Futurologia ed Informatica

Vi ricordate Roberto Vacca? L’autore de “Il medioevo prossimo venturo”? Bene, lo potete trovare a pagina 58 del numero 13 di Newton, attualmente in edicola (siamo a Luglio 2008 e questo sarà l’ultimo numero di Newton, che termina le pubblicazioni). Roberto Vacca fornisce le sue opinioni su un tema interessante: 19 cose che ci aspettano nel futuro e 19 cose che perderemo lungo la strada.

Questo giochino me lo propongono continuamente anche sul lavoro. “Quale sarà l’ambiente operativo più diffuso tra dieci anni?”, “Quale sarà la prossima killer-application?”, “Come sarà Internet tra 20 anni?”. Vi riporto qui di seguito alcune delle risposte che sono solito dare.

Potete usare l’area commenti, in calce alla pagine, per dire la vostra.

Dieci cose che perderemo

I Desktop Computer

OK, questa è una previsione facile. I vantaggi che hanno mantenuto in vita i desktop computer per molti anni stanno svanendo sotto i nostri occhi. I costi dei laptop, grazie alla domanda sostenuta, calano sempre più rapidamente. La “aggiornabilità” dell’hardware dei desktop perde sempre più di importanza a causa dello stabilizzarsi delle esigenze del software. Di conseguenza, ha sempre meno senso comprare un desktop. Meglio comprare un meno ingombrante e più versatile laptop e cambiarlo in toto quando è ora.

I Laptop

Questa non ve l’aspettavate, vero? Eppure è così: anche i tanto moderni e tanto amati laptop sono destinati a sparire rapidamente, sostituiti da… tablet PC e lettori di e-book avanzati. Si, perché è questo che succederà: i laptop, come li conosciamo adesso, sono destinati a perdere peso, ad assottigliarsi, ed a diventare sempre più simili ad un tablet PC o ad un lettore di e-book. Si tratta però di una evoluzione stilistica, legata al design ed alla ergonomia. La sostanza resterà quella dei versatili e potenti laptop che conosciamo da tempo.

Gli Hard Disk

Questo lo si è già capito da tempo: gli hard disk sono destinati a lasciare il posto a flash memory e altri dispositivi. Questo avverrà nonostante il minore costo e la maggiore capacità degli hard disk attuali. Il divario di costo e di capienza tra hard disk e flash è destinato a ridursi rapidamente ma, soprattutto, i vantaggi offerti dalle flash in termini di velocità e di robustezza sono tali da oscurare le considerazioni di carattere economico e dimensionale.

Le Memorie Flash

Anche questa non ve l’aspettavate, vero? Il fatto è che anche la tecnologia delle flash memory è già stata superata da qualcosa di meglio: i memristor. Secondo alcuni osservatori, dovrebbe essere possibile produrre su larga scala questi nuovi dispositivi entro pochissimi anni, a costi paragonabili a quelle della RAM. Le caratteristiche dei memristor sono tali da renderne possibile l’utilizzo per sostituire quasi tutto quello che in un computer viene usato a fini di storage, dai dischi rigidi alle flash memory, fino forse alla RAM stessa.

I Display LCD

Eh, si… perché i display LCD sono costosi da produrre, generano moltissimo inquinamento durante la produzione e consumano molto più del necessario (soprattutto a causa della retroilluminazione). Se le promesse del momento verranno mantenute, entro pochi anni si passerà ai display “passivi” basati sulla tecnologia e-ink. Questi dispositivi vantano consumi ridottissimi, persistenza delle immagini a display spento e una produzione sostanzialmente priva di inquinamenti collaterali.

I Mouse

Probabilmente i mouse verranno sostituiti da display sensibili al contatto (touch-screen e multi-touch screen), soprattutto sui portatili.

Le porte USB e RJ45 (Ethernet)

Con ogni probabilità, quasi tutte le connessioni tra computer e periferiche saranno di tipo wireless (Bluetooth invece di USB e Firewire). Nello stesso modo, è difficile che le connessioni Ethernet via cavo sopravvivano al Wi-Fi ed al Wi-MAX.

MS Windows

Sono decenni che si annuncia la fine di Microsoft Windows. Che questa sia la volta buona?

Probabilmente si, visto che è stato Steve Ballmer in persona a sostenere che “il futuro di Microsoft è nella pubblicità” e che “L’azienda intende concentrarsi sul noleggio di servizi su Internet” (Web Desktop e simili).

Indipendentemente da quello che ne pensa Steve Ballmer, nei prossimi anni Windows si troverà a lottare sempre più spesso con Linux, BSD, Mac OS X e Symbian OS, sia sui computer che sui dispositivi mobili. Non siamo più negli anni ’80. Le aziende del settore sono sempre meno disponibili a tollerare la loro dipendenza da Microsoft e gli utenti cominciano a guardarsi attorno. Non sarà facile per MS sopravvivere ai prossimi anni.

MS Office

OpenOffice 2.X e ThinkFree sono già adesso delle alternative molto valide e gratuite alla suite di Microsoft. Si può facilmente immaginare cosa succederà quando queste suite arriveranno alla loro release 3, 4 o 5. Il vantaggio di MS in questo settore è consistente ma non può essere mantenuto in eterno per la semplice ragione che oltre un certo limite ogni funzione in più diventa un inutile orpello.

La Net Neutrality

Eh, si… la lotta per controllare Internet controllando il traffico che scorre su di essa continuerà e troverà l’appoggio dei governi (soprattutto quelli democratici, dove la dipendenza del potere dall’opinione pubblica è massima).

Resistete o rassegnatevi…

Cose che resteranno

La QWERTY

Non ci libereremo mai più della tastiera QWERTY. Il costo che verrebbe imposto da un cambiamento di abitudini così “a basso livello” sarebbe troppo alto. La Dvorak è destinata a restare un giocattolo da specialisti.

Dieci cose che avremo (volenti o nolenti)

I Web Desktop

Acquistare, installare, aggiornare, difendere (dai virus e dagli hacker), mantenere in ordine e funzionante un ambiente operativo complesso, come quello rappresentato da Windows e MS Office o da Linux e OpenOffice sta diventando sempre più una scocciatura. Il risultato è che molti utenti cominciano ad adottare un ambiente operativo web based, come GHOST, Glide, EyeOS o molti altri web desktop. Anche le aziende sono convinte che questo modello sia vincente, se non altro per la facilità con cui si può mantenere aggiornato il sistema. A quanto pare, questa sarà una evoluzione obbligata del software, almeno per una (larga?) parte degli utenti.

MS Singularity

Non c’è ancora nessuna dichiarazione ufficiale di Microsoft ma non ci vuol molto a capire che Singularity risolve troppi vecchi problemi, e li risolve troppo bene, per restare un sistema operativo da ricerca. Personalmente, sono convinto del fatto che vedremo Singularity, od una sua reincarnazione, sui nostri desktop nel giro di qualche anno, forse addirittura tra pochi anni.

Linux.NET (Mono)

Miguel De Icaza ha fatto notare una cosa molto importante di Unix (e quindi di Linux): il modello a programmi modulari, connessi tra loro con delle pipe, è perfetto quando si devono scambiare flussi di dati unidimensionali e privi di struttura, come delle stringhe di testo. Quando si devono passare strutture dati complesse (come una “structure” C od un file XML), il sistema mostra la corda. Il risultato finale è che è difficile creare una architettura software a componenti che esponga agli utenti ed ai programmi dei servizi sofisticati. Questo è un grosso limite in un mondo fatto di interfacce grafiche, servizi di rete e plug-in. Per questo una piattaforma come MS .NET, reimplementata in modo Open Source come Mono, rischia di diventare un elemento fondamentale per salvare Unix dall’obsolescenza tecnica. Paradossalmente, Linux dovrà ringraziare MS per questo.

Synaptic Interface

Sono già sul mercato: dispositivi (come Emotiv) che leggono il pensiero e lo usano per pilotare un cursore o altri elementi della GUI. Per il momento sono poco più di giocattoli ma è facile prevedere che faranno parlare di sé stessi in futuro. La loro adozione può essere cruciale per estendere l’applicabilità dell’informatica (ad esempio al tempo speso in auto, guidando su noiosi rettilinei) e la loro evoluzione sarà prevedibilmente rapida (si tratta soprattutto di imparare a decodificare correttamente il segnale sinaptico).

Biometria a go-go

Impronte digitali, tratti del viso, disegno dell’iride e della retina, disegno delle vene sulle mani. Ogni elemento del nostro corpo può essere usato per identificarci già oggi. Persino le impronte della pianta dei piedi, la sagoma delle mani e l’odore personale. Si può riconoscere una persona persino dall’andatura o dalla sagoma (di una parte) dello scheletro ai raggi X. Anche solo dalla sagoma dalle ossa della mano o dalle otturazioni dei denti. Che ci piaccia o no, sistemi di questo tipo diventeranno di uso comune. Entro pochissimi anni, non ci sarà più modo di mentire sulla nostra identità.

DRM

Che ci piaccia o no, ogni tipo di documento digitale verrà protetto contro la copia e contro la “fruizione” non autorizzata: brani musicali, software, libri in formato digitale, spartiti musicali, fotografie, filmati, animazioni, videogame. Qualunque cosa, anche i documenti aziendali. In altri termini, tutta la nostra conoscenza e gran pate della nostra cultura finirà sotto chiave. Sarà qualcun altro a decidere cosa, come, dove, quando ed a quali condizioni noi potremo “fruire”. Sarà anche possibile dare vita ad una censura su scala individuale: tutto il mondo potrebbe essere autorizzato a vedere “Batman 237: La vendetta della vendetta di Jocker” tranne noi.

Rassegnatevi o resistete. Sta a voi la scelta. Nessuno vi salverà da questo futuro senza la vostra attiva partecipazione.

Trusted Computing

Ma il peggio deve ancora arrivare: grazie a tecnologie come il Trusted Computing, ed i suoi equivalenti non standard di ARM, VIA e altri produttori, anche la nostra libertà di agire, nel mondo digitale, verrà messa sotto chiave. Potremo fare solo ciò che qualcun altro deciderà che possiamo fare, sia esso il nostro datore di lavoro, la Polizia, un nostro fornitore o il Governo del momento. Non esisterà più nessuna libertà di scelta nel momento in cui si utilizza un dispositivo digitale.

Rassegnatevi o resistete…

Intel AMT e gestione remota

Ah, dimenticavo: in compenso i nostri fornitori e coloro che ci controllano potranno fare quello che vogliono sulle nostre macchine. Sistemi come Intel AMT permettono loro, già adesso, di controllare la nostra macchina da remoto, anche quando è spenta (purché sia alimentata e connessa alla Rete). Nessuna via di fuga nel mondo digitale.

Rassegnatevi o resistete…

Computer Quantistici

Per fortuna, avremo anche i computer quantistici. Non dei computer quantistici in grado di sostituire i nostri laptop, non entro qualche anno almeno, ma dei computer quantistici in grado di svolgere qualche lavoro utile in laboratorio e di dimostrare, con la loro stessa esistenza, una cosa inquietante: questo in cui viviamo potrebbe essere solo uno degli infiniti universi paralleli del multiverso. In questo discorso, il termine “dimostrare” fa la differenza.

In altri termini, se questo vi sembra il peggiore dei mondi possibili, ce n’è sicuramente almeno un altro in cui Silvio Berlusconi è il vostro dentista.

Robot

Ed avremo sicuramente i primi robot realmente utilizzabili. In realtà, sono già dietro la porta. L’unico vero limite alla loro diffusione sul mercato è il costo proibitivo. Cosa ce ne faremo?

Non lo so. Io, personalmente, sarei felice di averne una “batteria” al posto dei nostri politici. Anche con una CPU a 8 bit, sarebbe comunque un passo avanti.

Cose che NON avremo

Traduzione automatica

Eh già, perché la traduzione automatica resta (e resterà a lungo) un problema più complesso di quello che si può risolvere con un algoritmo. Occorre un essere vivente, fisicamente, socialmente e intellettualmente ben inserito nel nostro mondo per capire di cosa parliamo e per riuscire a tradurre da una lingua all’altra. Prima di avere la traduzione automatica, quindi, dovremo avere dei robot in grado di apprendere e di vivere insieme a noi.

A quel punto, personalmente, preferirei una bella traduttrice umana (possibilmente giovane, bella, non impegnata sentimentalmente e magari un po’ “porca”. Scusate il francesismo…).

Alessandro Bottoni

alessandro.bottoni@infinito.it

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Comments
One Response to “Futurologia ed Informatica”
  1. cla ha detto:

    Bello. Ben costruito. Un primo tempo quasi “banale” e poi un crescendo di “avvertimenti”.

    Bravo ale.

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