Arturianesimo

Notizia di oggi: Papa Benedetto XVI ha pubblicato la sua seconda enciclica, tutta dedicata al tempestoso rapporto tra Fede e Ragione. Secondo Benedetto XVI:

 

L’ateismo dell’era moderna ha provocato «le più grandi crudeltà e violazioni della giustizia»; il marxismo, in particolare, ha lasciato dietro di sè «una distruzione desolante»: è il giudizio espresso da Papa Ratzinger nella sua nuova enciclica, ‘Spe Salvi’ (Nella speranza siamo stati salvati), firmata oggi e pubblicata dal Vaticano.

[Da “Il Papa: «Marxismo e illuminismo. Ecco le speranze terrene fallite»” Sul sito del Corriere]

 

Quelli che mi conoscono, sanno che mi autodefinisco “comunista” o, più esattamente, sanno che non mi crea nessun problema essere definito tale. Questi amici sanno anche, però, che a sentirmi parlare non sembro comunista o, quanto meno, non sembro un marxista-leninista. Sono infatti un tipico rappresentante di “post-comunista”, o “comunista 2.0”, una tipologia politica molto più diffusa di quello che si potrebbe credere. In veste di comunista 2.0, credo di essere nella posizione giusta per spiegare alcune cose al Santo Padre. Visto che si aspetta che noi leggiamo le sue 77 pagine in latino, immagino che non troverà eccessivo leggersi le mie 4 pagine in italiano.

 

Che fortuna! Siamo rimasti con il Capitalismo!

Pensate che sfiga sarebbe stata ritrovarsi a vivere in un paese, come l’ex Unione Sovietica, dove, in quanto esseri umani e cittadini, si riceveva comunque una casa, del cibo ed un salario, indipendentemente dal lavoro svolto. Noi che abbiamo il privilegio di vivere in un mondo dove si deve lottare aspramente anche solo per ottenere le cose necessarie per sopravvivere non possiamo certamente concepire una simile bestialità. Sebastiao Salgado non avrebbe mai avuto le sue amate miniere a cielo aperto da fotografare e noi non avremmo mai avuto il privilegio di marcire in un call center per un tozzo di pane. Che sfiga!

 

Per fortuna c’è stato il crollo del muro di Berlino, così anche gli ultimi, sfortunati comunisti hanno potuto vedere la Luce e godere del privilegio di vivere in un paese Capitalista. Ora anche loro sanno cosa vuole dire essere contattati telefonicamente quattro volte al giorno da qualche disperato che cerca di vendere loro l’ennesimo collegamento ad Internet e dover rispondere “No, grazie. Sono rimasto senza lavoro a 44 anni e non so come mettere insieme il pranzo con la cena.” Che fortuna!

 

Salvare il Capitalismo dai Capitalisti

Questo è il titolo di un famoso libro di due giovani e stimati economisti, Raghuram G. Rajan e Luigi Zingales . Ne potete leggere una recensione a Legno Storto. La presentazione del libro recita:

 

I capitalisti affermati hanno paura della competizione, che mina il predominio delle imprese esistenti e le costringe a riguadagnarsi la propria posizione ogni giorno. I mercati finanziari sviluppati spaventano particolarmente, perché favoriscono e alimentano la concorrenza, equiparando i punti di partenza. L’Italia è un esempio da manuale della degenerazione del capitalismo in un sistema di élite, fatto dalle élite, e per le élite. E rappresenta, al tempo stesso, un caso emblematico del ruolo decisivo svolto dal sistema finanziario in questa degenerazione. Non è sorprendente che in Italia tutte le nuove opportunità di investimento, dai telefoni cellulari alle società di servizi pubblici neoprivatizzate, siano sempre sfruttate da pochi privilegiati. Sono gli unici con il denaro e i contatti per farlo. E non sorprende neppure che queste stesse persone si oppongano a uno sviluppo finanziario: andrebbe a intaccare proprio la fonte della loro rendita di posizione.

Occorre dire altro?

 

I primi a temere il Capitalismo, quello vero, sono proprio i capitalisti. I “ricchi” non cercano affatto di promuovere o di difendere un meccanismo di mercato che ritengono, in buona fede, virtuoso e necessario. Cercano semplicemente di difendere sé stessi ed i propri privilegi dalla concorrenza e dagli organi di controllo del mercato (cioè dallo Stato). Il loro fine è il massimo sfruttamento possibile delle risorse e dei mercati, cioè delle altre persone.

 

No Logo

Questo invece è il titolo di un altro famoso libro, questa volta della giornalista canadese Naomi Klein.

 

Queto libro dice una cosa molto semplice: alle grandi aziende, ormai, interessa molto di più gestire la “raffigurazione” (“branding”), la commercializzazione (marketing) e la distribuzione dei prodotti piuttosto che la loro produzione. Dettagli come la qualità del prodotto, la responsabilità nei confronti del cliente, la garanzia, la responsabilità nei confronti dei lavoratori, sono rotture di balle da lasciare a qualcun altro, da “terzializzare” (“outsourcing”).

 

Le grandi aziende vogliono raccogliere i soldi e lasciare agli altri i problemi. Da questo dipende il loro comportamento sfuggente e scorretto, come l’abitudine di barricarsi dietro un call center. A causa di questo, il cittadino ed il cliente vengono via via schiacciati sempre più al solo ruolo di consumatori, cioè di vacche da mungere. Questa azione repressiva (perchè di questo si tratta) arriva fino alle cause per danni che RIAA (Musica) e MPAA (Cinema) fanno alle persone che scambiano “abusivamente” file su Internet. Questa azione repressiva sta incatenando la nostra cultura per garantire gli introiti dei grandi industriali.

 

Per fortuna che c’è rimasto il Capitalismo!

 

Schock Economy

Questo è il terzo libro di Naomi Klein. Lo trovate recensito a Booksblog.it. Questo libro dice un’altra cosa, altrettanto semplice ed altrettanto inquietante: le grandi aziende prosperano sulle nostre disgrazie. Prosperano sui terremoti, gestendo le ricostruzioni, prosperano sulle malattie, gestendo la distribuzione dei farmaci. E lo fanno a modo loro, garantendosi il massimo di introiti ed il minimo di obblighi. Quando non ci sono abbastanza disgrazie sul mercato, le provocano. Invadono paesi interi e li scaraventano in una assurda guerra civile, senza fine, solo per appropriarsi del loro petrolio o per gestire il flusso di denaro legato alla ricostruzione.

 

Per fortuna che c’è rimasto il Capitalismo!

 

Increasing Returns

A monte di tutto questo, c’è un meccanismo cieco e distruttivo, noto da circa vent’anni, ma che nessuno osa mai evocare in pubblico: i rendimenti crescenti.

 

La teoria dei rendimenti crescenti è stata sviluppata (in forma strettamente matematica) da Brian Arthur, del Santa Fè Institute, negli anni 80 e viene descritta in un libro intitolato: “Increasing Returns and Path Dependence in the Economy”.

 

Questa teoria dice una cosa semplicissima: chi ha soldi e potere, ha modo di acquisire facilmente ancora altri soldi e altro potere e lo farà a danno dei più deboli. Chi non ne ha, sarà costretto a cedere il poco che ha ai più forti.

 

Se avete una casa, potete mettere da parte i soldi dell’affitto che non dovete pagare e comprare una seconda casa da affittare. Se non avete una casa, dovrete pagare l’affitto e diventerete lentamente sempre più poveri.

 

Questo cieco meccanismo è alla base del lento ma inesorabile impoverimento delle classi medie in tutto il mondo. Lo sanno tutti, ma l’economia mondiale viene ancora governata secondo le rassicuranti teorie di Adam Smith e David Ricardo, entrambi vissuti tra la fine del ‘700 e la metà dell’800.

 

Per fortuna che c’è rimasto il Capitalismo!

 

La Rifondazione del Comunismo

In Italia esiste un partito che si chiama “Rifondazione Comunista”. Sarebbe stato logico aspettarsi un serio lavoro di riflessione e di analisi che portasse alla rifondazione delle teorie marxiste su basi più moderne.

 

Questo lavoro è stato fatto, ma non da Rifondazione Comunista. Lo hanno fatto Zingales, la Klein, Stiglitz, Arthur e molti altri. Si tratta quasi sempre di economisti e giornalisti che vivono in paesi capitalisti e che conoscono bene il capitalismo.

 

Il marxismo è morto, ma i suoi eredi sono vivi e vegeti. Continuano a mettere il dito in una piaga che è sempre più dolorosa: chi già possiede qualcosa, avrà sempre di più. Chi è già povero, perderà lentamente il poco che ha. Questo è un problema che non può essere ignorato in eterno.

 

Arturianesimo

Questo nuovo modo di analizzare il Capitalismo, rigorosamente matematico e rigorosamente descritto da fior di economisti, lo possiamo chiamare Arturianesimo, da Brian Arthur.

 

Io sono arturiano, non marxista. Credo che Marx abbia analizzato con grande lucidità il nostro universo economico ma credo anche che Brian Arthur abbia fatto di meglio. Credo che il problema centrale delle nostre economie e delle nostre società sia il mancato controllo della Società e dello Stato sul meccanismo dei rendimenti crescenti. I problemi che denunciano Zingales e la Klein nei loro libri sono un diretta conseguenza dell’ecessivo arricchimento e dell’eccessivo potere raggiunto da poche, spietate multinazionali.

 

Si deve riprendere il controllo politico (democratico) di queste bestie sanguinarie che noi ci ostiniano a chiamare “aziende”.

 

Ed intanto, votano Berlusconi

Ogni tanto, Benedetto XVI ed i suoi gerarchi sollevano timidamente il problema della corruzione della classe imprenditoriale. Si potrebbe pensare che sia un primo, timido tentativo di affrontare il problema.

 

Non è così. I Cattolici italiani, che pure si spargono il capo di ceneri ad ogni occasione, votano da sempre per chi favorisce lo sfruttamento del ricco sul povero. Nonostante si dichiarino “di centro” sono da sempre, a tutti gli effetti, una fazione politica di destra. Oltretutto, sono della destra peggiore: quella affarista, corrotta e sfruttatrice.

 

Alessandro Bottoni

alessandro.bottoni@infinito.it

alessandrobottoni@interfree.it

 

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Comments
9 Responses to “Arturianesimo”
  1. Paolo Chiodi ha detto:

    ciao. sono cattolico, ma non voto a destra. Beh, nemmeno al centro.
    Il tuo pezzo mi da sicuramente motivo di riflessione e mi suggerisce letture e nomi che voglio approfondire. Anche se non ho ancora letto la lettera enciclica, c’è però un punto su cui vorrei contestarti, forse due.
    Il primo è che stai commentando un estratto di un articolo di giornale che è un estratto della lettera.
    Il secondo è che hai sbagliato il piano della discussione: la critica che Benedetto XVI muove al marxismo non è tanto per il modello economico quanto per l’ateismo.
    Lo dice il brano che tu stesso hai riportato: “L’ateismo dell’era moderna ha provocato «le più grandi crudeltà e violazioni della giustizia»; il marxismo, in particolare…”.
    Il fatto è che lasciare Dio fuori dalla storia dell’uomo, cacciarlo dal mondo e disfarsi della religione produce una povertà molto peggiore di quella economica.
    Sia nel capitalismo sia nel comunismo.
    Se vuoi criticare la lettera fallo pure ma almeno resta su questo piano.

  2. Franco Ceci ha detto:

    Gentile Paolo Chiodi, io sono ateo.
    Trovo il tuo commento e le parole del tuo Papa MOLTO offensive.
    Ritengo sia molto più pericoloso credere in fantasie mai provate o dimostrate che volersi mantenere ai dati di fatto. Qui http://www.cristianesimo.it/ puoi incominciare con il trovare alcuni dei crimini che voi, cattolici e cristiani, avete perpetrato. Qui puoi trovare un elenco dettagliato di ALCUNI dei vostri crimini http://www.pmli.it/alcunicriminiinquisizione.htm

    Ora, venire a dire a noi, atei, che siamo un pericolo, quando la storia è intrisa del sangue che voi, per le vostre fantasie, per la vostra sciocca presunzione di superiorità, avete inflitto a persone, famiglie, interi popoli… e CONTINUATE A PERPETRARE nascondendovi dietro falsi principi morali che vi siete fabbricati a vostra immagine e somiglianza… mi sembra MOLTO più che offensivo. È uno schiaffo a tutte le persone che PER COLPA VOSTRA avete fatto soffrire. È uno schiaffo a tutte le persone che OGGI, in Italia, non possono avere figli e devono spendere MIGLIAIA DI EURO in cliniche estere (chi può permetterselo, gli altri debbono arrangiarsi) perché VOI avete deciso che loro NON MERITANO FIGLI. È uno sputo in faccia a chi OGGI, in Italia, non può sposarsi con la persona amata né può accedere a diritti basilari che si danno per scontati perché VOI avete deciso che l’unica forma di famiglia accettabile è la vostra. È un pungo in pancia a chi è costretto a soffrire fino all’ultimo respiro perché VOI avete deciso che non meritano una morte indolore e UMANA.

    E tu e il tuo Papa venite a fare la morale al mondo?

    Parlate di tolleranza, ma la vostra tolleranza è a senso unico, vale SOLO per voi. Potete tenervela la vostra schifosissima “tolleranza”, figlia di chi si ritiene superiore agli altri. Questa non è tolleranza, è PRENDERE PER IL C*LO, è farsi schifosamente beffe di chi non condivide il vostro modo miope di vedere la vita come un cavallo con i copri-occhi che può guardare solo nella direzione impostagli dal padrone del calesse.

    Quindi tieniti pure il tuo borioso commento, tieniti pure la tua “morale” intrisa di sangue e di sofferenza e smettila di INSULTARE chi come me non crede a fantasmi o ridicole divinità, né tanto meno voi cattolici potete permettervi di fare la morale a noi perché la storia è SATURA dei VOSTRI DANNATI CRIMINI.

  3. Carlo ha detto:

    Credo in Dio, ma se sono cattolico non lo so :-) Condivido l’impostazione del commento precedente. A scanso di equivoci, la mia posizione politica emerge da un sondaggio che feci tempo fa su http://www.voisietequi.it (sito ora scomparso), e l’ho salvata qui: http://www.strozzi.it/users/carlo/io-e-i-partiti.png . Non mi offendo se mi danno del comunista, né del fascista, perché quando si agisce con onestà intellettuale è normale che sia così. Posso essere a volte l’uno e a volte l’altro, senza per questo essere “né carne né pesce”, anzi! Parlando d’altro, ho dato un’occhiata a http://www.partito-pirata.it/ , perchè da tempo mi sento politicamente vicino alle rivendicazioni del Piratpartiet . Il mio pensiero, e ciò che vorrei da questo partito, non lo esprimerò qui perchè sarebbe un po’ troppo lunga per un commento di un blog, e sarebbe fuori tema. Ma se Bottoni mi darà una e-mail glielo scriverò personalmente.

  4. Carlo ha detto:

    Mi correggo: il sito http://www.voisietequi.it non è scomparso ma è vivo e vegeto (avevo forse temporanei problemi di DNS): me ne rallegro. Per’l’email di Bottoni ho visto che è indicata in fondo al suo post, magari uno di questi giorni gli scriverò qualcosa. In questa sede vorrei solo dire che le opinioni che egli esprime (i buoni a sinistra e i cattivi a destra, o con il papa), non mi trovano d’accordo, e tali opinioni sono proprio quelle che mi trattengono dall’avvicinarmi in modo più “deciso” al Piratpartiet italiano, perché lo “etichettano” politicamente senza considerare che, sulle questioni di merito, è stata la SX ad introdurre i bollini SIAE, e la DX a fare il decreto Urbani. I grandi gruppi di potere sono molto attenti ad essere ugualmente ben rappresentati all’interno degli schieramenti principali, sia a sx che a dx. Se vogliamo rimanere nel merito allora il Piratpartiet è credibile, altrimenti non lo é (perchè un partito é fatto di persone, ed é credibile nella misura in cui lo sono le posizioni di chi lo compone). Stalin ha fatto peggio di Hitler (ammesso che si possa fare una “classifica” fra i due), ma le ingiustizie dei ricchi che hanno portato alla nascita del comunismo erano davvero grandi. Quindi ce n’é per tutti, e non si tratta di qualunquismo ma di riconoscere l’evidenza.

  5. Carlo ha detto:

    Un’ultima cosa, e poi non rompo più le scatole :-) . Quando dici: “Questa teoria dice una cosa semplicissima: chi ha soldi e potere, ha modo di acquisire facilmente ancora altri soldi e altro potere e lo farà a danno dei più deboli. Chi non ne ha, sarà costretto a cedere il poco che ha ai più forti.”. Dalle mie parti c’è una bella frase dialettale che dice la stessa cosa da qualche secolo, senza bisogno di teorie economiche. Il concetto è vero, ma è come con l’acqua: questa va sempre verso il basso, dove presumibilmente ce n’è già. Non per questo poi non “torna in su”, per ricadere poi sotto forma di pioggia e tornare a valle, alimentando il ciclo; qualche volta per normale e “tranquilla” evaporazione, e qualche volta grazie a molto più burrascosi temporali (che la riportano in su a costo di fare altri danni). Quindi il considerare il fenomeno a senso unico può valere nel breve periodo, ma alla lunga no. Scomparsa l’URSS si poteva ragionevolmente temere che rimanesse solo la strapotenza USA (che a prescindere dalle valutazioni buoni/cattivi sarebbe stato comunque un male, proprio perchè una sola). Adesso invece c’è la Cina, che con tutti i suoi difetti non di poco conto contribuisce tuttavia non poco a riequilibrare le posizioni; quindi, ad un certo punto, l’acqua “torna in su” :-)

  6. alessandrobottoni ha detto:

    Carlo scrive:
    “Stalin ha fatto peggio di Hitler (ammesso che si possa fare una “classifica” fra i due), ma le ingiustizie dei ricchi che hanno portato alla nascita del comunismo erano davvero grandi. Quindi ce n’é per tutti, e non si tratta di qualunquismo ma di riconoscere l’evidenza.”

    Non siamo abbastanza stupidi, ignoranti o manichei da non saperlo. Tuttavia, tra destra e Sinistra esiste una differenza sostanziale: la destra ha sempre portato avanti, e lo fa tuttora, una politica di sfruttamento della popolazione e delle risorse naturali che è sconfinata quasi sempre nella più tetra e violenta delle oppressioni. I crimini commessi dalla Sinistra (compreso Stalin) sono stati la conseguenza di (la “reazione a”) questo stato di cose.

    Mettere l’affarista Mussolini sullo stesso piano del rivoluzionario Stalin non è ammissibile. Non lo è per lo stesso motivo per cui non si possono sepellire i nostri morti dell’ARMIR a fianco dei Russi che combattevano per difendere la loro indipendenza. Tra aggressori ed aggrediti, esiste una differenza insanabile.

    Detto questo, fammi anche dire che ritengo Stalin un dittatore e, come tale, un uomo di destra, non di sinistra. La Sinistra è la reazione della gente “normale” agli eccessi del mondo degli affari e del potere. Non è certamente Prodi e non è nemmeno Bertinotti.

  7. Carlo ha detto:

    Ho letto ora il commento di Franco Ceci, e non posso non commentarlo. L’odio viscerale che Franco esprime nei confronti dei cristiani è una dimostrazione del fatto che i crimini non li commettono le idee, ma le persone. Nel mondo antico i cristiani venivano perseguitati, ma quando la chiesa ha avuto il potere ha a sua volta perseguitato altri. I proletari dell’800, poveri ed angariati, hanno portato al comunismo, ma quando questo è diventato potere ha perseguitato ed angariato altri. E sono certo che se gli “atei”, come li chiama Franco (ammesso che esistano davvero) avessero il potere, farebbero altrettanto verso i credenti (anche musulmani, immagino, troverebbero sicuramente un pretesto, ad esempio il fatto che in taluni paesi gli atei li prendono a pietrate), facendo di tutte le erbe un bel fascio, come al solito. Lo stesso Hitler, o anche Mussolini, non dimentichiamolo, nacquero come “socialisti”. Ma una volta al comando sappiamo com’è andata. La vecchia DC in italia è nata come grande movimento popolare, poi però per 60 anni non siamo più riusciti a levarcela dai piedi (e a quanto pare ce la ritroveremo fra i piedi fra poco). Purtroppo di buone intenzioni è lastricato l’inferno, questo lo si sa da un pezzo, e alimentare odio non paga, mai.

  8. Carlo ha detto:

    Alessandro: “Mettere l’affarista Mussolini sullo stesso piano del rivoluzionario Stalin non è ammissibile.”

    L’affarista Mussolini (del quale sono ben contento che l’italia si sia liberata), aveva messo scuole ovunque e qualche parvenza di servizi sociali, mentre adesso che siamo in democrazia le scuole le tolgono ed i servizi sociali pure (dovendo scegliere preferisco adesso, ma cerchiamo di essere equilibrati nei giudizi). Quanto al fatto che Stalin non fosse un affarista e Mussolini invece si, boh, si vede che tu hai più informazioni di me, ma ci credo poco. Diciamo che la definizione di “dittatore non affarista” mi sembra un ossimoro.

    Alessandro: “… non si possono sepellire i nostri morti dell’ARMIR a fianco dei Russi che combattevano per difendere la loro indipendenza. Tra aggressori ed aggrediti, esiste una differenza insanabile.”

    Vero, ma a parte che il 90% dei poveri disgraziati dell’ARMIR non ci erano certo andati volentieri (e ci saresti dovuto andare anche tu se fossi vissuto allora, a meno di non volerti far sbudellare a suon di olio di ricino), quello che dici è vero come è vero che non si possono mettere i morti dell’Armata Rossa a fianco degli Afgani che combattevano per la loro indipendenza. Ancora una volta, ce n’è per tutti.

  9. Carlo ha detto:

    Alessandro: “Detto questo, fammi anche dire che ritengo Stalin un dittatore e, come tale, un uomo di destra, non di sinistra. La Sinistra è la reazione della gente “normale” agli eccessi del mondo degli affari e del potere. Non è certamente Prodi e non è nemmeno Bertinotti.”

    Ma perchè al posto di “sinistra” e “destra” non parliamo di “giustizia” e “ingiustizia” ? Così evitiamo i facili qualunquismi e le equivalenze prive di fondamento logico.

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