Midori

La notizia è apparsa sui giornali poche ore fa: Microsoft sta sviluppando una versione commerciale del suo sistema operativo sperimentale “Singularity”, di cui abbiamo già parlato in passato su queste pagine. Sembra che il nome di questo oggetto sia Midori. (Vedi Corriere, Repubblica e SD Times). Personalmente, ci speravo e, in fondo, davo per scontato che succedesse. Ormai è tempo di pensare a qualcosa di decisamente diverso da Windows.

Ma cosa potrebbe rappresentare Midori per l’utente, in termini di funzionalità?

Web-Based o Net-Based?

Chiariamo subito che un aggeggio come Singularity o Midori non può essere un sistema basato sul web. Piuttosto si tratterà di un sistema basato su Internet. In altri termini non si tratterà di un sistema come EyeOS, GHOST o altri web-desktop che si vedono in giro.

Si tratterà piuttosto di un sistema operativo distribuito come Amoeba.

Installando un sistema come Midori su un PC staccato dalla rete non si noterebbe nessuna differenza. Sembrerebbe Windows (speriamo meglio…).

Le differenze diventerebbero evidenti solo installando Midori su una rete locale (LAN) e/o su un PC collegato ad Internet via ADSL (o UMTS). In questo caso, licenze e permessi di accesso permettendo, si potrebbe verificare quello che descrivo qui di seguito.

Lo stoccaggio (storing)

I sistemi opertivi distribuiti, come Amoeba, Singularity e Midori, possono memorizzare i documenti su uno qualunque dei dischi (o dei dispositivi di altro tipo) accessibili in rete, siano essi sul PC locale o in un data center all’altro capo del mondo. In questo senso, si comportano più o meno come un normale sistema di file sharing (eMule e roba simile).

Un singolo documento può essere memorizzato sul disco locale oppure su un disco che si trova in California, oppure su entrambi (in “RAID”). Può essere mantenuto tutto intero o spezzettato in varie parti, ognuna memorizzata su un disco diverso.

Ciò che l’utente vede è sempre e soltanto una gerarchia di cartelle come quella a cui siamo tutti abituati. Quante copie di queste cartelle esistano, e dove si trovino fisicamemte, sono questioni che non riguardano più l’utente.

Ovviamente, i backup diventano un ricordo.

Altrettanto ovviamente, i dati vanno sempre cifrati (perché si possono trovare sui dischi di qualcuno che non è affidabile).

Nel momento in cui si carica un documento, il sistema operativo (Midori) provvede a scaricarlo dalla rete ed a aprirlo. Quando lo si salva, è Midori a decidere dove va memorizzato (in base a ciò che gli avete detto in fase di installazione e configurazione).

L’esecuzione (processing)

Ovviamente, come i file di dati (documenti) anche i file eseguibili (programmi) possono risiedere ovunque. Quando lanciate un programma, è Midori a sapere dove si trova fisicamente, a scaricarlo e lanciarlo. Il programma potrebbe essere sul disco locale o su un disco in Germania. Per l’utente è irrilevante (dando per scontato che l’ADSL non faccia le bizze).

Non solo: il programma potrebbe essere eseguito localmente, sul vostro PC, o sul server remoto. In questo secondo caso, voi vedreste solo il desktop, come avviene già adesso con DesktopOnDemand (un sistema Linux CentOS che rende accessibile il suo desktop su internet attraverso il protocollo NX di NoMachine).

La sicurezza

Ovviamente, queste funzionalità portano con sé delle enormi conseguenze per la sicurezza. Dato che il sistema deve poter essere accessibile da qualunque PC collegato ad Internet, è necessario un sistema di autenticazione (log-in o log-on, come vi pare), accessibile da qualunque PC (cioè un sistema centralizzato ed accessibile dalla rete). Se qualcuno vi frega la password, ha quindi accesso a tutto il vostro mondo digitale, non solo al vostro desktop sul web o solo al vostro PC locale. Una password, un mondo. Una intrusione, un mondo intero che viene perso.

Questo vuol dire che si dovranno usare degli e-token o delle smart card per l’autenticazione. Oppure dei sistemi biometrici (impronte digitali).

Il Copyright e le Licenze software

Tutto questo per non parlare dei problemi con le licenze dei programmi e con il copyright delle opere multimediali. Se rendo disponibile ad altri i miei file MP3 che succede? Più o meno quello che succede ora con le reti P2P: rischio una denuncia.

Prima che Midori possa diventare una realtà, probabilmente MS cercherà di diffondere l’uso di tecnologie Trusted Computing per ovviare a questo problema.

Conclusioni

Comunque, ben venga Midori. Windows ha ormai fatto il suo tempo. Siamo nel XXI secolo. C’è Internet e ci sono le ADSL. sarebbe ora di avere un sistema operativo distribuito che non sia un prototipo da ricerca come Amoeba.

Alessandro Bottoni

alessandro.bottoni@infinito.it

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