Il raggio della morte

Uno dei miei precedenti articoli su Nikola Tesla sembra aver smosso un certo interesse nel pubblico. Nei giorni scorsi mi sono arrivate varie domande sul cosiddetto “raggio della morte” di cui Tesla fu un promotore. Qui di seguito cerco di spiegare di cosa si tratta e descrivo le varie tecnologie che sono state utilizzate in questo settore nel corso dell’ultimo secolo.

Harry Grindell-Matthews e l’origine della leggenda

A quanto pare, il primo a proporre un “raggio della morte” ai militari è stato un inventore inglese vissuto nella prima metà del novecento, Harry Grindell-Matthews. La sua proposta risale al 1923 e si riferiva ad un sistema che, secondo l’inventore, avrebbe dovuto avere le seguenti capacità.

  1. Fermare il motore di una moto da una certa distanza

  2. Fermare il motore di un aeroplano e provocarne la caduta

  3. Fermare il motore di una nave

  4. Far esplodere polvere da sparo a distanza

  5. Rendere inoffensive le truppe a distanza di quattro miglia

  6. Accendere una lampada ad incandescenza a distanza

Di tutte queste straordinarie capacità, Grindell-Matthews fu in grado di dimostrare solo quelle relative ad accendere una lampada a distanza, ad incendiare della polvere da sparo ed a bloccare il motore di una motocicletta. Le altre rimasero sempre e soltanto a livello di affermazione verbale.

Nonostante il mistero che Grindell-Matthews decise di mantenere attorno alle sue invenzioni, è piuttosto semplice capire come fosse stato in grado di ottenere i suoi risultati.

Accendere le lampade a distanza è possibile grazie ad una bobina di Tesla. Nikola Tesla stesso, più o meno nello stesso periodo, tenne diverse dimostrazioni di questa tecnica.

Fermare il motore di una motocicletta è possibile sia usando una bobina di Tesla per sovraccaricare i suoi circuiti elettrici sia usando un sistema EMP (Electro Magnetic Pulse). Vedi anche EMP a Wikipedia USA.

Incendiare della polvere da sparo è semplice, a patto di avere l’accortezza di inserire un oggetto metallico che agisca da “antenna” e raccolga l’energia emessa da una bobina di Tesla o da un sistema EMP. Il surriscaldamento di questo oggetto incendia la polvere. Per inciso, questa tecnica è stata effettivamente usata su alcuni prototipi di cannoni degli anni ’50 – ’70.

Grindell-Matthews si è sempre rifiutato di fornire dimostrazioni controllate dei suoi esperimenti, con il risultato di perdere ogni credibilità.

Nikola Tesla ed i fasci di particelle

Nel 1930, Nikola Tesla avanzò la sua personale proposta di raggio della morte, questa volta basato sulla emissione di fasci di ioni. Il progetto di Tesla è noto sotto il nome di Teleforce ed è stato effettivamente oggetto di alcuni brevetti e di alcuni studi, sia da parte di Tesla che dei suoi successori. Questa categoria di armi è nota come “armi a fascio di particelle” ed è stata oggetto di una vastissima iconologia nella letteratura e nella cinematografia di fantascienza.

Questo tipo di tecnologia è afflitta da due gravissime limitazioni. La prima è rappresentata dalla limitatissima portata, dell’ordine dei centimetri. Il fascio di particelle, infatti, entra in collisione con gli atomi dell’aria atmosferica e si annulla praticamente subito.

La seconda è dovuta al fatto che per poter accelerare queste particelle è necessario ionizzarle. Ioni che hanno la stessa carica si respingono e, di conseguenza, il fascio si disperde quasi subito.

Questi due effetti sono assenti nello spazio vuoto e questo ha fatto sperare in un possibile utilizzo di questo tipo di armi nelle cosidette “Guerre Stellari” di Ronald Reagan. Sfortunatamente per Reagan, non è possibile mettere in orbita il motore necessario ad alimentare un aggeggio del genere, per ragioni di peso e di ingombro.

Nonostante 50 anni di studi e di prototipi, nessuna arma a fasci di particelle è mai arrivata a dimostrare una qualunque capacità offensiva, nè in atmosfera nè nello spazio.

Marconi e gli Impulsi Elettromagnetici

Guglielmo Marconi è stato accreditato da Rachele Mussolini della invenzione e della sperimentazione di un ipotetico raggio della morte:

“Secondo Rachele Mussolini, nel giugno 1936 il marito le consigliò di andare sulla Roma-Ostia. Aggiungendo: “Tra le tre e le tre e mezza vedrai qualcosa che ti sorprenderà…”. Donna Rachele seguì il consiglio e poco dopo le 15 di quel giorno il motore della sua auto si bloccò di colpo. La stessa cosa accadde ad altre auto e motociclette, in entrambi i sensi di marcia. In breve una trentina di veicoli si trovò bloccata. Ma dopo 20 minuti i motori ripresero a funzionare. Come per miracolo…

Ma non si era trattato di un miracolo ma un esperimento di Marconi: l’inventore della radio stava lavorando alla possibilità di interrompere, a distanza, i circuiti elettrici dei motori.

Un’invenzione rivoluzionaria non solo per l’epoca ma anche per tempi a noi molto più vicini”

[Da “Il raggio della morte” Voyager – RAI2]

Da questa descrizione è evidente che si trattava di una delle varie applicazioni della già citata tecnologia EMP, probabilmente qualcosa di simile ad un EPFCG o ad una vera e propria EMP-Bomb.

Altre informazioni, attribuite sempre a Rachele Mussolini, sono palesemente prive di ogni fondamento:

“Nel 1936 Marconi fece anche altri esperimenti: bloccò degli aerei in volo e, a Pisa, venne incenerito un gregge di pecore.

Poi però si fermò: il Papa, Pio XI, gli aveva chiesto di non sviluppare un’invenzione terribile.”

In realtà, nessuno è mai riuscito, ancora oggi, ad ottenere risultati di questo genere.

A questo proposito, va sottolineato come la Regia Marina Italiana, contattata più o meno nello stesso periodo da Marconi, non seppe capire l’importanza di un’altra invenzione dello stesso inventore: il radar. Evidentemente, la ricerca di un magico “raggio della morte” aveva accecato i nostri alti ufficiali, rendendoli incapaci di capire l’importanza di invenzioni meno eclatanti ma più realistiche.

Star Wars ed i laser

Le Guerre Stellari di Reagan hanno portato allo sviluppo di alcuni sistemi, sia basati a terra che basati su navi e su aerei, in grado di intercettare e distruggere un proiettile di artiglieria con un fascio laser alla distanza di alcuni chilometri. La luce laser, infatti, non è afflitta dagli stessi problemi di un fascio di particelle ionizzate e può quindi trasportare energia in modo ragionevolmente efficiente anche su lunghe distanze, sia in atmosfera che nello spazio vuoto.

Non è però mai stato possibile porre in orbita un aggeggio del genere, sempre a causa del peso e dell’ingombro eccessivi.

Non è nemmeno mai stato possibile usare un fascio laser per distruggere un veicolo di rientro nucleare (MIRV) durante la fase finale della sua traiettoria. Questo a causa delle enormi quantità di energia che sono necessarie per questo compito.

Laser come cannoni e mitragliatrici

Naturalmente, qualunque laser di potenza adeguata può essere facilmente usato come cannone, contro i veicoli, o come mitragliatrice, contro le persone. Sono già stati realizzati, negli anni ’80 e ’90, dei prototipi funzionanti di laser ad alta potenza installati su veicoli da combattimento.

Questo tipo di armi è forse ciò che più si avvicina all’idea originaria di raggio della morte. Tuttavia, non sembra che questo tipo di armi offra reali e significativi vantaggi rispetto alle più convenzionali armi da fuoco.

Raggi non letali (microonde)

Recentemente, il raggio della morte ha trovato nuova vita sotto forma di arma non letale. Un apposito sistema, installato su un veicolo, è stato usato per dimostrare che è possibile irradiare con microonde un gruppo di persone provocando in loro un intenso dolore a cui non sembra corrispondere nessun reale danno fisico. Quest’arma potrebbe essere usata per disperdere le folle di manifestanti. Vedi Microwave gun a Wikipedia USA.

Alessandro Bottoni

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