Un’etica senza Dio

Ho appena finito di leggere “Un’etica Senza Dio” di Eugenio Lecaldano. Da ateo convinto, vi racconto cosa ne penso. Se domenica scorsa siete andati a messa, vi sconsiglio di proseguire nella lettura.

Le fonti

Il libro di cui stiamo parlando è questo:

“Un’etica senza Dio”

di Eugenio Lecaldano

Laterza 2006

ISBN 8842080004

12 euro a Marzo 2007

Il nocciolo della questione

Il libro di Lecaldano è molto più interessante e molto più utile di altri che si vedono sugli scaffali delle librerie in questi giorni. In particolare lo consiglio come sostituto del libro di Augias (“Inchiesta su Gesù”) e di quello di Odifreddi (“Perchè non possiamo essere Cristiani”). Lecaldano, infatti, centra il nocciolo della questione: non si chiede ai Cristiani (od ai credenti di altre Religioni) di abbandonare la loro Fede, si chiede a queste persone di non tentare di imporre la loro visione del mondo ad altre persone che ne hanno già un’altra, del tutto diversa dalla loro ed altrettanto degna.

Dio è incompatibile con l’Etica

Più esattamente, Lecaldano ricorda come almeno 300 anni di riflessione filosofica di alto livello (dgli Illuministi ai giorni nostri) abbiano già chiaramente dimostrato che Dio non è compatibile con l’Etica.

Non lo è perchè tenta di sottrarre all’Uomo il diritto ed il dovere di sviluppare e di mantenere nel tempo un’etica che sia realmente frutto della sensibilità umana e, come tale, sia in grado di risolvere i problemi che l’Uomo si trova ad affrontare quotidianamente.

L’etica è la scelta fondamentale di un essere cosciente e sociale. È l’etica che stabilisce lo scopo dell’esistenza e le sue linee guida. Ogni altra decisione è secondaria rispetto ad essa. Per questo nessun essere pensante può delegare la responsabilità di questa scelta ad altri, nemmeno a Dio.

Chi abdica a questa responsabilità per adottare un’etica preconfezionata, qualunque essa sia, non si impadronisce di un’etica migliore. Si limita a rinunciare alla possibilità di costruire qualunque tipo di etica perchè l’etica è riflessione razionale, confronto con gli altri e scelta personale. Non può essere acquistata sulle bancarelle.

L’etica dei Miscredenti

Dal libro di Lecaldano è anche possibile “distillare” i princìpi di base dell’etica razionalista (cioè le cose in cui credono coloro che non credono in Dio):

  1. Solidarietà. Si soffre per la sofferenza degli altri e si gioisce per la loro felicità. Non occorre essere religiosi per questo: basta il normale patrimonio di neuroni, emozioni ed adattamenti evolutivi che caratterizza la nostra specie (e molte altre).

  2. Giustizia. Non si accetta che vengano calpestati i diritti di nessuno.

  3. Imparzialità. Si è tutti uguali di fronte all’etica ed alla legge.

  4. Razionalità. Possono essere imposte solo regole che abbiano il conforto della ragione. La superstizione non può guidare le nostre scelte.

  5. Libertà. Possono essere imposti solo i limiti che sono necessari per salvaguardare i diritti di altri individui, gli interessi comuni della società o le risorse ambientali da cui tutti dipendiamo. Non può essere limitata la libertà di pensiero, di parola e di azione di un individuo se il suo esercizio non comporta danni per nessuna di queste entità.

  6. Condivisione. Si possono certamente imporre dall’alto delle leggi (giuste o sbagliate che siano) ma non si può imporre un’etica. L’etica, per sua stessa definizione nasce dall’analisi razionale del mondo in cui viviamo, della nostra società e dei suoi bisogni. L’etica nasce dalla discussione e dal confronto delle idee. L’etica si adatta alla realtà del momento storico, della tecnologia disponibile e dello stadio culturale di una società. Di conseguenza, l’etica può solo nascere da un accordo comune su quali debbano essere i valori da perseguire e quali gli strumenti per raggiungerli.

Questo elenco, da solo, dovrebbe essere sufficiente a dimostrare che chi non crede in Dio è molto lontano dal non possedere un’etica.

Dio è incompatibile con la Ragione

Com’è inevitabile, il libro di Lecaldano finisce anche per dimostrare come la Fede in un qualunque Dio sia incompatibile con l’esercizio della Ragione. In realtà, Lecaldano non fa altro che ricordare il lavoro di analisi svolto nei secoli passati da molti filosofi occidentali (alcuni dei quali credenti ed alcuni dei quali portati in palmo di mano dalla Destra religiosa per altri motivi).

Il lavoro di questi filosofi parla chiaro: se si accetta una guida spirituale superiore, si accettano il suo punto di vista ed i suoi valori riguardo ad un punto talmente fondamentale del pensiero da mettere in discussione ogni altra cosa. In questo modo si abdica al diritto ed al dovere di sottoporre la realtà ad una analisi accurata e critica. Se si sceglie la Fede, si abbandona la Ragione. Non c’è compromesso.

Dio è incompatibile con la Pace

Ma c’è di più: dalla pratica della nostra storia risulta chiaro come la Religione sia incompatibile con la Pace ed il rispetto dei Diritti Umani. Come ricorda Lecaldano, se si accetta l’idea che esista un “bene superiore” (ad esempio la salvezza dell’anima e la vita dopo la morte), allora la nostra vita terrena, i nostri diritti terreni, la nostra stessa vita e la nostra stessa salute diventano, per forza di cose, beni secondari e spendibili.

Non si sarebbero potuti erigere roghi e combattere crociate se così non fosse.

Ignoranti

Il libro di Lecaldano è diviso in due parti: una prima sezione di circa 50 pagine di analisi filosofica ed una seconda sezione di altre 50 pagine dedicata alle fonti. Lecaldano raccoglie in questa seconda sezione le citazioni salienti di alcuni filosofi ed un’ampia bibliografia ragionata sul tema. Personalmente, sono grato a Lecaldano di questo lavoro perchè serve a chiarire un punto: non si è atei per ignoranza.

Mi càpita spesso di venire accusato di ignoranza quando parlo di religione. Questo è un fatto curioso perchè ho ricevuto una solida ed estesa formazione cattolica, ho ricevuto tutti i sacramenti previsti dalla Chiesa (tranne due: l’estrema unzione e l’ordinamento sacerdotale), ho ricevuto una formazione filosofica di livello universitario e sono da circa 30 anni un attento studioso di queste cose. Chi mi legge spesso non riesce letteralmente a credere che si possa conoscere bene Dio (o, più esattamente, si possa conoscere bene ciò che di Dio raccontano gli uomini) e non credere in esso.

Ringrazio Lecaldano per avere ricordato a tutti che esiste una ampia ed esaustiva trattazione laica e razionalista di questi temi. Non siamo atei perchè non conosciamo Dio. Anzi: forse lo siamo proprio perchè lo conosciamo bene.

Conclusioni

Gran bel libro. Da comprare e da leggere avidamente. Se posso trovare una pecca a Lecaldano è la sua prosa, tipicamente “filosofica” e quindi non molto leggibile. In ogni caso, anche un lettore di medie capacità è perfettamente in grado di seguire l’articolazione degli argomenti, magari appoggiandosi a Wikipedia per i dettagli.

Alessandro Bottoni

alessandro.bottoni@infinito.it

alessandrobottoni@interfree.it

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