Andrea Rivera, Monsignor Bagnasco ed il terrorismo

Impossibile non saperlo: al concerto del 1° Maggio 2007, il conduttore e comico Andrea Rivera si è lasciato andare ad alcune “battute” anticlericali ed è stato immediatamente sommerso dalle critiche del mondo cattolico, con in testa gli organizzatori del concerto (i sindacati CGIL, CISL e UIL) ed il Presidente del Consiglio Romano Prodi (che, tecnicamente parlando, dovrebbe essere di sinistra e, in ossequio alla Costituzione, dovrebbe anche essere laico e garante della laicità dello stato).

Direi che questo curioso episodio merita un approfondimento.

AVVERTENZA: Se andate a messa tutte le Domeniche, evitate di leggere ciò che segue. Voi vi risparmierete un po’ di mal di fegato ed io la fatica di mandarvi al diavolo. Sono ateo, comunista, mangiapreti e via dicendo. Siete stati avvertiti.

Cosa è veramente successo

Secondo Repubblica ed il Corriere, Andrea Rivera ha detto, testualmente:

«Il Papa ha detto che non crede nell’evoluzionismo. Sono d’accordo, infatti la Chiesa non si è mai evoluta»

«Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby. Invece non è stato così per Pinochet, a Franco e per uno della banda della Magliana. È giusto così. Assieme a Gesù Cristo non c’erano due malati di Sla, ma c’erano due ladroni».

Sulla prima affermazione non c’è da discutere: la Chiesa Cattolica si schiera contro la teoria dell’evoluzione da quando essa esiste e continua a farlo tuttora. Lo Stato italiano, nella forma del governo di destra di Silvio Berlusconi, ha persino cercato di affossare l’insegnamento dell’evoluzione nelle scuole senza nemmeno passare per una discussione democratica. Se questo non vi risulta potete riparare la vostra memoria cattolica leggendo uno qualunque dei numerosi articoli che ne parlano.

http://www.girodivite.it/Moratti-cancella-Darwin.html

http://www.repubblica.it/2005/a/sezioni/cronaca/riforscuola/darwin/darwin.html

http://italy.indymedia.org/news/2005/02/738287.php

http://www.cicap.org/articoli/at101952.htm

http://www.pianetascuola.it/attualita_scientifica/articoli/darwin/unita_1.htm

http://www.fisicamente.net/index-507.htm

Ora Darwin è tornato, promosso a pieni voti, ma certo non per merito dei cattolici.

Sulla seconda affermazione, cioè sul fatto che la Chiesa non si sia mai evoluta, possiamo discutere ma resta il fatto che fa parte degli assiomi di base di qualunque religione, inclusa quella cattolica, quello di restare fedeli alle proprie radici. Una posizione coinservatrice e anti-adattativa (anti-evolutiva) è quindi parte integrante del DNA religioso.

Sulla questione dei funerali, c’è poco da discutere. Sono fatti di cronaca a conoscenza di tutti coloro che vedono almeno il telegiornale. Potete verificare da soli rovistando negli archivi online dei giornali o consultando Wikipedia.

Quindi, si possono dire molte cose di Andrea Rivera ma certo non si può dire che abbia mentito.

Non si può nemmeno dire che abbia offeso qualcuno. Avete forse trovato delle offese verbali tra le sue parole?

Terroristi?!

Secondo l’Osservatore Romano:

“Anche questo è terrorismo. È terrorismo lanciare attacchi alla Chiesa. È terrorismo alimentare furori ciechi e irrazionali contro chi parla sempre in nome dell’amore, l’amore per la vita e l’amore per l’uomo. È vile e terroristico lanciare sassi questa volta addirittura contro il Papa, sentendosi coperti dalle grida di approvazione di una folla facilmente eccitabile.”

Quindi sarebbe terrorismo.

Dire cose vere in pubblico, senza offendere nessuno, sarebbe terrorismo. Esprimere le proprie opinioni pubblicamente su fatti noti a tutti sarebbe terrorismo.

Ed allora cosa non sarebbe terrorismo?

Andrea Rivera avrebbe vilmente lanciato dei sassi contro il Papa (metaforicamente parlando) perchè ha detto pubblicamente che non approva la condotta della Chiesa su alcuni punti fondamentali.

Forse è il caso di ricordare a questi Signori il seguente frammento della Costituzione Italiana.

Art. 21.

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

Fintanto che Andrea Rivera agisce fuori dalle mura vaticane, questa è la legge che deve rispettare. E l’ha rispettata, nella forma e nella sostanza. Niente terrorismo. Niente sassi. Solo il normale diritto di parola di un uomo libero in un paese democratico.

Ignoranti?!

Sempre secondo l’autorevole quotidiano:

“Ed usando argomenti risibili, manifestando la solita sconcertante ignoranza sui temi nei quali si pretende di intervenire pur facendo tutt’altro mestiere. Ieri, dunque, al tradizionale concerto del 1° maggio, in piazza San Giovanni, uno dei “conduttori” ha tenuto un piccolo comizio nel quale ha mischiato varie cose e varie aggressioni verbali, dando vita ad un confuso e approssimativo discorso sull’evoluzionismo e sui temi della vita e della morte.”

Il “piccolo comizio” di Andrea Rivera si è protratto per “ben” 62 parole. Decisamente piccolo, soprattutto se si considera che l’articolo dell’Osservatore Romano che lo condanna tanto duramente si protrae per 398.

Sul fatto che abbia utilizzato argomenti risibili, mi permetto di dissentire. Ha mosso delle contestazioni importanti su temi fondamentali della condotta della Chiesa.

Sul fatto che abbia mostrato una “sconcertante ignoranza” mi permetto di dissentire e di indignarmi: Andrea Rivera ha detto solo cose vere. Non ha mostrato nessuna ignoranza dei fatti per quanto riguarda le cose di cui ha parlato. Forse Rivera non sa come si curi un raffreddore ma di certo sa come sono stati celebrati i funerali di Welby, di Pinochet e di almeno un esponente della banda della Magliana. Di certo sa bene qual’è, da sempre, l’atteggiamento della Chiesa e dei cattolici nei confronti di Darwin. Nessuna ignoranza. Solo fatti.

Andrea Rivera non ha affatto “mischiato varie cose”. Ha parlato di due soli temi fondamentali: l’evoluzione e l’atteggiamento della Chiesa nei confronti dell’eutanasia. Lo ha fatto da uomo libero che parla ad altri uomini liberi mettendo in gioco la sua faccia. Lo ha fatto senza offendere nessuno.

Andrea Rivera non ha aggredito nessuno. Non c’è traccia di offese o minacce nelle sue parole.

Andrea Rivera non ha affato “dato vita ad un confuso e approssimativo discorso sull’evoluzionismo e sui temi della vita e della morte”. Piuttosto ha detto chiaramente cosa pensava delle posizioni della Chiesa su questi temi.

E’ un suo ed un nostro diritto costituzionale.

Sindacalisti e politici….

“I sindacati ed altri partecipanti alla manifestazione si sono dissociati dalle parole del “conduttore”. “

Personalmente, non credo proprio che i sindacati possano andare fieri di questa loro presa di distanze. Andrea Rivera è stato chiamato da loro a lavorare e parlare per loro. Scaricarlo in questo modo non fa certo onore alle organizzazioni sindacali.

“Sono di queste ore gli attacchi e le minacce, pesanti, rivolte al Presidente della Cei, l’Arcivescovo Angelo Bagnasco, cui è arRiverata l’apprezzata solidarietà del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,”

Il Presidente della Repubblica non può che condannare gli “spiriti etilici” che si danno ad atti vandalici contro le Chiese. Deve essere così.

Nondimeno, il Presidente della Repubblica (che è stato eletto anche con il mio voto e dovrebbe rappresentare anche me) dovrebbe anche dedicare una parte delle sue energie al tentativo di arginare i palesi tentativi di interferenza della Chiesa Cattolica nella vita politica del paese. Le minacce (perchè di minacce si è trattato) rivolte ai deputati cattolici dalle alte gerarchie ecclesiastiche negli ultimi mesi avrebbero meritato una presa di posizione del Presidente molto più dura di quanto lo meritasse una scritta vandalica sui portoni di una Chiesa.

Due pesi e due misure. Un atteggamento politico dettato evidentemente dalla paura che, per quanto mi riguarda, costerà il mio voto alla sinistra “moderata” di Prodi e di Napolitano.

Laicismo opportunista?!

“Le parole del “conduttore” forse sono solo espressione di una sconcertante superficialità. Ma la loro pericolosità non è altrettanto superficiale. Sono di queste ore gli attacchi e le minacce, pesanti, rivolte al Presidente della Cei, l’Arcivescovo Angelo Bagnasco, cui è arRiverata l’apprezzata solidarietà del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che si sta battendo con coraggio anche sul tema degli incidenti sul lavoro. Sono di queste ore anche gli slogan nei cortei inneggianti ai terroristi, i messaggi che appaiono su internet, provenienti da “br” in carcere, un’offensiva che cerca di trovare terreno fertile nell’odio anticlericale. Un odio purtroppo coscientemente alimentato da chi fa del laicismo la sua sola ragione d’essere, per convenienza politica.”

Francamente, non vedo come Andrea Rivera possa essere accusato di “sconcertante superficialità” per aver detto cose vere, facilmente verificabili da chiunque, e significative per la vita politica del paese. Dove starebbe la superficialità?

Comunque, parliamo di cose serie. Che esistano terroristi è un fatto. Che questi terroristi abbiano qualcosa a che fare con il mondo laico, è sicuramente un’altra questione.

Sfido pubblicamente chiunque, in questa sede, a dimostrare che le organizzazioni laiche italiane abbiano qualcosa a che fare con il terrorismo. Se siete in grado di portare dati dimostrabili, fatelo (di fronte alla Magistratura)! Se non siete in grado di farlo, tacete! Parlare senza avere prove è diffamazione.

Infine, vi invito a riflette su questa frase:

“Un odio purtroppo coscientemente alimentato da chi fa del laicismo la sua sola ragione d’essere, per convenienza politica.”

Veramente, secondo voi, il mondo laico italiano, che si batte, ad esempio, per il diritto all’eutanasia, può essere accusato di queste bassezze?

Personalmente, trovo queste accuse semplicemente spregevoli e sfido ancora una volta l’Osservatore Romano a dimostrarle od a tacere. L’autorevole quotidiano cattolico è già andato ben oltre il limite della diffamazione con queste frasi.

In nome dell’Amore?!

“Lo dimostrano le interpretazioni capziose di discorsi fatti dallo stesso Presidente della Cei, discorsi condotti sempre, come si diceva, in nome dell’amore, in difesa del bene dell’uomo, ragionamenti articolati e argomentati, rivolti a chi ha l’onestà di ascoltarli.“

Per amor di cronaca, i “ragionamenti articolati e argomentati” di Monsignor Bagnasco sono stati, ad esempio, i seguenti (scusate la lunghezza della citazione ma è necessaria per non essere accusati di fare “interpretazioni capziose “).

“Nel momento in cui si perde la concezione corretta autotrascendente della persona umana, – ha affermato mons. Bagnasco – non vi è più un criterio di giudizio per valutare il bene e il male e quando viene a cadere un criterio oggettivo per giudicare il bene e il male, il vero e il falso, ma l’unico criterio o il criterio dominante è il criterio dell’opinione generale, o dell’opinione pubblica, o delle maggioranze vestite di democrazia – ma che possono diventare ampiamente e gravemente antidemocratiche, o meglio violente – allora è difficile dire dei no, è difficile porre dei paletti in ordine al bene”.

”Perché dire di no a varie forme di convivenza stabile giuridicamente, di diritto pubblico, riconosciute e quindi creare figure alternative alla famiglia? Perché dire di no? Perché dire di no all’incesto come in Inghilterra dove un fratello e sorella hanno figli, vivono insieme e si vogliono bene? Perché dire di no al partito dei pedofili in Olanda se ci sono due libertà che si incontrano? E via discorrendo, perché poi bisogna avere in mente queste aberrazioni secondo il senso comune e che sono già presenti almeno come germogli iniziali”.

”Oggi ci scandalizziamo ma, a pensarci bene, se viene a cadere il criterio antropologico dell’etica che riguarda la natura umana, che è anzitutto un dato di natura e non di cultura, è difficile dire ‘no’. Perché dire no a questo a quello o a quell’altro. Se il criterio sommo del bene e del male è la libertà di ciascuno, come autodeterminazione, come scelta, allora se uno, due o più sono consenzienti, fanno quello che vogliono perché non esiste più un criterio oggettivo sul piano morale e questo criterio riguarda non più l’uomo nella sua libertà di scelta ma nel suo dato di natura”.

“Vi è necessità di porre dei paletti a una società che sta andando alla deRivera. Oggi comunicare i valori dell’uomo e della fede non è facile perché in queste epoca ci si deve scontrare con molti altri modi di pensare. La nota sui Dico è un esempio di impegno col quale noi vescovi ci siamo cimentati, con molta coralità, e a mio parere è un buon risultato. E’ un buon esempio di come oggi la comunicazione debba tener conto delle ragioni antropologiche. Non solo di quelle della fede, ma di quelle che deRiverano dal retto uso della ragione per non cadere nella facilissima accusa che i cattolici vogliono imporre le proprie convinzioni al popolo in un contesto di chiaro pluralismo e frammentazione culturale”.

Da Passi nel Deserto

Davvero queste prese di posizione contro tutto ciò che non si adegua alla indiscutibile autorità morale della Chiesa vengono fatte “in nome dell’amore, in difesa del bene dell’uomo”?

Personalmente, non vedo amore per l’uomo, e non vedo nessuna volontà di difenderlo, in queste parole. Vedo invece la volontà di soggiogare l’uomo, espropriandolo del diritto fondamentale di decidere della sua etica e del suo comportamento insieme ai suoi simili.

L’unica cosa certa è che questi ragionamenti sono “ rivolti a chi ha l’onestà di ascoltarli”. Difficilmente una persona che non sia già stata precondizionata ad accettare questo esproprio dell’etica da molti anni di indottrinamento cattolico potrebbe accettare queste parole senza indignarsi.

Anacronismi?!

“Eppure qualcuno li ha forzati per aprire una “guerra” strisciante, una nuova stagione della tensione, dalla quale trae ispirazione chi cerca motivi per tornare ad impugnare le armi, per rivitalizzare organizzazioni che hanno perso su tutti i fronti, primo fra tutti quello della storia. Anacronismi. Come quella presenza sul palco a San Giovanni. Un residuato in mezzo a tanti giovani.”

Chi ha acceso questa “nuova stagione della tensione”?

I laici che se ne stavano buoni buoni, in un Parlamento democraticamente eletto, a discutere di come una società democratica debba affrontare i problemi quotidiani con il dovuto senso della realtà ed il dovuto rispetto della persona?

Od è stato piuttosto qualcuno che ha minacciato di scomunica (senza poi arrivare ai fatti) tutti coloro che non si fossero attenuti ai suoi dictat morali, a partire dai politici eletti dal popolo nel parlamento di un’altro Stato sovrano?

Chi sarebbe l’anacronismo?

Andrea Rivera, con i suo trent’anni e la sua filosofia, del tutto aderente alle necessità del XXI secolo?

O non è piuttosto anacronistico qualcuno che pretenderebbe di imporre alla nostra società, che dispone della pillola anticoncezionale, della bomba atomica e dello Space Shuttle, la stessa etica che controllava la vita di una antichissima popolazione di pastori analfabeti, abituati a lavarsi due volte l’anno?

Commenti irrispettosi ed irresponsabili?

Padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, intervistato dal TG1, ha appena bollato come irrispettose ed irresponsabili le battute di Andrea Rivera.

Un senso di disgusto, secondo Sandro Bondi, portavoce di Forza Italia, è ciò che gli procurano le battute del nostro malcapitato comico. Tutti gli altri portavoce della destra italiana (compreso il Primo Ministro Romano Prodi, che parla di “scriteriati”), si sono schierati contro il conduttore/comico.

Andrea Rivera ha detto solo cose vere, facilmente riscontrabili sui giornali. Non ha offeso nessuno. Ha detto ciò che pensava, pubblicamente, mettendo in mostra la propria faccia, esattamente come prevede l’articolo 21 della Costituzione.

Cosa gli si può realmente rimproverare? Di non essersi genuflesso di fronte ad una autorità morale che non riconosce e verso la quale non ha nessun obbligo di obbedienza?

Conclusioni

Per quanto mi riguarda, ho sentito abbastanza, soprattutto da Prodi, per poter stabilire che non farò parte del nascente Partito Democratico. Non voglio avere nulla a che fare con una sinistra che non ha il coraggio di prendere posizione nei confronti della Chiesa in occasioni come questa.

Le prese doi posizione di Prodi su questo punto gli sono già costate almeno il mio voto.

Adesso devo fare anche un discorsetto con i sindacati (che hanno agito in modo unitario, in questa occasione, e sono quindi tutti ugualmente colpevoli).

Voi che farete? Andrete a messa?

Se posso consigliarvi qualcosa, andate a www.wordpress.com , create il vostro blog e dite quello che pensate. La politica si fa molto più in Rete (dove è possibile dire la propria opinione) che altrove, al giorno d’oggi. Non rinunciate a questa possibilità.

Alessandro Bottoni

alessandro.bottoni@infinito.it

alessandrobottoni@interfree.it

 

Links utili:

Osservatore Romano

Unione Atei e Razionalisti Italiani

 

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Comments
2 Responses to “Andrea Rivera, Monsignor Bagnasco ed il terrorismo”
  1. rosalba s ha detto:

    Comlimenti Alessandro. Un’ottima analisi che smaschera quel linguaggio vuoto che i clericali adottano in mancanza di serie argomentazioni.
    Grazie
    Rosalba

  2. Dandy Rotten ha detto:

    Sarebbe bene che nel 2007, chi accusa di terrorismo Rivera, si facesse una ragione della propria ignoranza e arroganza.
    Non è peccato mortale satireggiare sulla Chiesa, ma non perchè da agnostico non credo nel “peccato mortale”, ma perchè penso che se nel 2007 deve comunque esistere una Chiesa (deve per forza?), che questa sia almeno più vicina alla gente e alla realtà!
    Nel 2007 non è estremismo o terrorismo parlare di laicità, parlare di infallibilità del papa e di inquisizioni invece lo è!

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