La Bibbia a scuola

Agli inizi di Giugno 2007, una notizia pubblicata dai principali quotidiani ha scatenato una vera tempesta nel mondo laico:

 

 

“ROMA – La Bibbia come libro di testo in tutte le scuole. E’ la proposta che l’associazione culturale “Biblia” ha presentato, nei giorni scorsi, al ministro della pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, forte di una petizione con oltre diecimila firme. L’appello è stato sottoscritto da cattolici, protestanti, ebrei, personalità del mondo della cultura italiana, sia credenti sia non credenti.

E da noti intellettuali: Massimo Cacciari, Furio Colombo, Tullio De Mauro, Umberto Eco, Margherita Hack, Gad Lerner, Gianni Vattimo, Gustavo Zagrebelsky, Tullia Zevi. La proposta di introdurre la bibbia nella scuola pubblica, come testo di studio alla pari dell’Iliade, dell’Odissea, dell’Eneide, o della Divina Commedia, è ora nelle mani del responsabile di viale trastevere.”

[Da Repubblica del 4 Giugno 2007, “La Bibbia libro di testo a scuola”]

 

 

Per molti di noi di UAAR, è stato uno shock leggere tra i firmatari il nome di Margherita Hack, membro onorario del nostro Comitato di Presidenza.

 

La Hack, interpellata da un giornalista, ha risposto in questo modo:

 

 

“La sostengo come una proposta critica contro ogni tentativo di adottare la Bibbia come opera scientifico, magari a sostegno delle tesi creazioniste” sostiene la scienziata. “La Bibbia è un testo che esprime la cultura del suo tempo, può essere letto alla stregua dell’Iliade, dell’Odissea, dell’Eneide. Va dunque riportata al suo ambito originario. Questa è una proposta laica perché solo conoscendo si può capire che assumere la Bibbia come libro scientifico non ha senso”

[Dal Notiziario UAAR del 6 Giugno 2007, “Margherita Hack e lo studio della Bibbia”]

 

 

 

Mi permetto, qui di seguito, di spiegare per quali motivi noi, come UAAR, non dovremmo affiancarci a Margherita Hack nel sostenere questa iniziativa. Si tratta della mia personalissima posizione, non di quella di UAAR. Quanto leggete qui di seguito serve quindi solo come spunto di riflessione e non rappresenta una presa di posizione ufficiale dell’associazione.

 

 

La Bibbia non è un libro necessario

A quanto pare, non tutti se ne rendono conto ma la scuola NON è un club di bibliofili. Non si va a scuola per essere bombardati da proposte di lettura più o meno intelligenti. Si va a scuola per ricevere l’istruzione necessaria ad integrarsi nella nostra società ed a trovare un lavoro.

 

Se un testo non è necessario per formare lo studente, semplicemente non andrebbe adottato. Se non c’è una ragione chiara ed evidente per imporre lo studio di qualcosa, non lo si dovrebbe imporre.

 

Ogni testo che viene adottato, infatti, deve poi essere studiato. Su quel testo i nostri figli verranno “valutati”. Non si può gettare sulle loro spalle un nuovo carico di lavoro con leggerezza. Dal loro risultato scolastico dipendono molte cose della loro vita e non è corretto far dipendere il loro risultato scolastico da cose che non sono necessarie.

 

Non c’è nessun motivo per pensare che lo studio della Bibbia sia necessario. Forse potrebbe essere utile, ma certamente non è necessario.

 

 

La Bibbia non è un libro utile

Lo studio della Bibbia non è utile ai fini della crescita personale dello studente, a differenza di quello che i suoi sostenitori vorrebbero far credere.

 

Se non ne siete convinti, vi invito a leggerla davvero (senza seguire le “chiavi interpretative” fornite dal vostro parroco).

 

Non troverete nella Bibbia nulla di più illuminante e più utile di quanto non venga già fornito dalla scuola attraverso i corsi di storia e di filosofia.

 

 

La Bibbia non è un libro storicamente veritiero

Nel corso dei secoli, la Bibbia è stata continuamente rimaneggiata. Se mai ha contenuto qualcosa di simile alla verità storica, quel qualcosa è andato perduto da tempo.

 

Provate a leggere uno dei moltissimi libri scritti su questo tema da qualche vero scettico e ve ne renderete conto. Posso consigliarvi:

 

Perchè non possiamo essere cristiani e meno che mai cattolici” di Piergiorgio Odifreddi.

 

State alla larga dai testi dei credenti camuffati da scettici, come il famosissimo “Inchiesta su Gesù” di Corrado Augias e Mauro Pesce.

 

Se non avete tempo di andare in libreria, fatevi una cultura attraverso uno dei molti siti che trattano dell’argomento come, ad esempio http://www.utopia.it/ .

 

 

La Bibbia non è un libro scientificamente veritiero

La Bibbia fornisce spiegazioni a dir poco obsolete e bizzarre di molti aspetti della nostra esistenza ed è quindi chiaramente fuorviante ai fini educativi.

 

 

La Bibbia non è compatibile con le leggi e la costituzione italiana

Può sembrare strano ma la Bibbia è persino in aperta contraddizione con le leggi dello stato italiano e con la sua costituzione.

 

Non ci credete?

 

Leggetevi l’atto con il quale la casa editrice Editing&Printing ha citato in giudizio la Conferenza Episcopale Italiana accusandola di falso: Atto di citazione”. Tra le varie cose che vengono fatte notare ci sono molti frammenti di testo della Bibbia in cui il sacro testo sostiene la legittimità o la necessità di comportamenti per i quali le leggi italiane prevedono la galera.

 

La Bibbia è quindi un testo diseducativo nel senso letterale del termine (insegna cose che, per legge, non si possono insegnare).

 

Questo, in realtà, è semplicemente l’effetto dell’eterno scontro tra Stato e Religioni sul piano dell’etica. Qualcuno prima o poi deve vincere. Voi per chi tenete?

 

 

L’Associazione Biblia non propone testi di supporto critico

L’Associazione Biblia sostiene che la Bibbia possa e debba essere letta con atteggiamento critico. Di questo atteggiamento critico però nella loro proposta non c’è nessuna traccia.

 

In particolare, non viene suggerito nessun testo di supporto che possa fornire questo punto di vista critico. Ad esempio, non viene suggerito che la Bibbia debba essere studiata facendosi guidare da un testo di analisi veramente scettico come “Perchè non possiamo essere cristiani” di Odifreddi o come molti testi scettici di origine accademica.

 

 

L’Associazione Biblia non propone un metodo di insegnamento critico

Si potrebbe fare a meno di un testo di supporto se almeno ci fosse una chiara indicazione metodologica. Ad esempio, si potrebbe suggerire di confrontare il contenuto della Bibbia CEI con le versioni precedenti, così come sono state ricostruite dagli storici.

 

Di questo atteggiamento “filologico” e “scientifico” non c’è traccia nella proposta di Biblia.

 

 

La proposta non è politicamente opportuna

Inutile dire che, in un mondo che si fa sempre più multiculturale, suggerire l’adozione del PROPRIO libro sacro come testo di studio nelle scuole è una chiara provocazione nei confronti di tutte le altre religioni e del mondo ateo. Perché non suggerire il Corano (che è molto meno “taroccato” della Bibbia, tra l’altro)? Perché non fare contanti noi atei e non imporre lo studio dei testi originali di Charles Darwin?

 

Francamente, questa proposta è una provocazione gratuita.

 

 

Ci sono molti altri testi che sarebbero più indicati

Ovviamente, ci sono decine e decine di libri che potrebbero trovare posto nel “corpus“ con maggior merito. Si potrebbero citare i testi di Darwin, il Capitale di Marx, gli scritti taoisti o confuciani e molte altre cose.

 

Tra tutti, potrei suggerire “La ricerca del tempo perduto” di Marcel Proust. Oltre che gradevole, è una straordinaria descrizione del ‘900 e delle disavventure dell’Uomo. Difficile immaginare qualcosa di più educativo.

 

 

Non si può studiare solo la Religione

Per fare contenti tutti, si potrebbe essere tentati di fare studiare ai nostri figli la Bibbia, il Corano, i Veda, qualche scritto Buddista e magari la biografia di Manitù.

 

E poi, chi studia la matematica?

 

Si va a scuola per imparare un mestiere ed imparare a stare in una società complessa e tecnologica. Non si può trasformare la nostra scuola in una madrassa.

 

 

Conclusioni

Fatevi un giro sul sito di Biblia (http://www.biblia.org/). Leggete i loro testi e riflettete. Non troverete granché che si discosti dalla più trita teologia di stampo Cristiano/Cattolico.

 

Questa gente non sta cercando di aprire le nostre menti. Questa gente sta cercando di conquistare altre ore di insegnamento per il LORO testo SACRO. Punto e basta.

 

Non vanno sostenuti. Vanno combattuti.

 

 

 

Alessandro Bottoni

alessandro.bottoni@infinito.it

alessandrobottoni@interfree.it

 

 

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Comments
7 Responses to “La Bibbia a scuola”
  1. Blackstorm ha detto:

    Ad opinioni personali rispondo con riflessioni altrettanto personali sui tuoi spunti.

    “La Bibbia non è un libro necessario

    A quanto pare, non tutti se ne rendono conto ma la scuola NON è un club di bibliofili. Non si va a scuola per essere bombardati da proposte di lettura più o meno intelligenti. Si va a scuola per ricevere l’istruzione necessaria ad integrarsi nella nostra società ed a trovare un lavoro.
    Se un testo non è necessario per formare lo studente, semplicemente non andrebbe adottato. Se non c’è una ragione chiara ed evidente per imporre lo studio di qualcosa, non lo si dovrebbe imporre.”
    E allora perche’ esistono percorsi universitari di Filosofia? Non sono necessari per trovare lavoro. La scuola, a mio modesto parere, non serve solo per insegnare un mestiere. La scuola deve, o dovrebbe, insegnare anche a vivere, insieme con l’educazione impartita dai genitori. E’ esattamente il concetto di Universitas.

    “Ogni testo che viene adottato, infatti, deve poi essere studiato. Su quel testo i nostri figli verranno “valutati”. Non si può gettare sulle loro spalle un nuovo carico di lavoro con leggerezza.”
    Allora via i promessi sposi, via la divina commedia, via la letteratura: non sono certo cose necessarie per trovare lavoro.

    “La Bibbia non è un libro utile

    Lo studio della Bibbia non è utile ai fini della crescita personale dello studente, a differenza di quello che i suoi sostenitori vorrebbero far credere.”
    E’ utile nella misura in cui sono utili tutti i testi religiosi e filosofici.

    “Non troverete nella Bibbia nulla di più illuminante e più utile di quanto non venga già fornito dalla scuola attraverso i corsi di storia e di filosofia.”
    Ricordo che un filosofo ha detto una volta che il Sermone del monte, da solo, surclassa in eleganza, poesia, e contenuti, tutta la filosofia moderna sul buon vivere. Magari non sara’ nulla di piu’ illuminante, ma sicuramente lo preferisco a testi che si fanno decisamente piu’ elucubrazioni mentali non necessarie.

    “La Bibbia non è un libro storicamente veritiero”
    La bibbia prende sicuramente spunto da eventi realmente accaduti, anche se le date possono essere approssimative.

    “La Bibbia non è un libro scientificamente veritiero”
    E quindi? Nemmeno le cosmicomiche sono scientificamente vere.

    “La Bibbia fornisce spiegazioni a dir poco obsolete e bizzarre di molti aspetti della nostra esistenza ed è quindi chiaramente fuorviante ai fini educativi.”
    Il fatto che sia stato scritto svariati secoli fa, non conta? Neppure i testi degli alchimisti o dei dottori di 3000 anni fa sono scientificamente corretti, eppure in alcuni casi vengono studiati serenamente.

    “La Bibbia non è compatibile con le leggi e la costituzione italiana

    Può sembrare strano ma la Bibbia è persino in aperta contraddizione con le leggi dello stato italiano e con la sua costituzione.”
    Per cui? La bibbia comprende anche il nuovo testamento, non solo il vecchio.

    “La Bibbia è quindi un testo diseducativo nel senso letterale del termine (insegna cose che, per legge, non si possono insegnare).”
    Certo, come amare il prossimo, come dare a cesare cio’ che e’ di Cesare, o come non ammazzare. Decisamente incompatibili. Il fatto che ai tempi ci fossero determinate leggi, diciamo nel periodo del vecchio testamento, e’ una questione leggermente diversa. Nessuno si stupisce nell’apprendere dell’esistenza, fino a tempi recenti del delitto d’onore, che non veniva punito. Eppure mi pare un tantino anticostituzionale. Ma viene serenamente insegnato.

    “La proposta non è politicamente opportuna

    Inutile dire che, in un mondo che si fa sempre più multiculturale, suggerire l’adozione del PROPRIO libro sacro come testo di studio nelle scuole è una chiara provocazione nei confronti di tutte le altre religioni e del mondo ateo. Perché non suggerire il Corano (che è molto meno “taroccato” della Bibbia, tra l’altro)? Perché non fare contanti noi atei e non imporre lo studio dei testi originali di Charles Darwin?”
    Personalmente, io sarei ben contento che nelle scuole ci fosse uno studio di tutti i testi sacri delle religioni piu’ importanti. Quanto allo studio dei testi originali di Darwin, nelle scuole l’evoluzionismo viene insegnato.

    “Francamente, questa proposta è una provocazione gratuita.”
    La buona fede e’ una ipotesi proprio cosi’ assurda?

    “Ci sono molti altri testi che sarebbero più indicati

    Ovviamente, ci sono decine e decine di libri che potrebbero trovare posto nel “corpus“ con maggior merito. Si potrebbero citare i testi di Darwin, il Capitale di Marx, gli scritti taoisti o confuciani e molte altre cose.”
    Il Capitale e’ un testo piu’ adatto? In virtu’ di quale fatto? Ricordo che il Capitale e’ associato da ormai molto tempo al pensiero comunista, se non vado errato. Visto quanto da te detto sopra riguardo al fatto che lo studio della Bibbia a scuola non sia una scelta politicamente opportuna, mi stupisce come tu possa anche solo citare un testo come il capitale, che, al di la’ del suo valore tecnico (la teoria economica alla sua base non era banale per i tempi, condivisibile o meno), e’ riconosciuto in tutta italia come uno dei testi di riferimento del comunismo. E questo mi sembra tutto tranne che una cosa politicamente opportuna.

    “Tra tutti, potrei suggerire “La ricerca del tempo perduto” di Marcel Proust. Oltre che gradevole, è una straordinaria descrizione del ‘900 e delle disavventure dell’Uomo. Difficile immaginare qualcosa di più educativo.”
    Leggero’ appena potro’. Ma anche quello mi pare assolutamente non necessario. Utile, magari, ma secondo il tuo punto di vista, non necessario.

    “Non si può studiare solo la Religione

    Per fare contenti tutti, si potrebbe essere tentati di fare studiare ai nostri figli la Bibbia, il Corano, i Veda, qualche scritto Buddista e magari la biografia di Manitù.”
    Ecco, questa e’ una proposta che appoggerei. Personalmente penso che la Bibbia vada letta, ed eventualmente studiata con altri metodi. Ma un confronto fra i testi sacri delle maggiori religioni non e’ un’idea malvagia, per me.

    “E poi, chi studia la matematica?”
    Tutti. Perche’ basterebbe l’ora di religione per farlo. Non in maniera approfondita, chiaro, ma qualche lezione, tenuta da persone competenti, riguardo alle differenze fra le varie religioni, con una particolare attenzione ai testi sacri, si puo’ fare, secondo me.

    “Si va a scuola per imparare un mestiere ed imparare a stare in una società complessa e tecnologica. Non si può trasformare la nostra scuola in una madrassa.”

    E allora eliminiamo tutte le materie letterarie, tranne quelle strettamente necessarie ad imparare a leggere, scrivere e parlare correttamente. Poi, chi se ne importa se uno non sa nemmeno cosa siano i promessi sposi, o non leggera’ mai la divina commedia, o non si gustera’ le chicche come per esempio gli esercizi di stile di Quenau (un libro altamente diseducativo, dal punto di vista della correttezza anche grammaticale a volte, ma assolutamente indispensabile per vedere com lo stesso episodio puo’ assumere toni diversi a seconda di come e’ scritto), o a chi interessa lo stile interessante dei racconti brevi di Frederick Brown?

    Personalmente, il concetto di scuola solo per imparare un mestiere, non mi trova d’accordo…

  2. roberto agostini ha detto:

    l’oscurantismo è sempre e solo di matrice clericale, questo è storicamente accertato.
    Che siano coloroche hanno inventato l’inquisizione e bruciato uomini, donne, bambini sui roghi,mosso guerre di conquista di terre non proprie, oltre a decine di migliaia di altri esempi, come il divieto per i sacerdoti di salire sui treni appena nate le ferrovie italiane in quanto strumento demoniaco, è assolutamente irricevibile.
    Il potere di costoro è probabilmente indistruttibile, ma ridurlo sì può. Poi “speriamo nella provvidenza”…

  3. CONTERALLY ha detto:

    E’ parola di Dio?

  4. paolo ha detto:

    Alessandro, stupendo e ottimamente argomentato il tuo articolo su PI di oggi circa il governo della rete.

    Evidentemente hai buon senso da vendere, ma credo che in questo caso la posizione di Margherita sia sensata.

    Nel mondo che conta devi parare delle bordate “bibliche” e non puoi permetterti di non conoscere il nemico, punto.

  5. Susanna ha detto:

    allora tanto epr cominciare…ci sono dele cose un pò forti come il fatto che definisci i cattolici: il nemico…e poi tanto epr la cronaca la bibbia è tradotta il corano è modificato epr far valere le idee politiche discriminatorie nei confronti della donna…e entrambi hanno a stessa matrice.
    personalmente penso che la bibbia sia un testo utile perchè fa aprte della cultura italiana che tu creda o meno, quel libro smuove palazzi e milioni di persone e solo epr questo è giusto fornirlo come proposta…sono daccordo sul fatto che si dovrebbes tudare anche il corano infatti i programmi ministeriali di religione non insegnano la religine cattolica ma la religione in senso lato compresa quella mussulmana ebraica etc etc…e per la cronaca se scrivi un articolo in modo critico devi basarti su fonti attendibili
    ma apprezzo il tuo punto di vista.

  6. alessandrobottoni ha detto:

    Susanna Dice:

    “i programmi ministeriali di religione non insegnano la religine cattolica ma la religione in senso lato compresa quella mussulmana ebraica etc etc…”

    Falso. I programmi non sono definiti dal ministero ma dal Vaticano. La materia si chiama “insegnamento della religione Cattolica” e prevede che si insegni solo la religione cattolica. Questo sulla base degli accordi di Concordato (quello di Mussolini del 1929 e quelli di Craxi del 1984). Puoi facilmente verificare ciò che dico chiedendo ad un qualunque prete.

    “e per la cronaca se scrivi un articolo in modo critico devi basarti su fonti attendibili
    ma apprezzo il tuo punto di vista.”

    Nè io, che sono un blogger, nè i giornalisti professionisti abbiamo obblighi di imparzialità.

    Alessandro Bottoni

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