Arbitro Venduto

Credo che ogni italiano sia al corrente della situazione:

Scuola, offensiva delle questure – denunce per cortei e occupanti

Governo: Scontri, sinistra colpevole -L’opposizione ribatte: “Solo bugie”

A questo punto, è doverosa qualche riflessione.

L’arbitro sta con l’altra squadra

Quello che sta succedendo è sotto gli occhi di tutti: una parte delle forze dell’ordine e della magistratura ha apertamente sposato la causa del governo di destra che si trova attualmente al potere ed ha deciso di mettere sul piatto della bilancia tutto il peso delle sue armi (nel senso di “armi da fuoco”) e dei suoi atti legali (denunce, relazioni e via dicendo). Diversamente, non si riuscirebbero a spiegare certe prese di posizione, insolitamente dure e tempestive, a danno degli studenti che hanno partecipato nei giorni scorsi ad una delle più imponenti manifestazioni dell’era repubblicana.

Se “linea dura” doveva essere, allora, prima di tutto, avrebbe dovuto essere impedito a quel camion carico di squadristi fascisti e di bastoni tricolori di arrivare a Piazza Navona. Se a quegli squadristi è stato permesso di arrivare armati a distanza tale dai manifestanti da poterli provocare, non ha più nessuna legittimazione la pretesa di condannare i manifestanti per aver reagito. La linea dura non può avere due pesi e due misure, una per la destra ed una per la Sinistra.

A questo punto, francamente, quali che siano le reali motivazioni di questi dirigenti delle forze dell’ordine e di questi magistrati, la”controparte” può trarre una sola conclusione logica: che l’arbitro stia con l’altra squadra.

Purtroppo, i precedenti a sostegno di questa tesi non mancano. La storia d’Italia è disseminata di eventi in cui le forze dell’ordine hanno agito in evidente collusione con la destra neofascista o ne ha coperto i crimini. Basterà ricordare cosa è successo a Genova in occasione del G8 del 2001 (“Fatti del G8 di Genova”). Oppure, basterà ricordare l’assassinio di Pier Paolo Pasolini (ad opera di quattro fascisti o quattro poliziotti dal pesante accento siciliano) o lo stupro di Franca Rame (ad opera di altri quattro cinque personaggi di questo tipo).

Quello che sorprende è che né la destra che governa questo sfortunato paese né i suoi scagnozzi si rendano conto di cosa stanno realmente provocando.

Il caso Pinelli e l’origine delle BR

Per capire la reale portata di questi episodi, bisogna riportare alla memoria qualcosa che è successo circa 40 anni fa.

Alle 16:37 del 12 Dicembre del 1969, una bomba esplose nella sede di Piazza Fontana (Milano) della Banca Nazionale dell’Agricoltura provocando la morte di 17 persone ed il ferimento di altre 88. Sin dal primo istante fu evidente a tutti gli osservatori (giornalisti, investigatori, etc.) che si era trattato di un attentato fascista.

L’abitudine di “sparare nel mucchio”, contro la odiatissima “massa” è tipicamente fascista. Anarchici e comunisti hanno sempre preso di mira singole persone, in quanto personalità di spicco dell’establishement.

In disprezzo di ogni logica e di ogni evidenza, la Questura di Milano diede origine ad una vera e propria caccia all’uomo negli ambienti anarchici della lombardia. Durante questa caccia all’uomo, un giovane anarchico di nome Giuseppe Pinelli venne interrogato in malo modo (c’è chi parla apertamente di tortura) e morì in circostanze poco chiare. Com’era prevedibile, la Questura di Milano negò ogni responsabilità e la Magistratura avvallò le deliranti tesi autodifensive della polizia. Questa vicenda fu talmente assurda da dare origine persino al notissimo lavoro teatrale di Dario FoMorte accidentale di un anarchico” (lavoro citato anche nella motivazione di assegnazione del Premio Nobel).

In una intervista di qualche anno fa, Mario Moretti, l’assassino di Aldo Moro ed uno dei più noti esponenti delle Brigate Rosse, dichiarò che la morte di Giuseppe Pinelli aveva rappresentato per lui e per gran parte della Sinistra italiana un punto di svolta di importanza epocale. Moretti disse, più o meno:

“A quel punto ci rendemmo conto che non c’era nessuna speranza. La legge non ci proteggeva. Le istituzioni si limitavano a difendere gli interessi della nostra controparte. Capimmo che avremmo dovuto imporre il rispetto dei nostri diritti da soli, con la forza delle armi. Non aveva più nessun senso farsi degli scrupoli di tipo legale perchè la legge non era super partes. La legge era a senso unico ed agiva solo contro di noi.”

L’anno dopo, nel 1970, alcuni ex-studenti dell’Università di Trento diedero vita alle Brigate Rosse. Il resto è storia ben nota.

Il rischio: BR modello al qaida + dittatura

Quando una parte della società non si sente rappresentata e difesa, il rischio è che decida di “fare da sè”. Lo ha fatto la Sinistra più estrema negli anni ’70 e potrebbe rifarlo ora.

Ovviamente, questo governo di destra ed i suoi tirapiedi non aspettano altro. Sperano ardentemente di avere un qualunque pretesto che permetta loro di scatenare i loro mastini contro chiunque rifiuti di sottomettersi. Come abbiamo già visto, “ci sono già camionate di bastoni avvolti nel tricolore in attesa di essere bagnati nel sangue dei comunisti” (questo, più o meno, è il fraseggio tipico di questa gente).

Quello in cui questa destra spera è di avere un pretesto per imporre una nuova dittatura, di stampo apertamente fascista. Questi “conservatori”, infatti non si mascherano più da tempo dietro la bandiera di una destra moderata. Basta vedere cosa sta succedendo con Licio Gelli ad Odeon.

Purtroppo, la reazione più ovvia a questo tipo di oppressione sarebbe una rinascita del terrorismo di Sinistra. Potrebbe sembrare un problema da poco ai nostri miopi governanti (“abbiamo schiacciato la testa una volta a questi comunisti e possiamo farlo ancora”) ma non è così.

Siamo nel 2008. Nel 2001 il terrorismo islamico ha dimostrato di cosa può essere capace. La forza di Al Qaida, come noto, risiede nel suo modello “decentrato”: niente capi da raggiungere e sorvegliare, niente comunicazioni da intercettare.

Una eventuale formazione paramilitare “Brigate Rosse 2.0” avrebbe sicuramente le stesse caratteristiche e sarebbe sostanzialmente inarrestabile.

“Intercettare” un kamikaze arabo è abbastanza facile, sia in EU che in USA. Più o meno, è facile come intercettare un uomo bianco a Djambala od un uomo nero a Mosca. Intercettare un terrorista (di destra o di Sinistra) di origini italiane a Milano od a Roma è ben altra cosa.

Noi povera gente, purtroppo, ci verremmo a trovare tra incudine e martello.

Attenzione: non c’è il contesto (per nessuna delle parti)

L’aspetto più grave e più inquietante della situazione corrente è che la destra non sembra rendersi conto che non esistono i presupposti per iniziative para-golpistiche di questo genere. Non esiste il necessario “contesto storico/sociale”, nè per l’una né per l’altra parte.

Ovviamente, non esiste il contesto sociale necessario alla Sinistra più estrema per rilanciare certe avventure terroristiche. Se esistesse, sarebbero già rinate da un pezzo le BR (non nella forma patetica che conosciamo).

Ma non esiste nemmeno il contesto ( cioè il consenso) necessario a questi neofascisti per tentare la loro nuova avventura golpista e dittatoriale.

Ad essere molto generosi, la destra attualmente può contare sul 60% dei consensi. Gran parte di questa gente non è “intrinsecamente di destra”. Ha votato a destra a causa della assoluta insipienza di questa Sinistra. In altri termini, si tratta di gente che non esiterebbe un solo istante a far venire meno il suo consenso ad un governo che mostrasse tendenze golpiste (lo ha già fatto almeno due volte in meno di 15 anni).

Dall’altra parte non c’è una esigua minoranza di ribelli. La Sinistra conta ancora su oltre il 30% dei consensi.

Se si dovesse arrivare ad un confronto aperto tra queste due fazioni, ci troveremmo davanti ad una guerra civile in piena regola (la stessa guerra civile che non siamo stati capaci di concludere negli anni ’40). Si tratterebbe di uno scontro sanguinoso tra due fazioni entrambe molto forti. Il risultato finale non sarebbe scontato e, comunque, le ostilità potrebbero solo durare per anni o per decenni. Insomma: sarebbe una castastrofe.

Lo ripeto per chiarezza: la destra non può illudersi di avere il consenso necessario per impadronirsi definitivamente del potere. Avere il 60 od il 70% del consenso in una democrazia è profondamente diverso da avere la forza paramilitare necessaria per imporre una dittatura (come avvenne per Benito Mussolini nel 1924).

Questo 60 o 70% di consenso non è sufficiente nemmeno per instaurare una dittatura strisciante (nonostante i continui tentativi di questa destra).

Il ruolo della Comunità Europea

A complicare le cose si aggiunge il diverso contesto internazionale. Mussolini ha agito in un contesto in cui l’Italia era sostanzialmente indipendente dal resto del mondo (o “isolata”). Al giorno d’oggi nessun paese dell’Occidente può permettersi avventure golpiste e dittatoriali di questo tipo. Non se l’è potuto permettere nemmeno George W. Bush.

Non è più tempo di giocare

Insomma: è tempo che la destra italiana smetta di giocare al golpe, strisciante o esplicito che sia. È tempo che impari a rispettare le regole e, soprattutto, è tempo che impari a rispettare gli avversari.

È tempo che i rappresentanti delle istituzioni tornino a fare il loro mestiere con la dovuta imparzialità, soprattutto quando rivestono ruoli di responsabilità all’interno delle Forze dell’Ordine e del Governo.

Un lavoro di Intelligence

A questo punto, è necessario che “chi ha la testa l’adoperi”.

Si tratta proprio di adoperare la testa, non i manganelli e non le armi. E questo riguarda soprattutto la Sinistra.

Nel corso degli ultimi 50 anni, abbiamo conquistato una serie di garanzie che non possono essere sospese od eliminate senza pagare uno scotto politico letale. Si tratta di sfruttare adeguatamente queste garanzie e resistere alle provocazioni.

Il lavoro di documentazione e denuncia condotto dagli studenti a Piazza Navona và nella direzione giusta. Bisogna insistere su questo punto: documentare e denunciare pubblicamente (su mezzi internazionali, come YouTube) le malefatte di questa destra e dei suoi scagnozzi.

Alessandro Bottoni

alessandro.bottoni@infinito.it

Advertisements
Comments
One Response to “Arbitro Venduto”
  1. vincenzo ha detto:

    sono daccordo su tutto 0 quasi.Dico(la mia impressione!)che e oramai troppo tardi,per fotografare ,raccogliere immagini,documenti contro qesta gentaglia,e stato gia fatto G8 IMMONDIZIA A NAPOLI e con quali risultati?VITTORA alla destra razzista xenofoba e ultra fascista(vedi arbitro)Un GOVERNO che ha svuotato il parlamento di tutte le sue funzioni,dici speranza nell europa ,lo speravamo un po tutti,ma quest EUROPA E CIECA,SORDA E MUTA,pensa a salvare le banche.Qesto GOVERNO di cani che abbaiano a comando non ha mantenuto nessuna delle promesse fattte in C.ELETTORALE(pensioni,sanita,salari,l orrore della scuola,trasporti ecc..)L Inizio della fine della EMOCRAZIA…1 fase conquista del POTERE …2 fase restaurazione del regime…3 fafe(ci siamo) REPRESSIONE intutte le sue forme TV GIORNALI e giornalisti(FARINA compreso falsario di documenti)PERTANDO CONCLUDO CON W LA RIVOLUZIONE!!!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: