WIRED

Per chiunque abbia frequentato Internet prima dell’arrivo della massa, non occorre dire altro che il nome: WIRED.

La versione ITALIANA di Wired è in edicola da oggi (19 Marzo 2009):

http://canali.kataweb.it/kataweb-itech/2009/02/18/arriva-wired-italia/

La versione ITALIANA online di Wired è disponibile da oggi qui:

http://www.wired.it/

Un aggregatore in italiano che ne parla e che raccoglie informazioni dalla rete è qui:

http://www.wewired.it/index_go.cfm

Per quelli che sono arrivati dopo:

Wired è la più antica, la più autorevole e la più diffusa rivista (su carta e online) in lingua inglese dedicata esplicitamente ed esclusivamente al mondo di Internet e dell’informatica.

Vedi: http://en.wikipedia.org/wiki/Wired_(magazine)

È in edicola dal 1993, cioè da prima che Internet diventasse un fenomeno di massa. Sulle sue pagine hanno scritto e scrivono tuttora le più grandi firme del settore. Sulle sue pagine sono stati intervistati tutti i guru, da Tim Berners-Lee (CERN, inventore del World Wide Web) a Marc Andressen (Netscape, poi Ning) a Linus Torvalds a Steve Jobs a Lawrence Lessig a… Dio solo si ricorda tutti i nomi.

Se Wired si degna di pubblicare la sua rivista (su carta e su web) in italiano, vuol dire che c’è ancora speranza. La nostra lingua la nostra cultura ed il nostro mercato contano ancora qualcosa (forse più dell’1% che ci spetta di diritto come quota della popolazione mondiale).

Allora? Cosa state aspettando? Correte in edicola e compratene una copia!

Alessandro Bottoni

alessandro.bottoni@infinito.it

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Comments
2 Responses to “WIRED”
  1. lusque ha detto:

    ciao, seguo il tuo blog da qualche settimana ormai e devo dire che apprezzo veramenute l’alta qualità dei tuoi articoli. Tanto è vero che questo è il primo commento che abbia mai inserito in un blog :).
    Detto questo, ero un lettore di Wired edizione americana (anni 2000-2002), giornale che scoprii insieme ai miei primi approcci alla rete e che seguivo anche on-line.
    Scoprire Wired è stato come lo scoppio di una bomba: articoli interessanti, approfonditi e visionari (un pò come le conferenze TED). Positivamente shoccato comperavo Wired tutti i mesi, e seguivo le news sul sito tutti i giorni.
    Poi venne il dot-com-boom e lo scoppio della bolla uccise Wired. Alcuni se ne erano già accorti, e le loro proteste arrivavano alle lettere alla redazione: da quando era stato acquistato dalla Conde-Nast, Wired era cambiato, piano piano sempre un pò di più. Gli “articoli sponsorizzati” aumentavano di uscita in uscita, sia in numero che in ampiezza. Quando scoppiò il boom erano gli unici articoli rimasti (insieme alla pubblicità, il che è tutto dire).
    Me ne andai da Wired.
    Deluso.
    Spero vivamente che Wired si sia risollevato dai quei tempi bui. Io non lo posso sapere, non lo seguii più…
    Il fatto che approdino ora in Italia scatena però in me la malizia tutta italica di pensare che, al pari di cantanti e attori, siano semplicemente venuti a morire sulle nostre spiagge.

    PS: nello stesso periodo in cui scoprii wired, incappai anche in slashdot. E pur con tutti i suoi difetti non l’homai mollato…

  2. Fabio ha detto:

    Comprato ;) L’Editoriale è bellissimo :)

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