foto della copertina e via dicendo.

  6. La comodità… Mi faccio le compilation che mi pare.

Insomma, il supporto “legale”, vecchio di oltre 25 anni (il CD risale al 1980), viene sconfitto su tutti i fronti ed a mani basse da qualunque sistema Internet-based, anche rozzo. È ovvio che in queste condizioni la normale competizione sul mercato finisca per premiare il file sharing. Devono quindi essere le case editrici ad aggiornare i propri canali di commercializzazione, non certo gli utenti ad auto-limitarsi nella loro scelta.

Forse, l’Onorevole Carlucci avrebbe dovuto consultare almeno i suoi figli prima di scrivere questo articolo. Non si può pretendere che si lasci consigliare da un esperto di questi temi, come potrebbe essere Luca Neri o Alessandro Longo, ma certamente poteva almeno interpellare i suoi figli. Le avrebbero spiegato queste cose per tempo e le avrebbero facilmente evitato questa mezza figura.

Esilarante ma….

Certo, il post dell’Onorevole Carlucci è esilarante ma… questa Signora è un parlamentare della Repubblica e, proprio in questi giorni, sta presentando dei progetti di legge che riguardano l’uso dell’anonimato su Internet. Si tratta, come potete capire di un tema estremamente delicato e legato al tema della libertà di espressione.

L’evidente ignoranza, l’evidente stupidità e l’evidente faziosità di questo suo articolo sono inquietanti perchè provengono da una persona che ha delle pesanti responsabilità decisionali nel nostro paese. Il solo fatto che una persona del genere abbia diritto di voto in parlamento dovrebbe far venire un brivido gelido lungo la schiena alle persone più mature.

Alessandro Bottoni

alessandro.bottoni@infinito.it

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Comments
2 Responses to “Gabriella Carlucci: i pirati spendono di più”
  1. Gizer ha detto:

    Ottimo post, ti faccio i miei complimenti, veramente esilarante!

    Che aggiungere? be intanto se si può dire: la carlucci mi sta veramente sulle palle… fatto veramente curioso di poco tempo fa (se non sbaglio c’era ancora il governo prodi, ma non ricordo bene di preciso la data) la carlucci nel suo blog (e altrove) se ne esce con un altra delle suo critiche fatte con i piedi invece che con il cervello.

    Se mi è concesso brevemente vi racconto: Era periodo di candidatura per il CNR (centro nazionale di ricerca) e come direttore era stato proposto Maiani (grandissimo fisico), stessa persona che qualche mese prima aveva sollevato un piccolo (e a mio parere legittimo) scandalo, la questione riguardava un papa ed un università italiana… si la sapienza!

    sapete tutti come è andata a finire ma quello che forse non saprete è questo strano risvolto della vicenda.

    l’onorevole carlucci infatti, che aveva trovato insopportabile la vicenda si oppose con tutta la sua forza alla nomina di Maiani, insultandolo pubblicamente.

    L’insulto citava più o meno così: “Maiani non capisce nulla di fisica, i suoi lavori sulle particelle J/psi sono sbagliati!”

    Non c’è che dire la carlucci sicuramente plurilaureata in fisica sapeva di cosa stava parlando.

    ma la polemica non si ferma, mentre maiani la ignora, l’onorevole riceve una lettera da Glashow (premio nobel per la fisica che anni prima aveva collaborato proprio con Maiani) nella quale scrive che Maiani è un ottimo fisico di grande competenza, e che forse la stessa carlucci dovrebbe portargli più rispetto, ma la risposta della stessa ha fatto allibire tutto il mondo penso..

    scrivendo a glashow dice: “se Maiani è così bravo perchè non ha mai vinto un Nobel?” (la lettera è in verità più lunga e piena di banalità ma quella frase è l’apoteosi), la risposta di glashow a quel punto è semplice, e cerca di spiegarlo con parole facili perchè dopo tali domande/affermazioni gli sarà sembrato di parlare con una bimba della seconda elementare… “gli scienziati sono tanti, i campi di ricerca molteplici, i premi nobel pochi, non è possibile premiare tutti..”

    Concludendo, continuiamo ad essere in cattive mani, come si fa a votare gente del genere? -.-

    saluti Gizer!

  2. Psykopear ha detto:

    Io non ho più parole, siamo completamente allo sbaraglio. E non continuo a scrivere solo per non abbassarmi ai livelli di certe persone.

    Comunque, ti rinnovo i miei complimenti Alessandro.

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