Quanti anni ha il lettore di questa pagina?

Nella nostra specie, il sesso svolge almeno tre diverse funzioni: serve a “produrre” nuovi individui, viene utilizzato come strumento di comunicazione affettivo ed emozionale all’interno della coppia (ed all’esterno di essa…) ed è uno strumento… ludico. Più esattamente, l’Uomo, come qualunque altra specie animale, viene spinto ed orientato nella ricerca delle cose “utili” dal piacere. Il piacere, infatti, è proprio la “carota” che la Natura utilizza per guidare il comportamento degli individui nel difficile gioco della sopravvivenza (la paura è il corrispondente “bastone”). La ricerca del piacere è quindi l’attività fondamentale di qualunque specie animale. Ovviamente, il sesso è una di quelle attività “utili” che viene marcata come “desiderabile” dal piacere. Anzi: è l’attività utile e desiderabile per eccellenza. l’Uomo (e la Donna) passano quindi gran parte del loro tempo alla ricerca di sesso e nel farlo mettono a frutto tutte le abituali caratteristiche di creatività, aggressività, competitività e curiosità tipiche della nostra specie. Per questo motivo, il mondo della riproduzione umana è uno spettacolare caleidoscopio di comportamenti che vanno dal romantico, al bizzarro, al decisamente patologico.

Questa complessa situazione è solitamente ben chiara agli adulti (anche se non a tutti…) ma è assolutamente sconosciuta ed incomprensibile per i bambini. Nessuno di noi si vuole trovare nella situazione di dover spiegare ai propri figli di nove anni cosa intendeva fare il Signor A alla Signora B con l’attrezzo C, per cui una certa attività di censura è inevitabile.

Questo è particolarmente vero per quanto riguarda il World Wide Web. Come è noto, basta cercare “sex” con Google per trovarsi nell’imbarazzo della scelta. Sono letteralmente milioni i siti pornografici che forniscono “assaggi” più o meno espliciti dei loro contenuti. Questi “campioni” sono accessibili a chiunque e rappresentano un serio problema per chi ha dei figli piccoli e li vuole abituare all’uso della Rete.

Ovviamente, esistono e vengono largamente utilizzati degli appositi strumenti di censura “client-side”, come i firewall ed i proxy anti-porno. Resta però difficile lasciare un minore davanti al PC senza la sorveglianza di un adulto perché basta un errore nella configurazione del proxy, l’omissione di una URL nel suo database od un ragazzino troppo sveglio per trovarsi a dover dare le spiegazioni di cui abbiamo già detto.

Quello che manca, è un efficace controllo “server-side”, messo in atto (magari per legge) dai titolari dei siti e dei servizi destinati agli adulti. Un controllo di questo tipo, tuttavia, richiede strumenti adatti che, al momento non sembrano essere disponibili. In buona sostanza, manca un sistema che permetta di rispondere alla domanda “quanti anni ha l’utente di questa pagina?”

Qui di seguito, esamino la situazione esistente ed alcune possibili soluzioni.

Strumenti di identificazione

Per quanto possa sembrare folle, il primo strumento usato per determinare l’età dell’utente, e finora anche l’unico, è stata la… certa di credito. Dato che bisogna essere maggiorenni per poter ottenere una carta di credito, se l’utente è in grado di fornire un numero di carta di credito valido, si può dedurre che sia maggiorenne. Od almeno così potrebbe sembrare.

In realtà, in USA ed in altri paesi, è abbastanza diffusa la pessima abitudine di fornire ai figli una carta di credito per le spese correnti (spesso associata ad un conto corrente di limitate dimensioni). La carta è intestata ai genitori e risulta quindi appartenere ad un maggiorenne. In altri casi, la carta è accessibile ai minori semplicemente perché non viene adeguatamente custodita dal titolare. Di conseguenza, il fatto che l’utente sia in grado di fornire un numero di carta di credito non significa affatto che egli sia maggiorenne.

Inoltre, una volta che il fornitore di servizi sia entrato in possesso del numero della carta di credito lo può utilizzare per effettuare un addebito. In altri termini, l’utente non può essere sicuro che i dati che è costretto a fornire per dimostrare la sua maggiore età non vengano usati per derubarlo.

Questa tecnica è stata usata dai siti a forte contenuto pornografico agli esordi del WWW ma è ormai caduta in disuso a causa delle ovvie implicazioni di sicurezza. Molti di questi siti, infatti, si limitavano ad usare questa tecnica per invogliare i minori a fornire loro i dati della carta di credito dei loro genitori (o di quella di uno stepfather particolarmente sgradito). Una volta ottenuti i dati necessari, si limitavano a svuotare i conti correnti ed a sparire nel nulla.

In linea di principio, sarebbe possibile utilizzare a questo scopo strumenti meno sensibili a problemi di sicurezza, come il Social Security Number americano o il Codice Fiscale italiano. Purtroppo, però, nemmeno in questo caso si può avere una ragionevole certezza che i dati forniti non appartengano ad un adulto inconsapevole. Di fatto, in questo momento non esiste nessuno strumento di larga diffusione che possa essere usato a questo scopo.

La situazione potrebbe cambiare nel prossimo futuro, con l’introduzione di carte d’identità digitali utilizzabili anche online, come la famosa/famigerata “Carta Nazionale dei Servizi” italiana. Finora, però, gli strumenti “statali” di questo tipo, com’è appunto la CNS, sono stati pensati per funzionare solo con Windows. Sia gli utenti Apple che gli utenti Unix (insieme circa l’8% del mercato) sono esclusi dall’uso di questi strumenti.

Al momento, questa follia può essere superata solo usando strumenti “privati” come gli ID Token di Aladdin, che vantano un ottimo supporto multipiattaforma, od altri tipi di Smart Card.

Tecniche biometriche

Una possibile risposta a questo problema potrebbe venire dalla biometria. Il corpo di un bambino è decisamente diverso da quello di un adulto e queste differenze possono essere usate per effettuare un primo screening, anche usando soltanto le periferiche disponibili su un normale PC.

Ad esempio, la tastiera può essere usata per misurare (a grandi linee) le dimensioni della mano dell’utente. Se provate a premere nello stesso momento i tasti ESC, CTRL e F8, vedrete che è necessaria la mano di un adulto per riuscirci. Lo stesso avviene per le combinazioni ALT + ESC + F9, ALT + CANC + F7 e ALT + END + F8. Ovviamente, perché questa tecnica di misurazione possa funzionare è necessario scegliere combinazioni di tasti adeguate (almeno uno dei tasti deve essere un tasto unico, come ESC, END o CANC) e si deve impegnare l’altra mano chiedendo all’utente di compiere qualche operazione con il mouse. All’interno di una pagina web è abbastanza semplice effettuare queste operazioni usando gli eventi onmousedown e onkeydown di JavaScript.

Tuttavia, è abbastanza facile superare questa verifica se si è in due davanti alla tastiera. I ragazzini hanno spesso l’abitudine di giocare a coppie, od a piccoli gruppi, per cui questa tecnica è, di fatto, inutilizzabile.

In linea di principio, si potrebbe anche usare la webcam integrata in molti PC per effettuare una valutazione biometrica del volto dell’utente. Usando qualche banale accorgimento software (leggere anche il movimento dei tratti del viso e/o chiedere all’utente di pronunciare una determinata frase e misurare il movimento delle labbra) sarebbe possibile evitare di farsi ingannare da una foto o da un filmato presentato su un display LCD. Tuttavia, strumenti di questo tipo, inevitabilmente, non si limitano a misurare la probabile età dell’utente ma ne stabiliscono anche l’identità. Questo porta ad una inutile e pericolosa violazione della privacy.

In realtà, tutte le tecniche biometriche che permettono di determinare l’età sulla base dello sviluppo di una parte del corpo possono essere facilmente usate anche per stabilire l’identità dell’individuo. Di conseguenza, sono tutte ugualmente criticabili. Questo vale anche per tecniche biometriche di tipo “comportamentale” come il modo di scrivere alla tastiera. Con lo sviluppo e l’esperienza, l’uso della tastiera si fa più fluido. Grazie a questo si può stabilire, a grandi linee, quale sia l’età dell’utente ma, per nostra sfortuna, si può anche stabilire la sua identità.

Misurare il vuoto, anziché il pieno

Da molti punti di vista, è più facile riconoscere un adulto da un bambino che fare il contrario. Il normale processo di invecchiamento ci priva inesorabilmente di alcune capacità e lo fa in un modo estremamente caratteristico. Ad esempio, con l’invecchiamento si perde la capacità percepire i suoni a frequenza più elevata (intorno ai 20Khz), i riflessi rallentano e la vista peggiora. Queste caratteristiche possono essere misurate usando le normali periferiche del PC (tastiera, mouse, microfono, casse audio, display, etc.) per cui è teoricamente possibile usare delle tecniche biometriche per riconoscere un adulto da un bambino.

Purtroppo, però, è anche abbastanza facile per un bambino (“sveglio” e determinato) imitare le deficienze caratteristiche dovute all’età.

Questa tecnica, quindi, sarebbe forse più utile per impedire l’accesso agli adulti ai quei contesti riservati ai bambini (insomma, una prima linea di difesa anti-pedofili). In queste situazioni, infatti, sarebbe l’adulto a dover imitare il comportamento più performante del bambino e questo sarebbe molto più difficile. Un bambino può far finta di non sentire un suono a 20Khz, imitando una carenza specifica dell’età adulta, ma un adulto non può “far finta” di sentire lo stesso suono a 20Khz, imitando una capacità specifica del bambino (se non usando una apposita strumentazione tecnica).

Tecniche psicometriche

in realtà, il tipo di controllo che risulta più difficile ingannare è quello di tipo psicometrico. Nel corso degli anni, gli psicologi hanno sviluppato vari tipi di test per verificare l’età (mentale) degli individui, come i test Stanford-Binnet. Questi test sono in grado di determinare l’età dell’utente con notevole precisione e resistono molto bene ai tentativi di inganno. Purtroppo però questi test sono anche molto lunghi ed impegnativi (centinaia di domande a risposta multipla e almeno un’ora di tempo), per cui non sono utilizzabili sul web.

Probabilmente, il massimo che si può fare sul web è un semplice “quiz” di meno di dodici domande a carattere strettamente “storico-culturale” (chi era il presentatore del “Musichiere”, etc.). Con un test di questo tipo è ancora possibile determinare in modo molto approssimativo l’età dell’utente. Tuttavia, si deve mettere nel conto la possibilità che i minori si organizzino e comincino a raccogliere in una tabella tutte le domande che il sistema potrebbe fare e le relative risposte (prese da Wikipedia). In un mondo in cui l’informazione è così facile da reperire, non è il caso di usare informazioni che dovrebbero, in teoria, essere note solo agli adulti come strumenti di verifica.

Se non si può fare affidamento su informazioni note solo agli adulti, si deve fare affidamento su test strettamente psicologici e questo è decisamente fuori della portata di un quiz di dodici domande.

Conclusioni

Al momento, l’unico vero modo di verificare l’età dell’utente seduto davanti al PC sarebbe una Smart Card rilasciata da un ente privato (ID Token di Aladin caricata con dei certificati digitali Thawte e cose simili). Questo è anche l’unico vero modo di verificarne l’identità. Tutte le altre tecniche sono discutibili, per vari motivi, o facilissime da ingannare.

Tuttavia, questo non ci esime dall’utilizzare le soluzioni parzialmente funzionanti, come la misurazione biometrica delle dimensioni della mano usando una combinazione di tasti sulla tastiera o come i quiz di carattere storico-culturale. Soprattutto, questa situazione non ci esime dallo studiare il problema e dal cercare di risolverlo.

Personalmente, sarei felice di vedere qualche lavoro di ricerca di tipo biometrico o psicometrico su questo tema.

Alessandro Bottoni

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Comments
2 Responses to “Quanti anni ha il lettore di questa pagina?”
  1. antgri ha detto:

    Davvero così impensabile risalite a monte? Magari i bambini avranno un amadre ed un padre… Se questi facessero un “buon lavoro” non saremmo qui a parlare di tecniche biometriche o altre metoddologie, volte a colmare un vuoto dettato dalla “pigrizia genitoriale”

  2. cla ha detto:

    “Nessuno di noi si vuole trovare nella situazione di dover spiegare ai propri figli di nove anni cosa intendeva fare il Signor A alla Signora B con l’attrezzo C, per cui una certa attività di censura è inevitabile.”

    Perche’? Quale e’ il problema?

    “Questo è particolarmente vero per quanto riguarda il World Wide Web. Come è noto, basta cercare “sex” con Google per trovarsi nell’imbarazzo della scelta. Sono letteralmente milioni i siti pornografici che forniscono “assaggi” più o meno espliciti dei loro contenuti. Questi “campioni” sono accessibili a chiunque e rappresentano un serio problema per chi ha dei figli piccoli e li vuole abituare all’uso della Rete.”

    Perche’? Quale e’ il problema?

    Tu stesso affermi

    “Più esattamente, l’Uomo, come qualunque altra specie animale, viene spinto ed orientato nella ricerca delle cose “utili” dal piacere. Il piacere, infatti, è proprio la “carota” che la Natura utilizza per guidare il comportamento degli individui nel difficile gioco della sopravvivenza (la paura è il corrispondente “bastone”). La ricerca del piacere è quindi l’attività fondamentale di qualunque specie animale. ”

    Quindi per quale motivo impedire la ricerca al piacere? Per salvare i bambini? Da cosa? Dal piacere?

    ti cito ancora:

    “La ricerca del piacere è quindi l’attività fondamentale di qualunque specie animale. Ovviamente, il sesso è una di quelle attività “utili” che viene marcata come “desiderabile” dal piacere. Anzi: è l’attività utile e desiderabile per eccellenza. l’Uomo (e la Donna) passano quindi gran parte del loro tempo alla ricerca di sesso e nel farlo mettono a frutto tutte le abituali caratteristiche di creatività, aggressività, competitività e curiosità tipiche della nostra specie.”

    A me sti sistemi di controllo parentale paiono una stronzata. Educazione sessuale. Vera. Aperta. Senza falsi moralismi. Quella e’ la strada IMHO

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