Gnome 3, GTK 3.0 e Clutter

Come probabilmente sapete, non sono un utente di Gnome e non amo questo Desktop Environment. Questo però non vuol dire che non tenga d’occhio Gnome e GTK+ nella speranza di vedere, in un prossimo futuro, qualcosa che sia in grado di competere con KDE (3.X e 4.X). Forse, ma proprio forse, qualcosa comincia a muoversi all’orizzonte. Vediamo di cosa si tratta.

Grandezza e Limiti di GTK+ 2.X e Gnome 2.X

Le GTK+ hanno una caratteristica fondamentale per un ambiente libero come quello di cui mi occupo: sono completamente svincolate da qualunque azienda e da qualunque interesse commerciale. Intendiamoci: anche le Qt sono open source – lo sono da anni e lo sono su tutte le principali piattaforme (Windows Linux e Mac) – ma le Qt sono open source solo se usate su progetti open source. Per sviluppare progetti closed source con le Qt bisogna acquistare una apposita licenza (non proprio economica…). Le GTK+ sono coperte da una licenza GPL2 e quindi non possono essere usate per creare prodotti commerciali completamente chiusi (ci vorrebbe una licenza MIT od una BSD per questo) ma possono essere ugualmente usate in modo piuttosto libero come base per progetti commerciali anche abbastanza complessi. Non è una differenza di poco conto.

Tuttavia, sia le GTK+ che l’ambiente Gnome (basato su di esse) sono rimaste palesemente indietro rispetto alla coppia Qt/KDE. Non hanno tutte le finezze grafiche ed ingegneristiche dei loro rivali e, soprattutto, non riescono a trasmettere a l’impressione che ci sia qualcuno, dietro di essi, in grado di dirigerne lo sviluppo e di gestirlo con la dovuta competenza e determinazione.

La situazione è abbastanza grave da aver convinto molti utenti e molti sviluppatori a rivolgere la loro attenzione altrove. Non è un mistero, ad esempio, che Linus Torvalds in persona ritenga Gnome un ambiente da cerebrolesi. Nel mio piccolo, anch’io mi tengo alla larga dalle GTK+ e da Gnome, sia come utente che come programmatore.

Il trend verso Mac OS X

Addirittura, si è arrivati al punto che alcuni sviluppatori del “core” di GTK+ e di Gnome, pur scrivendo codice per GTK+ e Gnome, usano Mac OS X come ambiente di lavoro quotidiano. Insomma, nemmeno loro sono disposti a sottostare alle “stranezze” ed alle “instabilità” del loro stesso prodotto! Non credo che occorra dire altro.

L’innamoramento di molti programmatori nei confronti di Mac OS X ha anche l’effetto di rendere Gnome sempre più simile a Mac OS X. Questo non sarebbe un problema se Mac OS X piacesse a tutti e se fosse emulato nella pienezza del suo splendore. Purtroppo, Mac OS X non piace assolutamente agli ex-utenti Windows (93% del “mercato”) e comunque viene emulato solo in parte (qualcuno ha detto “solo nei difetti”?).

Questi due fenomeni stanno facendo allontanare sempre di più Gnome e KDE uno dall’altro, alla faccia della interoperabilità tra questi due ambienti (vedi freedesktop.org).

Gnome 3

Come molti altri utenti, anch’io sto osservando con grande interesse ciò che sta succedendo nel mondo Gnome/GTK+. In particolare, speravo di vedere le seguenti novità.

  1. Una impostazione del Desktop più razionale, più adatta a degli utenti “esperti” e meno legata al mondo Apple. In particolare, speravo di vedere qualcosa di simile a KDE 3.X o FluxBox/BlackBox.

  2. Una serie di linee guida che fosse in grado di portare anche le applicazioni (Gnome, AbiWord, Evolution) verso una maggiore professionalità. Soprattutto, continuo a sperare che qualcuno metta (di nuovo!) le mani alla allucinante UI di The Gimp.

Personalmente, non me ne frega assolutamente nulla degli “eye-candies” ispirati a Mac OS X, a Vista ed a KDE 4.X. Non uso le trasparenze sul desktop di KDE esattamente come non scrivo i miei appunti su carta da lucidi semitrasparente.

Purtroppo, però, sembra che Gnome 3.0 andrà esattamente nell’altra direzione: più effetti speciali e meno attenzione alla HCI (Human-Computer Interface).

Gtk+ 3.0

Le principali preoccupazioni del team di sviluppo di GTK+ e Gnome, infatti, sembrano essere legate alla mancanza di supporto per la grafica 3D e per gli effetti speciali (trasparenze e via dicendo). Il desiderio di queste funzionalità è tale che buona parte del team di sviluppo è disposto a buttare a mare la retro-compatibilità delle librerie pur di ottenerle. Inutile dire che questo vuol dire che tutti coloro che hanno applicazioni basate su GTK+ 2.X da mantenere dovranno eseguire un lungo e faticoso porting del codice per mantenerle in vita.

Mai come ora sono lieto di aver abbandonato le GTK+ anni fa (per passare a wxWidgets e Qt).

Va però detto che le GTK hanno veramente bisogno di una seria azione di pulizia. Ci sono librerie deprecate da anni che vanno rimosse e ci sono aggiornamenti al codice che vanno fatti. Il team di sviluppo di GTK, ad esempio, si sta concentrando sulla sostituzione dei metodi pubblici con apposite coppie getter/setter.

Francamente, vista la inevitabile perdita di compatibilità, a questo punto io introdurrei delle novità anche più radicali nel codice.

Clutter

Per fortuna, qualcun altro negli anni scorsi ha pensato a rinnovare l’ambiente desktop del mondo Open Source. Il gruppetto di sviluppatori di Clutter, in particolare, ha creato una libreria basata su OpenGL che può essere usata per fornire a GTK+ ed a Gnome gli effetti che mancano. Sia Havoc Pennington che Miguel de Icaza hanno fatto notare come sia più semplice integrare Clutter in GTK+ che reimplementare queste funzionalità all’interno di GTK+.

Speriamo che queste due voci nel deserto vengano ascoltate.

Va però detto che Clutter è solo una GUI-building library, non è un Desktop Environment come Gnome o KDE e non è nemmeno una libreria di supporto completa e potente come GTK+ o, ancora meglio, Qt. C’è quindi un grosso lavoro da fare per trasformare questa libreria in un prodotto equivalente a GTK+ o d a Gnome. Qualcosa si sta muovendo, ad esempio, grazie al progetto Candies.

Una luce in fondo al tunnel?

Personalmente, credo che sarebbe tempo di affiancare a GTK+ e Gnome un progetto completamente nuovo, basato su Clutter e Candies, e teso a fornire tutte le funzionalità necessarie in modo indipendente da GTK+ e Gnome.

In ogni caso, se verranno accettate le proposte di Pennington e di De Icaza, GTK+ Gnome potrebbero comunque fare un enorme salto in avanti, forse anche in tempi brevi.

Teniamo le dita incrociate…

Alessandro Bottoni

alessandro.bottoni@infinito.it

Annunci
Comments
15 Responses to “Gnome 3, GTK 3.0 e Clutter”
  1. Marco ha detto:

    Le Gtk+ sono Lgpl non Gpl.

    Non ho capito se un programma che utilizza Clutter poi funziona su un computer che non ha una scheda video 3d.

    Intanto ho trovato questo piccolo programma che utilizza librsvg e clutter:
    http://osku.de/simsui/

    Come si vede nel video (http://osku.de/simsui/simsui-PROTOTYPE1_video_tutorial.ogg) con inkscape riesce a creare delle interfacce in svg da utilizzare nel programma. Come dice uno nei commenti Inkscape diventa il Glade di Clutter.

  2. musashiII ha detto:

    hmm. non mi sono mai trovato con GNOME, ma non penso che sia così -accio, e non penso che sia “negativo” per via delle GTK. Quando devo creare GUI, uso sempre le GTK (non i binding per C++, …) e le ho sempre trovate “razionali” e “funzionali”. certo, purtroppo la direzione è quella che è, … ma non è che le Qt vanno in senso opposto al fiume.
    per quanto riguarda le convergenze, penso che freedesktop lavori su convergenze che “stanno sotto” e dunque l’aspetto grafico e altri dettagli non sono di interesse; piuttosto, c’è l’interesse invece a gestire in modo unificato per esempio il cestino di un ambiente desktop, oppure i programmi che si mettono nella traybar o come si chiama, oppure la gestione della clipboard… tutte cose che l’utente si deve ritrovare funzionanti “ugualmente” a prescindere dal suo uso di GNOME o KDE.
    … se l’interfaccia di GIMP è “tosta”, che dire dell’interfaccia di Blender?! non dipende comunque dalle GTK …

  3. MG ha detto:

    Uso The GIMP dalla versione 1.25 e prima usavo Photoshop, francamente mi sono sempre trovato bene con l’interfaccia di The GIMP, magari nell’ultima versione non ho ben compreso il senso di aver spostato tutti i menù nella finestra di disegno attiva, ma insomma a parte questo non vedo grandi difficoltà di utilizzo.
    Gnome lo preferisco proprio perché assomiglia al buon vecchio Apple di system 7, KDE non mi è mai piaciuto proprio perché windowscentrico nell’impostazione generale di interfaccia.
    Che sotto sia differente non c’è dubbio, ma è l’interfaccia ciò di cui abbiamo bisogno per muoverci sul desktop, e mi pare che alla fine tutti, nessuno escluso, abbia ancora inventato qualcosa di nuovo sotto il sole. Io continuo a vedere sempre icone e barre e sottigliezze grafiche a parte mi pare che solo i progetti come fluxbox facciano vedere qualcosa di diverso.
    Non nuovo sia chiaro, solo diverso, Nexttstep è nato ben prima di KDE o Gnome ;-)

    M.

  4. Simone ha detto:

    Come no, ci sono le ELF che spaccano solo che nessuno le usa all’infuori di Enlightenment che non è ancora stabilissimo, ma è figo.

    La GUI delle gtk la ritengo migliore graficamente rispetto a quella delle QT…non sò dove lo vedi…anche se, se lavorate bene, vedi skype, sembrano anch’esse definite…però graficamente mi piacciono di più le GTK.

    Mi auguro che le 3.0 siano rivoluzionarie ed arrivino presto.

    Cmq troppi progetti separati…non va bene, dovrebbero unirsi. Kde potrebbe concentrarsi sulle qt però pensa a troppi tipi di software e spreca tempo, secondo me.

  5. Barra ha detto:

    Capito solo ora qui ma devi ammettere che l’articolo è decisamente impreciso e incompleto.

    Parli di gnome come di un progetto allo sbando, di un sistema che deve reinventarsi perchè è senza futuro. Però TUTTE le distro enterprise (SUSE, RHEL, Ubuntu) hanno Gnome come DE predefinito. Metti gimp nella mucchia di applicazioni limitate di Gnome ma gimp non fa parte di gnome.

    Inoltre sei stato smentito sul futuro delle GTK, è stato pianificato un progetto serio per garantire un passaggio completamente indolore a GTK3 e l’integrazione di Clutter in GTK sarà realtà (anche se forse non nelle 3.0) e già ora è alla base dei testo sul nuovo gnome. Test che dimostrano come i tuoi pensieri fossero completamente sbagliati anche su trasparenze ed effettini vari, ci saranno ma a differenza di quanto avviene in KDE4 serviranno per migliorare l’usabilità, non per mettere trasperenze sotto i testi (per renderli illeggibili). Gnome-shell è un perfetto esempio di come si devono usare trasperenze e 3d.

    Per finire sarebbe intelligente riportarli bene i concetti: Torvards ritiene la ridigità dell’interfaccia utente di Gnome un grosso limite, preferisce KDE3 (che usa acnora visto che gli fa abbastanza schido KDE4) proprio per questo motivo. E dice che gnome sembra un sistema per celebrolesi proprio per questo motivo (ma è anceh quello che usa fedora al posto di debian perchè è più semplice da installare LOL). Linus è un genio nello sviluppo di progetti complessi come un kernel ma su usabilità e interfacce grafiche è meglio non interpellarlo.

    • alessandrobottoni ha detto:

      Barra dice:

      “Capito solo ora qui ma devi ammettere che l’articolo è decisamente impreciso e incompleto.”

      Spero che qualcuno prima o poi si accorga del fatto che nella testata di questo blog c’è scritto solo “Alessandro Bottoni”. Non “La Repubblica online” o “Il Corriere della Sera”. Tantomeno “KDE Journal” o “Linux Journal”. Questo NON è un giornale e NON fa informazione. Questo è un BLOG ed espone le idee personali e le impressioni di una singola persona. Personalissime e discutibilissime.

      “Parli di gnome come di un progetto allo sbando, di un sistema che deve reinventarsi perchè è senza futuro. Però TUTTE le distro enterprise (SUSE, RHEL, Ubuntu) hanno Gnome come DE predefinito. Metti gimp nella mucchia di applicazioni limitate di Gnome ma gimp non fa parte di gnome.”

      Se è per questo, il 97% delle macchine esistenti monta Windows come sistema operativo. Non mi sembra che questo renda Windows degno di particolare rispetto dal punto di vista tecnico. GIMP è l’applicazione da cui sono state “estratte” le GTK (“GIMP ToolKit”), cioè il progetto che si trova alla base delle fondamenta di Gnome. Molte delle sfighe di Gnome dipendono proprio da questa antica eredità.

      “Inoltre sei stato smentito sul futuro delle GTK, è stato pianificato un progetto serio per garantire un passaggio completamente indolore a GTK3 e l’integrazione di Clutter in GTK sarà realtà (anche se forse non nelle 3.0) e già ora è alla base dei testo sul nuovo gnome. Test che dimostrano come i tuoi pensieri fossero completamente sbagliati anche su trasparenze ed effettini vari, ci saranno ma a differenza di quanto avviene in KDE4 serviranno per migliorare l’usabilità, non per mettere trasperenze sotto i testi (per renderli illeggibili). Gnome-shell è un perfetto esempio di come si devono usare trasperenze e 3d.”

      KDE4 è un vero cesso, molto peggio di Gnome. Su questo hai assolutamente ragione. Francamente, non riesco a capire come siano riusciti a costruire un simile cesso partendo dalle QT4.X. Ci dev’essere voluto un ex UI designer di Microsoft…

      Si, è vero che si sono finalmente decisi ad ammodernare GTK ma c’hanno messo anni. Anni durante i quali per lavorare con queste librerie ci è voluta veramente la pazienza di un santo.

      “Per finire sarebbe intelligente riportarli bene i concetti: Torvards ritiene la ridigità dell’interfaccia utente di Gnome un grosso limite, preferisce KDE3 (che usa acnora visto che gli fa abbastanza schido KDE4) proprio per questo motivo. E dice che gnome sembra un sistema per celebrolesi proprio per questo motivo (ma è anceh quello che usa fedora al posto di debian perchè è più semplice da installare LOL). Linus è un genio nello sviluppo di progetti complessi come un kernel ma su usabilità e interfacce grafiche è meglio non interpellarlo.”

      Riportare in modo corretto le opinioni di Torvalds non è un mio problema. Metto sempre i link ai suoi articoli per questo scopo. Chiunque può andarsi a studiare cosa dice Linus di persona. Anche la sua autorevolezza, più o meno marcata, in tema di UI design mi interessa poco: ho solo colto l’occasione per esprimere quello che pensavo IO di Gnome e delle GTK.

      Per inciso, installo Linux da quando lo si doveva fare a suon di dd e di fdisk dai floppy (1994) ed ho installato, usato ed amministrato veramente di tutto in vita mia (non solo Linux ma anche vari Unix, oltre a MS/DOS, OS/2, Windows e MacOS). Ho usato Debian per un pezzo, insieme a Slackware (che uso dalla 3.0). Nonostante questo, adesso uso prevalentemente Linux Mint (con Gnome, in questo momento) sui desktop e Ubuntu sui server (sempre con Gnome, tanto lo si pilota da SSH e cose simili). La ragione è semplice: i miei clienti non mi pagano per presentare loro uno show in cui dimostro come so affrontare le difficoltà tecniche e come conosco bene Linux. Non siamo al circo. Mi pagano per risolvere in fretta, bene ed al minor costo possibile un problema tecnico. Di conseguenza, se si può installare un sistema adatto allo scopo con tre clik invece di trenta, ben venga. Molte installazioni, in verità, le facciamo per clonazione di un sistema base.

      In ogni caso, non esiste più una reale differenza nella difficoltà di installazione tra Debian e altre distribuzioni già da diverso tempo. Solo Gentoo continua a rompere i coglioni appena un po’ più della media, e nemmeno tanto.

      Quello che penso ORA dei vari DE di Linux è quanto segue:
      – KDE4 è riuscito a portare KDE nello stesso abisso funzionale ed estetico di Windows Vista. Personalmente, lo disinstallo appena lo vedo.
      – Gnome è decisamente migliorato e migliorerà ancora. Lo sto già usando su alcune macchine e lo adotterò su scala sempre più ampia (salvo sorprese).
      – Chi veramente ha fatto passi da gigante sono stati gli ambienti “alternativi”, in particolare Enlightenment e, in misura minore XFCE. Uso Enlightenment su alcune macchine e mi piace moltissimo. XFCE l’ho solo guardato per curiosità.
      – Molto belli anche alcuni ambienti destinati ai Netbook, come il Netbook Remix di eeeUbuntu

  6. mjordan ha detto:

    Personalmente trovo l’articolo estremamente disinformante, a partire dalle inesattezze citate sul licensing di GTK+. No, GTK+ non è un prodotto GPL 2.0 ma LGPL 2.1. Sta scritto a caratteri cubitali pure in home page e può essere utilizzata per creare codice chiuso e commerciale.
    Generalmente diffido da articoli di blog dove si afferma di tenersi lontano da qualcosa a scatola chiusa e senza motivazioni tecniche che vadano oltre i banali pretesti “estetici”), ma qui mi sento in vena di lasciare una nota. Per quanto molti utenti (che spesso si definiscono “programmatori”) considerino Gnome e KDE due desktop environments in competizione fra loro, le realtà sono ben altre. Sebbene il loro scopo sia appunto quello di essere dei desktop environments, la loro differenza BASILARE è il loro target di utenza. Il loro target influisce pesantemente sui modelli di sviluppo che i due ambienti adottano. KDE è un desktop environments pensato e creato per l’utente finale, il cosiddetto desktop user. Il progetto GNOME, invece, ha come target di utenza l’utente enterprise. Questo porta inequivocabilmente a due modelli di sviluppo distinti: in KDE non ci si preoccupa troppo delle incoerenze che si possono verificare fra una versione e l’altra. Lo sviluppo è molto meno incrementale e i cambiamenti fra una release e l’altra sono molto piu’ sostanziosi. Non c’è il problema di integrare nuove tecnologie, anche in via sperimentale. Non c’è il problema di rompere la compatibilità con dei tool di terze parti che si appoggiano sui servizi del DE. GNOME, d’altro canto, deve rispettare ad ogni release dei severi standard qualitativi, sia per quanto riguarda la backward compatibility, sia per quanto riguarda i servizi forniti. GNOME non gira solo su Linux ma dev’essere compatibile anche con (per esempio) i classici BSD e Solaris. Portabilità che allo stato attuale è poco piu’ di un’appannaggio se parliamo di KDE. KDE su OpenSolaris sta subendo un pesante porting cosi come lo subisce per altri sistemi. Non ha uno sviluppo che preveda “all’origine” il supporto di tali sistemi ma viene portato in periodi “post release”, con tutte le ovvie conseguenze del caso. Nel caso di GNOME, la portabilità richiesta e il target di utenza si riflette, prima del desktop environement, nella libreria GUI utilizzata: GTK+.
    Codice scritto per GTK+ 2.0.0 compilerà e funzionerà anche con l’ultima release stabile 2.18.0 perchè l’API si prefigge di essere source e binary compatible con le versioni precedenti del branch 2.x
    Grossi cambiamenti avverranno nel branch 3.x, le API deprecate verranno rimosse e verranno progettati e implementati nuovi paradigmi, rompendo finalmente la compatibilità con il passato. In quest’ottica, si capisce come le critiche mosse in questo “articolo” siano dettate piu’ dalla disinformazione che non dai dati di fatto (voglio escludere l’ipotesi di faziosità, visto che parliamo comunque di qualcuno che non ha azzeccato nemmeno la licenza dell’oggetto di cui parla).
    Nel “prodotto” finale, notiamo, da utenti, grosse differenze: GNOME è un DE, da molti definito “obsoleto” ma comunque dalla codebase stabile e pienamente funzionale. Per il target che si prefigge è un’ottimo DE in tutto e per tutto e raggiunge pianamente i suoi scopi. Non a caso in tutte le distribuzioni enterprise e non è considerato come il first class citizen. KDE, ora giunto alla versione 4.3, è molto piu’ “moderno” nei paradigmi e nell’implementazione, ma come stabilità attualmente sfiora il ridicolo. Nessuno mai allo stato attuale penserà di basare servizi di classe enterprise sulla codebase di KDE. Certo, è migliorato parecchio dalle prime release del branch 4.x, ma siamo ancora lontani anni luce dal considerarlo un’ambiente “problem free”. Come se non bastasse, troviamo distribuzioni completamente NON IN GRADO di implementarlo a dovere e in modo consono, differentemente da GNOME, dove la fa da padrone anche su sistemi non Linux in generale.
    L’autore si lamenta poi del fatto che con GTK+ 3.0 si rompa la compatibilità con il passato e questo lo rende felice di essere passato a WXWidgets e QT. Mi domando cosa tu mantenga, a livello applicativo, visto che rompere la backward compatibility con una major version, nel mondo del software non è solo cosa normale ma auspicabile: si chiama evoluzione. Non si può evolvere senza rompere la compatibilità con i vecchi design. Mi domando cosa stai usando tu adesso, perchè con WXWidgets e QT, ad ogni major version, il lavoro di porting del vecchio codice al nuovo non ce lo si scampa: è proprio uno dei lavori normali di chi scrive codice, quindi magari la prossima volta se devi trovare qualcosa di cui lamentarti assicurati che sia almeno una motivazione valida. Qui non stiamo parlando di applicativi Java e codice scritto per il JDK 1.0 che deve girare sulla prossima release di JDK 7.
    Ultima analisi sulla “luce in fondo al tunnel”. Lo scopo di un GUI toolkit è quello di creare, appunto, un GUI toolkit, non quello di integrare un supporto per ogni libreria esterna “carina” che viene in mente. Un buon GUI toolkit centralizza le API in un unico SDK, adotta un namespacing coerente e evita appunto la pesante condizione di utilizzare 100 librerie per risolvere 100 problemi. Questo non significa che non si debba integrare nel toolkit codice valido di altre librerie, ma non significa nemmeno che per ogni servizio “utile” si possa integrare una libreria di terze parti, proprio per questioni di design (coerenza e manutentabilità del codice). Il progetto GTK+ è già costituito da diversi pacchetti separati: Pango, GLib e appunto GTK+. Aumentare la frammentazione del toolkit non aiuta di certo e non è di certo luce di un tunnel: è semplicemente una torcia elettrica che prima o poi finisce le batterie.
    Continuiamo: la scarsa attenzione per le “HCI” che tu definisci “Human-Computer Interface”, termine inventato, perchè intendi HIG (Human Interface Guidelines) sono invece curate da un progetto separato, che si chiama appunto Gnome HIG. Parlarne adesso è semplicemente stupido. Come puoi definire delle interface guidelines per GNOME quando l’intero GTK+ è ancora in fase di definizione? Nessuno ha mai detto che si preferiranno gli effetti alle HIG, semplicemente gli effetti sono discutibili ADESSO che si parla di definizione del toolkit mentre le HIG no. E poi finiamola di considerare “gli effetti” come un inutile orpello: molti di essi migliorano sostanziosamente l’esperienza quotidiana di utilizzo. Il riposizionamento delle finestre mediante gesture è un’esempio classico di effetto applicato all’usabilità.

    Insomma, un concentrato di disinfomazione. Quando penso alla Cina penso alla censura della rete. Ma almeno fra i lati positivi è che i cinesi non si devono sorbire simili articoli che poi i motori di ricerca indicizzano addirittura fra le prime pagine.

    • alessandrobottoni ha detto:

      Quando penso all’Italia, penso a Berlusconi ed alla sua censura ma, tra i lati più profondamente negativi, c’è il fatto che la gente si sente in obbligo di scrivere alcune migliaia di parole per criticare aspramente gli altri ma NON si sente in obbligo di pubblicare un articolo per diffondere ciò che sa in forma organica e compiuta.

      Se vuoi ti metto in contatto con alcune delle riviste con cui collaboro, così puoi porre rimedio alle mie carenze e dare il tuo contributo alla conoscenza di questi argomenti.

  7. Shiba ha detto:

    Magari Gnome assomigliasse un po’ più a OSX :(

  8. lordgiotto ha detto:

    Ciao :)
    Bell’articolo, anche se non condivido la tua visione ipercritica su gnome, ritenendolo il DE più “ergonomico” presente oggi nel panorama informatico; per quanto riguarda le gtk, da programmatore in erba, posso solo che concordare sulla speranza di un rinnovamento, anche se conosco troppo poco le qt per fare un paragone…

    Volevo solo farti una precisazione: HCI non è human-computer-interface ma Human-Computer-Interaction :)

  9. mjordan ha detto:

    Alessandro, io non sono un giornalista e sebbene mi interesso di determinate cose per passione e lavoro, non ho la pretesa di essere un divulgatore. Molti siti di informazione, tra l’altro, si fanno scrivere articoli pure gratis in cambio di “gloria”. A mio avviso e modesto modo di vedere, il miglior giornalista del mondo è quello che tace.

  10. Barra ha detto:

    Mi reintroduco nella discussione per un appunto ad Alessandro:

    Da come ripondi al commento di mjordan è evidente che sei infastidito dalle ‘critiche’. Mi spiace ma non sei stato offeso e nessuno ti ha messo alla gogna. Una critica come (penso) la mia e quella di mjordan dovrebbe essere un’occasione di crescita per tutti.

    Dici che mjordan poteva aprirsi il suo blog e scrivere li un pò di informazioni su gnome3 e gtk. Però perchè negargli la possibilità di ‘renderti partecipe’ dei suoi pensieri e di metterti a conoscenza di informazioni che (evidemtemente) non conoscevi?

    Tornando su questioni tecniche è evidente che la strada intrapresa da GTK3 è molto diversa da quella da tè descritta. Tra 1 anno parleremo di GTK3 come delle più evolute, potenti e flessibili librerie in circolazione (questa segnatela). Magari non x GTK3.0 ma entro poco tempo sarà così.
    http://www.gnome.org/~fpeters/299.html dimostra come il lavoro per ‘deprecare’ vecchie librerie sia a buon punto,

    Seguo da vicino (nel mio piccolo blog) il futuro di gnome3, aggiorno tutti i giorni gnome-shell, zeitgeist, gnome-activity-journal, docky e altri progetti gnome (oltre ai planet gnome e kde). Leggere non solo le evoluzioni del software ma LE RAGIONI che hanno portato a fare certe scelte è davvero affascinante.
    Purtroppo non ho la tua capacità di scrittura, tanto meno il tempo per scrivere ‘seriamente’, mi limito a buttare giu 4 righe ogni tanto (e negli ultimi 10gg infatti non ho scritto nulla).

    Il consiglio per il futuro è quello di documentarsi meglio.

    • alessandrobottoni ha detto:

      Ciao Barra,
      tu dici:

      “Da come ripondi al commento di mjordan è evidente che sei infastidito dalle ‘critiche’. Mi spiace ma non sei stato offeso e nessuno ti ha messo alla gogna. Una critica come (penso) la mia e quella di mjordan dovrebbe essere un’occasione di crescita per tutti.”

      Verissimo. Chiedo scusa. Ho replicato mentre scorrevo i commenti “sedimentati” qui nel corso degli ultimi tre mesi (tra cui alcuni decisamente offensivi) ed avevo le scatole per traverso.

      Riguardo a GTK: altrettanto vero. Da diversi mesi sto usando LinuxMint con Gnome e quindi mi sono decisamente ricreduto riguardo a questo ambiente operativo (che odiavo dal profondo del cuore, come noto). Per un certo periodo, KDE è stato secoli avanti rispetto a Gnome (e lo stesso dicasi delle sottostanti librerie) ma ora non è più così. Da un lato KDE4 ha creato non pochi problemi all’inizio e dall’altro GTK e Gnome sono cresciuti parecchio (anche grazie ad alcuni “packager” come Mint), per cui la differenza ora è veramente solo questione di gusti. Ormai sono entrambi ottimi ambienti, sia dal punto di vista utente (KDE e Gnome) che da quello programmatore (Qt e GTK).

      Per il futuro, credo anch’io che presto vedremo una coppia GTK/Gnome veramente da urlo. Non sto seguendo da vicino lo sviluppo ma quello che si sente in giro fa sperare bene.

  11. Barra ha detto:

    + che Mint penso che il merito vada ad aziende come Intel che ha finanziato moblin, Collabora che (anche grazie ai soldi di intel) ha dato nuova vita all’accoppiata empathy/telepathy (progetto nato in casa RH ma destinato a morire per ‘poco interesse di RH), pitivi (dopo anni di instabilità e poche funzioni è stato riscritto da 0, vi lavorano su 4 sviluppatori a tempo pieno tra cui il nostro Alessandro Decina) e DBUS (il cuore della nuova spinta evolutiva di GTK) e altre ancora.

    Quello che è cambiato rispetto a qualche anno fa è che c’è meno dispersione delle risorse e più collaborazione tra i vari progetti. Leggere di cosa si sta sviluppando grazie a telepathy è spettacolare!

  12. maurizio ha detto:

    Ciao Alessandro,

    non capisco cosa non ti vada giù di Gnome. Io e il mio capo in ufficio usiamo rispettivamente Fedora + Gnome (da poco Ubuntu + Gnome), mentre lei KDE + Debian; io preferisco Gnome perchè lo trovo più stabile e più razionale, meno incasinato di KDE, ed esteticamente più gradevole, mentre lei usa KDE perchè le piace di più.

    Ora, a me non piace fare campanilismi, e dubito che Linus Torvalds abbia definito Gnome “un ambiente da cerebrolesi”, per quanto sia risaputo che ami KDE; comunque, al mio capo KDE crasha relativamente spesso (a parte i crashes di X11 che credo sia la vera spina nel fianco di Linux in questo periodo), quindi non riesco a capire le ragioni per cui tu affermi che Gnome non soddisfi i requisiti per essere neanche “in grado di competere con KDE (3.X e 4.X)”, cioè proprio di essere in competizione con esso… mi sembra un’affermazione così parziale che riuscirei ad attribuirla più facilmente ad un ultras di una squadra di calcio, più che ad un utente razionale.

    Tra l’altro, non scendo in merito alla veridicità delle affermazioni che hai fatto perchè non ne sarei in grado, ma non mi sembrano così sensate, come ti hanno fatto notare alcun; nonostante ciò, mi trovo d’accordo con alcune delle tue opinioni, tra le quali:

    – GUI di GIMP allucinogena
    – XFCE leggero, stabile, funzionale, ed esteticamente gradevole
    – “Molto belli anche alcuni ambienti destinati ai Netbook, come il Netbook Remix di eeeUbuntu”

    Insomma, Alessandro, smettila di attaccare Bottoni!!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: