Not speaking in my name

A meno che non siate rimasti in fondo ad una grotta negli ultimi giorni, saprete senz’altro di cosa sto parlando: Silvio Berlusconi ha fatto l’ennesima gaffe e quel 33% di popolazione italiana che ancora ha una colonna vertebrale ed un cervello è insorta per l’ennesima volta sul web.

Questa volta l’inziativa si chiama “not speaking in my name” (“non parla per me”). La trovate qui:

http://www.notspeakinginmyname.com/

Non ho a portata di mano una macchina fotografica, per cui devo arrangiarmi come posso per partecipare.

Alessandro Bottoni 2007

Alessandro Bottoni 2007

Questa è la mia (brutta) faccia e questa è la mia dichiarazione:

Silvio Berlusconi and his governement do not speak in my name. They NEVER did. I NEVER endorsed them. I ALWAYS fought them and I will EVER do.

Chiariamo alcuni punti:

  1. Questo presidente del consiglio e questo governo non hanno MAI parlato in mio nome. Da quando Berlusconi è entrato in politica (1994) faccio tutto quanto è in mio potere per tenere lui ed i suoi colleghi lontano dalle leve del potere ed impedire loro di fare dei danni. Prima del 1994 facevo già tutto quello che era in mio potere per ostacolare i “padri spirituali” di Berlusconi (Bettino Craxi, certe cricche democristiane, la destra neofascista, etc.). Mi si può accusare di molte cose ma certo NON di aver mai avvallato questi…”politici” ed il loro operato.

  2. Personalmente, non me ne frega niente di quello che Barak Obama può pensare di Silvio Berlusconi o delle sue battute di spirito. Le gaffe di Berlusconi sono solo l’ULTIMO dei problemi che questo governo ci costringe ad affrontare. Sono molto più preoccupato dell’effetto di Berlusconi e di questi governo sull’economia e sulla democrazia di questo già sfortunatissimo paese.

  3. Il fatto che 23 milioni di italiani, cioè circa il 52% degli elettori, abbia votato per questo governo (e che circa 40 milioni di abitanti di questo paese su circa 58 milioni complessivi lo sostenga in modo entusiastico) mi è del tutto indifferente. Un ampio consenso non rende né più vera né più giusta una qualunque asserzione od una qualunque iniziativa. Sia Mussolini che Hitler sono stati portati al potere da un’ondata di consenso plebiscitario e viscerale che ha attraversato le popolazioni delle loro rispettive nazioni. Non per questo Mussolini ed Hitler vengono ora ricordati come giusti o come detentori della verità.

Se la pensate allo stesso modo, fate la stessa cosa.

Alessandro Bottoni

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Comments
2 Responses to “Not speaking in my name”
  1. Alessandro ha detto:

    Mi permetto di “accodare” un link, a mio parere interessante, sulla situazione italiana

    http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/politica/paese-sbloccare/tempo-lungo/tempo-lungo.html

  2. MG ha detto:

    Mi chiedo chi della “ex” sinistra italiana ha contribuito al 9% della Lega.
    E scusami la critica, mi è venuta leggendo tanti tuoi articoli fino a questo, peraltro condiviso da me.
    Ma come molti si sono tappati il naso votando PD, quanti hanno potuto votare Lega Nord?

    M.

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